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Piero della Francesca a Palazzo Magnani: due settimane in più per ammirarlo


Reggio Emilia, 21 maggio 2015 - DUE SETTIMANE in più. E’ stata prorogata fino al 28 giugno la mostra su Piero della Francesca a palazzo Magnani, ulteriore segno del grande interesse creatosi attorno a questa preziosa e originale esposizione aperta il 14 marzo scorso: cento opere che vedono, accanto al Maestro di Sansepolcro, i grandi protagonisti della teoria e della pratica del disegno prospettico e architettonico dei secoli XV-XVI: Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Ercole de’ Roberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Francesco di Giorgio, Albrecht Dürer, Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Amico Aspertini, Michelangelo, e molti altri ancora.
“PIERO della Francesca. Il disegno tra arte e scienza”, presenta la figura del Maestro nella doppia veste di disegnatore e grande matematico. Per l’occasione è riunito nel Palazzo di corso Garibaldi – fatto straordinario, per la prima volta da mezzo millennio – l’intero corpus grafico e teorico dell’artista toscano: i sette esemplari, tra latini e volgari, del De Prospectiva Pingendi (conservati a Bordeaux, Londra, Milano, Parigi, Parma, Reggio) i due codici dell’Abaco (Firenze), il Libellus de quinque corporibus regularibus (Città del Vaticano) e Archimede (Firenze).
LA MOSTRA - curata da Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro, Luigi Grasselli - non è ‘solo’ l’occasione, prima e unica, per ammirare tutte insieme le opere grafiche del Maestro di Sansepolcro(evento, di per sé, straordinariamente importante per gli studiosi d’ogni Paese); essa è anche un viaggio straordinario nel Rinascimento, unicità italiana che ha influenzato per secoli l’arte e il sapere dell’Occidente (e non solo) producendo i più grandi capolavori, oggi icone insuperate, della cultura figurativa mondiale e dell’immaginario collettivo.
IL viaggio nelle sale di palazzo Magnani è commentato nell’audioguida da Piergiorgio Odifreddi. Fulcro dell’esposizione è l’esemplare del De Prospectiva Pingendi della Biblioteca “Panizzi” di Reggio, uno dei più importanti testimoni della fondamentale opera prospettica di Piero della Francesca. Il manoscritto, opera di un copista, reca numerose correzioni, note marginali ed estese aggiunte di mano di Piero. Ospita nei suoi 110 fogli numerosi disegni di mano dell’artista.
IL RESTO del Carlino è media partner nella mostra. Per la realizzazione dei supporti la Fondazione Palazzo Magnani si è avvalsa della collaborazione scientifica di Imago rerum team, dell’Università Iuav di Venezia, del dipartimento Culture del Progetto, Ingegneria Civile Edile e Architettura e Ingegneria del’Informazionedell’Università Politecnica delle Marche e di Cr-Forma di Cremona che ha condotto le analisi scientifiche sul codice reggiano del De prospectiva pingendi. È consultabile in mostra la Biblioteca digitale tematica sui Codici del De prospectiva pingendi a cura del Museo Galileo di Firenze.
Il Resto del Carlino