“Vieni a Siracusa e riparti con il pieno anche a Capodanno e fino all’Epifania”



Comunicato Stampa - Siracusa, 28 dicembre 2012
Prorogata l’iniziativa fino al 6 gennaio 2012
   Vieni a Siracusa e riparti con il pieno anche a Capodanno e fino all’Epifania”

L’iniziativa denominata “Vieni a Siracusa e riparti con il pieno”, il cui termine era previsto per il 28 dicembre, è stata prorogata comprendendo il Capodanno  fino alla Epifania del 6 gennaio 2012.
L’iniziativa prevede per chi prenota sul portale www.siracusaturismo.net e soggiorna almeno 2 notti, presso le strutture ricettive convenzionate, di ricevere al momento del pagamento in hotel un buono carburante del valore di € 50,00, spendibile presso tutti i distributori italiani affiliati alla rete emittente. Il prezzo delle camere offerte dagli hotel  per l’iniziativa, a garanzia e per trasparenza nei confronti dei viaggiatori, è in parity rate con gli altri portali booking on line. Chi usufruirà dell’iniziativa “Vieni a Siracusa e riparti con il pieno”, potrà, inoltre, utilizzare le convenzioni stipulate con musei ed associazioni del territorio.
La proroga dell’iniziativa, ha dichiarato Seby Bongiovanni presidente del Consorzio Siracusa Turismo, nasce dalle richieste degli operatori nell’utilizzare al meglio il periodo festivo, considerando le chiusure delle scuole, consentendo alle famiglia di usufruire di questa iniziativa che lega le bellezze del nostro territorio alla convenienza dell’offerta sotto il profilo economico. L’iniziativa, conclude Bongiovanni, è stata mirata ad incrementare il turismo di vicinato e i primi dati confermano di aver raggiunto l’obbiettivo.

Info: 0931-1756232   393.3310175  e-mail: redazione@siracusaturismo.net       www.siracusaturismo.net 

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone turismoculturale@simail.it

Il piatto festivo? La polenta taragna

Debbo tornare indietro di almeno 30 anni, quando giovane studente universitario andavo a Pagnona, a casa di un amico che aveva la nonna con l'osteria. La Valsassina io l'ho conosciuta così, prendendo
il pullman che da Lecco portava fin su, prima a Premana, che era il paese dei coltelli, e poi a Pagnona che guardava il monte Legnone. Una gita in mezzo a una civiltà che cercava di rimanere se stessa, dove il piatto della festa era la polenta taragna, buonissima, mentre fuori nevicava con abbondanza. Ricordo ancora, a memoria, i nomi di due paesi minuscoli, Avano e Tremenico (saranno paesi o frazioni, a me poco importa, perché ogni aggregazione umana ha la sua dignità) sui quali poi si imbastivano leggende. Che nostalgia la Valsassina, che voglia di prendere l'auto e fare una gita, magari per andare a Moggio (e da lì c'è una strada che esonda nel Bergamasco fino a Taleggio) dove c'è la Cascina Coldognetta di Attilio ed Eliana Locatelli. È una vera e propria oasi di pace, dove dalla metà degli Anni Ottanta si dedicano con passione alla trasformazione di mirtilli neri, ribes, fragoline e rosa canina. Nel laboratorio realizzano gelatine, sciroppi (come il Capriccio di bosco, sciroppo di frutti rossi a produzione limitata), succhi di frutta, tisane, caramelle. Hanno costruito anche un agriturismo "bioclimatico", nel massimo rispetto dell'ambiente, immerso nel verde di prati e boschi. E qui ovviamente si mangia anche il Taleggio, che è una delle sublimazioni del formaggio italiano. I nuovi allevatori non hanno dimenticato le antiche regole dell'allevamento del bestiame che prevedono, tra l'altro, il trasferimento estivo delle mandrie sugli alpeggi alle quote più alte. Quella del Taleggio è storia che risale al X-XI secolo e tracce di questo cacio si trovano già nel 1344, nella lista dei cibi per l'incoronazione di Papa Clemente VI nonché al banchetto di nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti in Cremona. Il mio produttore preferito è Beri di Primaluna che fa un formaggio dalla consistenza pastosa e dal sapore pieno. Ottimo, insomma per cucinare una polenta taragna come si deve. Per questo ci vogliono farina gialla
e farina di grano saraceno per 350 grammi ciascuna, poi della toma per 100 grammi, burro con 250 grammi e Taleggio per almeno 200 grammi; sale, salvia e aglio quanto basta. Il procedimento è semplice: miscelando le due farine, si prepara la polenta con acqua salata in modo da tenerla morbida. Dopo 40 minuti di cottura si aggiungono i formaggi tagliati a pezzetti e si amalgama in modo che si sciolgano completamente (circa 10 minuti). A parte si fa rosolare il burro con la salvia e l'aglio per unirli alla polenta un minuto prima di servire. E per finire, i dolci tipici della Valsassina, tra cui i caviadini (tipici di Cortabbio) oppure i sassetti della Valsassina che si mostrano come biscottini con mandorle, ottimi col vino. Da citare anche il Dolce Grigna, realizzato come gli antichi dolci con fichi secchi, noci, frutta candita e uva sultanina. Un dolce del recupero che fa il verso alla torta di pane (pane raffermo, amaretti sbriciolati, uvetta, cannella, uova, ma talvolta anche mele, cioccolato o cacao). Infine la "Miascia", preparata anticamente col latte della mucca che ha appena partorito, zucchero e farina di mais. È o non è una nostalgia questa Valsassina?
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