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Castelli d’Italia, aperture straordinarie e visite guidate 13 e 14 maggio nelle fortificazioni più belle del nostro Paese con le Giornate nazionali


Rocche, manieri, fortificazioni, cittadelle, edifici merlati: ogni borgo, ogni città ha un suo castello e una storia da raccontare, sotterranei misteriosi, tesori e giardini da scoprire. E’ immenso il patrimonio di fortezze e architetture cinte in Italia, che ne possiede il più alto numero al mondo, circa 20mila, alcuni patrimonio dell’Umanità. Per conoscere le più belle e ricche di storia, il 13 e il 14 maggio l’Istituto italiano dei Castelli organizza con il patrocinio del ministero dei beni culturali una manifestazione giunta alla 19esima edizione. Per l’occasione 19 fortezze, di cui 3 mai aperte al pubblico, distribuite da nord a sud del nostro Paese, sollevano i propri ponti levatoi a visite guidate gratuite per permettere a famiglie, a curiosi, a turisti, ad appassionati di storia e di letteratura di conoscere da vicino l’inestimabile ricchezza storica e architettonica d’Italia, che va dall’alto Medioevo al XIX secolo.

Da 53 anni l’Istituto italiano dei castelli si impegna a tutelare il patrimonio storico-culturale del nostro Paese e si prefigge di valorizzare ogni rocca o fortezza presente sul territorio, compresi i siti Unesco, tra cui le fortezze veneziane in via di approvazione. Oltre a svolgere un’opera di promozione culturale e scientifica con convegni, pubblicazioni, performance in costume e incontri, l’istituto ha catalogato tutte le opere difensive e gli itinerari castellani e ha istituito un premio per gli studenti che si laureano su tematiche legate all’architettura fortificata e un concorso fotografico dedicato a tutte le scuole secondarie.

Le visite guidate ai castelli sono affiancate da numerose iniziative, ricche e varie, organizzate secondo un articolato calendario, da seguire regione per regione e in grado di soddisfare gli interessi di tutti: dagli esploratori agli amanti della storia, dagli studiosi di architettura ai semplici curiosi. Docenti universitari, autori, appassionati e persino i proprietari delle architetture fortificate guidano come volontari le visite ai castelli e coinvolgono i visitatori con leggende e curiosità. Tante sono le storie, alcune molto coinvolgenti, ed emozionanti sono le atmosfere che regalano come quelle del castello di Roccacalascio, in Abruzzo, utilizzato come set cinematografico per numerosi film come Il nome della rosa, Lady Hawke e La Piovra 7. Anche il complesso fortificato di Altojanni, a Matera, offre un’indimenticabile visita, così come la splendida città fortezza di Corinaldo, nelle Marche, che invita a scoprire anche le intatte mura, il centro storico medioevale e rinascimentale, i palazzi gentilizi, le chiese, i vicoli e le piazze, la pinacoteca e la sala del costume e delle tradizioni popolari.

Tante sono le sorprese: Rocca di Aci, in provincia di Catania, regala per tutto il week end anche rappresentazioni con personaggi in costume sull’episodio della presa del castello da parte di re Martino. Visitando il castello di Calenzano, in Toscana, sarà possibile anche entrare gratuitamente nel museo comunale del figurino storico, uno dei più importanti musei europei di soldatini. E’ ricco di episodi del passato il castello di Magione, nei dintorni di Perugia verso il lago Trasimeno, che il 13 maggio dalle 16 ospita anche una conferenza sui castelli dell’Ordine di Malta in Italia e in Terra Santa, organizzata dal professor Paolo Caucci von Saucken. Il maniero di Magione è uno straordinario complesso fortificato, ricordato già in un documento del 1171, gestito dai cavalieri gerosolimitani lungo la via Francigena, e dove nel 1502 si cospirò contro Cesare Borgia.

Interessante è l’appuntamento del 13 maggio nella città fortificata di Montagnana, in provincia di Padova, dove dalle 9 alle 13 si parlerà di “storia e futuro della canapa, dalla tradizione agli orizzonti biotecnologici”. Durante la Repubblica di Venezia il territorio di Montagnana, infatti, era famoso per la coltivazione della canapa, che la Serenissima utilizzava per impieghi navali. La coltivazione di questa pianta, quasi completamente scomparsa nel secondo dopoguerra, si presta ora a essere riscoperta grazie a una recente legge, che offre incentivi alla produzione; si tratta, infatti, di una pianta versatile e resistente che non necessita di pesticidi e diserbanti e che permette anche la fitorimediazione ossia la bonifica, il recupero e la rigenerazione di terreni inquinati. Le sue fibre sono resistenti e leggere, oltre che naturali, e amalgamate con la calce si prestano a materiali di ricostruzione in zone sismiche, come di recentemente è stato dimostrato in Umbria e a L’Aquila.

Durante le giornate dedicate ai castelli verranno aperti luoghi normalmente chiusi o di non facile accesso; è il caso del castello di Cleto, nell’omonimo borgo in provincia di Cosenza, affacciato sulle coste tirreniche, e del castello di Colloredo di Monte Albano, in provincia di Udine, uno dei più grandi castelli del Friuli e uno dei più importanti dal punto di vista storico e culturale. Anche il castello di Castelvecchio di Rocca Barbena, situato nel minuscolo borgo omonimo di soli 145 abitanti in provincia di Savona, è tra i siti aperti solo per le “giornate nazionali dei castelli 2017”: dal maniero è particolarmente suggestiva la vista sul borgo medievale e sull’intera vallata.
Per maggiori informazioni: www.istitutoitalianocastelli.it

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Mozzarella di bufala campana Dop buona anche a colazione. Più creatività a tavola, a Tuttofood parte sfida del Consorzio


Ripensare con creatività le modalità di consumo della mozzarella di bufala campana Dop. Buona anche a colazione e per il rito del brunch. E' la sfida che il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop lancia a Milano, partecipando da lunedì 8 al 10 maggio alla rassegna internazionale Tuttofood. 

Nella città simbolo degli aperitivi sono in programma show cooking e rivisitazioni del rito del mattino e dell'ora di pranzo e cena, proponendo anche la ricotta di bufala campana Dop, con menu a cura dello chef Giuseppe Daddio della scuola di cucina Dolce&Salato di Maddaloni. "Mozzafinger: la bufala campana dop in punta di dita" è il titolo scelto per gli appuntamenti quotidiani. Il Consorzio di tutela arriva a Milano con un proprio stand proponendo un ciclo di eventi e degustazioni alla scoperta della mozzarella Dop in partnership con il consorzio di tutela del Prosecco Dop. Tra le proposte di Daddio ci saranno piatti freddi e caldi. Si va dal frutto della passione con mozzarella di bufala campana e asparagi al tartufo di ricotta di bufala campana e mandorle salate ideale per il breakfast, a seguire fresella con mozzarella di bufala campana, pomodoro basilico e babà salato con ricotta di bufala campana e salame. 

Non solo cibo e vino, ma anche arte: il Consorzio porta a Milano il territorio di origine della Dop, con un video in onda nello stand dedicato alla Reggia di Caserta, nuova sede dell'organismo, per rilanciare la sinergia tra beni culturali ed eccellenza agroalimentari che sta generando nuovi percorsi di sviluppo. 

Inoltre il consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop sarà protagonista a Tuttofood dell'atteso ritorno del progetto "Grandi Formaggi Dop", finanziato dal ministero delle Politiche agricole. Con i consorzi di tutela di Asiago, Gorgonzola, Pecorino Sardo e Taleggio, sarà proposto mercoledì 10 maggio un focus particolare sulla corretta informazione del consumatore per una preferenza d'acquisto consapevole.

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Milano pronta a ricevere Obama, città torna la capitale mondiale del cibo Dall'8 all'11 maggio Milano Food, presenti anche Renzi, Martina e Calenda


Tutto pronto a Milano per ricevere, da capitale mondiale della buona alimentazione, l'ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il sindaco Giuseppe Sala gli consegnerà simbolicamente le chiavi della città e per l'occasione saranno in molti i nomi presenti, dal segretario del Pd Matteo Renzi ai ministri Carlo Calenda (Sviluppo Economico), Maurizio Martina (Politiche Agricole) e Valeria Fedeli (Istruzione). Gli organizzatori di Seeds&Chips del Global Food Innovation Summit oggi hanno reso ufficialmente noti i nomi dei diversi relatori che dall'8 all'11 maggio si alterneranno sul palco che fu di Expo Milano 2015. Oltre a Obama (che terrà il suo key note speech il 9 maggio, per dialogare subito dopo sul palco con il "suo" chef alla Casa Bianca Sam Kass), per parlare di cibo, buona alimentazione, lotta allo spreco alimentare, sostenibilità, si alterneranno i "guru" internazionali della foodtech Danielle Gould, Ceo di Food+Tech Conncet, e Deepti Sharma Kapur, ceo e fondatrice di FoodtoEat, che affronteranno il tema di come i cosiddetti millennials stiano cambiando l'industria globale del cibo.

Il fondatore di Seeds&Chips, Marco Gualtieri, si confronterà l'8 maggio con le istituzioni: il Commissario Ue per l'Agricoltura, Phil Hogan, il presidente del Comitato Europeo delle Regioni, Markku Markkula, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo. Il giorno successivo, oltre a quello di Obama, sono previsti gli interventi del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e di Dickson Despommier, professore emerito della Columbia University considerato nel mondo il pioniere del cosiddetto "vertical farming". Il 10 maggio, invece, il presidente di Illy Caffé, Andrea Illy, dialogherà su "Climate change e food system" con David Wilkinson, direttore aggiunto del Centro Ricerche della Commissione Europea. "Con questa edizione, e con la partecipazione straordinaria di Barack Obama - ha commentato Marco Gualtieri, ideatore e presidente di Seeds&Chips - Milano e l'Italia tornano centri mondiali del food e della food innovation dopo Expo. L'Italia può avere un ruolo di primo piano in questo settore".

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Musei statali gratis domenica 7 maggio #domenicalmuseo di maggio dedicata a libro e promozione lettura

(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Domenica 7 maggio torna la #domenicalmuseo, l'iniziativa del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che prevede l'ingresso gratuito in tutti i musei e luoghi della cultura statali.
    Su www.beniculturali.it tutte le informazioni e gli orari dei musei e dei parchi archeologici che aderiscono a questa #domenicalmuseo dedicata alla promozione del libro e della lettura.

Turismo religioso 'vale' 18 mld dollari

La Borsa internazionale del settore approda a Roma 21-23 giugno

Sono oltre 300-330 milioni i "turisti religiosi" nel mondo, con un giro di affari stimato in oltre 18 miliardi di dollari e un trend crescente verso località considerate sacre o con ricco patrimonio culturale, storico, artistico, sia in Europa che in altri continenti. L'Italia è una delle destinazioni principali dei flussi turistici mondiali (per i cattolici), considerando la presenza del Vaticano e di Roma, insieme ad altre realtà quali Assisi, Padova, San Giovanni Rotondo, Loreto ed altre ancora. I dati del Wto saranno tra gli spunti della Borsa del turismo religioso internazionale (Btri), che approda a Roma dal 21 al 23 giugno.
In Italia l'offerta religiosa può contare su circa 1.500 santuari, 30.000 chiese, 700 musei diocesani, oltre che tantissimi monasteri e conventi. Luoghi nei quali si concentra gran parte del patrimonio culturale - ed artistico - italiano e che rappresentano tappe fondamentali sia per i pellegrinaggi che per il turismo culturale e religioso. La Basilica di San Pietro è tra i 25 luoghi più visitati del mondo. Ma anche altre destinazioni (per rimanere solo nell'ambito del cattolicesimo) si impongono nel mondo, come Fatima, Santiago de Compostela, Lourdes, Czstochowa, Medjugorje, Caravaca de La Cruz, per proseguire in Terra Santa ed a Gerusalemme, fino a Guadalupe in Messico ed al Santuario della Madonna di Aparecida do Norte, in Brasile.
Secondo una ricerca dell'Isnart (Istituto Nazionale Ricerche turistiche) in Italia il turismo religioso genera oltre 5,6 milioni di presenze annue (di cui 3,3 milioni di presenze straniere e 2,3 milioni di presenze legate al mercato italiano). La clientela straniera rappresenta circa il 60% del segmento: il 45,3% proviene dall'Europa e il 14,9% dai Paesi extraeuropei. Dallo studio emerge che il 41,4% dei turisti religiosi ha un'età compresa tra i 30 e i 50 anni, il 44,4% si affida per l'organizzazione del viaggio al circuito dell'intermediazione, tour operator e agenzie di viaggio. Il 32,7% preferisce viaggiare in compagnia del partner, il 20% sceglie un tour organizzato, il 19,7% un gruppo di amici, il 13,3% la famiglia, mentre il 9,8% viaggia da solo.
ansa

 


Nasce la nuova federazione della Moda


È stata annunciata il 28 marzo a Milano, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, Confindustria Moda, la nuova federazione della moda, tessile e accessorio che rappresenta oltre 67 mila imprese del Made in Italy, che generano un fatturato di oltre 88 miliardi di euro e danno lavoro a oltre 580 mila lavoratori.
Le imprese associate a Confindustria Moda rappresentano l’eccellenza della manifattura italiana, ricoprono posizioni di leadership nei mercati internazionali e hanno registrato nel 2016 una quota percentuale di export del fatturato pari al 62%.
Claudio Marenzi, dal 2013 Presidente di SMI – Sistema Moda Italia -, è stato eletto primo Presidente della nuova Federazione, mentre Cirillo Marcolin, Presidente di FIAMP – Federazione Italiana dell’Accessorio Moda e Persona – e di ANFAO – Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici – è il nuovo Vice Presidente della Federazione.
Confindustria Moda raggruppa le imprese associate a SMI e a FIAMP – che riunisce AIMPES (Associazione Italiana Manifatturieri Pellettieri e Succedanei), AIP (Associazione Italiana Pellicceria), ANFAO, Assocalzaturifici e Federorafi (Federazione Nazionale Orafi Argentieri Gioiellieri Fabbricanti). Molto presto sarà formalizzata anche l’adesione di UNIC, l’Unione Nazionale Industria Conciaria. Le Associazioni federate manterranno autonomia operativa su tematiche verticali e specifiche di ciascun settore, come ad esempio gli eventi e le fiere, mentre Confindustria Moda offrirà ai propri associati, per ora, servizi trasversali di consulenza legale, gestione delle relazioni industriali e un ufficio studi.
fieramilanonews.it

Lo splendido paesaggio della Val d'Ossola con Caddo protagonista dei Campionati italiani di corsa in montagna settore giovanile


La Società sportiva A.S.D. CADDESE MONIQUE GIROD, con sede a Caddo di Crevoladossola in Val d' Ossola provincia di Verbania ha recentemente annunciato che è stata scelta dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, come Società sportiva organizzatrice dei Campionati italiani di corsa in montagna settore giovanile. 

L' evento sportivo si svolgerà in un' unica prova, DOMENICA 21 MAGGIO 2017 a Caddo di Crevoladossola, si svilupperà in 12 gare e i partecipanti saranno di età compresa tra i 6-17 anni, atleti di società sportive provenienti da tutta Italia. Le gare saranno suddivise per Categorie Maschili e Femminili, Categorie Esordienti A ~ B ~ C ~ Ragazze ~ Ragazzi ~ Cadette ~ Cadetti ~ Allieve ~ Allievi. La Manifestazione sportiva essendo prova unica, assegna ai vincitori delle varie categorie il Titolo e la maglia di Campione Italiano, questo importante evento garantisce la presenza dei migliori atleti di tutta Italia, in gara per la conquista del prestigioso titolo federale e consente agli sportivi ed appassionati presenti, di poter vedere in campo i futuri campioni della corsa in montagna.

SABATO 6 MAGGIO 2017 alle Ore 17.00 presso il Centro Commerciale Ossola Shopping Center di Crevoladossola, alla CONFERENZA STAMPA di Presentazione dell' Evento

La Val d'Ossola è una nota valle piemontese che si distende nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, attorno al fiume Toce che l'attraversa lungo il suo percorso di 83 chilometri. Sorge sul versante sud delle Alpi, tra la Valsesia (in provincia di Vercelli) ed il Lago Maggiore.

Il numero complessivo di abitanti di questa valle del Piemonte supera le 67.000 persone, residenti nei 38 comuni che la compongono, il più importante dei quali, dal punto di vista geografico e storico, è Domodosssola, ma ricordiamo anche Villadossola (secondo comune per numero di abitanti), Crevoladossola e Ornavasso.

Tutte splendide località turistiche situate nella parte più settentrionale della regione Piemonte ed incluse nella comunità montana delle Valli dell'Ossola che consta a sua volta di otto valli: Valle Antigorio, Antrona, Anzasca, Bognanco, Divedro, Formazza, Ossola e Vigezzo.

La Val d'Ossola racchiude, inoltre, diverse aree protette, tra le quali ricordiamo il Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero, con le sue splendide valli glaciali, il Parco naturale dell'Alta Valle Antrona, che si distende su quasi 7.500 ettari dal fondovalle fino all'altitudine di 3.656 metri, ed il Parco Nazionale della Val Grande, creato per preservare l'ambiente selvaggio della vallata in provincia di Verbano Cusio Ossola. Notevole è anche il Sacro Monte di Domodossola, un luogo straordinariamente suggestivo per la natura, l'arte e la fede trattandosi di un percorso che si sviluppa lungo le pendici del colle Mattarella e lungo il quale abbondano le opere d'arte religiose calate nello splendido scenario offerto dalla natura.

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone
turismoculturale@yahoo.it

Salone del Libro di Torino 30° SALONE: I NUMERI, I TEMI, LE SEZIONI

«L’immagine dell’edizione numero trenta è un libro che scavalca un muro: non è, chiaramente, di questi tempi, un'immagine neutrale. Non è un'immagine oleografica, perché la cultura - per chi la intende come la intendiamo noi - non è un oggetto da mettere in vetrina ma una forza viva, trasformativa, che modifica il paesaggio circostante, che qualche volta cambia addirittura le carte in tavola, o le regole del gioco, che non ti lascia come ti aveva preso, che ti consente di fare esperienza».

È con queste parole che il direttore editoriale Nicola Lagioia battezza il suo primo Salone Internazionale del Libro di Torinol’edizione numero trenta della manifestazione che dal 18 al 22 maggio 2017 celebra il prestigioso traguardo “anagrafico” scavalcando il perimetro della tradizionale e sempre vasta offerta editoriale per sconfinare in una programmazione culturale a tutto tondo che caratterizzerà per cinque giorni l’intero territorio cittadino.

I numeri del 30° Salone
I numeri offrono la prima panoramica di ciò che avverrà nei 45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila i metri quadri commerciali (il 10% in più dello scorso anno) allo stato attuale occupati da 424 titolari di stand (nel 2016 erano 338), a cui si sommano i 9 stand dei progetti speciali. Complessivamente il trentesimo Salone del Libro propone ad oggi 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico, che vanno dai 600 postidella più grande, la Sala Gialla, ai 20 dei laboratori didattici.
Il totale delle case editrici è rappresentato dalle 390 con stand proprio, da altri 360 editori italiani e stranieri ospitati da stand di colleghi, dalle presenze di 10 fra case discografiche ed editori musicali accolti nell’area ad essi dedicata e da quelle inserite nei 12 spazi regionali di Piemonte, Toscana (regione ospite), Basilicata, Calabria, Friuli, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta, oltre all’area di Matera 2019, e nei tre stand internazionali di CinaRomania e Marocco, che insieme accolgono all’incirca ulteriori 300 realtà editoriali dei loro territori.

Le sezioni tematiche
Ispirato nelle sue sezioni tematiche dal filo conduttore “Oltre il confine”, come recita il titolo di quest’anno, magistralmente illustrato da Gipi nell'immagine guida, il programma intessuto per l’edizione 2017 da Nicola Lagioia con i quattordici consulenti del Salone e lo staff della Fondazione per il Libro, si apre verso nuove dimensioni sia in termini di contenuti, sia dal punto di vista degli spazi fisici e degli orari, caratterizzando in tal senso la consueta passerella di grandi autori e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale.
Varcando la soglia del trentesimo Salone del Libro di Torino sarà il pubblico stesso ad essere condotto “oltre il confine”: per scoprire il volto autentico degli Stati Uniti con la sezione “Another side of America”; per incontrare donne che stanno cambiando il mondo, protagoniste di “Solo noi stesse”; per lasciarsi sorprendere dai reading di“Festa Mobile”; per affacciarsi sul futuro con gli appuntamenti de “L’età ibrida”; per conoscere l’Italia che risorge dal terremoto, ospite della programmazione “Il futuro non crolla”; per riconsiderare il vero valore del cibo e dell’alimentazione negli spazi di “Gastronomica”; per imbattersi nell’arte e nell’illustrazione di grandi maestri con “Match. Letteratura vs Arte”; per confrontarsi con la letteratura di frontiera dei “Romanzi Impossibili”; per trovare settantuno festival culturali italiani riuniti nel “Superfestival”; per farsi trasportare dalle sonorità dello spazio“Music’n’Books”; per assaporare la quiete autentica entrando dentro “L’isola del silenzio”; per far crescere i propri figli e nipoti con un libro in mano grazie al “Bookstock Village”; per superare i confini della fantasia con le iniziative per Tolkien e King. Ma ancora, per udire le mille lingue della letteratura mondiale, per celebrare grandi personaggi ed eventi del passato di cui ricorrono gli anniversari, per fermarsi ad ascoltare l’autore più amato, per approfondire gli argomenti di chi ha fatto dell’editoria il proprio mestiere.
E poi, per vivere l’evento al di là dei padiglioni del Lingotto e dei suoi orari di apertura, perché il Salone si dilata popolando l’intero territorio cittadino con un fitta serie di incontri, concerti, reading, esibizioni, feste ecc. per animare ogni giorno e fino a tarda sera le location più suggestive del capoluogo subalpino. È il programma delSalone Off, che mai come quest’anno, in cui il Salone chiude i battenti alle ore 20, diventa un elemento integrante del programma della manifestazione, invadendo Torino ed espandendosi in altre 15 località del territorio provinciale e regionale. Oltre 150 luoghi coinvolti nei modi più disparati: alcune sono location insolite, come quelle occupate dal programma esterno di “Festa Mobile” (fra i tanti, la mongolfiera di Borgo Dora o ilSommergibile Andrea Provana al Parco del Valentino), oppure vere e proprie sedi distaccate del Salone come l’area dell’Ex-Incet per i concerti serali. Fra gli eventi fuori sede anche le “Narrazioni Jazz” organizzate con la Città di Torino, il cui concerto della serata di mercoledì 17 maggio all’Auditorium del Lingotto inaugurerà il Salone con“Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano” (accesso gratuito con possibilità di prenotare il ticket a 5 euro).
L’Ibf - International Book Forum, l’area professionale per la compravendita dei diritti editoriali, occuperà quest’anno le sale del Museo Carpano di Eataly dove i 370 gli operatori dell’editoria ad oggi iscritti - di cui 128 stranieri da 29 Paesi, daranno vita a contrattazioni e appuntamenti commerciali. Ad essi si aggiunge la presenza di40 realtà italiane e internazionali del comparto dell’audiovisivo di Book to Screen, sezione che Ibf dedica alleproduzione televisive, cinematografiche e new media, con alcuni dei marchi più importanti del settore a livello mondiale.

I consulenti per le sezioni del Salone

Andrea Bajani, consulente per Romanzi Impossibili; Giulia Blasi, consulente per i workshop sulla scrittura digitale; Ilide Carmignani, consulente per il ciclo L’AutoreInvisibile; Giuseppe Culicchia, consulente per Festa Mobile; GiorgioGianotto, consulente per L’età ibrida e Prospettive digitali; Alessandro Grazioli, supporto al coordinamento editoriale e di comunicazione; Alessandro Leogrande, consulente per la parte relativa agli anniversari; Loredana Lipperini, consulente per le due feste per J.R.R. Tolkien e Stephen King, per l’approfondimento Il futuro non crolla e per Solo noi stesse insieme a Valeria Parrella; Valeria Parrella, consulente per Solo noi stesse insieme a Loredana Lipperini; Vincenzo Trione, consulente per Match, arte vs letteratura; Fabio Geda ed Eros Miari, consulenti per il programma bambini e ragazzi del Bookstock Village; Mattia Carratello e Rebecca Servadio, consulenti per il progetto IBF-International Book Forum.
salonedelibro.it

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

Leader giovani agricoltori Ue, siamo i nuovi ambientalisti

"Noi siamo i nuovi ambientalisti". Quando parla, il 33enne allevatore irlandese Alan Jagoe, presidente dell'organizzazione europea dei giovani agricoltori (Ceja, Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs), trasmette entusiasmo. Il minimo indispensabile quando si è scelto di impegnarsi nella titanica impresa di invertire la tendenza all'invecchiamento dell'agricoltura europea. Nonostante la politica agricola comune abbia aumentato le misure per il ricambio generazionale nel 2013, circa la metà degli agricoltori europei ha 60 anni o più, solo il 7% è under 35. Nei prossimi dieci-quindici anni il ricambio generazionale è una specie di necessità.

"Il paesaggio rurale europeo è stato plasmato da generazioni di agricoltori - riprende Jagoe - e oggi è un bene pubblico apprezzato dai cittadini europei. Noi dobbiamo continuare questa storia, consapevoli che tracciabilità del prodotto, sostenibilità e produzione di alimenti sicuri e di qualità sono essenziali. Gli agricoltori sono sempre giovani nel loro cuore.

Ma è difficile convincere una persona che ha sempre coltivato in un certo modo a cambiare. Eppure, tutto sta evolvendo molto velocemente". Nuove tecnologie e la scoperta (o il ritorno) di pratiche agronomiche sostenibili stanno già cambiando l'agricoltura. Per essere al passo coi tempi, e magari anticiparli, l'anagrafe conta: "Oggi in uno smartphone ci sono più opportunità di quanto mio padre abbia mai potuto sognare in 40 anni di attività da agricoltore", racconta Jagoe. Il nuovo scenario chiede sempre di più al 'contadino': "Un agricoltore oggi deve essere imprenditore, agronomo, contabile, capace di commercializzare il suo prodotto e essere consapevole del proprio ruolo per mantenere gli ecosistemi o contrastare il cambiamento climatico". Tanta strada è stata fatta: "Le misure che oggi consideriamo comuni per migliorare la fertilità dei suoli o la biodiversità, per risparmiare acqua tutto questo era roba da alieni solo 15 anni fa. Noi giovani agricoltori siamo i nuovi ambientalisti e i cittadini europei lo sanno". Resta il fatto che colmare il divario generazionale e far progredire quel 7% è impresa ardua. "Chiediamo che la nuova Pac includa un impegno ad aumentare la proporzione dei giovani agricoltori dell'1% l'anno. Per questo tutte le misure della nuova politica agricola comune dovrebbero essere "a prova" di giovani, cioè dovrebbero mettere al centro il rinnovamento generazionale". Da fare col sostegno pubblico a supporto degli agricoltori 'veri', con il "rafforzamento dell'obbligo a livello Ue di definire l'agricoltore come destinatario degli aiuti", conclude Jagoe, indicando tre esigenze chiave: "accesso alla terra, accesso al credito e al sostegno finanziario, istruzione e formazione".
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Coldiretti, il vademecum di una grigliata perfetta Da Nord a Sud tradizione immancabile il primo maggio

Da Nord a Sud, sia di carne, pesce o verdure, la grigliata all'aperto è una delle più seguite tradizioni del primo maggio. Per avere un risultato perfetto Coldiretti ha stilato un Vademecum la cui regola cardine è comunque la scelta di ''materie prime di qualità, molto meglio se Made in Italy, che garantiscono freschezza e genuinità''.

I tagli di carni bovine italiane, a partire da quelli delle razze bianche come Chianina, Maremmana, Marchigiana, Podolica e Romagnola sono perfetti - precisa Coldiretti - per essere arrostiti alla griglia, ma anche la braciola di maiale e le salsicce di suino italiano hanno caratteristiche qualitative inappuntabili. Per non parlare delle verdure di stagione - pomodori, melanzane, e peperoni - che ben si prestano ad accompagnare la carne o il pesce grigliato, impegnando il calore residuo dopo la cottura principale. Un perfetto posizionamento del barbecue lontano da luoghi a rischio incendio è la prima operazione necessaria. Occorre - segnala la Coldiretti - un piano d'appoggio stabile e sicuro.

Anche la strumentazione deve essere adeguata: non possono mancare graticola, pinze, pennello e guanti. Norma fondamentale è che il barbecue non può mai essere lasciato incustodito. Per realizzare una buona brace è consigliabile impiegare della carbonella di qualità. Il legno può trasmettere dei profumi al cibo, ma anche rovinarne i sapori se troppo ricco di resina. La cottura delle pietanze deve essere avviata soltanto quando le fiamme sono sparite: l'ideale - precisa la Coldiretti - è la carbonella ardente coperta da cenere spenta. Anche il posizionamento della griglia e la sua distanza dalla carbonella deve tener conto della forza del calore emanato. E' buona norma non rigirare continuamente le pietanze sulla griglia, evitando di bucare la carne per vedere se è cotta. Dopo la cottura - informa la Coldiretti - i cibi vanno sistemati su un tagliere di legno con bordi scanalati e fatti riposare qualche secondo prima del taglio. A conclusione della grigliata spegnere la carbonella per scongiurare il rischio che qualche scintilla su vegetazione secca possa innescare un incendio.
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Gaja sbarca in Sicilia e scommette sull'Etna

L'imprenditore vinicolo, soprannominato in Francia "le Roi du Barbaresco", Angelo Gaja sbarca in Sicilia e scommette sull'Etna, acquistando vigneti assieme al vignaiolo Alberto Graci. "Gaja e Graci hanno fondato una società attraverso cui sono stati acquistati ventuno ettari di terreno suddivisi in due contrade, di cui una quindicina complessivamente già vitati nel territorio di Biancavilla, versante sud ovest, sempre Doc Etna, rivela il sito Cronachedigusto.it. Con la vendemmia 2017 verranno fuori i primi vini.
Dei 15 ettari vitati la quasi totalità è coltivata a Nerello Mascalese. Non c'è una cantina e sarà costruita, così come nel ruolino di marcia è prevista l'acquisizione di altri vigneti o di altri terreni. I vini saranno commercializzati attraverso la Gaja Distribuzione. Quelli di Graci con la sua cantina di Passopisciaro resteranno invece distribuiti dalla Pellegrini. Non è noto il numero di bottiglie che sarà prodotto il primo anno. Così come non è stato comunicato l'ammontare dell'investimento, molto in progress in queste settimane frenetiche di avvio. Dice Gaja: "Faremo le cose senza fretta, passo dopo passo. Arrivo sull'Etna per imparare. E per raccogliere frutti che non ho coltivato io. Perché l'Etna? Era una cosa che sentivo sotto pelle da un po' di tempo. Il primo a parlarmene in modo suggestivo è stato Giacomo Tachis. Mi colpirono le sue descrizioni di questa montagna che dorme, talvolta si sveglia e spesso brontola". Per Graci: "La nostra joint venture nasce intanto perché accomunati entrambi da una grande curiosità.
C'è il desiderio di produrre grandi cru e capire se anche il versante sud ovest può soddisfare questa nostra scommessa. Certo, la storia ci dice già qualcosa: se alcuni vini di questa zona dell'Etna hanno vinto premi prestigiosi nelle esposizioni universali di metà Ottocento vuol dire tanto". Gaja fuori dal Piemonte ha investito due volte, entrambe in Toscana. Graci, un passato nel mondo della finanza e grande appassionato di vini produce da una decina di anni.
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Il primo maggio picnic per 1 su 5, da fave a grigliate Coldiretti, cibi tradizione e scampagnate più eco-sostenibili

Piu' di un italiano su cinque (21%) secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' ha scelto per il primo maggio di fare una gita fuori porta, anche con il classico picnic nel verde con le tradizionali grigliate molto diffuse lungo tutta la Penisola, ma anche con i piatti tipici dei diversi territori, dai vovi e sparasi in Veneto alle fave con il pecorino nel centro Italia, fino al pane cunzato con le acciughe in Sicilia. Una tradizione condivisa da tutti invece è quella della tradizionale grigliata.

Ma se negli anni Sessanta a fare da tavola alle buone pietanze della scampagnata - continua la Coldiretti - era un rigoroso plaid a scacchi, oggi si utilizza una pratica valigetta che al suo interno contiene tavolino e sedioline pronte all'uso con piccoli e semplici gesti. Il tradizionale cestino porta vivande realizzato in vimini adesso ha lasciato il posto ad una più moderna borsa frigo che mantiene al fresco e al sicuro i cibi preparati da casa. A cambiare sono anche posate, piatti e bicchieri che in un picnic moderno sono assolutamente biodegradabili mentre prima si era costretti a portarsi da casa stoviglie pesanti e sicuramente molto più ingombranti.

L'attenzione all'ambiente - continua la Coldiretti - si vede anche dal contenimento degli sprechi con contenitori per recuperare gli avanzi, come le agribag di Campagna Amica, che ha stilato anche un vademecum per la grigliata perfetta e trucchi per riconoscere la freschezza delle fave o sul miglior pecorino per il tradizionale abbinamento.
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In Terra Santa con i suoi Custodi Nuova edizione Guida ufficiale dei francescani su luoghi di Gesù

(di Daniela Giammusso) (ANSA) - ROMA, 29 APR - G. GEIGER, H. FURST, ''TERRA SANTA. LA GUIDA DELLA CUSTODIA DI TERRA SANTA'' (Edizioni Terra Santa, pp. 832, euro 34,00).
    Non c'è forse altro luogo al mondo dove viaggio, conoscenza, archeologia e religione si fondono in un unico racconto come nella Terra Santa. Un'estensione vastissima di territorio, fatta di deserti che raccontano esodi e battaglie millenarie. Di bellezze artistiche che mescolano la classicità alle ricchissime meraviglie dell'arte bizantina. Di misteri e fedi, davanti ai quali, anche per chi non crede, è difficile rimanere distanti.
    Se ci sono molte strade da percorrere nel viaggio nella terra di Gesù, una delle migliori è affidarsi ai francescani della Custodia di Terra Santa, ordine che tradizione vuole sia qui da quando il fondatore, S. Francesco d'Assisi, all'inizio del secolo XIII si recò in pellegrinaggio in Medio Oriente e nel pieno delle crociate alle spade scelse il dialogo, incontrando a Damietta il potente sultano Melek al-Kamel.
    Da allora i Custodi sono sempre rimasti qui (è del 1342 il mandato pontificio per la cura dei Luoghi santi cristiani), coniugando missione di fede, attività scientifica e ricerca archeologica e di restauro. Anche con grandi successi internazionali, come quando Padre Michele Piccirillo riportò alla luce la città biblica di Mephaat a Umm al-Rass, poi proclamata sito Unesco.
    Oggi tutto il sapere e l'esperienza sul campo della Custodia sono raccolti nella nuova edizione di ''Terra Santa - Guida francescana per pellegrini e viaggiatori'' in questi giorni in libreria dedicata proprio a chi vuole scoprire Israele, Palestina, Giordania e la penisola del Sinai (ed. ETS, pp. 832 - 34,00 euro).
    In tutto ottocento pagine, più 32 a colori, con più di 200 siti raccontati tra storia, religione, arte e archeologia. A firmarla sono Fra Heinrich Furst, membro autorevole dell'Ordine Francescano scomparso nel 2014 e che per primo pubblicò la guida; e Fra Gregor Geiger, a Gerusalemme dal '99, dove insegna lingua ebraica allo Studium Biblicum Franciscanum e dove negli anni ha accompagnato migliaia di gruppi in visita. Dall'esperienza in loco, in un solo volume, i luoghi santi del pellegrinaggio, i santuari, ma anche i siti archeologici, le mete turistiche, le comunità cristiane e i riferimenti religiosi per l'Islam e l'Ebraismo, che mai come tra queste dune si incontrano e scontrano fino a fondersi l'uno sull'altro.
    Ci sono ovviamente mete ed esperienze da ''vivere'' almeno una volta nella vita, come il tramonto sulle rive del lago di Tiberiade guardando la casa di Pietro dove dormì Gesù pescatore.
    O una messa di notte al Santo Sepolcro, dove lingue, secoli e fedi si mescolano in una manciata di mattonelle e candele. Fino alla Grotta nella Basilica della Natività a Betlemme o la fonte battesimale nel rinnovato cammino sulle rive del Giordano. ''Ma la peculiarità di questa guida - scrive nella prefazione, fra Francesco Patton, Custode di Terra Santa - è ritrovare località piccole e grandi che hanno fatto da cornice alla storia della Salvezza, da Abramo fino alla predicazione dei primi discepoli di Gesù''. Il tutto, accompagnati da oltre 180 brani biblici riportati integralmente, a segnare passi e strade della terra promessa da Dio, oggi così dilaniata ma eternamente bellissima.(ANSA).


Dalla villa di James Bond alla Cappella di Kill Bill in California

Dalla villa di James Bond alla Cappella di Kill Bill in California. Ecco otto luoghi scelti da Hundredrooms in cui è possibile rivivere le esperienze del cinema e delle grandi produzioni internazionali, che hanno lasciato un segno indelebile nei cuori degli appassionati. E' una forma di turismo da non sottovalutare: per scoprire i luoghi dove sono stati ripresi alcuni dei più grandi capolavori della cinematografia moderna, cresce infatti la voglia di viaggiare, di volare con l’immaginazione, per sentirsi protagonisti di pellicole storiche anche se solo per un istante. 
La villa di James Bond, Italia - Non solo è possibile visitare questo splendido set di James Bond, ma si può persino dormire nella stessa camera da letto, come un autentico 007. Villa Gaeta è, infatti, l’emblematica dimora che si vede nella pellicola Casino Royale (2006). La sua posizione strategica, da cui si staglia un panorama da sogno sul lago di Como, è un valore aggiunto all’intrinseca bellezza della dimora. La ricchissima decorazione degli interni richiama le grandi tenute delle campagne toscane, convertendo la villa in un fantastico alloggio da film a tutti gli effetti.
La Cappella di Kill Bill, California - Tanto austera quanto tenebrosa, la famosa Cappella dove ebbe inizio la saga di Kill Bill è reale e si trova a Lancaster (California). E’ una tra le pellicole più viste del regista americano Quentin Tarantino. La Cappella vede un gran numero di visitatori ogni anno, i quali entrando rimembrano il celebre momento in cui Bill e il suo gruppo irrompono al matrimonio di Beatrix per uccidere tutti gli assistenti.. ¡Wow!
Hogwarts, Gloucester - La saga di Harry Potter è stata girata in più di 100 locations dove è possibile rivivere la magia, andando oltre la famosa piattaforma 9 e ¾ di King Cross. Tanto i bambini quanto gli adulti hanno sempre sognato di visitare la famosa scuola di magia e stregoneria di Harry Potter e dei suoi amici che vivono le mille fantastiche avventure. Sebbene Hogwarts sia stato registrato in molti scenari diversi, la Cattedrale di Gloucester rimane uno dei più popolari e una delle sedi di maggior pellegrinaggio per gli amanti del genere.
Hobbieville (Lo Hobbit), Nuova Zelanda - La regione neozelandese dove ha sede il borgo di Matamata è il luogo più conosciuto del film “Lo Hobbit”, che si vede anche nella saga de “il Signore degli Anelli”. Questo luogo è stato trasformato in un’importante attrazione turistica della Nuova Zelanda, dove si ha la possibilità di compiere un tour per visitare le case dei celebri personaggi dai piedi grandi e pelosi!
Il Palacio de Naboo di Star Wars II, Siviglia - La Plaza de España di Siviglia è già Tesoro della Cultura Cinematografica Europea, secondo l’Accademia Europea del Cinema. Oltre al suo grande valore architettonico, è uno dei luoghi più emblematici e affascinanti del capoluogo andaluso: inoltre, è stata una delle locations predilette da vari registi di caratura internazionale. Nella saga Star Wars la piazza sivigliana appare in tutto il suo splendore nell’episodio di Star Wars II - L’attacco dei cloni, dove passeggiano la principessa Amidala y Anakin Skywalker.
La fabbrica di Oskar Schindler, Cracovia - In questo luogo alberga uno degli episodi più duri dell’epoca del Terzo Reich. Qui furono salvate centinaia di vite umane durante l’occupazione nazista in Polonia. Nella famosa pellicola “Schindler’s List” (1993) di Steven Spielberg, vincitore di ben sette premi Oscar, che racconta la storia reale dell’impresario tedesco Oskar Schindler, che aiutò moltissime persone a salvarsi da una morte sicura, si può scorgere lo stabilimento. Attualmente, all’interno della fabbrica ha luogo un'esposizione permanente sulla storia della città dal 1939 fino ai giorni nostri.
Aeroporto di Leipzig/Halle, Germania - L’ Aeroporto di Leipzig accoglie una delle scene più emozionanti e avvincenti di “Capitan America: Civil War” (2016), nel quale gli eroi della Marvel al completo si affrontano in due gruppi. Più di 20 dei 140 minuti della pellicola sono stati girati nella pista di atterraggio, nel parcheggio e nella dogana dell’aeroporto ubicato vicino a Schkeuditz, in Sassonia.
Il Borgo de “Il Padrino”, Italia - Nella villa medievale di Savoca, in provincia di Messina (Sicilia), si girarono alcune delle scene più importanti de “Il Padrino” (1972). Tra tutti i luoghi che è possibile visitare si erige il bar Vitelli , dove Michael chiese la mano di Apollonia, sua futura sposa. I proprietari del locale lo hanno voluto conservare praticamente intatto: conservando persino le tende, che sono esattamente le stesse che appaiono nella pellicola. L’interno del bar rappresenta un piccolo museo sul capolavoro di Francis Ford Coppola, con fotografie e oggetti dell’epoca.
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