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Budapest, la magia del Danubio in tre giorni. Tra passeggiate romantiche, relax in antichi bagni termali, la scoperta di gioielli d'arte e architettura

Il Ponte delle Catene sul Danubio, sulla sponda di Pest il Gresham Palace e in secondo piano Basilica di Santo Stefano   
(di Stefania Passarella - ansa)

Scegliere Budapest come meta per staccare la spina un fine settimana è un'idea da considerare soprattutto in primavera, tra passeggiate romantiche lungo il Danubio, un pomeriggio di relax alle terme, la scoperta di gioielli dell'architettura e un assaggio della gustosa cucina locale. Se si è alla prima visita nella capitale ungherese bisogna anche mettere in conto lunghe camminate per riuscire a ottimizzare il tempo a disposizione e a conoscere i tratti salienti della città.

Sorprende la quantità di attrazioni, siti, esperienze da provare a Budapest. Un weekend, tre giorni, è il minimo per conoscerne alcuni dei luoghi simbolo di Pest, sulla sponda orientale, e Buda e Obuda, su quella occidentale, e riuscire anche concedersi qualche pausa, non solo in un Caffè storico ma anche in un'antica piscina termale. Per fortuna la buona organizzazione dei mezzi di trasporto pubblici viene incontro anche ai visitatori e con un biglietto ad hoc valido 72 ore ci si sposta agevolmente da una sponda all'altra della città in metro, bus e tram in modo da alternare tratti a piedi e non. Spesso poi i collegamenti aerei dall'Italia, non ultimi quelli da poco inaugurati da alcune compagnie low cost, consentono di arrivare in città il giovedì in tarda serata e di ripartire la domenica sera, l'ideale per sfruttare al meglio il tempo a disposizione.

VENERDI' - Il primo giorno di visita, venerdì, potrebbe essere dedicato ai 'must' di un primo viaggio nella capitale ungherese. A cominciare dalla Basilica di Santo Stefano, Szent István Bazilika, raggiungibile a piedi dalla fermata metro di Deák tér e aperta tutti i giorni dalle 9 alle 17. In stile neorinascimentale, la chiesa è dedicata al re fondatore dello Stato, Santo Stefano, e colpisce per il suo aspetto imponente. Si entra con un'offerta libera al custode e si resta rapiti dai fregi degli interni: pitture, statue, mosaici, marmi. In una cappella interna è conservata la reliquia più importante d'Ungheria: la mano mummificata di Santo Stefano, che a dire la verità si riesce ad osservare meglio nelle foto che ne documentano la scoperta che dal vivo nella teca di vetro posta abbastanza in alto e illuminata solo a pagamento. Dalla piazza della Basilica una passeggiata tra palazzi Art Nouveau è l'ideale per arrivare a Szechenyi Istvan tér, piazza in cui osservare il Gresham Palace, che oggi ospita l'hotel Four Season, e cominciare a percorrere il Ponte delle Catene, Széchenyi Lánchíd, il più antico e noto della città. Costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, il ponte unì per la prima volta in modo stabile Buda e Pest e fu inaugurato nel 1849. Fatto saltare in aria dai tedeschi nel '45, l'opera fu ricostruita nel '49. Il panorama di cui si gode da metà ponte è ideale per scattare foto alle due sponde del Danubio, vento permettendo.

Una volta attraversato il fiume si può dedicare l'intera mattinata alla scoperta della collina del Castello. Si può salire in cima con la funivia, ma se non si vuole perdere tempo in fila per il biglietto (non è compreso nel mini abbonamento di tre giorni ai mezzi pubblici) si può prendere il bus 16 oppure sulla destra rispetto al ponte si prende una scalinata e si fa un po' di moto in salita. Si arriva ai piedi della Chiesa di Mattia, Mátyás templom, gioiello gotico, e del suggestivo Bastione dei Pescatori, Halászbástya, dal quale si apre uno dei panorami migliori su Pest. Peccato che gli interni della chiesa siano al momento per la maggior parte coperti da impalcature e impolverati per i lavori in corso, ma quel che si può comunque osservare colpisce per la policromia e la varietà di forme e decorazioni, tra finestre vetrate e scale a chiocciola. Dedicata alla Madonna, la chiesa fu costruita tra il 1255 e il 1269 ma nel 1541 venne trasformata in una moschea dai turchi, per poi passare ai gesuiti. Dall'altra parte della cittadella si arriva a piedi al Palazzo presidenziale e al Castello di Buda, Budai Vár, patrimonio Unesco, che oggi ospita il Museo storico della città e la Galleria nazionale. Nella piazzetta antistante ci si può rilassare qualche momento e si può approfittare del WiFi gratis. È anche il momento giusto per pranzare in uno dei tanti ristorantini che si trovano nella cittadella, alcuni molto giovani ed eleganti come il '21', che propone specialità ungheresi, a base di paprika e non solo, innaffiate da buona Dreher alla spina, prodotta in Ungheria.

Si può poi trascorrere il pomeriggio in treno sulle colline di Buda sulla famosa "Ferrovia dei bambini", gestita proprio da bambini con la supervisione di adulti. Un'esperienza consigliata soprattutto se si è stanchi di camminare. Altrimenti si può tornare verso Pest, col tram 4 o 6 che attraversano il Danubio sul ponte Margherita, Margit hid, e fermarsi proprio di fronte alla stazione ferroviaria Nyugati, un pezzo di design in vetro e acciaio concepito dal gruppo Eiffel. Di qui a piedi fra decine di negozi e il via vai di residenti si raggiunge Oktogon Ter, da cui si gira a sinistra su Andrassy Avenue, considerata la Champs-Élysées di Budapest. Una tappa interessante può essere quella del museo House of Terror prima di procedere, magari sfruttando la metro per un paio di fermate, verso la monumentale Piazza degli Eroi, Hősök tere. Fra le piazze più importanti di Budapest, è situata fra il Museo di belle arti e il Palazzo dell'Arte. Fa da ingresso al parco municipale Városliget, una bella scoperta in un pomeriggio di sole. In zona, se si vuole, si può restare anche per cena. 'Paprika' è l'equivalente di una nostra trattoria dove assaggiare la cucina ungherese, gulash in primis, ma il locale è piccolo e conviene sempre prenotare.

SABATO – Dopo una prima giornata così densa è arrivato il momento di un po' di svago e relax. Di sabato mattina può essere un'idea interessante immergersi al mercato coperto, Központi Vásárcsarnok o Nagyvásárcsarnok, a Fővám Tér (è aperto tutti i giorni dalle 6 alle 17 o 18, il sabato solo la mattina fino alle 14 e la domenica chiuso) insieme a tutti i residenti che fanno compere per la settimana. È anche il posto più indicato per fare un po' di shopping e comprare souvenir, dai sacchetti di paprika alle stoffe ricamate, dal salame ungherese agli oggetti di artigianato. Il posto colpisce anche per il suo ordine e la sua pulizia, oltre che per la struttura. Si può anche pranzare un po' in anticipo, magari con un langos, una specie di focaccia/pizza locale. Dopo il mercato altra idea per una gita appena fuori Budapest è quella di recarsi al Memento Park del comunismo, o Parco delle Statue: un enorme spazio in cui gli ungheresi hanno conservato tutte le statue delle grandi figure del comunismo e di anonimi soldati liberatori dell'ex Unione Sovietica. Monumenti che con la caduta del comunismo furono 'eliminati' fisicamente dalle città. Dalla zona del mercato ci si arriva coi mezzi pubblici (senza dover spendere i 15 euro circa richiesti dalla navetta del parco): il tram 47 o 49 per attraversare il ponte Szabadsag e poi proprio di fronte al centro commerciale Allee parte ogni venti minuti il bus 150.

Per il sabato pomeriggio opzione rilassante – nonché tra i 'must' di ogni permanenza budapestina – è l'esperienza in uno dei bagni termali della città. Del resto la zona era nota per le sue sorgenti naturali già ai Romani. Anche oggi la scelta è parecchio vasta. Le Terme Gellért, in sfarzoso stile Liberty sono fra le più belle ed eleganti, o le Terme Szechenyi, in stile neo-barocco con quindici piscine termali, oppure ancora i Bagni turchi Rudas, che tra l'altro il sabato aprono anche di sera, dalle 22 alle 4 e consentono l'ingresso congiunto a uomini e donne. In questi bagni, realizzati nella seconda metà del Cinquecento durante il dominio ottomano, si resta colpiti dall'ambiente in penombra dominato sia dall'odore delle sorgenti sulfuree, sia dall'ampia vasca ottagonale ricoperta da una cupola semisferica traforata da piccole finestre con vetri colorati. È bene non recarsi a caso in una delle terme perché ogni bagno ha i suoi orari per gli ingressi: separati, uomini e donne, o insieme. Su questo sito è possibile consultare servizi e aperture di ogni struttura: www.budapestgyogyfurdoi.hu. Dopo un po' di meritato relax di sera si può passeggiare nella zona di Raday Utca, piena di ristorantini e pub. Cucina locale rivisitata, con musica dal vivo, al Voros Postakocsi, mentre una birra notturna si può bere nell'eclettico pub Puder.

DOMENICA – Di domenica mattina si può approfittare dei siti aperti al pubblico. La prima tappa può essere la Grande Sinagoga, vicino alla fermata metro Astoria. Aperta dalle 10, con un biglietto di ingresso si accede all'edificio principale di culto (i visitatori di sesso maschile sono invitati a coprire il capo con un berretto, se lo hanno, oppure con una kippah di tela distribuita all'ingresso e da restituire una volta usciti). All'interno – dopo i controlli di sicurezza – ci sono continuamente visite guidate brevi in ogni lingua, anche in italiano, cui si viene indirizzati direttamente alla biglietteria. Maggiore d'Europa, la sinagoga ha tremila posti a sedere ma oggi è aperta per le celebrazioni religiose solo in occasione di grandi festività. In stile moresco-bizantino, la muratura esterna è nei colori dello stemma di Budapest: giallo, rosso, blu. La struttura comprende anche un cimitero ebraico e memoriali dell'olocausto: l'albero della vita, un salice piangente di metallo con i nomi delle famiglie sterminate dai nazisti incisi sulle foglie, e diversi 'mausolei' in cui sono ricordati anche le tante persone che hanno contribuito a salvare ebrei dalle deportazioni. Su una lapide commemorativa si leggono anche i nomi degli italiani Giorgio Perlasca e Angelo Rotta. Col biglietto si visita l'annesso Museo ebraico, che con un concentrato di oggetti e reperti ricorda la vita quotidiana degli ebrei ungheresi e le persecuzioni durante la Seconda guerra mondiale. Sorge sul luogo dove nacque Theodor Herzl. Terminata la visita si possono percorrere le vie intorno alla sinagoga: Kiraly utca, Csanyi utca, piazza Klauzal, Karoly korut, Dohany utca formano il quartiere ebraico e l'antico ghetto. Di domenica queste strade sono abbastanza deserte e poco frequentate, i ristoranti chiusi, ma si ha comunque la possibilità di osservare una Budapest molto diversa da quella visitata finora: piccoli cortili, vecchie e piccole sinagoghe dismesse, edifici più consumati dal tempo.

Mappa alla mano e a piedi si arriva facilmente a un altro monumento: l'Opera, fondata dal compositore dell'inno nazionale Ferenc Erkel, di cui si può visitare l'ingresso sontuoso. Per le visite guidate bisogna invece aspettare le 15 o le 16. Di qui si può anche prendere la metro gialla fino alla fermata Vörösmarty tér per sbucare nella piazza omonima. Tra l'altro proprio questo tratto di metropolitana, oggi M1, rappresenta il primo nucleo di quella che è la metro più antica dell'Europa continentale. La tratta tra Vörösmarty tér e Széchenyi fürdő è stata aperta nel 1896 in concomitanza delle celebrazioni per il millennio dello stato ungherese. I 'trenini' e le stazioni sono un gioiello sotterraneo da ammirare ogni volta. A piazza Vörösmarty ci si può fermare a prendere un caffè da Gerbeaud, tra le soste preferite anche dell'imperatrice Sissi, nonché regina d'Ungheria. In primavera la piazza è arricchita da un mercatino di artigianato locale e di stand dove mangiare un piatto di salsiccia e patate oppure una specie di 'piadina' ungherese ripiena di prosciutto, formaggio e cipolla. E poi una passeggiata nella rinomata Váci utca, non tanto per lo shopping nei negozi che sono catene franchising da trovare anche sotto casa propria, ma per la bellezza della via e dei suoi palazzi.

Un perfetto dopo pranzo, e un 'arrivederci' ideale alla Parigi dell'Est può essere quello di una mini-crociera sul Danubio. Le compagnie che organizzano questi tour in primavera ed estate sono diverse. Legenda ad esempio propone gite in battello anche di due ore, con audioguida a bordo per ammirare le bellezze della sponda est e di quella ovest, e con sosta di un'ora sull'Isola Margherita, perla 'verde' di Budapest.

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