LaRedoute

Per gli appassionati di design si apre il Salone del Mobile di Parma

Decima edizione per l’evento fieristico parmense dal 28 gennaio al 5 febbraio

In continuità con le scorse edizioni, l’evento organizzato da Fiere di Parma e da Orgacom, riserva delle aree dedicate ai topics dell’Abitare e del Benessere con previsioni di grande affluenza di pubblico.

L’ équipe dal nome Octopus Lab Project curerà l’area Vivi Meglio occupandosi di argomenti legati all’ambiente, alla capacità d’inventiva e all’impegno sociale.

Nuovi oggetti, realizzati in serie limitata, saranno esposti all’interno di uno spazio relax dove poter anche utilizzarli, con lo scopo di dare spicco a quello che rappresenta l’idea di progetto, e, dunque, al concept. Materiali protagonisti saranno il legno ed il ferro.

L’area Vivi Verde, invece, si dedicherà interamente a tutte le soluzioni di outdoor, dal verde all’arredo, dalle terrazze alle piscine, al fine di offrire visibilità a questa fetta di mercato, ma soprattutto di perseguire una migliore qualità della vita e degli spazi esterni.

Al termine della manifestazione è prevista l‘estrazione di un premio di 10.000 euro con il Concorso Vinci&Arreda, che mette in palio la possibilità di acquistare complementi d’arredo presso i vari espositori partecipanti alla fiera.

Il Salone del Mobile di Parma, facendo uso del confronto  tra le differenti forme epressive , che lasciano spazio alla creatività e all’immaginazione, vuol rappresentare anche quest’anno un’occasione importante per affrontare le tematiche correlate all’ambiente, al riutilizzo ed alla sostenibilità.


edilportale.com

 

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone - turismoculturale@simail.it

A Gerba forum internazionale turismo mediterraneo

Una conferenza internazionale sul turismo mediterraneo è stata indetta dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (Omt) e dal ministero del turismo di Tunisi per il 16 e il 17 aprile a Gerba. L'iniziativa, informano fonti dell'Omt, che ha sede a Madrid, è stata annunciata nel corso del Forum di Investimenti Turistici in Africa, Investour, che si è celebrato durante l'ultima edizione della fiera madrileña del turismo, Fitur. Al riguardo il segretario generale della Omt, Taleb Rifai, ha sottolineato: "Nonostante il Mediterraneo sia la regione più visitata del mondo, con oltre 200 milioni di arrivi di turisti l'anno, affronta numerose sfide: politiche, ambientali e sociali". Per cui la conferenza di Gerba "consentirà di fare un bilancio delle tendenze del turismo nella regione e adottare una visione condivisa per affrontare in maniera adeguata le sfide", ha aggiunto. Al forum Investur, al quale è intervenuto il nuovo ministro del turismo di Tunisi, Elyes Fakhfakh, il segretario generale della Omt ha ribadito che la città magrebina "torna sulla scena ed è preparata per intraprendere una riattivazione solida e costante" e che la conferenza internazionale "non potrá essere celebrata in un luogo migliore". Alla conferenza prenderanno parte agenti turistici del Mediterraneo per confrontarsi sulle possibilità di sviluppo del settore, rispetto alle sfide della sostenibilità e la concorrenza di altre regioni del mondo.

(ANSAmed)

Turismo: Trentino; nasce progetto Ecoristotrazione. Prevede assegnazione di un marchio di sostenibilita' ambientale

Il Tavolo di Lavoro del progetto "Ecoristorazione Trentino" ha approvato un Accordo di programma per la diffusione del marchio di sostenibilità ambientale assegnato agli esercizi che rispettino un disciplinare costituito da 26 azioni virtuose: riduzione dei rifiuti, la promozione di prodotti "a filiera trentina", riduzione dei consumi idrici ed energetici, valorizzazione dell'acqua di rete, utilizzo di prodotti-servizi ecologici e coinvolgimento della clientela nell'attuazione di "buone pratiche". Ristoranti, pizzerie, agriturismi, alberghi e strutture ricettive interessati al marchio "Ecoristorazione Trentino" devono soddisfare 7 requisiti obbligatori e raggiungere un punteggio minimo di 18 punti su 50 messi a disposizione da 19 requisiti facoltativi.

L'iniziativa coinvolge Provincia autonoma, Comune di Trento e le principali associazioni di categoria del comparto ristorativo trentino: Associazione Albergatori ed Imprese Turistiche della Provincia di Trento (Asat), Associazione Agriturismo Trentino, Associazione Ristoratori del Trentino, Confesercenti del Trentino e Unione Albergatori del Trentino (Unat). (ANSA).

Travelexpo In 2012: convegni ed open forum per rilanciare il turismo in Sicilia

PALERMO - Un workshop B2B che punta al confronto tra tour operator nazionali, agenti di viaggio siciliani e operatori turistici. Un convegno internazionale con i vertici dello Skal International per festeggiare i 60 anni dello Skal Club Palermo. Un premio speciale messo in palio dal Cnr di Napoli per l’idea migliore tra le nove selezionate nell’ambito de «La Vetrina dei Progetti». E infine, un focus su distretti turistici e uno sul ruolo del trade. Si preannuncia articolato il programma della terza edizione di TravelexpoIn, il Salone dell'offerta turistica di eccellenza, in programma dal 27 al 29 gennaio al San Paolo Palace a Palermo, promosso dalla Logos, con la Provincia Regionale di Palermo e l’Assessorato al Turismo della Regione siciliana. Una edizione che, per esorcizzare la crisi, punta a promuovere nuove iniziative utili per favorire l'incontro tra domanda ed offerta in un momento in cui il mercato, nonostante tutto, dimostra interesse e bisogno di essere sollecitato. In particolare, per favorire la commercializzazione e il posizionamento della Sicilia sul mercato nazionale, al workshop prenderanno parte anche 24 buyer, selezionati tra aziende interessate ai diversi segmenti che la Sicilia turistica può offrire.
CONVEGNO - A fare da prologo a questa terza edizione il convegno «Oltre il turismo la civiltà del viaggio come mezzo di dialogo interculturale per esploratori, viaggiatori e turisti di oggi e domani», in programma venerdì 27 gennaio alle 9.30 a Palazzo Steri. Su questo tema, infatti, lo Skal International Palermo celebrerà i 60 anni dalla sua fondazione con un incontro a cui parteciperanno Karine Coulanges, vicepresidente Skal International; Giuseppe Rubaudo, presidente Skal Club Italia, e tutto il Consiglio Nazionale costituito dai presidenti del club Italiani. Tra gli interventi tecnici sono previsti quelli di Magda Antonioli Corigliano, direttore MET (Master in Economia del Turismo) dell’Università Bocconi; di Girolamo Cusimano, direttore del Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Palermo; e di Marco Salerno, direttore generale del Dipartimento dell’Assessorato Regionale al Turismo. Sono inoltre previsti i saluti di Roberto Lagalla, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo; Giovanni Avanti, presidente della Provincia; e Giuseppe Cassarà, vicepresidente nazionale Confturismo.
IL PREMIO - La novità di quest'anno è il premio speciale assegnato da un gruppo di ricercatori del Cnr di Napoli in memoria della collega Clara Petrillo, prematuramente scomparsa nel 2010. L’attività convegnistica sarà invece concentrata nella giornata di sabato 28 gennaio. In mattinata, con inizio alle 9.30, è previsto il seminario dal titolo "Presente e futuro dei Distretti turistici", lo strumento voluto dall’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana che proprio in questi giorni si avviano a muovere i primi passi, mentre nel pomeriggio, dalle 15.30, si svolgerà il seminario sul tema "Operatori turistici: in viaggio verso il futuro", per avviare una nuova stagione di dialogo tra le varie componenti della filiera turistica siciliana, in primis albergatori, tour operator e agenti di viaggio.
Redazione online - corriereselmezzogiorno

segnalaione web a cura di Giuseppe Serrone
turismoculturale@simail.it

Le montagne di luce, Kim Minjung a Roma Fino al 4 marzo al Macro le opere dell'artista coreana


(di Nicoletta Castagni)

Carte colorate, china, combustioni, le opere dell'artista coreana Kim Minjung sono in mostra fino al 4 marzo negli spazi del Macro Testaccio. Al centro della rassegna (organizzata nell'ambito della Biennale Le vie della Seta), un grande lavoro appositamente realizzato dalla Minjung per questa esposizione, lungo circa 30 metri e appartenente alla serie Mountains.

La mostra curata da Gianluca Ranzi si intitola 'Kim Minjung. Il suono della luce' e presenta per la prima volta nella capitale la raffinata poetica dell'artista (classe 1963), capace di miscelare con sapienza la cultura orientale e quella occidentale, che conosce molto bene dal momento che nel '91 e' venuta a studiare all'Accademia di Brera e a Milano ha mantenuto un atelier, dove lavora per lunghi periodi.

Il ciclo Mountains è forse il più famoso della Minjung, e consiste in una serie di lavori in cui la luce gioca un ruolo fondamentale, creando impalpabili trapassi atmosferici dal grigio perla al nero assoluto. L'ispirazione di queste opere, racconta l'artista, risale al '97, quando, durante una passeggiata all'alba, è colpita dal paesaggio circostante, da una roccia sul mare, dall'osservazione delle onde.

Una stretta risonanza con l'infinità del tutto ed ecco le Mountains, in cui luce, oscurità e colore sono resi con delicatissime pennellate sovrapposte, simili a creste montuose o ondate sonore che continuano a vibrare e a comporsi in toni digradanti. Gli altri lavori che affiancano al Macro questa monumentale installazione raccontano l'evoluzione del percorso pittorico della Minjung nella sua completezza.

In essi risulta evidente come la combinazione di pieno e di vuoto sia una delle caratteristiche del lavoro dell'artista, ottenuta attraverso la sapiente composizione di sottilissime carte colorate unite all'uso del pennello, della china e della bruciatura. Il colore e le forme si legano allo sfondo, quasi ad attraversarlo da una parte all'altra e una miriade di punti, cerchi, filamenti e striscioline danno vita a una metamorfosi continua delle forme naturali. Non manca l'elemento del fuoco, usato per bruciare i bordi delle sottilissime carte, disposte a strati per comporre l'immagine, che quasi assurge a simbolo della mutazione istantanea, dell'impermanenza che domina ogni aspetto della vita.

ansa

Trasgressione in maschera a Bellinzona Dal 16 al 21 febbraio feste, sfilate e travestimenti per la settimana di Rabadan

Parate in maschera, divertimento trasgressivo e feste per bambini a Bellinzona: nella capitale del Carnevale e del cantone svizzero del Ticino tutto è quasi pronto per la settimana di Rabadan, manifestazione che da oltre 140 anni intrattiene i residenti e richiama turisti anche al di fuori dei confini nazionali.

Quest'anno il
Carnevale di Rabadan si svolge dal 16 al 21 febbraio con un programma adatto sia a gruppi di amici che hanno voglia di fare le ore piccole, sia a famiglie con bambini in cerca di uno svago più contenuto: dopo la simbolica consegna delle chiavi a Re Rabadan ha inizio una festa fatta di sfilate, cortei, esibizioni musicali, performance teatrali. Suggestivo il "Grande Corteo Mascherato" cui prendono parte ogni anno migliaia di comparse che animano una sfilata umoristica con musiche, carri e gruppi. Una kermesse che coinvolge l'intera città. È consigliabile anche procurarsi prima la tessera di accesso a Bellinzona, per evitare le consuete file ai portali d'accesso, presso l'ufficio del turismo o le stazioni ferroviarie del cantone. (www.rabadan.ch e www.bellinzonaturismo.ch)

Al vortice di colori e musiche del Carnevale si possono alternare itinerari più sobri alla scoperta dei
gioielli medievali di Bellinzona, nel cuore della Svizzera italiana. Patrimonio Unesco sono i tre castelli che 'proteggono' la città: Castelgrande, Castello di Montebello e Castello di Sasso Corbaro. La località è in parte circondata dalle antiche mura e nel centro storico sono visibili testimonianze dello stile delle borgate medievali lombarde. (www.bellinzonaunesco.ch)

ansa

La prigione diventa albergo. Dormire in cella, da Stoccolma a Istanbul, in antiche prigioni trasformate in hotel

Il Malmaison di Oxford
Dormire dietro le sbarre, ma sapendo che al mattino si potrà uscire per visitare una bella città europea. Per chi è in cerca di un'esperienza insolita e fuori dal comune non mancano le opportunità di sperimentare una notte in gattabuia, senza rinunciare al comfort e, soprattutto, senza farsi arrestare. Sono diversi gli hotel ricavati da ex carceri, che alla suggestione della cella uniscono letti morbidi e arredamenti curati. Il sito Skyscanner ne suggerisce alcuni, da Stoccolma a Oxford, da Amsterdam a Lucerna, fino a Istanbul.

Nella capitale svedese è a disposizione
l'antico Carcere della Corona di Stoccolma, chiuso nel 1975 ed oggi trasformato nell'Hotel Långholmen. L'albergo prende il nome dall'isola che lo ospita, una delle più grandi della città, raggiungibile attraversando il ponte Långholmsbron. Qui si può prenotare una cella singola o doppia (con arredamento moderno, porte spesse e alte finestre) visitare il museo della prigione, passeggiare nella piccola spiaggia, fare jogging lungo il sentiero e provare la cucina svedese in un antico casale che adesso ospita il ristorante. La cella doppia costa circa 150 euro a notte, ma si risparmia optando per l'ostello, con celle da 2-4 letti.

Per trascorrere una notte in prigione in Svizzera bisogna andare a
Lucerna, nell'edificio che fino al 1998 ha accolto i detenuti e che ora è il Jailhotel Löwengraben. Il listino delle celle, dignitose ma piccoline, parte da 85 euro. Chi desidera più spazio può optare per le suite, ricavate nella sala delle visite, nella biblioteca e nell'ufficio del direttore del carcere. Per i più spartani, invece, ci sono le camere unplugged, che offrono una vera esperienza carceraria con tanto di sbarre alle finestre e doccia in comune.

Per l'
Hotel Lloyd, nell'area portuale di Amsterdam, la trasformazione è avvenuta al contrario. L'albergo è diventato una prigione durante la seconda guerra mondiale per poi tornare a ospitare i turisti nel 2004. Ampliato da 50 architetti e designer olandesi, ora conta 117 camere da una a cinque stelle. Si va da stanze essenziali e moderne a suite lussuose, con tanto di pianoforte a coda e bagno in fibra di vetro. I prezzi partono da 80 euro. 

Nel Regno Unito l'ottavo albergo dalla catena
Malmaison, dal tipico stile gotico, un tempo era il carcere di Oxford. Adesso, però, l'edificio vittoriano è un boutique hotel di lusso a due passi dal centro cittadino, con scale di metallo e strette passerelle che conduco a camere e suite eleganti dalle testiere in pelle e tappezzerie ricercate. I prezzi partono da 80 euro a notte.

Tutto sembra fuorché una prigione il
Four Season di Istanbul.  In stile neo-classico, vicinissimo alla Moschea Blu e al Palazzo Topkapi, al suo interno offre una spa dove farsi massaggiare, la palestra, la sauna e il ristorante, ospitato in un padiglione di vetro. Le camere, confortevoli e superaccessoriate, non ricordano affatto la loro precedente destinazione d'uso. E non potrebbe essere altrimenti, visto il listino da 300 euro a notte.

ansa

Passeggiate romane d'inverno. Tra arte contemporanea, musica e tanti eventi

Campo de' Fiori (Foto Benedetta Ciampa)
(Di Eugenia Romanelli - ansa)

Roma sempre più città aperta e cosmopolita, fulcro e centro di esperienze artistiche e culturali sperimentali e d’avanguardia, con teatri di ricerca, laboratori interattivi, eventi multietnici, iniziative multimodali, centri culturali, festival, rassegne e locali innovativi. Insomma, una capitale degna di un respiro transnazionale alla stregua di Londra, Parigi e Berlino.

In questa rubrica raccontiamo in una manciata di tappe quali sono le esperienze top per chi già conosce la città ma vuole viverne l’atmosfera mossa e cangiante, i cambiamenti, le trasformazioni in continuo divenire (per gli appuntamenti e l’ospitalità, si vedano gli articoli correlati).


Gli appassionati di arte contemporanea (ma non solo), devono tenere d’occhio le iniziative di
MACRO (vale la pena fermarsi al ristorante MACRO138 o al MACRO cafè), nato nel 1999 dalla riconversione dei vecchi stabilimenti della birreria Peroni e poi ampliato dall'architetto francese Odile Decq (www.macro.roma.museum/), il MACRO Testaccio, nel complesso ottocentesco dell’ex-Mattatoio, frequentato da un pubblico giovane e giovanile (www.macro.roma.museum/macro_testaccio/struttura_del_museo), e La Pelanda, Centro di Produzione Culturale di 5000 mq, bellissimo esempio di architettura industriale che ospita manifestazioni di vario genere (http://www.macro.roma.museum/macro_testaccio/la_pelanda_centro_di_produzione_culturale).

Anche la
Centrale Montemartini è da non perdere (www.centralemontemartini.org): l’ex Centrale Termoelettrica riconvertita in sede museale, dal 1997 è uno straordinario esempio di archeologia industriale che ospita centinaia di sculture romane (lì trasferite in occasione della ristrutturazione del complesso capitolino).

E poi i
Mercati di Traiano, eccezionale connubio tra passato e futuro, con allestimenti molto suggestivi (www.mercatiditraiano.it). Invece il Museo Carlo Bilottiwww.museocarlobilotti.it) è una chicca all’interno di Villa Borghese, coi suoi 18 lavori di Giorgio de Chirico, i ritratti Tina e Lisa Bilotti di Andy Warhol, il dipinto “L'estate” di Gino Severini e il grande Cardinale in bronzo di Giacomo Manzù, esposto all'esterno. (
Il Chiostro del Bramante poi (http://chiostrodelbramante.it), dietro piazza Navona, vale una visita sia per le originali mostre che propone sia per il delizioso bar sul chiostro. Infine, tre luoghi topici: il Museo Nazionale d’Arte Moderna e Contemporaneawww.gnam.beniculturali.it), dove si consiglia anche un pranzo tra le opere d’arte al ristorante “Caffè delle Arti”, il Palazzo delle Esposizioni (www.palazzoesposizioni.it) e il Maxxi (www.fondazionemaxxi.it), appena inaugurato: dedito alla promozione dell’arte giovane è un museo del contemporaneo all’interno di un’architettura fuori dagli schemi, “punto di partenza per una nuova pratica museografica che rompe con il passato”. I 13.500 metri quadri di superficie ospitano una collezione non eccezionale ma molto interessante per gli aspetti di sperimentazione (qui trovano rappresentanza tutte le arti e il teatro, la danza, la musica, la moda, la grafica, il cinema, la pubblicità trovano uno spazio vivo dove confrontarsi).
(
Per quanto riguarda la musica, è l’Auditorium Parco della Musicawww.auditorium.com) lo spazio più importante della città, luogo internazionale di dialogo tra le arti: sia per il calendario delle varie sale (Santa Cecilia, Sino poli, Petrassi, Teatro Studio, etc) ma anche per il bar e il ristorante Red (www.redrestaurant.roma.it).
(
Per chi invece preferisce il turismo enogastronomico ed è in cerca, anche qui, di sperimentazioni e di luoghi non convenzionali, suggeriamo l’antica fabbrica di cioccolato SAID (www.said.it), dove a pranzo si può mangiare con un ricco buffet di verdure e healthy food, il pomeriggio assaggiare torte e dolci da far rinvenire il più depresso dei palati, all’ora dell’aperitivo degustare champenoise o vini al bicchiere non banali, e a cena fare un’esperienza romantica al lume di candela con musica soffusa e una cucina elegante (non a prova di portafoglio).

Anche ‘Gusto è divertente, un enorme locale multimodale tra bar, pizzeria, cigar club, ristorante e osteria: frequentato da pubblici misti, per lo più ospita professionisti o giovani che poi, il venerdi e il sabato, si fermano a ballare nei locali circostanti (tra cui Tatì al 28, della stessa proprietà). Ai Paioli, poi, c’è Duke’s, un ristorante californiano salutare che serve eccezionali aperitivi e un tonno unico nel suo genere per provenienza e qualità. Amato dagli artisti invece sono i locali del quartiere Pigneto: Pigneto 41, Primo al Pigneto e Necci, lo storico bar-ristorante di Pasolini.


Per godere di una vista mozzafiato sui Fori e sulla Colonna di Traiano (dove compare la prima cravatta della storia), un indirizzo perfetto è l’Enoteca Provincia Romana, dietro il bel Palazzo Valentini, sede della Provincia (
http://www.provincia.roma.it/iniziative/enoteca-provincia-romana-di-palazzo-valentini), mentre per una cucina giapponese rivisitata in stile californiano nel cuore del quartiere Monti, F.I.S.H. è uno dei più originali sushi bar della capitale. Il pesce è ottimo anche da Riccioli Caffè, ambiente radical-chic dietro il Pantheon (da non mancare, dopo il pasto, il caffè al Sant’Eustachio, il migliore di Roma secondo gli esperti), a due passi dallo storico Bar della Pace, elegante ritrovo per tutte le età, dietro Piazza Navona.

L’Asino d’Oro, a Monti e l’Open Colonna, all’interno del Palazzo delle Esposizioni, sono infine due locali diversi ma entrambi ottimi al livello di scelte gastronomiche (il secondo vanta la firma dello chef Colonna, oltre a una suggestiva terrazza in vetro). Concludiamo con il costoso San Lorenzo, un ristorante di pesce vicino Campo de’ Fiori elegante e ipermoderno, capace di donare una serata all’insegna del puro piacere.

Idee per viaggiare: Ihla grande, paradiso ancora vergine Piu' di cento spiagge di sabbia bianca

Ihla Grande: Lopes Mendes Beach (Foto di Andre Cypriano)  
Idee per viaggiare. Di Eugenia Romanelli  - ansa

Quest’isola brasiliana di 14mila ettari, meravigliosa da un punto di vista naturalistico (dal 1971 è Parco di Stato di Ilha Grande grazie all’amministrazione dell’Istituto Statale delle Foreste), è di dimensioni così vaste da apparire quasi disabitata, nonostante sia meta turistica di molti brasiliani e ospiti un buon numero di posada. Le numerose spiagge (107), tutte di sabbia bianca accessibili sia da terra che dal mare, sono quindi vuote anche in alta stagione (tra dicembre e marzo, quando in Brasile è estate piena) e si aprono tra ripide cascate, montagne ricoperte di giungla e un mare tra il verde (per via della foresta che arriva fino in spiaggia) e il turchese. Ihla Grande è anche molto comoda da raggiungere, visto che, sia che si arrivi da Rio de Janeiro che da San Paolo, un’autostrada a quattro corsie conduce direttamente al porto dove imbarcarsi (per l’isola bastano un’ora, due al massimo, di navigazione, a seconda dell’imbarcazione, pubblica o privata, che si prenota).

Prima di parlare delle spiagge, un po’ di storia, che molto interessante. Nel 1502, durante una spedizione esplorativa, il navigatore André Gonçalves approdò su queste coste, dopo aver “scoperto” la baia di Angra dos Reis. Pochi anni dopo, nel 1531, l’amministratore del Brasile coloniale, Martin Afonso de Souza, mediò una guerra tra le tribù dei Guianazes e gli indiani Tamoios, in disputa tra loro per il controllo delle zone di pesca intorno all’isola e, per alcuni storici, questa è la data di fondazione della Confederazione delle Tamoios. Nel 1559, Vicente da Fonseca creò il primo insediamento coloniale (una fattoria) mentre, nel 1629, il pirata Juan Lorenzo, protetto dal re Filippo II di Spagna, costruì la sua casa rifugio (tutt’oggi visibile, vicino a una spiaggia chiamata Morcego, pipistrello), la terza costruzione in muratura del Brasile. Un’altra data importante per la storia di questo luogo è il 1871, quando fu inaugurato il primo lebbrosario di tutto il Paese (Lazareto): poiché infatti l'isola era tappa obbligata per le navi degli schiavi africani, era fondamentale internare i malati prima che toccassero il continente (quando, nel 1888, la Lei Aurea portò all'abolizione della schiavitù in Brasile, Ihla Grande fu utilizzata come centro di smistamento per il contrabbando di schiavi. Ancora oggi, nel profondo della giungla, esistono resti di case per gli schiavi, visitabili con una guida esperta). L’inizio dello sviluppo di Ilha Grande fu però l’acquedotto costruito nel 1893 per far funzionare Lazareto dopo che, col governo di Marechal Floriano Peixoto, lì fu deciso di trasferire il penitenziario dell’isola Fernando de Noronha (vedi articolo correlato), ormai in disuso (qui furono rinchiusi, come prigionieri politici, ufficiali e soldati che avevano partecipato alla Revolta da Marinha).


Sono insomma molte le gite “storiche” da fare e l’isola non è solo spiagge da sogno. E poi anche curiosità interessanti, come l’acquedotto del 1896, ancora in piedi, e la casa (visitabile) appartenuta al pirata Juan Lorenzo che, acquistata e restaurata dal regista Mario Peixoto, è stata l’ambientazione del suo film Limite. Tra queste stanze, tutte arredate con pezzi di una bellissima collezione di opere d’arte del periodo coloniale, hanno soggiornato molti ospiti illustri, tra cui Brigitte Bardot (oggi la casa è dell’uomo d’affari ex-sindaco di Rio de Janeiro, Israele Klabin).


I tipi di vacanza da fare sono vari, e si va dalle crociere al turismo responsabile (per esempio a Praia do Sul, dal 1981 riserva biologica di 8.892 ettari fondata sotto la responsabilità della Fondazione dello Stato per la gestione ambientale - Feema, alla quinta spiaggia più bella di tutto il Brasile, Lopes Mendes, raggiungibile solo a piedi (sentiero ripido da 25 minuti o piano, da 45) dopo essere stati lasciati sulla costa più vicina da una barca. Ma da non perdere, per gli amanti del mare, anche Praia do Pouso, Saco do Bananal (www.bananal.ihlagrande.org.br), Lagoa Azul (una laguna azzurra con acqua bassa, il miglior posto per lo snorkeling), Praia do Avventuriero, con la sua incredibile palma storta, Praia da Parnaioca, Lagoa Verde e Dos Rios
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L'edizione 2012 di "Identità golose", guida ai Ristoranti d'autore di Italia, Europa e Mondo

 
TitoloIdentità golose 2012>>>
AutoreMarchi Paolo
Prezzo
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(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)

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L'edizione 2012 di "Identità golose" (scheda online su ibs   >>>),  guida ai Ristoranti d'autore di Italia, Europa e Mondo dedicata ai cuochi, ai pasticcieri, ai produttori, agli artigiani e ai gelatieri dal tratto più originale, si arricchisce di contributi - sono oltre 80 i collaboratori alla nuova edizione - e amplifica il proprio raggio d'azione, passando da 417 schede della prima edizione a più di 600 della quarta. 

evento a Milano dal  5 - 7 Febbraio 2012
Identità Golose
Settimo appuntamento, anche quest'anno al Milano Convention Centre, in via Gattamelata 5, una struttura scelta perché grande e funzionale e come tale in grado di dare spazio e risposte a ogni istanza e richiesta di espositori, pubblico e relatori.
Milano Convention Centre Via Gattamelata 5 - 20149 Milano

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci
mail: turismoculturale@simail.it
cell. 3207505116

Flussi turistici e Italia: la spesa mondiale salirà, dobbiamo intercettarla


Il discorso è vecchio, e non cambia se non nella veste esteriore. Ma che l’Italia debba perdere posti anche nella graduatoria dei paesi turistici proprio non ci sta. Sarebbe come dire che un impiegato ( qualsiasi) può permettersi di vivere quanto Agnelli ( qualsiasi). L’Agnelli, secondo metafora, saremmo noi, l’Italia delle meraviglie. Legittimamente, diciamo, visto che lo Stivale raggruma storia, personaggi, beni culturali, monumentali e d’arte, varietà di paesaggio e perfino strutture che, nel ‘pacchetto’ complessivo, non hanno eguali al mondo.

Non stiamo neanche più a perderci nelle ‘solite’ citazioni. Roma, Venezia, Firenze. I confronti con quelle località si possono reggere soltanto ‘manipolando ( come certi biscazzieri) le carte sul tavolo’. Gli altri ( in questi ultimi anni ) si sono rimboccati le maniche, certo, ma non è che basta ‘volere’ per ‘inventarsi’ perle come la Città del Vaticano o i Fori imperiali , Santa Maria Novella o Santa Croce, il Canal Grande o piazza San Marco. Le distanze, semmai, tra noi e gli altri, stanno monte. Infrastrutture, viabilità, servizi, politiche coordinate dell’offerta Paese, e così via. Tutte cose facili a dirsi ma quasi impossibili a realizzarsi. Perché, da noi, sembra essersi persa una certa volontà a lavorare in squadra, a sbloccare quel che va sbloccato, a mettere in moto nuovi investimenti e opere.
Di solito, il Paese, o se volete il Belpaese, quando se la vede brutta inverte la sua rotta. Ci siamo. Del resto il momento internazionale offre un’occasione molto favorevole, che non va certo trascurata, anche perché se colta potrebbe ridare fiato ad una economia che molti vorrebbero sprofondare stabilmente in serie B, un po’ come certi impietosi Lanzichenecchi, ‘pronti a scendere da noi’ per ‘saccheggiarci’ e null’altro.

SPESE TURISTICHE MONDIALI UN FORTE CRESCITA. Nei prossimi anni, diciamo per il 2015/2020, si prevede un raddoppio delle spese per la vacanza e il tempo libero. In pratica, nel giro di pochi anni, si passerà da un volume di spesa intorno agli 800 milioni attuali ad un altro, intorno ai 1.400 miliardi possibili. Come dire che, se saremo ( finalmente) bravi ad intercettare una certa quota di quel traffico, andremmo a creare molte migliaia di nuovi posti di lavoro. Con importanti ricadute economiche.

Ad essere intercettati dovrebbero essere ( in particolare) cinesi ( che nel 2015, riusciranno a mettere in viaggio non meno di 150 milioni di cittadini), brasiliani, indiani e russi. Mentre vanno confermate, se non addirittura potenziate, le clientele da Nord Europa, Usa e Giappone. Contando sul fatto che la ‘materia prima’ per sfondare, variegata, stimolante e appetitosa, non manca.

“ Ci stiamo impegnando assiduamente – avvisa il neo ministro Rognoni – con programmi diversi, rivolti soprattutto ai flussi potenziali e che, al momento, conoscono poco del nostro Paese. Dobbiamo farcela, attraverso il coordinamento delle diverse politiche regionali, anche perché daremmo un segnale importante all’economia del Paese”.

IL TURISMO CROCERISTICO. Proprio in questi giorni la tragedia del Concordia sugli scogli dell’isola del Giglio ha attirato i media da ogni parte del mondo. E se il ministro Rognoni non “teme particolari ripercussioni sul settore, viste le dinamiche e le responsabilità del naufragio”, il presidente Enit Paolo Rubini “ non esclude qualche effetto negativo” che però occorre, rapidamente, annullare con opportune iniziative. A partire da una certa attività promozionale, come quella prevista dal 12/15 febbraio a Miami. L’andamento della spesa turistica 2011 ha segnato per l’Italia un +6,7%, significativo e incoraggiante, anche perchè utile a dare maggiore spinta e convinzione a quanto occorrerà fare, dopo avere messo in campo l’auspicata coordinazione, nei prossimi mesi.

di Roberto Vannoni - romagnagazzette.com

Turismo dolore, in fila per foto relitto. Oltre mille arrivati al Giglio, mai cosi' durante l'inverno

di Paolo Mori

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) - In fila agli imbarchi. Il porticciolo di Porto Santo Stefano stamani è stato invaso. Fatto eccezionale per un sabato invernale. Ma il naufragio della Costa Concordia ha acceso in molti la curiosità morbosa che porta a visitare i luoghi delle tragedie. Così le biglietterie delle due compagnie che fanno servizio tra l'approdo dell'Argentario e il Giglio, Toremar e Maregiglio, hanno visto un via vai di turisti del dolore. In 1080 sono sbarcati al Giglio e tra questi non ci sono i soccorritori. Il sabato prima del naufragio erano stati 131. "Non avevo mai visto una cosa del genere in un mese invernale - dice Libero Schiaffino, uno dei responsabili del servizio biglietteria - abbiamo dovuto fare attenzione anche ad emettere i tagliandi perché non vorremmo che qualcuno rimanesse sull'isola perché non trova posto sui traghetti che li riportano a casa". Morbosità certa. Che porta ad approfittare dei collegamenti aumentati, come chiesto dall'Unità di crisi, per permettere ai soccorritori e ai loro mezzi di fare la spola tra il Giglio e Porto Santo Stefano. Non più cinque corse di andata-ritorno, ma sei.
Telefonate alla Pro loco per cercare case in affitto per trascorrere almeno una notte sull'isola che si è aperta per accogliere i naufraghi. C'é anche chi vuole affittare una barca per arrivare il più vicino possibile al relitto o fare un tour nei luoghi divenuti simbolo della tragedia: gli scogli delle Scole o punta Gabbianara dove la Concordia, la Disneyland del mare, si è arresa dopo essere stata ferita da uno scoglio per una manovra maldestra del suo capitano che ha fatto 12 morti e 24 dispersi. Tutti vogliono andare lì, a Giglio Porto, e sfiorare con lo sguardo quel relitto, seguire le manovre dei soccorritori, osservare come nasce un servizio televisivo, spiare come lavorano i cronisti. Tutti. Anche chi sull' isola può rimanere meno di 30 minuti. "Una coppia - dice Schiaffino - ha acquistato i biglietti di andata-ritorno per il traghetto delle 14.30 che riparte dal Giglio alle 16.
Considerando che il viaggio è di un'ora e che prima delle 16 cominciano le operazioni d'imbarco, sono rimasti sull'isola pochi minuti". E' la fotografia più cruda del turismo del dolore: bastano pochi attimi pur di avere una foto o poter dire di aver visto quel gigante del mare senza vita. 'Armati' di telecamerine e cellulari hanno scattato foto, fatto filmati. C'é stato chi ha posato con moglie o fidanzata avendo sullo sfondo la Concordia inabissata. A Giglio Porto hanno riaperto bar, ristoranti, alberghi. E non solo per servire giornalisti e soccorritori. L'appello del presidente della Provincia Leonardo Marras a non venire sull'isola a fare i turisti è stato disatteso. Ma domani i biglietti per raggiungere il Giglio saranno contingentanti: "Avremo sei corse di andata-ritorno anche domani, ma faremo solo un massimo di 450 ticket. Dobbiamo lasciare posti liberi agli isolani e ai soccorritori". Dodici morti, 24 dispersi, 1080 curiosi, 290 metri di acciaio appoggiati su una scogliera. Sono i numeri del turismo del dolore nel primo week-end dopo il naufragio.

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La via crucis di una guida turistica

di Salvatore Pettineo
Lorenzo vive a Roma, ha 30 anni, si è laureato nel 2007 in “Beni culturali per operatori del turismo” all’Università di Tor Vergata. Il suo sogno è fare la guida turistica, ma il suo percorso – così come quello di tanti altri giovani nella sua situazione – è stato molto accidentato.
Dice Lorenzo: “Mi sono laureato in quel corso di Laurea perché volevo fare la guida turistica, ma il decreto Bersani ha rimescolato le carte in tavola e, quando mi sono laureato, non ho potuto far nulla“. La Legge n. 40 del 2007 ha, infatti, abolito per i laureati in archeologia e storia dell’arte il duro esame necessario per conseguire il patentino di abilitazione e ha introdotto un percorso semplificato per l’accesso alla professione di guida turistica.
Il problema di Lorenzo nasce proprio dal fatto che il suo corso di laurea non è stato riconosciuto come equipollente, rendendo praticamente nullo l’effetto della norma per il suo specifico percorso. Eppure quel corso di laurea era nato proprio per fornire le competenze necessarie per poter lavorare in quest’ambito, curando la creazione di percorsi storico-artistici.
Conseguita la laurea triennale, Lorenzo decide allora di iscriversi a “Storia dell’Arte”. Questa laurea gli avrebbe permesso di accedere alla professione di guida turistica attraverso la procedura semplificata prevista dalla Legge n. 40/2007. Dopo un anno, però, Lorenzo capisce che lì non avrebbe appreso nessun’altra competenza pratica, oltre a quelle già acquisite, necessaria poter svolgere la sua amata professione.
Decide così di abbandonare gli studi. Ottiene, tuttavia, nel 2009, il patentino di accompagnatore turistico. Cosa ben diversa dalla guida, ma è il mestiere che più vi si avvicina. Anche qui arrivano i problemi. Tutti coloro che assumono accompagnatori turistici o anche semplici receptionist, richiedono molta esperienza sul campo.
Esperienza che Lorenzo non può fare perché nessuno gli permette di accedere in alcun modo all’esercizio della professione, nemmeno come semplice stagista. La sua invalidità civile al 46% gli impone, infatti, di tenere un cappello. Come ci dice Lorenzo, “questo è un problema e, infatti, spesso mi sono sentito dire di no perché il capo coperto non è ammesso“.
Una volta ci arrivò vicino a fare qualcosa di simile ad una esperienza sul campo: partecipò a un corso a pagamento che prevedeva, oltre alla formazione in aula, anche un periodo di apprendimento on the job. Purtroppo l’hotel presso cui si sarebbe svolto lo stage ha cessato l’attività poco prima del suo inserimento e, quindi, per lui niente stage; solo l’attestato di frequenza.
Nel giugno 2011 è entrato in vigore il nuovo codice del turismo. Lorenzo spera che possa essere per lui la volta buona. Nella Regione Lazio l’accesso alle professioni turistiche è di competenze delle Province: “Mi auguro -  conclude Lorenzo – che la Giunta Zingaretti si ricordi degli albi esistenti e inviti gli operatori del settore a tenerne conto. Della molteplicità di guide e accompagnatori presenti nella Provincia di Roma, alcuni nemmeno detengono i titoli e la formazione necessaria. Grazie al mio patentino potrei almeno lavorare come  accompagnatore“.

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