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Mercatini di Natale, in Italia un Avvento di luci e colori


Candele accese, vino caldo, profumo di cannella, tante luci scintillanti, e poi musica di zampognari, biscotti allo zenzero, addobbi, regali: non c'è cuore, neppure il più duro, che non si lasci conquistare dallo spirito del Natale. Come ogni anno, durante il periodo dell'Avvento, il mondo intero si mobilita per accogliere, secondo le tradizioni, l'arrivo di Gesù Bambino o di Babbo Natale (o di entrambi). Anche l'Italia è in fermento, in un'attesa che ha il sapore della gioia condivisa. E se è vero che il Natale significa prima di tutto casa e famiglia, è altrettanto vero che il calore della festa più amata dell'anno si può trovare anche all'aperto, nonostante il freddo pungente. A questo servono i tanti mercatini di Natale: proprio a ''scaldare'' grandi e piccini.

Per l'intero periodo delle feste, da nord a sud è tutto un fiorire di piazze e strade affollate di bancarelle, tra decorazioni, leccornie, alberi da addobbare, canti e giocattoli.

Fervono già i preparativi in Alto Adige, da anni diventato un ''classico'' dei mercatini: a Merano, in Piazza Terme, i visitatori potranno cenare all'interno di gigantesche sfere natalizie, mentre le bancarelle allestite sulla Passeggiata lungo il fiume Passirio saranno illuminate da una ''luce verde'', grazie alla certificazione Green Event, nel rispetto dell'ambiente (mercatini.merano.eu/it). Sapori e tradizioni si uniranno a Lagundo: durante l'Avvento sarà possibile visitare la Foresta Natalizia del famoso birrificio Forst, quest'anno anche con l'apertura del Felsenkeller, dove nelle antiche cantine nel 19 secolo erano conservati i blocchi di ghiaccio per raffreddare il mosto, mentre specialità natalizie e autentico artigianato sudtirolese accoglieranno i visitatori nella cittadina di Lana (weihnachteninlana.it). A Rovereto, in Trentino, torna il Natale dei Popoli che celebra l'incontro tra culture diverse accogliendo artigiani e artisti provenienti dai diversi Paesi del mondo (mercatinodinatalerovereto.com).

Anche il cuore delle Alpi batterà forte per il Natale: aria di festa nel mercatino natalizio Marché Vert Noel, che trasformerà un angolo di Aosta in un villaggio alpino, con i 46 chalet traboccanti di vini, arti manuali, oggetti d'antan, pensieri-regalo (lovevda.it). Un'atmosfera magica, tra gnomi ed elfi, profumi personalizzati, spettacoli, luci e addobbi caratterizzerà il Villaggio di Natale (a Bussolengoilvillaggiodinatale.it), il più grande mercato coperto d'Italia, giunto alla 18esima edizione. Torroni, dolciumi, profumo di caldarroste e artigianato di ogni foggia trionfano a Milano con la tradizionale fiera degli ''Oh Bej! Oh Bej!'', amatissima dalle famiglie.

Verona, anche Giulietta e Romeo festeggeranno il Natale: l'ingresso della città sarà illuminato da centinaia di luci fino a piazza Bra, mentre a Piazza dei Signori, oltre 60 bancarelle con le casette in legno caratteristiche del ''Christkindlmarkt'' in stile nordico (letteralmente il mercato del Bambino Gesù) offriranno specialità gastronomiche, preziosi oggetti decorati e prodotti artigianali (nataleinpiazza.it/2014).
In Umbria, artigianato di qualità e prodotti tipici arricchiranno il borgo di Torgiano con i mercatini di Natale allestiti nei vicoli sotterranei della Rocca Paolina, mentre a Gubbio, sulle pendici del Monte Ingino, si potrà ammirare l'albero di Natale più grande del mondo (alberodigubbio.com) che quest'anno, il 7 dicembre, sarà acceso da Papa Francesco.
Immancabile una tappa natalizia anche nella Città Eterna, dove Piazza Navona attende grandi e piccoli con il suo mercato storico: fino all'Epifania, tra dolciumi e addobbi, si potrà cogliere l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con Babbo Natale e la Befana, ma soprattutto di acquistare, nel rispetto della tradizione romana, una decorazione per il proprio albero.

    Dulcis in fundo, scendendo giù per lo stivale, arriva Napoli, o più precisamente la zona di via San Gregorio Armeno, dove è Natale tutto l'anno: zigzagando tra le botteghe artigiane che realizzano le celebri statuine del presepe, saranno organizzati tanti mercatini tradizionali, in un'atmosfera dal sapore unico.
   
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Mercatini di Natale, a spasso per l’Europa


La temperatura scende, la neve imbianca le strade, eppure nulla è più bello che aspettare il Natale passeggiando per i mercatini tradizionali, allestiti in ogni angolo d'Europa. Le città si impreziosiscono di un'atmosfera irripetibile, e per chi la respira è una gioia che abbraccia tutti i cinque sensi. Come ogni anno, tutti i Paesi del vecchio continente daranno il proprio contributo affinché la festa sia davvero la più bella dell'anno, ognuno secondo la propria tradizione.

A pochi passi da noi, la Svizzera si illumina di tante luci colorate durante il periodo dell'Avvento: a Basilea, due mercatini, uno sulla Barfusserplatz, e l'altro sulla Munsterplatz (è il più grande mercatino del Paese) proprio accanto alla cattedrale, dove viene collocato l'imponente albero di Natale decorato (www.basel.com/it); a Berna, l'atmosfera romantica degli edifici della città vecchia si sposa con quella natalizia grazie ai mercatini di Piazza della Cattedrale e Piazza dell'Orfanotrofio (bern.com/it); mentre a Montreux il ''grande mercatino'' viene allestito lungo le rive del Lago Lemano in un ambiente caldo e festoso (montreuxnoel.com).

Fino al 6 gennaio a Innsbruck, la Capitale delle Alpi austriache, il Natale diventa un'attrazione speciale, tutta in stile tirolese: tra un vin brulé e le tradizionali frittelle dette Kiachln, per i visitatori ben 6 mercatini sparsi in città (tra cui quello panoramico sulla Hungerburg, o quello artistico di Wiltener Platzl), e la possibilità di ammirare lo splendente albero di Natale in riva all'Inn, unico nel suo genere, alto ben 14 metri e realizzato con 170.500 cristalli Swarovski.

A due passi da Vienna, nella regione del Burgenland, solo per pochi giorni (dal 12 al 14 dicembre) la corte degli Esterhazy riaprirà le porte del palazzo al tipico mercatino natalizio, con artigianato, vin brulé, punch, caldarroste, concerti di Natale nella sala Haydn e per i bimbi il teatro delle marionette (esterhazy.at). Per chi non può rinunciare alla tradizione più autentica, il Chriskindelsmarik (mercato del Gesù Bambino in alsaziano) attorno alla Cattedrale di Strasburgo è la scelta più adatta: dal 1570 a oggi il fascino di questo mercatino è rimasto inalterato, tra oggetti d'artigianato, decorazioni, birre d'Alsazia, biscotti natalizi e specialità a base di maiale e crauti (noel.strasbourg.eu).

Ancora più antico è il mercatino di Dresda, lo Strizelmarkt, le cui origini risalgono al 1434: nella Piazza di Altmarkt, oltre 250 bancarelle (tra cui quelle che vendono lo ''Stollen'', il dolce natalizio tipico della Germania) si estendono per più di 1 km, rendendo la città un grande e coloratissimo villaggio di Natale.

Londra, con le note dei Christmas Carol in sottofondo, la città abbandona il consueto grigio e si riempie di mercatini natalizi pieni di colori, oggetti e delizie gastronomiche: da non perdere il villaggio in stile germanico di Hyde Park's Winter Wonderland, che, oltre al mercatino con chalet e bancarelle, offre pista di pattinaggio, una splendida ruota panoramica e spettacoli per adulti e bambini (hydeparkwinterwonderland.com).

Mercatini con decorazioni e oggetti tradizionali svedesi o d'avanguardia, cibo e dolci che profumano di zafferano e cannella, luci calde e accoglienti sono gli ingredienti che renderanno Stoccolma, avvolta dalla notte anche in pieno giorno, un luogo indimenticabile per trascorrere le feste natalizie: tra i mercatini più caratteristici, quello a Skansen, Djurgarden, (skansen.se), o quello di Stortorget, la Città Vecchia (stortorgetsjulmarknad.com). Anche Goteborg si trasformerà in una vera città del Natale, con i tanti mercatini che animeranno le strade della città e i dintorni: imperdibili le luminarie che a milioni renderanno scintillante quello del parco di divertimento Liseberg (liseberg.se/).

Il Paese di Babbo Natale, la Finlandia, non può non proporre imperdibili opportunità per vivere pienamente l'attesa del Natale: a Helsinki, oltre al mercatino più grande allestito nell'Old Student House e a quello dal sapore tradizionale di San Tommaso a Senate Square (qui tra mille oggetti e prodotti culinari, si può perfino vedere un fabbro al lavoro), c'è il famoso Naisten Joulumessut, il mercatino tutto al femminile che raduna nella prima settimana di dicembre al Wanha Satama Conference Center donne artigiane provenienti da tutta la Finlandia (naistenjoulumessut.fi/6).
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Turismo Arte, video e ragù, in viaggio gratis con il baratto

di Silvia Lambertucci

In tanti offrono ospitalità in cambio di una latta di olio d'oliva, meglio se di produzione propria e spremuto a freddo. I più cercano professionisti della fotografia o abili smanettatori di internet per promuovere meglio la loro struttura, magari con un video su youtube. Ma c'è anche chi è disposto a cedere un letto caldo e una buona colazione in cambio di lezioni di batteria o di libri. E chi cerca marmellate genuine o biancheria da letto. Al via dal 17 al 23 novembre, torna 'La Settimana del Baratto' con decine e decine di occasioni da perdere al volo per una piccola vacanza da godere negli angoli più suggestivi d'Italia senza spendere un euro.
    Lanciata nel 2008 dal portale www.bed-and-breakfast.it, l'iniziativa grazie alla quale Bed and breakfast italiani offrono ospitalità in cambio di beni e servizi, piace e si allarga. Tanto che per la sesta edizione, al via come sempre nella terza settimana di novembre, sono ormai 2200 le strutture che aderiscono e oltre 800 quelle che hanno fatto del baratto una filosofia di vita accettando lo scambio tutto l'anno. Su Fb per esempio impazza, con 133.249 'mi piace' e 1569 persone che ne parlano.


    Il meccanismo è in pratica quello di un mercato virtuale che incrocia i desideri e le esigenze dei proprietari di piccole strutture ricettive con quelle di chi aspira ad una vacanza che non pesi sul portafoglio. E partecipare è semplice, basta andare sul sito della manifestazione (www.settimanadelbaratto.it), selezionare la località dove si vorrebbe andare e contattare i B&B aderenti, usando il modulo che viene messo a disposizione o contattando i proprietari direttamente ai recapiti forniti dal sito.
Ma un giro sul sito vale la candela anche per farsi un'idea della creatività degli italiani e perché no, per prendere spunto. Perché dai lavori di giardinaggio alla playstation, dalla tinteggiatura delle pareti ai corredini per neonato, non c'è limite alla varietà della domanda e dell'offerta. A Pescara per esempio c'è un bed and breakfast che offre ospitalità in cambio di "abiti taglia 42 da ballo Swing" meglio se accompagnati da scarpe "taglia 39, sempre da ballo swing".


A Cortona, un'altra struttura punta invece sulla cultura, chiedendo 'arte moderna e contemporanea' o libri, purché non si tratti di fumetti o di titolo per bambini. A Bienna, in provincia di Brescia, c'è un B&b che cerca legna da ardere, un'altra struttura in provincia di Pordenone offre ospitalità in cambio di casette o scivoli per bambini, una casa albergo di Pretoro, in provincia di Chieti cerca piumini "di vera piuma d'oca" per letti matrimoniali. Anche fra gli aspiranti ospiti, del resto, si trova di tutto, dalla signora di Firenze che offre un completo di lenzuola del suo corredo all'istruttrice certificata che offre lezioni di Nordic Walking, dalla coppia di architetti che offre una consulenza in cambio di alloggio, alla signora di Ercolano esperta nella preparazione di "dolci per allergici". E non manca chi per un weekend con tutta la famiglia arriva ad offrire un "lampadario in cristallo Anni '70". Un bed and breakfast toscano gli ha già risposto: il proprietario però, prima di concludere, vorrebbe vedere una foto.
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#Turismo #Ebola e #crisi, indice fiducia scende a insufficiente @turismoland

di Cinzia Conti

L'effetto Ebola che il mondo del turismo attendeva da tempo con apprensione sembra essere arrivato: la propensione al viaggio degli italiani ad ottobre infatti crolla ai minimi e la motivazione, oltre che nella crisi economica che da tempo spinge i connazionali a tagliare sulle vacanze, è legata alla paura di contrarre il virus viaggiando in aereo. Emerge dalla rilevazione mensile di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l'Istituto Piepoli. L'indice di fiducia del viaggiatore italiano si attesta a ottobre a 55 su 100 - in diminuzione di un punto rispetto a settembre e ai livelli minimi da maggio - e per la prima volta scende nell'area di "insufficienza".

La crisi ha ormai da mesi un forte impatto sulla propensione al viaggio degli italiani e secondo le ultime rilevazioni 1 italiano su 2 si dice pessimista sulla situazione economica. Ma tra i timori che esercitano un'influenza negativa sulle prospettive di viaggio all'estero cresce pesantemente Ebola, tanto che 2 connazionali su 5 prevedono di viaggiare meno in aereo per questo motivo. Al contempo fanno meno paura la crisi dovuta alla guerra in Ucraina e i timori legati a una nuova guerra mondiale.

Le città d'arte sono in cima ai desideri nel trimestre novembre 2014-gennaio 2015 e oltre un italiano su due, di quelli che faranno una vacanza nel prossimo trimestre, vuole andare per monumenti, mostre e musei. La montagna è invece preferita da quasi 1 italiano su 3. In forte crescita la vacanza eno-gastronomica: 1 italiano su 3 pensa per il prossimo autunno ad una vacanza di questo genere. Scende a 3,7 notti la durata media della vacanza pianificata per i prossimi 3 mesi, dato tutto sommato compatibile con la stagionalità e con il mix delle destinazioni preferite per il periodo, che vede di fatto prevalere gli "short break", anche se cominciano ad avere un peso statistico rilevabile le vacanze invernali in montagna. Non mancano le destinazioni esotiche e di lungo raggio.

Quanto alle mete: 3 italiani su 4 preferiscono trascorrere nei prossimi mesi le loro vacanze in Italia e le destinazioni preferite in Italia sono la Toscana e le mete montane-sciistiche del Trentino e Alto Adige, della Lombardia e del Piemonte. Soprattutto la clientela più matura preferisce restare in Italia (il 79% per chi ha più di 55 anni d'età), mostrando una propensione maggiore alle destinazioni di corto raggio. Per quanto riguarda l'estero, la Spagna è prima a livello europeo, mentre per quanto riguarda il resto del mondo in cima alle preferenze di viaggio ci sono gli Stati Uniti, seguiti a poca distanza dall'Australia, ma anche i Caraibi, il Giappone, il nord Africa e la Turchia si distinguono. Oltre il 50% degli italiani viaggerà in coppia nel prossimo autunno, mentre scendono lievemente i viaggi in famiglia o con gli amici.
ansa

Hotel, 3 città italiane nella top 100 qualità-prezzo


Ci sono le tre città italiane Lecce, Pompei e Alberobello nel Best Value City Index 2015, ovvero la classifica delle 100 città da visitare nell'anno nuovo per l'ottimo rapporto tra qualità e prezzo medio degli hotel stilata dall'osservatorio trivago. In testa trionfa Mostar in Bosnia-Erzegovina, patrimonio dell'Unesco per il famoso ponte ottomano Stari Most distrutto nel 1993 durante la guerra in ex Jugoslavia, ma sono tanti i luoghi citati dalla Cina al Perù, da Taiwan al Regno Unito.

    La seconda edizione della classifica prende in considerazione diversi parametri tra cui il numero minimo di hotel per città e la valutazione minima delle strutture ricettive in quelle città.
    In testa si piazza appunto Mostar con un rapporto tra qualità e prezzo medio che arriva a 97,37%: vi si può soggiornare a una media di 49 euro a notte. Seconda in classifica Novi Sad, in Serbia, con un indice del 97,18% seguita da Lijiang in Cina, Plovdiv in Bulgaria che, assieme a Matera, è stata votata Capitale della cultura per il 2019 e Szeged in Ungheria a chiudere la top 5.

    In 36/a posizione infatti, con un indice di 95,13%, si trova la città pugliese di Lecce, nota per la sua spettacolare architettura barocca, seguita al 37/o posto da Pompei con gli scavi noti in tutto il mondo e al 49/o posto, con un indice di 94,57%, Alberobello, la Capitale dei trulli patrimonio dell'Unesco.

    Le prime città spagnole in classifica sono Cangas de Onis e Santillana del Mar rispettivamente al 26/o e 30/o posto, la prima tedesca Erfurt (90/a), la prima francese Nantes (91/a).

Verso l'era degli insetti. Una tavola più «sostenibile»


Stefano Mensurati di Rai Radio Uno m'ha svegliato verso l'una di notte per commentare con me una notizia, nella sua rubrica «Tra poco in edicola». Sequestro a Milano di 50 kg di polpette di larve, risotto alle vespe e filetti di bachi. Una cena degli orrori, vien da pensare, ed invece era quella che gli organizzatori (con già 240 prenotazioni), immaginavano come la cena del futuro. Eppure, gli ispettori dell'Asl sono stati inflessibili: merce non vendibile. Anche se in Thailandia, Cambogia e Perù un pasto del genere sarebbe equivalso a una cena da tre stelle Michelin. 
Ma la stessa cosa era accaduta pochi giorni prima a Torino, al Salone del Gusto, dove Slow Food aveva imbastito una degustazione a base di insetti. Niente da fare. E che succederà allora all'Expo, dove le tradizioni di certi Paesi prevedono la cucina entomologa? 
L'argomento è tutt'altro che banale e nel mese di maggio di quest'anno, a Ede, nei Paesi Bassi, c'è stata una conferenza promossa da Fao e Università di Wageningen su "Insects to feed the world". Ma è passata via, nel senso che le leggi in Occidente, per questo tipo di alimentazione continuano a essere inadeguate. E ciò che non si conosce si censura. Ma intanto, mentre da almeno due anni se ne discute anche sui giornali italiani, lo chef Carlo Cracco sta già studiando un piatto a base di locuste. Del resto, ha scritto sul proprio sito Slow Food: «La Terra si prepara a ospitare nove miliardi di persone. Non merita prendere in considerazione altre fonti di sostentamento?». 
Detto questo ci sono insetti ed insetti. E quelli commestibili sono comunque ricchi di proteine, ma anche di
ferro e zinco, considerati micronutrienti essenziali. E poi, rileva sempre l'organizzazione di Terra Madre: «Occupano meno spazio di un allevamento di vitelli, minori emissioni di gas a effetto serra e un tasso di conversione dei mangimi non paragonabile. Un solo chilo di mangime produce 12 volte più proteine di quante ne abbia il manzo».
Ma c'è di più, visto che alcune specie di insetti, resistenti alla siccità, possono richiedere meno acqua di vacche, maiali o pollame, fino a sostituirsi alle materie prime utilizzate per i mangimi animali (dalla soia al pesce). Già, ma cosa provocherebbe l'allevamento di insetti, ammesso che aumentino l'offerta mondiale di proteine riducendo sprechi e immondizia?
L'entomofagia bussa alle porte, anche se fa storcere il naso. Ma al di là delle reazioni psicologiche che provoca, sorgono due considerazioni: perché non si prova a prendere in considerazione, scientificamente parlando, la sostenibilità di questa ipotesi. E soprattutto perché, se qualche centinaio di persone vuole provare una cucina del genere (con tutte le garanzie sanitarie del caso, che sono un prerequisito) glielo si impedisce. Io credo che questo articolo, letto fra una trentina di anni, potrebbe fare solo sorridere.
avvenire.it

Mosca e piogge fanno soffrire l'olio di oliva italiano


Quest'anno in Italia la produzione di olio di oliva subirà un forte e importante taglio. Quello che non ci voleva, per un comparto che è già alle prese con una situazione alquanto delicata. A mettere in fila diversi numeri preoccupanti, ci si sono messi l'Unaprol (il più importante consorzio di produttori a livello nazionale), l'Ismea (che segue i mercati agricoli) e la Coldiretti. 
Il 2014 dovrebbe vedere un crollo della produzione pari al 35%. Colpa di un insetto – la mosca olearia –, e del maltempo. Una situazione che fa il pari con l'andamento del mercato complesso e da governare con attenzione. Tutto – spiega una nota di Unaprol e Ismea –, avviene in uno scenario che vede altri marchi storici dell'italianità agroalimentare volare all'estero, i prezzi della materia prima aumentare (+40% su base annua), le esportazioni di olio made in Italy pure (+ 13% di cui + 18% gli oli extra vergine), come anche le importazioni (+43% in volume e +12% in valore). Aumentano (+3%), inoltre, le vendite del prodotto nei primi otto mesi del 2014. L'unico segmento che non riesce a beneficiare dei valori della crescita è quello della produzione, nonostante il differenziale di prezzo che, in questo momento tra gli oli italiani e quelli spagnoli, è di 1,47€ kg., rispetto a 0,43€ in media del 2013. 
È sulla base di questi numeri che i produttori puntano il dito sulle cose che non vanno. «Quello che colpisce – viene spiegato – è l'assenza di una visione strategica del sistema Paese sul futuro di questo settore». Eppure, anche se i consumi mondiali sono sostanzialmente stabili, gli spazi per migliorare ci sono. Il differenziale di prezzo fra Italia e Spagna è il segnale che il mercato chiede più qualità ed è disposto a pagare per ottenerla. Ma Coldiretti insiste sui rischi che si corrono: «Sul mercato – spiegano i coltivatori diretti –, è praticamente impossibile riconoscere il prodotto straniero per la mancanza di trasparenza in etichetta». Coldiretti – con ragione – lancia quindi l'allarme «sull'invasione di olio di oliva dall'estero» tanto che nel 2014 potrebbe essere raggiunto il massimo storico in quanto a importazioni di olio di oliva che potrebbero raggiungere un valore pari al doppio di quello nazionale che registra un produzione attorno alle 300mila tonnellate.
È quindi l'ora, per questo comparto, delle strategie ad alto livello. Un'operazione che occorre fare perché tocca un settore prezioso per il Paese, che vale 2miliardi di euro, si estende su una superficie di oltre un milione di ettari, coinvolge 900mila aziende che originano 50 milioni di giornate di lavoro.
avvenire.it