LaRedoute

C'è un turismo che galoppa

Cavalcare a contatto con la natura è un modo eccellente per rilassarsi, tonificare i muscoli e scoprire panorami insoliti.

Estate in sella

03/07/2012

L'uso del casco da equitazione (cap) è obbligatorio nei centri ippici italiani.Andare a cavallo non è più, da tempo, una faccenda per pochi. Grazie al moltiplicarsi di centri di addestramento e maneggi, si può sia cimentarsi con la classica pratica dell’equitazione sportiva, sia provare esperienze alternative, come il turismo equestre o ippotrekking, più a contatto con la natura. In tutti i casi, con indubbi vantaggi per il benessere personale.
Salute a tutto tondo
• «L’impegno richiesto e il rapporto che si instaura con il cavallo», sottolinea il medico dello sport Stefano Respizzi dell’Istituto clinico Humanitas di Milano, «aiutano innanzitutto ad allentare lo stress e a rafforzare l’autocontrollo. Cavalcare permette inoltre di migliorare la funzionalità di cuore e polmoni, tonificare la muscolatura, mantenere elastiche le articolazioni, affinare equilibrio posturale, coordinazione e agilità, stimolare concentrazione e riflessi. Non a caso, l’equitazione è un valido supporto terapeutico per le disabilità psicomotorie. In più, serve a bruciare calorie: al passo se ne consumano circa 3 l’ora per chilo di peso, al trotto 4, al galoppo oltre 6».

• Si può cominciare da piccoli, con i pony: anzi, per bimbi e ragazzi è un’attività assai educativa, oltre che divertente. E si prosegue fino a quando ci si regge in sella. Le controindicazioni riguardano chi soffre di gravi malattie della colonna vertebrale e del cuore, e le donne in stato di gravidanza.

Tirocinio obbligatorio

• Se non si è mai montati a cavallo, bisogna frequentare un corso in un maneggio, con un istruttore patentato. Completato il tirocinio, ci si può spingere oltre il recinto del campo scuola, scortati da accompagnatori esperti, per brevi escursioni al passo sui percorsi cosiddetti “a margherita”, ossia con partenza e arrivo nello stesso punto.

• Si passa poi a trekking di uno o più giorni, lungo itinerari segnalati, al seguito di una guida e preferibilmente in gruppo. Grazie alla rete dei centri ippici e degli agriturismi con strutture equestri, è possibile caracollare da un capo all’altro dell’Italia con la certezza di avere, al termine di ogni tappa, ristoro per sé e assistenza per il quadrupede.
Cosa indossare

• Il corredo essenziale comprende un paio di robusti pantaloni da equitazione, stivali, cap (il berretto rigido con visiera) che protegge la testa in caso di caduta.

* Massima libertà per il resto dell’abbigliamento, tenendo presente che ciò che si indossa deve essere comodo per non intralciare i movimenti e che, quando fa freddo, è necessario coprirsi bene per non intirizzirsi.

Quadrupede in proprio

• Nei centri di equitazione si trovano di solito cavalli bene addestrati e pazienti, abituati a sentirsi portare da mani diverse. Con un po’ di pratica alle spalle, può però venire voglia di possederne uno proprio: in omaggio al detto “cavaliere giovane, cavallo anziano”, occorre orientarsi su un animale con esperienza di campagna, pronto a perdonare un padrone non ancora provetto.

• Prima di intraprendere questa strada che, oltre al costo di acquisto, comporta una spesa mensile per il mantenimento, si può optare per un cavallo cosiddetto a fida, ossia in comproprietà con un maneggio o un’azienda agrituristica che provvede alle cure quotidiane, potendo in cambio disporre del quadrupede quando il contitolare non lo monta.

Per saperne di più

http://www.fise.it

www.fitetrec-ante.it

www.legaitalianasportequestri.it

www.turismoequestre.com

www.turismoequestre.it

www.cavalli.it

www.equitazione.net

Cosi' si festeggia la notte delle stelle cadenti

Si rinnova come ogni anno l'appuntamento con la pioggia di stelle cadenti per la notte di San Lorenzo, e si moltiplicano in tutta Italia gli eventi e le iniziative in programma nel weekend per osservare lo spettacolo celeste.

Si parte con le 'Notti delle Stelle', il più atteso appuntamento dell'estate astronomica durante il quale le associazioni astrofile di tutta Italia proporranno una o più serate (10-12 agosto) dedicate all'osservazione della volta celeste in attesa del massimo di attività dello sciame meteorico delle Perseidi. L'iniziativa, promossa dall'Unione Astrofili Italiani (Uai), sarà abbinata in molte località a 'Calici di Stelle', la manifestazione enogastronomica dell'Associazione Nazionale Città del Vino giunta ormai alla sua quindicesima edizione.

Serate speciali a tema saranno organizzate anche da numerosi osservatori astronomici e planetari da Nord a Sud. Tra questi, l'Osservatorio astronomico Schiaparelli di Campo dei Fiori, Varese, propone per domenica la serata osservativa 'Sotto il cielo di mezz'estate: costellazioni e stelle cadentì, che sarà ospitata nel parco di una delle più belle ville di Varese, Villa Toepl. Al Planetario di Padova sarà possibile vivere la magia delle stelle cadenti nella notte del 10 agosto, e in replica sabato e domenica: per il pubblico la possibilità di 'salire' a cavallo di una meteora per cadere con lei sulla Terra a 200mila chilometri all'ora. All'Osservatorio astronomico di Campo Catino, vicino a Frosinone, sarà invece possibile trascorrere la notte di San Lorenzo tra meteore, cibo e buona musica grazie al concerto sotto le stelle del Sad's Brasset Quintet.

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Formaggi protagonisti dell'estate, arrivano idee e abbinamenti: una app e cento ricette

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Freschi, stuzzicanti, sorprendenti ma soprattutto sani: sono i nuovi 'stuzzichini' a base di formaggio che Assolatte propone in piu' di cento ricette differenti.

Dalle boules di robiola con pistacchi e nocciole servite in abbinamento ad un gazpacho ai bocconcini di mozzarella con spezie e pate', sono solo alcune delle ricette di facile realizzazione proposte per l'estate e reperibili grazie a ''Formaggi-per sapere e per sapore'', una applicazione gratuita che l'Associazione ha realizzato sia per i-Phone (http://itunes.apple.com/it/app/formaggi/id533430410?mt=8), che per Android (https://play.google.com/store).

Per meglio conoscere ed apprezzare le offerte del settore lattiero caseario, l'applicazione fornisce anche abbinamenti con il vasto mondo delle birre, due prodotti che ben si addicono alla stagione estiva. Pensati quindi per chi, troppo preso dalle Olimpiadi 2012, cerca un pasto semplice, piacevole ed equilibrato, gli abbinamenti proposti posso anche stupire. Secondo Assolatte l'abbinamento migliore per un Parmigiano Reggiano Dop e' da individuare in una rossa Bock. Con i formaggi freschi dal sapore deciso, come i caprini, e' preferibile una birra leggera e dalle note di agrumi, come una Blanche, mentre le tartine di ricotta e la burrata si sposano perfettamente con una Weizen, la birra di frumento ad alta fermentazione. I formaggi erborinati e quelli a lunga stagionatura si accompagnano, secondo l'Associazione, con le birre d'abbazia chiare e le doppio malto, le uniche che sanno tenere testa a sapori altrettanto complessi, intensi e pungenti come quelli di Gorgonzola Dop o dei pecorini.

Migliori chef stilano 'top 101' ristoranti, 7 italiani

Da Firenze a Bari passando per Cormons (GO). Secondo il settimanale Newsweek sarebbero in tutto sette i ristoranti italiani degni di entrare a far parte della 'Europe 101 Best Place to Eat'. La classifica, redatta da alcuni tra i migliori chef mondiali, e' stata stilata per ogni continente. Per ognuno sono stati individuati 101 'luoghi' migliori per assaporare le delizie locali. Luoghi, non necessariamente canonici ristoranti. E non mancano le singolarita'.


Per quanto riguarda il Belpaese, ad esempio, due dei sette 'best places' sono a Cortona (AR), di cui uno e' un camioncino della porchetta. Uno strano caso di densita' se si considera che Senigallia (in cui i ristoranti di Moreno Cedroni e Mauro Uliassi distano appena una dozzina chilometri) non e' citata. Altra singolarita' riguarda gli autori. Jamie Oliver, alfiere della sana alimentazione, colui che a trent'anni appena compiuti era stato incaricato dall'allora Primo Ministro britannico Tony Blair di combattere la crescente obesita' giovanile riorganizzando i menu delle mense scolastiche del Regno Unito, ha indicato a Bari un banchetto di polenta fritta 'deep-fat-fries'.

E ancora, i migliori spaghetti alla carbonara, secondo Tim Love, chef del Lonesome Dove Western Bistro' a Fort Worth, Texas, si mangiano al Caffe' Duomo di Firenze. Una classifica, questa, che sicuramente non tiene conto degli stereotipi culinari, che rompe le barriere tra qualita' e street food e che rimescola le carte sulla tavola della buona cucina.

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Nella Costa dei Gelsomini per seguire le tartarughe

In Calabria il campo del Wwf che unisce vacanza e volontariato

Una settimana tra le spiagge ioniche e i borghi grecanici dell'entroterra calabrese, in una vacanza che al relax unisce una missione: proteggere i piccoli di tartaruga fino al loro primo tuffo in mare. L'appuntamento è lungo la Costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria, dove per tutto il mese di agosto prosegue il campo del Wwf in difesa delle Caretta caretta.

È un viaggio lungo migliaia di chilometri, ma senza mai dimenticare la prima casa, quello delle tartarughe Caretta caretta, che dopo 25 anni di migrazioni nel mare tornano sulla spiaggia natia per deporre le uova. La riproduzione è però messa a rischio dalla pesca, dalla cementificazione e dal degrado delle coste, tutti pericoli contro cui il Wwf e i suoi volontari si battono dagli anni Ottanta monitorando le spiagge per proteggere le future generazioni di tartarughe marine.

In tutto il Mediterraneo si stima che ogni anno più di 130mila tartarughe vengano catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca, di cui oltre 40mila non sopravvivono, mentre in Italia la pesca accidentale colpisce più di 20mila esemplari all'anno. A questi, spiega il Wwf, vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse, che vengono colpite dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle luci artificiali di coste sempre più urbanizzate, i nidi distrutti dai mezzi meccanici usati per la pulizia delle spiagge e da un'attività turistica incontrollata.

Chi prenderà parte al campo, gestito dall'associazione "Costa Reggina Meridionale" del Wwf, sarà chiamato a controllare e difendere fino alla schiusa i nidi di Caretta caretta, che sulle spiagge italiane sono 30-40 all'anno, concentrati in Calabria e Sicilia. Non mancherà però il tempo per godersi la vacanza, tra nuotate, immersioni ed escursioni nell'entroterra.

Nell'estrema fascia ionica meridionale del territorio provinciale di Reggio Calabria si potrà scoprire la presenza di una popolazione che si distingue ancora dal contesto a partire dall'uso di una lingua propria, l'idioma grecanico, parlato soprattutto dagli anziani della comunità etnico-linguistica dei Greci di Calabria. La città più rappresentativa è Chora tu Vua, ovvero Bova: la "capitale", porta del parco nazionale dell'Aspromonte, si eleva a una quota di circa 850 metri sul livello del mare, abbarbicata a un'altura che domina il paesaggio variegato di dolci colline argillose e strapiombi profondissimi, con lo Ionio sullo sfondo e l'Etna che appare maestoso all'orizzonte.

Da vedere c'è anche Pentidattilo, incantevole località situata su una roccia a forma di cinque dita, e la stessa Reggio Calabria con i suoi Bronzi di Riace, Scilla, il castello e il borgo di Chianalea, abitato soprattutto dai pescatori, l'area archeologica di Locri Epizephiri e i siti del parco antropico dello Zeffirio. Per i più sportivi sono a disposizione corsi di immersione, splendidi fondali per lo snorkeling e le tante fiumare che attraversano il territorio ionico, perfette per fare trekking.

Quello sulla Costa dei Gelsomini, tra Punta Stilo e Capo Spartivento, e' uno dei tre campi estivi, insieme ai siciliani di Lampedusa e Torre Salsa, che il Wwf ha organizzato per quest'estate all'interno del più ampio progetto "Turtle Summer". Oltre ai campi di volontariato, ci sono le vacanze in barca a vela nelle oasi dell'associazione ambientalista, diverse iniziative per proteggere i nidi e sensibilizzare i pescatori, una mostra itinerante con modelli di tartarughe in 3D e la possibilità di seguire, sul web, le rotte di cinque Caretta caretta dotate di trasmittenti satellitari, soccorse dal volontari e rilasciate nel mare di Manfredonia. Tutte le informazioni sul sito www.wwf.it.
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In vacanza nei due mari del Salento

In vacanza a Santa Maria di Leuca, tra spiagge, cale e grotte e un santuario tutto da scoprire
(di Ida Bini - ansa)

Santa Maria di Leuca, nell’estrema punta meridionale del Salento, ha l'invidiabile primato di esser bagnata da due mari. Per arrivarvi si attraversa una terra color rosso scuro, punteggiata di fichi d’India e bianchi muretti a secco, nascosti tra filari d’ulivi secolari. Il profumo del mare è ovunque, anche se non si vede. Quando si arriva in prossimità della bella cittadina pugliese si ha la sensazione di scendere, di viaggiare verso la fine d’Italia: una luce accecante avvolge la città con il suo porto, la piazza e il santuario, il belvedere e il lungomare che regala nello stesso giorno la possibilità di ammirare alba e tramonto, ma su due mari diversi, lo Ionio e l’Adriatico. Santa Maria di Leuca abbraccia due litorali diversi, due versanti con caratteri opposti: sabbioso e aperto quello ionico; ricco di scogli, insenature e grotte quello adriatico. E’ più facile arrivare in città dall’entroterra che dal mare: Leuca, infatti, si trova all’incrocio di forti correnti e la navigazione qui è spesso burrascosa; la stessa scelta delle spiagge più tranquille e riparate dipende solo dal vento, se spira tramontana oppure scirocco.

Punto di partenza per visitare la città è la grande piazza centrale con il santuario di Santa Maria de Finibus Terrae: sorge in alto, sopra il porto, e regala una vista mozzafiato sul mare, con punta Meliso e punta Ristola che segnano i confini dell’insenatura. Il santuario, che sorge su un tempio dedicato alla dea Minerva – c’è ancora l’ara dei sacrifici – venne visitato e benedetto da san Pietro, che passò per la città pugliese diretto a Roma nel 43 dopo Cristo. Secondo i racconti dei vecchi pescatori salentini, dunque, quella di Leuca sarebbe la prima chiesa della cristianità. Distrutta e ricostruita cinque volte, è sempre stata meta di pellegrini, che si raggruppano sul piazzale immenso della chiesa, con al centro un gioco d’arcate e un faro alto quasi 50 metri. Il 15 agosto è il giorno in cui si festeggia Santa Maria, la madonna di Leuca, la sua santa protettrice, e lo si fa con una solenne processione a mare da Castrignano del Capo (di cui Santa Maria di Leuca è in realtà la frazione più grande) alla marina di San Gregorio e con appuntamenti in città che si anima di sagre – la più attesa è quella del pesce fritto – e di manifestazioni sul lungomare, con gli immancabili fuochi d’artificio finali sull’acqua.

Per recarsi al porto si scende la lunga scalinata, realizzata in periodo fascista, che affianca la cascata, opera dell’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa, attiva con tre balzi soltanto a Pasqua e il 15 agosto per la festa patronale. Ai suoi piedi c’è il lungomare - pieno di localini, ristoranti, di case dei pescatori e delle estrose ville ottocentesche - che arriva al piccolo porto turistico: è da qui che ci si imbarca per arrivare alle cale, alle grotte e alle spiagge più belle dei dintorni e per ammirare i fondali, ricchi di alghe rosse e verdi e popolati da saraghi, aragoste e ricciole.

Il versante adriatico ha il mare color smeraldo e la costa rocciosa bucherellata di grotte, fiordi e insenature: le alte falesie sprofondano fino a 50 metri vicino alla costa ma ogni tanto la roccia lascia spazio a deliziose calette dove fermarsi a fare il bagno. Bellissime sono la grotta dello Spruzzo, dove le onde si infrangono formando uno zampillo d’acqua; della Vora con la luce che arriva fino in profondità; e del Laghetto, nel fiordo di Ciolo, che sfocia in uno specchio di acqua dolce. Sulla costa sorgono località marine molto belle da visitare, come il delizioso borgo di Tricase, Castro, famosa per la grotta Zinzulusa, e Santa Cesarea Terme, rinomata stazione termale dal 1899. E, ancora, Porto Badisco, insenatura naturale profonda e immersa tra i fichi d’india e la macchia mediterranea, e la bellissima città di Otranto, famosa per il castello aragonese e le sue spiagge sabbiose, attrezzate e comode, come l’incantevole Baia dei Turchi. Il versante ionico, invece, lascia spazio a spiagge sabbiose circondate da dune e dalla macchia mediterranea, dove la sera gli stabilimenti si trasformano in ristorantini e luoghi per le feste sull’arenile: Torre San Gregorio, Torre Vado e la spiaggia libera di Pescoluse, nota come “le Maldive del Salento” per la trasparenza dell’acqua e la presenza di bianchi gigli di mare tra le dune. Anche sul versante ionico ci sono alcune suggestive grotte; le più belle sono la grotta del Fiume, dove il mare diventa color verde-acqua, e la grotta delle Tre Porte, caratterizzata da tre monumentali ingressi.

Più a nord si estende la lunga baia di Gallipoli, che va da Lido Pizzo, frequentato dai nudisti e amato dalle celebrità, a Punta della Suina con due piccole spiagge attrezzate e un bar sulla terrazza panoramica in cui fermarsi a mangiare frise profumate e succose; la baia è un susseguirsi di stabilimenti dove prendere un aperitivo e godersi il tramonto o dove bere qualcosa la sera ascoltando buona musica

Sulle Dolomiti per risvegliare i sensi

Il Progetto Dolomiti SuperSummer, versione estiva del Dolomity Supersky
Passeggiate salutari tra i profumi e i colori della montagna, soste nei rifugi per rifocillarsi con le specialità gastronomiche e serate da trascorrere in compagnia tra concerti di musica classica e folkloristica. Una vacanza per risvegliare i cinque sensi ad attende i turisti sulle Dolomiti, che quest'estate si candidano a meta ideale per chi è in cerca di un break nella natura all'insegna del benessere e del relax con Dolomiti SuperSummer

Il progetto Dolomiti SuperSummer, versione estiva del Dolomiti Supersky, punta sulla sinergia tra comprensori per un'offerta turistica a 360 gradi. Con cento impianti di risalita e cento diverse attrazioni destinate a chi vuol vivere la bella stagione in alta quota, ce n'è per tutti i gusti: walking, trekking, climbing e bici per gli sportivi, parchi avventura per le famiglie, malghe e rifugi per i buongustai, senza dimenticare il cartellone degli spettacoli notturni.

A Cortina d'Ampezzo ci si tiene in forma con un giro del lago di Sorapis. Dal rifugio Faloria si sale fino alla forcella Marcuoira, si prosegue per il Cadin del Laudo e poi si scende fino a raggiungere l'acqua fresca e azzurrina del lago. Per rigenerarsi si può sperimentare la vasca a botte del rifugio Scoiattoli o la sauna a botte del rifugio Croda da Lago, mentre per far divertire i bambini ci sono ponti tibetani, carrucole, cavi e reti dell'Adrenalin Park e un suggestivo itinerario nelle grotte, usando teleferiche e scale a scomparsa, in compagnia di guide professioniste. Ad allietare le serate i concerti del Festival Dino Ciani, che fino all'11 agosto porta nella Regina delle Dolomiti i migliori interpreti internazionali della musica classica contemporanea. Al mattino, però, è bene puntare la sveglia molto presto, per non perdersi lo spettacolo dell'alba a 2.752 metri di altezza mentre si fa colazione con vista sulla Marmolada al rifugio Lagazuoi. (Informazioni su cortina.dolomiti.org)

A Plan de Corones anche i più pigri non vorranno rinunciare al sentiero panoramico che parte dalla Campana Concordia e scopre alla vista le vette circostanti, da immortalare scatto dopo scatto. Chi non conosce pigrizia, invece, potrà cimentarsi con il nordic walking nei molti parchi dedicati. A disposizione ci sono 275 km di itinerari, da Falzes a Rasun, per principianti e professionisti. Tappa imprescindibile per le famiglie è il villaggio indiano Kikeriki, con tre tende tradizionali attorno al fuoco in cui giocare e imparare come vivevano gli indiani tanti anni fa. Dopo una giornata attiva non può mancare un assaggio di cucina tirolese. Al rifugio Corones la specialità sono i canederli, preparati artigianalmente e fedeli alla ricetta tradizionale, da assaporare a 2.275 metri di quota. Chi visiterà Plan De Corones nella seconda settimana di settembre potrà anche vivere la singolare esperienza di Singing Mountains, escursioni guidate al ritmo della musica folkloristica alpina. (Informazioni su www.plandecorones.com)

In Alta Badia si va sulle orme degli animali selvatici lungo il sentiero che parte dalla stazione a monte della seggiovia S. Croce e giunge sino al lago alpino Lech dla Lèe, un percorso scandito da sculture lignee di animali che rendono la passeggiata divertente anche per i bambini. Ai più piccoli è poi dedicato l'Adventure Park di di Colfosco, con sei percorsi, differenziati per difficoltà e impegno, per un totale di 600 metri con 71 piattaforme che raggiungono un'altezza fino a 19 metri. La remise en forme passa delle due aree ad hoc di Piz Sorega e Piz La Villa, un eldorado per gli sportivi, che trovano piattaforme panoramiche con diversi attrezzi fitness, due percorsi kneipp totalmente green e percorsi naturali per riflessologia plantare. Qui la gastronomia è ricercata e raffinata, con otto baite che all'interno del menu propongono un piatto gourmet, ideale per essere gustato dopo una sana camminata in quota. Le ricette dal tema “i sapori puri”, a base dei migliori prodotti tipici altoatesini, sono state ideate dai Dolomitici, i ristoranti stellati dell’Alta Badia, in collaborazione con cuochi provenienti da altre regioni italiane ma anche dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca. L'appuntamento con la musica è nei rifugi, dove fino al 19 agosto si esibiranno i migliori cori di montagna. (Informazioni su www.altabadia.org)

In Val di Fassa la passeggiata è alla scoperta dei colori e dei profumi della flora alpina lungo il sentiero naturalistico Ciampac e il sentiero botanico Buffaure, due itinerari che immergono in veri giardini d'alta quota. Caratteristico anche il percorso che si snoda per 18 km lungo il torrente Avisio tra il verde dei prati e dei boschi, perfetto per il nordic walking. Per i bambini c'è solo l'imbarazzo della scelta tra il Dolomiti Action Park, l'Adventure Park Piciocaa e il Parco Avventura Sauta Martin, con avvincenti percorsi dal diverso grado di difficoltà per provare il brivido di stare appesi a una corda ad altezza vertiginosa, superare torrenti con superteleferiche e attraversare ponti tibetani che oscillano ad ogni passo. La musica è all'insegna dei Suoni delle Dolomiti, che fino al 31 agosto avvolgeranno la Val di Fassa, la Val di Fiemme e San Martino di Castrozza con le note di artisti di fama internazionale. Per un'esperienza enogastronomica speciale, è bene mettere in programma un viaggio in Val di Fassa il 13 ottobre, quando si svolgerà il Simposio Top Wine, l'evento dedicato al meglio della produzione vitivinicola trentina. Quando si stappa una bottiglia a quasi tremila metri d'altezza la fuoriuscita di profumi è immediata e intensa: una situazione ottimale per carpirne le peculiarità olfattive e per apprezzare il sapore dei pregiati alimenti della terra fassana, dai formaggi allo speck, in abbinamento. (Informazioni su www.fassa.com)
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Viaggi in auto senza rischi: le regole

di Andrea Silvuni
ROMA - Comincia il grande esodo estivo e per affrontare un viaggio in auto senza 'brutte sorprese' e' opportuno conoscere le regole di circolazione in vigore nei Paesi europei che si intende visitare. Non tutti, infatti, hanno norme omogenee per ciò che riguarda il tasso alcolemico nel sangue, i limiti di velocità (e la relativa severità nell'applicare le sanzioni) e le dotazioni di bordo.

In Europa, per esempio, si sta diffondendo l'obbligo di avere a bordo una cassetta di pronto soccorso, norma che vale anche per le auto con targa straniera. Lo richiedono Austria, Germania, Bosnia e Croazia. In Slovenia e nella Repubblica Slovacca si può essere multati se non si ha in auto una scatola con le lampadine di ricambio, mentre in Francia dallo scorso primo luglio è richiesta la presenza in tutti i veicoli - compresi quelli di passaggio - di un etilometro. In Romania e Bulgaria, invece, tutte le auto private devono avere a bordo un estintore. Attenzione, poi, ad usare il telefonino in Belgio: il Codice vieta di tenerlo in mano mentre si guida, ingorghi compresi. Uniche eccezioni quando l'auto è parcheggiata e se è ferma per far salire o scendere delle persone.
In Europa, mediamente, il tasso dell'alcol nel sangue non deve superare il 5 per mille. Polonia, Svezia, Norvegia, pero', sono più restrittivi e impongono il 2 per mille. Russia e Serbia, invece, lo hanno fissato al 3 per mille. Le norme piu' rigide sono quelle di Repubblica Slovacca, Romania, Ucraina, Ungheria, Moldova, Croazia e Repubblica Ceca, dove quando ci si siede al volante vige la regola del tasso zero. Attenzione anche al limite di velocità. Per la guida in città e' di fatto standardizzato in tutta Europa a 50 km/h (solo nel Montenegro è di 40 km/h) ma occorre prestare grande attenzione in Germania e negli altri Paesi in cui si vedono i cartelli "Zona 30" nelle aree residenziali. I controlli in questo caso sono spesso molto attenti e si viene multati anche per 2 o 3 km di superamento del limite. In Germania, in Austria ed in altri Paesi del centro e nord Europa occorre prestare grande attenzione agli autovelox nascosti (si usano ad esempio i bidoni della spazzatura), sovente collocati anche in sequenza di due o tre. In Francia sono invece "pericolose" le auto civetta della Gendarmeria, peraltro riconoscibili per il dispositivo radar che spunta dai paraurti, dalla mascherina o dal bagagliaio.
Sulle strade extraurbane i limiti sono molto variabili, dai 60 km/h della Norvegia ai 120 - per quelle a scorrimento veloce - del Belgio. Il consiglio è quindi di rispettare con attenzione le indicazioni locali. In Francia il limite scende in caso di pioggia o di forte inquinamento atmosferico (vale anche in autostrada). E' utile quindi sintonizzarsi sulla emittente Radio Traffic (107.7) che informa su problemi e limiti nella zona che si sta percorrendo. Nelle autostrade i limiti variano dagli 80 km/h del Montenegro ai 130 di Francia, Lussemburgo, Polonia, Slovacchia, Bulgaria, Repubblica Ceca e Croazia. In Germania, com'è noto, sulle autobahn la velocità è libera ma non appena si vede un cartello con l'indicazione del limite è obbligatorio rallentare.

Attenzione poi alle segnalazioni con i fari. Per chiedere strada in Germania e' vietato usare il lampeggio dei fari (se troppo insistente il gesto viene sanzionato come minaccia alla persona): basta inserire l'indicatore di direzione di sinistra. Infine, se si guida un veicolo non proprio, ad esempio intestato all'azienda, in Albania, Austria e Croazia è consigliabile avere una delega a condurre con firma del proprietario autenticata presso un notaio
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Mete esotiche, si' ma senza infezioni

Per non rovinarsi la vacanza: informarsi sui vaccini, attenti a igiene e alimentazione
Dall'Africa all'Asia, al Sud America: le mete esotiche sono fra le più affascinanti e 'sognate' dai viaggiatori di tutto il mondo. Sono anche quelle più impegnative, non solo in termini economici ma anche per quanto riguarda l'organizzazione pre-partenza, in primis quella sanitaria. Dai vaccini, ove necessari, a poche e semplici accortezze da rispettare in fatto di igiene e alimentazione: sono queste le regole d'oro per non rovinarsi la vacanza tanto desiderata.

TROPICI ED EQUATORE, ZONE PIU' A RISCHIO – Partire informati sulle condizioni igienico-sanitarie del Paese che si va a visitare dovrebbe essere una delle prime preoccupazioni del turista. Non c'è motivo di viaggiare "in ansia", ma informarsi è la migliore precauzione per trascorrere una vacanza serena. In generale le aree del mondo in cui bisogna stare più attenti dal punto di vista sanitario sono le zone equatoriali e tropicali. È qui, spiega Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all'Università di Parma e coordinatore del Gruppo Vaccini della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), che "la temperatura e l'umidità sono più elevate, costituendo un habitat ideale per molti microorganismi patogeni per l'uomo. Il rischio è maggiore nelle aree degradate e carenti dal punto di vista igienico-sanitario", ad esempio per mancanza di acqua potabile, fognature, frigoriferi.

MALATTIE GASTROENTERICHE LE PIU' FREQUENTI – "Le statistiche – afferma Signorelli – indicano che circa 15 viaggiatori su 100 che si recano in aree esotiche si ammalano durante il viaggio e nel 90% dei casi si tratta di malattie gastroenteriche come salmonellosi, epatite A, rotavirus, tifo, colera e la nota 'diarrea del viaggiatore internazionale' che può essere causata da diversi batteri o virus. Il rischio malaria – aggiunge – è presente in zone generalmente rurali dell'Africa sub-sahariana, del Sud-America e dell'Asia". In questo caso prima di partire è necessario seguire la profilassi con farmaci prescritti dal medico che devono essere presi da una settimana prima della partenza a tre settimane dopo il ritorno. In genere sconsigliati per i bambini, questi farmaci possono causare qualche effetto collaterale ma riducono il rischio di ammalarsi.
Ci sono anche altre patologie da tenere in considerazione. "È il caso della meningite meningococciga – spiega Walter Pasini, direttore del centro di Travel Medicine –, che interessa l'area dal Senegal all'Etiopia, e per la quale esiste un nuovo vaccino che copre tutti i 4 ceppi più comuni e che conferisce immunità con una sola somministrazione per un tempo abbastanza lungo". Pasini mette in guardia anche dalla febbre gialla, seppur rara, trasmessa dalle zanzare e per la quale esiste una vaccinazione da fare 10 giorni prima di partire. Attenzione, soprattutto nell'Africa meridionale, al rischio Hiv: "anche in vacanza – aggiunge Pasini – è sempre bene adottare tutte le misure di prevenzione in fatto di comportamenti sessuali".

IGIENE E ALIMENTAZIONE, REGOLE D'ORO – A parte la profilassi per i vaccini, ove richiesto, in generale in località esotiche è sempre bene osservare semplici buone regole in fatto di igiene personale e di alimentazione. Importante è il lavaggio delle mani, mentre occorre proteggersi dalle zanzare anche in caso di profilassi antimalarica, quindi riducendo le parti del corpo scoperte, usando repellenti, dormendo in ambienti con aria condizionata e ricordarsi che le zanzare vivono generalmente in aree umide e pungono soprattutto al tramonto. Tali regole diventano più importanti al di fuori delle aree urbanizzate. Si dovrebbero consumare solo cibi ben cotti, bevande confezionate e frutta sbucciabile. Evitare, precisa Pasini, "verdure crude, maionese, gelati, salse e perfino cocktail che possono essere contaminati da ghiaccio prodotto da fonti inquinate". "Si perderà qualche prelibatezza locale – aggiunge Signorelli – ma si riduce moltissimo il rischio di un'infezione intestinale". Per entrambi gli esperti è bene che queste regole siano rispettate anche in caso di soggiorno in resort extra lusso e in ambienti meno selvaggi.

JET LAG E TROMBOSI, RISCHI POCO CONSIDERATI – Esistono anche rischi meno conosciuti e poco considerati, in generale nei lunghi viaggi aerei. Signorelli cita non solo il jet lag, "lo sfasamento orario che può manifestarsi con astenia, insonnia, sonnolenza, irritabilità, cefalea, nausea e stipsi e durare anche diversi giorni dopo il cambio di fuso disturbando le vacanze", ma anche "il rischio di trombosi venosa profonda". Quest'ultimo si previene muovendosi spesso, consumando cibi leggeri ed evitando bevande alcoliche. Meno frequenti invece le punture di insetti velenosi, serpenti e pesci, "mentre è sottovalutato il rischio di incidenti stradali che è molto alto nei Paesi poveri con strade accidentate e pericolose; per questo problema merita una grande attenzione la scelta di mezzi e autisti affidabili". Particolarmente attenti devono essere i soggetti ipertesi, con malattie cardiache croniche, i portatori di pace-maker, aggiunge Pasini: "il viaggio internazionale può essere evento che causa patologie acute in soggetti predisposti che partono con malattie croniche". Situazioni 'scatenanti' possono essere ad esempio le immersioni subacquee, i viaggi in altitudine o sport particolarmente intensi. "In questi casi – prosegue Pasini – occorre viaggiare col passaporto sanitario, una documentazione riempita dal proprio medico che consente anche all'estero di facilitare l'anamnesi dell'individuo".

CI SI AMMALA ALL'ESTERO, COSA FARE – In valigia, su consiglio medico, è utile avere antibiotici, antinfiammatori e antidiarroici. Consigliata per mete esotiche una polizza sanitaria che consenta consultazioni telefoniche o online, cure e farmaci e soprattutto l'eventuale rimpatrio nei casi più gravi.

DOVE INFORMARSI: MEDICI E ASL – Per febbre tifoide, colera, epatite A e febbre gialla esistono vaccini efficaci e sicuri. "La valutazione della destinazione e del tipo di viaggio da parte del proprio medico o del servizio di medicina dei viaggi presente in quasi tutte le ASL italiane – spiega Signorelli – consentirà di suggerire le profilassi più opportune. Non si dimentichi poi di effettuare i richiami vaccinali previsti per tutta la popolazione come quello contro il tetano da fare ogni 10 anni". Meglio non affidarsi esclusivamente agli agenti di viaggio per le informazioni sanitarie. Online si trovano informazioni utili sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/malattieInfettive/malattieInfettive.jsp), dell'Oms (www.who.org), dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (www.cdc.gov) e su www.travelmedicine.it.
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Vacanza in bici. Fuga dallo stress

Centinaia di offerte per pedalare a tutta natura in Italia, Europa o in America.
Dal classico tour ciclabile lungo il Danubio ai fiordi norvegesi, gli italiani amano sempre più viaggiare con le due ruote. Anche in famiglia La classica fuga solitaria o la pedalata in famiglia, la gita benessere o la traversata in barca. Il viaggio in bicicletta incrocia, come direbbero i tecnici di marketing, un vasto campionario di tecniche di acquisto: perché si sceglie la vacanza su due ruote? Per avvicinarsi alla natura e allontanarsi dal traffico, per dribblare la crisi e il caro benzina, per tenersi in forma o per incentive aziendale, perché va di moda o proprio perché si odiano le mode.

Navigando, anzi girovagando sul web si trovano centinaia di offerte, per tutti i gusti: dalla gita fuori porta, al tour nella campagne francesi, dalle passeggiate in Austria alle crociere fluviali. E’ il caso, per esempio, del progetto ecosostenibile che da Venezia porta a Mantova a bordo della Ave Maria (www.avemariaboat.com), una barca 100% made in Italy, con 18 cabine e capacità di ospitare fino a 42 persone, che segue dall’acqua i percorsi ciclabili lungo i canali Fissero e Bianco, attraverso uno scenario composto dalle isole della laguna veneta, il parco del delta del Po, piccoli centri rurali e città d'arte. Molto ampio è il catalogo di Girolibero (www.girolibero.it), operatore vicentino che per il 2012 propone 200 destinazioni in Europa e nel Mondo e che dispone di un parco biciclette di tutto rispetto, con modelli studiati appositamente per cicloturisti esperti o neofiti, fino ai family tandem in grado di portare più di un bimbo (da 4 a 8 anni) e disponibili in determinate piazze tipiche (come l’Olanda) per questo tipo di vacanza sportiva.

Non mancano nei cataloghi anche di altri tour operator le passeggiate classiche lungo il Danubio, il Lago di Carinzia o di Costanza, la Costa Baltica, alla scoperta dei fiordi norvegesi, in Cornovaglia o in Irlanda lungo la Strada dei Giganti, fino alle spiagge di Cuba o della Florida, da Miami a Key West. Del resto, il trend è in crescita. In Italia ci sono quasi 5 milioni di ex-automobilisti che in dieci anni hanno abbandonato l'auto in favore della bicicletta per i loro spostamenti quotidiani e molti di questi pensano anche a far vacanza sulle due ruote. Il rapporto degli italiani con la bicicletta è stato tratteggiato qualche tempo fa in una ricerca marketing di una nota bibita analcolica. Stando a quei dati, per la maggioranza dei ciclisti pedalare rilassa, trasmette benessere interiore e favorisce una vita meno sedentaria.

Risposte che potrebbero sembrare ovvie, dato che ad essere interpellati erano i diretti interessati. Ma da quella ricerca è emerso anche una certa difficoltà a usare la bicicletta come sinonimo di rifugio dallo stress: l’oggetto che gli italiani amano avere a portata di mano quando pedalano è guarda caso il telefonino o lo smartphone (46%), seguito per il 31% da una bibita fresca. Stando al Censis, il mercato mostra un potenziale di crescita non da poco, visto che la “mobilità ciclabile” copre non più del 4% della domanda complessiva di mobilità. Nonostante ciò, nell’ultimo decennio si è registrato un aumento significativo delle persone che raggiungono almeno la loro destinazione abituale in sella a una bicicletta almeno tre o quattro volte la settimana. Erano il 6,8% della popolazione nel 2002, hanno raggiunto il 13,5% nel 2007, oggi si attestano sul 18,7%. Si tratta di percentuali ancora molto basse se confrontate con quelle del Nord Europa, dove la media si aggira intorno al 30%. Circa 10,5 milioni di italiani hanno dichiarato – sempre secondo il Censis - di usare occasionalmente la bicicletta e la quota sul totale della popolazione è passata in cinque anni dal 16,9% al 23,5 per cento. In questo mercato è dunque evidente la crescita di operatori e di offerte turistiche per i dueruotisti.
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'Raffaello verso Picasso', boom richieste

A due mesi da apertura 50.000 prenotazioni, intanto Goldin prepara 'Verso Monet'
di Nicoletta Castagni
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Mancano ancora due mesi all'apertura, ma sono gia' 50.000 le prenotazioni per la grande mostra 'Raffaello verso Picasso. Storie di Sguardi, volti e figure' che il 6 ottobre, a Vicenza, inaugurera' dopo cinque anni di restauro la Basilica Palladiana.

Intanto, Marco Goldin, che con Linea d'Ombra ha curato e prodotto l'importante esposizione, ha gia' messo in cantiere un secondo ciclo di mostre dedicato questa volta, invece che al ritratto, alla storia del paesaggio e intitolato 'Verso Monet', dal 2013 alla Gran Guardia di Verona e alla Basilica Palladiana di Vicenza. Del padre dell'impressionismo saranno allestite circa 20 opere, ''una mostra nella mostra''. ''Da quando a maggio abbiamo dato il via alle prenotazioni, non siamo mai scesi sotto le 300 al giorno, con punte di 700 - dice Goldin - si tratta di dati rilevanti sia in termini assoluti, sia, a maggior ragione, in tempi di crisi come questi. Per la mostra di Genova 'Van Gogh e il viaggio di Gauguin', che e' stata la piu' vista dell'inverno, abbiamo avuto un avvio molto piu' rallentato''.

Si avverte dunque una grande attesa non solo per l'evento espositivo, che riunira', accomunati sul tema della figura e del ritratto, opere capitali di Botticelli, Mantegna, Antonello da Messina, Tiziano, Caravaggio, Velazquez, Van Gogh, Gauguin, Cezanne, Bacon, Freud e molti altri ancora. A destare l'interesse, spiega Goldin, e' anche la riapertura della Basilica, monumento simbolo di Vicenza''. Entro il 25 agosto, prosegue, ''si concluderanno gli ultimi interventi di rifinitura, compresa la struttura temporanea in ferro e vetro destinata all'accoglienza dei visitatori, mentre a meta' settembre cominceranno ad arrivare i capolavori, prestiti eccezionali dei maggiori musei del mondo''.

La mostra vicentina avra' una seconda edizione (dal 2 febbraio 2013) alla Gran Guardia di Verona con il titolo 'Da Botticelli a Matisse. Volti e figure'. Il nucleo di opere sara' lo stesso, ma, assicura il curatore, le due rassegne si differenzieranno molto. Quindi, nel 2013, partira' il secondo ciclo che coinvolgera' ancora i due capoluoghi veneti, questa volta incentrato sul genere del paesaggio e intitolato 'Verso Monet'. Attraverso una novantina di dipinti, provenienti da prestigiosi collezioni pubbliche e private internazionali come sempre da alcuni tra i maggiori musei del mondo, il percorso espositivo sara' articolato in sette sezioni, che racconteranno l'evoluzione dell'immagine del paesaggio nella trasformazione cruciale da semplice fondale scenografico a divinita' assoluta e dominante dell'opera. Per questo motivo, la rassegna, che prende le mosse dal primo '700, sviluppera' in modo particolarmente approfondito il XIX secolo, che prepara la grande rivoluzione impressionista guidata dal genio di Monet.

Il pittore francese, pur mutuando da Corot l'idea di realta', arriva nella finale, straordinaria serie delle ninfee a dare vita a una visione di paesaggio che ormai si appoggia quasi totalmente sull'esperienza interiore. ''Di Monet si potranno ammirare circa venti dipinti, tra i piu' esplicativi del suo eccezionale percorso creativo. Sara' una mostra nella mostra'', anticipa Goldin, ma ci sara' spazio anche per gli altri celebrati maestri impressionisti e post-impressionisti, tra cui Renoir, Sisley, Pissarro, Caillebotte, Van Gogh, Gauguin, Cezanne. La rassegna si concludera' con il XX secolo, dalle avanguardie di Matisse a Picasso alle esperienze astratte di Kooning e Pollock per arrivare infine ad Andrew Wyeth in America e a Lopez Garcia e Richter in Europa