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I suoni dell'Appennino: a Castelnovo ne' Monti il concerto d'organo della Summer School 2026



Il turismo culturale nell'Appennino Reggiano si arricchisce di un evento musicale d'eccellenza. Sabato 12 settembre 2026, alle ore 21:00, la Chiesa della Resurrezione a Castelnovo ne' Monti (RE) accoglierà il Concerto Finale degli allievi della masterclass d'organo guidata dal Maestro Luigi Fontana, evento inserito nel programma della Summer School 2026 dell'associazione Soli Deo Gloria.

Esibizioni di rilievo con i musicisti Federico Bigi, Riccardo Brogna, Alessandro Gallingani, Lorenzo Tamagnini e Petra Vukić, affiancati dal Coro Piccolosistina diretto da Chiara Baroni. L'iniziativa, svolta in collaborazione con il Conservatorio "Achille Peri - Claudio Merulo" e il Lions Club "Ludovico Ariosto" di Albinea, offre ai visitatori un'occasione imperdibile per unire l'esplorazione del paesaggio montano e della Pietra di Bismantova all'ascolto della grande tradizione organistica. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Sabato 12 settembre 2026, alle ore 21:00, la Chiesa della Resurrezione (Quartiere Mattei) a Castelnovo ne’ Monti ospita un appuntamento di profondo valore spirituale e culturale. La serata vedrà protagonista il Concerto Finale degli allievi della masterclass d’organo tenuta dal Maestro Luigi Fontana nell’ambito della Summer School 2026, promossa dall’associazione Soli Deo Gloria.All’organo si alterneranno i giovani musicisti Federico Bigi, Riccardo Brogna, Alessandro Gallingani, Lorenzo Tamagnini e Petra Vukić, con la partecipazione speciale del Coro Piccolosistina diretto da Chiara Baroni. L’evento, realizzato in collaborazione con il Conservatorio “Peri – Merulo” e il Lions Club “Ludovico Ariosto” di Albinea, rappresenta una pregevole occasione per valorizzare la musica sacra e l’impegno dei giovani che mettono il proprio talento al servizio della comunità e della preghiera.


(segnalazione web a cura di Albana Ruci)

Chiesa della Resurrezione • CASTELNOVO NE’ MONTI (REGGIO EMILIA) • Sabato 12 settembre 2026 ore 21Concerto finale di alcuni allievi della masterclass di Organo tenuta da Luigi Fontana: Federico Big, Riccardo Brogna, Alessandro Gallingani, Lorenzo Tamagnini, Petra Vukić

Con la partecipazione del Coro Piccolosistina, diretto da Chiara Baroni

Nell’ambito della Summer School 2026

In collaborazione con:
Conservatorio di Musica di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo”
Lions Club Ludovico Ariosto di Albinea

PROGRAMMA

G. Rossini
Ouverture da Il Barbiere di Siviglia, trascrizione per organo a 4 mani
Federico Bigi e Petra Vukić, organo a 4 mani

H. Zimmer
Suite da Interstellar
Riccardo Brogna, organo

P. Stopford
Ave Verum, Luigi Fontana, organo

J. S. Bach
Allein Gott in der Höh sei Ehr, BWV 662
Lorenzo Tamagnini, organo

J. S. Bach
Allein Gott in der Höh sei Ehr, BWV 663
Alessandro Gallingani, organo

F. Ticheli
Earth Song F.Ticheli

J. Elberdin
Ave Maria

J. Runestad
Let my love be heard

I. Cobbe
Gli occhi di Caterina

B.Joel arr. B Chilcott
And so it goes

Trad. sardo arr. L. Pietropoli
Non potho reposare

C. Monteverdi
Cantate Domino, Luigi Fontana, basso continuo all’organo

Si ringrazia Don Giovanni Ruozi per la disponibilità e la preziosa collaborazione

INFO| Chiesa della Resurrezione – Quartiere Mattei – CASTELNOVO NE’ MONTI (Reggio Emilia)
Ingresso gratuito senza prenotazione, limitato ai posti disponibili


GLI INTERPRETI

Coro Piccolosistina

Il Coro Compagnia Piccolosistina è un coro a quattro voci miste, che riunisce giovani provenienti da varie località dell’Appennino Reggiano, accomunati dall’amore per il teatro e per la musica, diretti da Chiara Baroni.Il gruppo nasce come compagnia teatrale nell’ottobre del 2006, impegnandosi per vari anni nella realizzazione di musical ed occupandosi interamente della produzione sia a livello artistico sia a livello organizzativo. Parallelamente all’attività teatrale, la Compagnia Piccolosistina è sempre stata impegnata anche nell’attività più strettamente corale sostenuta dal Coro Bismantova di cui è diventata la sezione giovanile; dal 2015 la Compagnia è particolarmente impegnata su questo fronte, avendo intrapreso un percorso orientato al canto a cappella, che ha portato il Piccolosistina a partecipare alle sue prime rassegne corali, fino ad esibirsi dal 2019 ad oggi in varie località :a Torino presso l’auditorium del Sermig, a Santa Margherita Ligure, a Chiusi, a Bassano del Grappa, Aosta e in varie località dell’appennino Tosco-Emiliano. Dal 2016 il coro organizza un festival che coinvolge cori giovanili provenienti dall’Emilia Romagna e da tutta Italia. Nel corso degli anni hanno partecipato alcuni dei migliori direttori italiani (Dodo Versino, Dario Piumatti, Michele Napolitano, Fabio de Angelis, Lorenzo Fattambrini, Ciro Caravano dei Neri per caso, Raffaele Cifani del coro Enjoy) contribuendo notevolmente alla formazione musicale del coro grazie a masterclass tenute appositamente per il festival. Insieme al direttore il coro sta seguendo un percorso di crescita vocale e musicale e propone un repertorio polifonico a cappella che attraversa epoche e stili differenti: dalla profondità del canto sacro alla ricchezza della musica popolare, fino alle sonorità ed al ritmo del pop contemporaneo.

Luigi Fontana

Luigi Fontana si è diplomato in Organo e Composizione Organistica sotto la guida del maestro Stefano Innocentipresso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma, e successivamente ha pure conseguito il diploma di Clavicembalo.
Ha partecipato a corsi di in terpretazione e improvvisazione tenuti da L.F. Tagliavini, H. Vogel, M. Radulescu, E. Kooiman, J. Essl, M. Chapuis ed altri docenti, in Italia eall’estero.
Nel 1988 è risultato vincitore del Concorso Svizzero Internazionale dell’Organo, svoltosi su strumenti storici del Canton Ticino.
Ha tenuto i concerti inaugurali del restauro di numerosi organistorici, ed ha suonato in prima esecuzione musiche di Bellissimo, Grisoni, Nicoli, Talmelli.
Collabora come continuista con l’Orchestra Barocca di Cremona, la Capella Regensis di Reggio Emilia, la Selva Armonica di Genova (con cui ha recentemente eseguito una nuova versione della Johannes Passion di J.S. Bach), ed è docente di Pratica Organistica e Canto Gregoriano presso il Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia.


Concerto in ricordo di Don Guglielmo Ferrarini nel 10° anniversario dalla morte. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo • SECCHIO DI VILLA MINOZZO (RE) • Domenica 23 agosto 2026 ore 17.30

 


Concerto in ricordo di Don Guglielmo Ferrarini nel 10° anniversario dalla morte
Lavinia Guillari, flauto traverso
Anna Vezzani, chitarra
Cristina Calzolari, organo
Andrea Caselli, tenore


Corale il “Gigante” di Villa Minozzo diretta da Andrea Caselli

In collaborazione con il Comune di Villa Minozzo

PROGRAMMA

PRIMA PARTEJohann Sebastian Bach
(Eisenach, 21 marzo 2685 – Lipsia, 28 luglio 1750)
Andante e Allegro dalla Sonata per flauto in do maggiore BWV 1033

Dario Castello
(Venezia, 19 ottobre 1602 – Venezia, 2 luglio 1631)
Exultate Deo
mottetto per voce sola e basso continuo

Claude Debussy
(St-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918)
Sirynx per flauto solo

Marc-Antoine Charpentier
(Île-de-France, 1643 – Parigi, 24 febbraio 1704)
O Pretiosum mottetto per tenore e basso continuo

Eric Satie
(Honfleur, 17 maggio 1866 – Parigi, 1º luglio 1925)
Gnossienne per chitarra sola

Antonio Vivaldi
(Venezia 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)
La Tiranna avversa sorte
aria per tenore dall’opera Arsilda regina di Ponto RV 700

Federico il Grande di Prussia
(Berlino, 24 gennaio 1712 – Potsdam, 17 agosto 1786)
Sonata n. 24 per flauto e continuo: Grave – Allegro

Henry Purcell
(Westminster, 10 settembre 1659 – Westminster, 21 novembre 1695)
An Evening Hymn per tenore e continuo

Flauto traverso: Lavinia Guillari
Chitarra: Anna Vezzani
Organo: Cristina Calzolari
Tenore: Andrea Caselli

SECONDA PARTE
Umil Madonna
preghiera del Maggio di Costabona elab. Andrea CaselliDonna Padana
melodia popolare elab. Giacomo Monica

Don Savino Bonicelli
(Costabona (RE), 14 luglio 1903 – Villa Minozzo (RE), 6 gennaio 1983)
Diffusa est gratia antifona a 2 voci e organo
Ave Maria in italiano a 4 voci
Ave Maris Stella inno a 4 voci
Giuseppe “Bepi” de Marzi
(Arzignano (VI), 1935)
Cortesani
La Sacra Spina
GerusalemmeLuigi Molfino
(Lugano, 22 maggio 1916 – Milano, 27 luglio 2012)
O sacrum Convivum antifona a 4 voci miste

Marco Maiero
(Tricesimo (UD), 1956)
Sul Nero
Ricordi quel treno?
Corale “Il Gigante” di Villa Minozzo
Direttore: Andrea Caselli

Si ringraziano Don Giuseppe Lusuardi, Don Alpino Gigli, Unità pastorale “Santa Maria in Castello” per la disponibilità e la preziosa collaborazione

INFO| Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo - Via del Bosco, 1 - SECCHIO DI VILLA MINOZZO (RE)
Ingresso gratuito senza prenotazione, limitato ai posti disponibili

GLI INTERPRETI

Lavinia Guillari
Si è diplomata nel 2000 al Conservatorio A. Boito di Parma sotto la guida di G. Bovio con il massimo dei voti e lode e ha proseguito i suoi studi presso diverse Accademie flautistiche italiane con Michele Marasco, Bruno Cavallo, Nicola Mazzanti, Maurizio Simeoli e Elisa Boschi. Ha collaborato come flauto e ottavino con l’Orchestra A. Toscanini e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Specializzata nel repertorio contemporaneo, ha collaborato e collabora con diverse formazioni cameristiche italiane quali l’Icarus Ensemble di Reggio Emilia, il Divertimento Ensemble e il Syntax Ensemble di Milano. Con questi gruppi si è esibita in Italia e all’estero (Roma, Strasburgo, Milano, Zagabria…) anche in veste di solista. Dal 2007 è flautista stabile del FontanaMix Ensemble di Bologna, col quale ha suonato in diverse edizioni della Biennale Musica di Venezia (2009, 2016, 2020), nell’edizione 2016 del Connect festival di Malmö, al Festival Demetria di Salonicco, ad Hannover, nonché alla Hall des Chars e la Cité de la musique et de la danse di Strasburgo.
Insieme all’Ensemble ha calcato prestigiosi palcoscenici di teatri e festival italiani, fra cui il Teatro Comunale e l’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna, Milano Musica, Festival “Aperto” di Reggio Emilia, Festival Angelica, MAMbo, Amici della Musica, Teatro Massimo e Teatro Politeama di Palermo, Filarmonica di Rovereto, “Musica@Villa Romana”, Teatro Verdi di Pordenone.
Nell’ambito dell’attività dell’Ensemble, collabora con numerosi compositori del panorama italiano e internazionale, nonché con altri ensemble europei. Con l’Ensemble ha inoltre realizzato particolari progetti che vedono la collaborazione di artisti quali Cristina Zavalloni, Moni Ovadia e Trilok Gurtu.
L’Ensemble, oltre all’attività dal vivo, vanta anche di una prolifica produzione discografica a cui Guillari ha partecipato registrando 6 dischi.

Anna Vezzani
Compie gli studi musicali presso l’Istituto musicale pareggiato “A. Peri” di Reggio Emilia. Ha seguito i corsi di perfezionamento del maestro G. Bandini presso l’Accademia Musicale del Teatro Cinghio a Parma; ha frequentato master class con il Duo Assad, P. Pegoraro, T. Hopstock,P. Steidl. Ospite di importanti manifestazioni artistiche svolge un’intensa attività concertistica esibendosi in Italia e all’estero in qualità di solista e in diverse formazioni cameristiche, con repertori che spaziano dalla musica antica a quella contemporanea e popolare. In particolare, nella formazione Duo Matildico (chitarra e fisarmonica) approfondisce le forme di tango, vals e milonga. Dal ‘98 progetta e realizza spettacoli integrati di musica e poesia. È titolare della cattedra di chitarra presso la scuola media ad indirizzo musicale “A. Balletti” di Quattro Castella (RE). Suona su una chitarra del liutaio Gernot Wagner

Cristina Calzolari
Nata a Reggio Emilia, ha studiato pianoforte con Giannantonio Mutto e si è diplomata presso il Conservatorio Cesare Pollini di Padova; si è inoltre diplomata in canto presso l’Istituto Musicale Pareggiato Orazio Vecchi di Modena. Si è presto appassionata alle tastiere antiche dedicandosi allo studio del clavicembalo con Francesco Baroni, per basare poi la sua attività su strumenti a tastiera ancora precedenti quali l’organo portativo, il clavisimbalum e il claviciterio.
Con l’ensemble La Reverdie ha tenuto concerti presso il festival Settembre Musica di Torino, il festival AMUZ van Vlaanderen di Anversa, Oude Muziek di Utrecht, Festival di Stresa, Cantar di Pietre a Lugano, festival Grandezze e meraviglie di Modena, per la diretta radiofonica dei Concerti del Quirinale a Roma, Festival Internacional Cervantino di Guanajuato (Messico) e ha eseguito musiche originali a commento delle Confessioni di Sant’Agostino lette da Gerard Depardieu al Ravenna Festival.
Con l’ensemble Adiastema diretto da Giovanni Conti, oltre a concerti in Spagna e in Svizzera, ha collaborato con Pamela Villoresi nell’esecuzione di brani dal codice di Las Huelgas in un concerto dedicato a Hildegard von Bingen, trasmesso in diretta radiofonica dal secondo canale della RSI – Radiotelevisione della Svizzera italiana.
Con l’ensemble La Lauzeta ha registrato le musiche del documentario Renaissance Unchained prodotto e trasmesso dall’emittente inglese BBC nel gennaio 2016.
Ha inoltre collaborato con l’ensemble Cantilena Antiqua diretto da Stefano Albarello, l’ensemble L’Homme Armé per la direzione di Kees Boeke e Fabio Lombardo e con La Mandragora, con cui ha suonato per i Festival Morellino Classica e Musica Antica a Magnano.
Parallelamente a questa attività è sempre stata attiva come cantante e ha lavorato per direttori specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco quali Antonio Florio, Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Kees Boeke, Roberto Balconi, Andrew Lawrence-King, Gianluca Capuano, Ruben Jais. Per il teatro d’opera ha interpretato il ruolo di Dama Disincantata nell’opera La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina al teatro Metastasio di Prato per la direzione di Alan Curtis; il ruolo di Mater nel mistero provenzale Aines presso il Festival di Musica Sacra di Lucca; il ruolo di Roma nell’opera Il S. Alessio per la Sagra Musicale Umbra; il ruolo di Katchen nell’opera Werther diretta da Reynald Giovaninetti presso il Teatro Regio di Parma, il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e il Teatro Comunale di Modena. Ha debuttato i ruoli di Proserpina e Speranza nell’Orfeo di Monteverdi a Madrid (opera replicata poi in Germania, Austria, Gran Bretagna, Israele, USA nonché trasmessa su Rai-Radio Tre Suite e pubblicata nella collana dedicata all’opera lirica del Corriere della Sera) sotto la direzione di Claudio Cavina.
Collabora inoltre con il Coro della RSI di Lugano diretto da Diego Fasolis, il Coro del Teatro Comunale di Firenze, e il Coro del Teatro Comunale di Bologna con i quali ha effettuato tournée nei maggiori teatri e festival di Spagna, Inghilterra, Germania, Belgio, Finlandia e Giappone. Ha registrato per le case discografiche Naxos, OPUS 111, Symphonia, Tactus, Arcana, Chandos, per Rai-RadioTre Suite, RSI-Radio Televisione della Svizzera Italiana.

Andrea Caselli
Nel 1978 Inizia gli studi musicali con il M° Anselmo Guidetti presso la scuola della banda civica di Cavola RE; nel 1994 frequenta l’Istituto Musicale C.Merulo di Castelnovo Monti studiando pianoforte. Ha partecipato a corsi di direzione corale, tecnica vocale ed interpretazione con i Maestri: G. Vacchi, U. Rolli, M. Uberti C. Chiavazza. Ha studiato canto con Cristina Calzolari e Gianfranco Boretti. Ha cantato nel Coro Polifonico di Reggio Emilia diretto da Giuliano Giaroli, e come solista in produzioni musicali del periodo barocco (formazioni solistiche madrigalistiche). Ha cantato nell’Ensemble Vocale “Loquebantur” interpretando musica polifonica sacra e profana dal 400 al 700, nel trio vocale francese “Paroplapi”, gruppo vocale a cappella che propone musiche tradizionali e di autori contemporanei in lingua occitana esibendosi in Francia Belgio e USA. È stato direttore del Coro Matildico Val Dolo di Toano (RE) dal 1994 al 2009. Ha tenuto corsi d’indirizzo musicale in canto e pianoforte presso scuole primarie e superiori della provincia. Nel 2004 ha curato l’edizione di un libro di ricerca musicale dal titolo “Dei Montanari il Canto”: un saggio di ricerca musicologica sulle tradizioni del canto popolare e d’ispirazione religiosa della media vallata del Secchia. Dal 2007 dirige la corale il Gigante di Villa Minozzo (RE). Nel luglio 2007 e 2008 ha seguito in Inghilterra un masterclass di canto con il soprano inglese Evelin Tubb presso la Dartington International Summer School nel Devonshire UK.
Nel 2012-2013 ha partecipato come solista in alcune produzioni concertistiche, tra le quali la Messa dell’Incoronazione di W. A. Mozart, Messa di Santa Cecilia di C. Gounod. Si è occupato del riordino e catalogazione delle musiche di Don Savino Bonicelli e del maestro Giuliano Giaroli. Nel 2013 con l’ensemble vocale “la Cantoria” nell’ambito della rassegna concertistica Soli Deo Gloria, ha eseguito in prima esecuzione in tempi moderni, il Miserere di Marc’ Antonio Ingegneri, a dieci voci in due cori, curato e trascritto dalle stampe antiche del 1588. Sempre con lo stesso gruppo vocale e strumentale, nel maggio 2014 ha proposto al pubblico locale la Messa del Moro del compositore fiorentino Pietro del Moro scritta per coro maschile e strumenti a fiato. Ha collaborato inoltre con il coro della Cappella musicale di San Francesco da Paola in Reggio Emilia diretto dalla musicologa Silvia Perucchetti. Dal 2016 presta servizio occasionale nel coro della Cappella Musicale della Cattedrale di Reggio Emilia diretta dal M° Primo Iotti. Nel 2025 in occasione del centenario della morte del compositore reggiano Guglielmo Mattioli (1857-1924) assieme a Carlo e Silvia Perucchetti ha pubblicato: “Guglielmo Mattioli, una vita dedicata alla musica” A cento anni dalla scomparsa il valore di un musicista italiano nelle testimonianze e le cronache del tempo: assieme alla pubblicazione sono state stampate 9 composizioni inedite scelte dai manoscritti.

Corale il Gigante
Il coro a formazione mista, si costituisce a Villa Minozzo nel 1996 sotto la guida del maestro Simone Ivardi-Ganapini, per volontà di alcuni coristi i quali, avendo maturato esperienze in altri cori, decidono di formare un proprio gruppo vocale locale. Il coro inizia subito ad avere una propria identità, inserendo nel proprio repertorio molti canti ricercati nel territorio, arrangiati ed elaborati dal suo direttore. Il coro associato A.E.R.Co (associazione Emiliano- Romagnola Cori) si è esibito in diverse località italiane, partecipando a rassegne e concerti. Dal 2007 la direzione è affidata al M°Andrea Caselli, il quale ha proseguito l’opera del suo predecessore ampliando il repertorio con canti della tradizione emiliana di ricerca con sue elaborazioni e con uno sguardo anche a composizioni d’autore. Parallelamente al repertorio popolare, il coro si dedica anche alla musica sacra proponendo sia in concerto e sia in cerimonie liturgiche, musiche sacre di vari autori ma in particolare quelle del sacerdote compositore villaminozzese Don Savino Bonicelli (1903-1983) in collaborazione con “I fiati di Villa” ottetto strumentale di ottoni e legni. Dal 2002 è organizzatore e promotore della rassegna corale nella quale ospita cori e formazioni vocali provenienti da tutta Italia. Nel 2016 nell’occasione del ventennale di fondazione il coro ha avuto come ospite nella propria rassegna corale Villaminozzese la compagine corale “I Crodaioli” diretta e fondata dal musicista e compositore Bepi de Marzi. Il coro ha collaborato con la band Nuvole Barocche, tributo a Fabrizio de André, nell’esecuzione integrale dell’album del cantautore genovese, “La buona novella”. Nell’ottobre 2018 la corale su invito della Cappella musicale pontificia, ha animato la S. Messa prefestiva in San Pietro con musiche di Don Savino Bonicelli, il quale proprio a Roma dal 1939 al 1943 frequentò l’istituto e si diplomò in canto gregoriano al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Fonte: comunicato stampa a cura di Renato Negri)

(Segnalazione web di Giuseppe Serrone)

 


Coldiretti, turismo del cibo per 25 milioni di italiani, anche per birra e olio


 Ansa

 Sono 25 milioni gli italiani che durante l'estate 2026 vivranno esperienze di turismo del cibo, da quelle più tradizionali come degustazioni e visite in azienda ai corsi di cucina e ai laboratori artigianali, fino alle proposte dedicate al benessere e allo sport all'aria aperta. È quanto emerge da un'indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del secondo grande esodo estivo verso i luoghi di vacanza, con il bollino nero sulle autostrade e le ferie di agosto che entrano nel vivo.

Un fenomeno in costante crescita che calamita sempre più l'attenzione di italiani e stranieri. Accanto all'enoturismo si stanno affermando nuove formule come il birraturismo, l'oleoturismo e i percorsi dedicati ai formaggi, con esperienze che permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con i produttori e partecipare alle diverse fasi della produzione.

Il turismo del vino resta comunque il più gettonato. Al primo posto tra le esperienze enoturistiche si colloca la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall'acquisto di vini direttamente dal produttore, a conferma di una domanda sempre più orientata al rapporto diretto con le aziende, anche in un contesto fortemente digitalizzato.

Alle tradizionali degustazioni si affiancano attività che spaziano dall'arte allo sport fino al wellness. Nelle vigne italiane si moltiplicano così le esperienze, dalle degustazioni in realtà virtuale con visori 3D al pilates, allo yoga e alla pittura tra i filari, fino all'astrotasting, l'osservazione del cielo stellato accompagnata da un calice di vino. (ANSA).

Al Chiostro del Bramante di Roma una mostra tra arte, scienza e responsabilità verso il creato


 Il Chiostro del Bramante di Roma ospita “Flowers – Meravigliosa Natura”, nuova tappa del progetto espositivo curato da DART, che raccoglie l’eredità della precedente rassegna dedicata ai fiori ampliandola a una riflessione più ampia sul legame tra l’essere umano e l’ambiente naturale.

Realizzata in collaborazione con la Kunsthalle di Monaco e con la curatrice Suzanne Landau, l’esposizione allarga lo sguardo dal singolo fiore all’intero mondo vivente: piante, animali, ambienti marini e terrestri compongono un racconto che mette in luce sia la ricchezza sia la vulnerabilità della natura.

Il percorso espositivo si articola in tre nuclei tematici — arte ed ecologia, arte e scienza, arte e politica — dove opere antiche, risalenti al Seicento e al Settecento, dialogano con installazioni contemporanee, creazioni digitali e lavori generati tramite intelligenza artificiale. Questo confronto tra epoche diverse offre spunti su biodiversità, sostenibilità e senso di responsabilità condivisa.

La rassegna si avvale di prestiti concessi da importanti realtà culturali italiane, fra cui la Biblioteca Casanatense, il Museo della Natura Morta di Poggio a Caiano, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma, a testimonianza di una collaborazione interistituzionale a favore della sensibilizzazione ambientale.

Oltre alla dimensione artistica, l’iniziativa propone un momento di riflessione su un tema che tocca da vicino anche la sensibilità cattolica: la cura del creato come responsabilità morale e spirituale, in linea con l’invito a riconoscere la natura come dono da custodire e tramandare, secondo un’ottica di custodia e non di sfruttamento.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 6 settembre 2026.

Tratto da chiesaoggi.com

Rete Sicomoro

(Pubblicazione post a cura di Giuseppe Serrone e albana Ruci - Turismo Culturale)


Turismo, Roma guida la classifica: Milano supera Venezia

 

Roma si conferma al vertice del turismo nazionale. Secondo le rilevazioni su base Istat 2024 e le elaborazioni dell’Ente bilaterale turismo Lazio, la Capitale ha totalizzato 44 milioni di presenze lo scorso anno, pari a nove viaggiatori su cento del totale italiano, fissato a 486 milioni. Nel 2025 l’incremento stimato è del +2,9% sul 2024: un dato positivo ma inferiore alle attese, considerato che il Giubileo non ha prodotto il boom annunciato.

Roma guida il turismo nazionale

Il primato della Capitale non è in discussione, ma le aspettative di crescita legate all’anno giubilare non si sono materializzate. La dinamica moderata delle presenze ha inciso anche sul mercato degli alloggi: diversi immobili convertiti in bed & breakfast o affitti brevi sono tornati alla locazione tradizionale.

Milano scavalca Venezia

La novità più rilevante riguarda il podio nazionale. Milano ha superato Venezia, attestandosi a 17,7 milioni di presenze contro 12,9 milioni della città lagunare. A seguire figurano Firenze e Rimini, con quest’ultima che si conferma la località balneare più frequentata.

Veneto in testa tra le regioni

Guardando alle regioni, il Veneto primeggia con una stima di circa 72 milioni di presenze, davanti a Trentino (55 milioni) e Lazio (52 milioni). Il sistema ricettivo italiano offre 5,5 milioni di posti letto, di cui 2,3 milioni in strutture alberghiere. Gli hotel a 3 stelle sono oltre 15 mila con 885 mila posti letto, i 4 stelle 6.600 per 865 mila posti, mentre i 5 stelle e oltre sono 771 per 104 mila posti.

Ospitalità, investimenti su strutture di alta gamma

Nel commercial real estate, gli investimenti in hospitality hanno raggiunto 2,5 miliardi lo scorso anno, con ulteriori 1,1 miliardi nel primo semestre 2026. Secondo Scenari immobiliari, oltre il 75% delle operazioni ha riguardato hotel 4 e 5 stelle; più di un quinto ha interessato complessi di appartamenti con servizi alberghieri di fascia medio-alta. Solo il 5% dei capitali è confluito su strutture economiche.

Affitti brevi e impatto sulle città

Il valore del patrimonio immobiliare ricettivo nel 2025 è stimato in 173 miliardi di euro (+7,2% annuo), di cui 142 miliardi alberghiero e 31 miliardi extra alberghiero. Le unità coinvolte negli affitti turistici sono 818 mila: 100 mila B&B, 179 mila alloggi in gestione e 600 mila gestiti direttamente dai proprietari. Firenze e Venezia presentano un’incidenza del turismo pari al 6,5% dello stock residenziale; Milano e Roma si fermano al 2,5%. I dati di insideairbnb.com indicano che, considerando solo gli immobili affittati con frequenza significativa, tale quota si riduce a circa un terzo.

radioroma.it


Vacanze estive per 36 milioni di italiani, primo weekend da bollino rosso

 


Sono 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno e hanno trascorso un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, l'87,6% sceglierà di rimanere nel Belpaese.

E infatti per questo week end è già previsto il bollino rosso, visto che sulle strade ci saranno oltre 27 milioni di spostamenti di autoveicoli secondo l'Osservatorio Mobilità Stradale di Anas. Anche per questo in vista dell'aumento del traffico fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l'83% di quelli attivi (1.414). Per fortuna l'ultimo fine settimana di luglio sarà all'insegna di temperature lontane dal caldo torrido dei giorni scorsi, con una netta prevalenza del verde nei bollettini delle ondate di calore del ministero della Salute.

Secondo l'indagine di Federalberghi sui movimenti estivi, il volume di affari sarà di 43 miliardi di euro e agosto si conferma il mese leader per godersi una vacanza. L'Italia resta decisamente la meta preferita: solo il 12,4% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi vicino all'Italia (53,0%) come Croazia, Spagna e Grecia, le grandi capitali europee (19%) e i mari tropicali o le località esotiche (15%). Chi non varcherà i confini nazionali nel 75,1% dei casi opterà per il mare, nel 13,7% per la montagna, nel 4,8% per le località d'arte e nel 3,4% per i laghi.Oltre un quarto dei vacanzieri (28,9%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,0% si regalerà almeno un altro periodo di svago; il 35,2% ne farà due e il 15,1% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive. La vacanza principale dura in media 9,8 giorni, le eventuali ulteriori vacanze oltre a quella principale saranno decisamente più brevi: 4,2 giorni

La vacanza costerà nel suo complesso (compresi viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 917 euro a persona (circa 94 euro al giorno). Le ulteriori vacanze avranno un costo più contenuto: complessivamente 527 euro (circa 127 euro al giorno). La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,4% al pernottamento, il 21,8% alle spese di viaggio, l'11,3% allo shopping e il 14,8% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite). Tra le tipologie di alloggio scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, la preferenza va all'albergo e al villaggio turistico (30,6%). Segue a stretto giro la casa di parenti e amici (28,6%), poi la casa di proprietà (11,9%), il B&B (7,8%), il campeggio (6,8%), l'affitto breve (5,1%), il residence (4,7%) e l'agriturismo (2,6%).

"La vacanza - dice presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre a quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l'arco estivo" aggiunge. "Siamo impegnati a garantire una circolazione fluida e scorrevole a tutti gli utenti nonostante i grandi flussi di traffico - assicura l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme - come previsto dal nostro piano esodo sono operativi 2.500 tra personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24. Con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le forze dell'ordine da sempre siamo in prima linea per tutelare la sicurezza stradale dei cittadini lungo la rete. Con il nostro lavoro vogliamo assicurare a chi si mette in viaggio vacanze serene. Con la raccomandazione per tutti e senza eccezioni di avere sempre comportamenti corretti alla guida come ricordiamo nella nostra campagna di comunicazione con il nostro spot: 'Quando sei alla guida tutto può aspettare'" conclude Gemme.

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TRADIZIONI ALTOATESINE, dalla transumanza al bagno di fieno


 Alto Adige. In autunno con il Bad Moos Aqua Spa Resort si vive il territorio di Sesto. 

TRADIZIONI ALTOATESINE,

DALLA TRANSUMANZA AL BAGNO DI FIENO

In vacanza tra musei e artigianato, feste di paese e prodotti locali. 

 

Pacchetto 7=6 anche in novembre!

 

In montagna la vita è ancora scandita dal ritmo delle stagioni e anche a Sesto in Alto Adige è la festa della transumanza a dare il via all’autunno. Rituali antichi che vengono dalla tradizione alpina, proprio come il bagno di fieno.

La vacanza autunnale al Bad Moos Aqua Spa Resort è charme e relax, tranquillità e benessere da vivere nella Spa Soma & Anima. Ma anche l’occasione perfetta per conoscere il territorio attraverso la cultura di montagna. Dalle feste di paese ai musei, dall’artigianato alla gastronomia.

Dalla tradizione montana: transumanza e bagno di fieno

C’è un appuntamento autunnale per eccellenza, atteso dalla comunità e dai turisti: la transumanza. Ogni anno, quando le temperature non sono più quelle estive, gli animali scendono dagli alpeggi dove hanno trascorso la stagione calda e tornano a valle, pronti per affrontare anche le temperature più rigide dell’inverno. È una festa per tutto il paese veder sfilare le mucche decorate a festa, guidate dal pastore e dalla mucca regina eletta tra tutte la più bella. Dalle tradizioni antiche, una sorta di ringraziamento per celebrare il ritorno sicuro degli animali, la festa si svolge a Sesto sabato 19 settembre 2026. Il corteo inizia alle ore 11 e vede la partecipazione anche della banda musicale, la giornata continua nel pomeriggio con l’esibizione di un gruppo live tra canti e balli. 

È proprio nei prati d’alta quota, ricchi di erbe medicinali e fiori spontanei, che cresce l'erba che poi, una volta falciata, viene messa a seccare per diventare il fieno speciale utilizzato per i bagni terapeutici. Non a caso, anche il bagno di fieno fa parte delle tradizioni e dei saperi antichi dei contadini che, dopo una giornata di duro lavoro di sfalcio, dormivano nel fieno caldo e si svegliavano rinvigoriti e senza dolori muscolari. Al Bad Moos Aqua Spa Resort il Bagno tradizionale al fieno è un vero rituale, che si svolge in coppia nella SPA Suite Rustically Balneo. Immersi in una tinozza di legno dove è stata sciolta un’emulsione di fieno di montagna, ci si sdraia poi su di un materasso ad acqua riscaldato e si viene ricoperti con il fieno per iniziare la fase di sudorazione. Il trattamento termina con un piacevole riposo nella stube relax (50 min. 175 euro).


Vini, piatti tipici e sagre di paese

In ottobre in Alto Adige si svolgono alcune delle tradizionali feste paesane. È il caso della Sagra di Villabassa sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, mentre il weekend successivo, sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 è la volta della Sagra di Braies. In entrambi i casi, il momento clou prevede l’innalzamento, da parte dei giovani non sposati come vuole la tradizione, del “Kirtamichlbam”, l’albero della sagra che verrà sorteggiato tra i premi della lotteria. E poi naturalmente musica live e prodotti tipici.

Ricette altoatesine e cucina internazionale caratterizzano anche l’offerta gastronomica del Bad Moos Aqua Spa Resort, che arricchisce i menu con le delizie di stagione. I funghi, in primis, e poi le mele del nuovo raccolto e gli ortaggi autunnali, tra cui zucche e carciofi. Immancabili le castagne, protagoniste certi pomeriggi della classica merenda altoatesina, da accompagnare con un buon bicchiere di vino novello o con il vin brûlé nelle giornate più frizzanti. 

La merenda e alcune serate speciali con menu a tema si svolgono negli ambienti esclusivi delle Stuben: la Wein Stube del 1600, la Stube gotica del 1300 e la più piccola e intima Fondue Stube.

Per le altre serate, l’elegante, ampia e luminosa sala ristorante è a disposizione degli ospiti con un ricco buffet di antipasti, verdure, formaggi e dessert. Il menu à la carte vizia i palati con 4 portate e una carta dei vini molto ricca con etichette pregiate e selezionate, in particolare di provenienza altoatesina, ma anche delle altre regioni italiane e del mercato internazionale.

Dall'Ossola alla Svizzera senza frontiere: la Via Francisca diventa una nuova meta turistica


Unire il novarese e il Canton Ticino attraverso le tracce di una storia comune, ignorando i confini e puntando sul turismo lento. È questo l'obiettivo di TRA-ME ("tracce di meraviglie"), il progetto Interreg da oltre 1,4 milioni di euro che intende trasformare l’antica Via Francisca Novarese in una "destinazione turistica diffusa". Il percorso si snoda dal Passo del Lucomagno fino a Novara, attraversando Ossola, Cusio e le valli svizzere.

Un’identità comune oltre la frontiera

Il progetto, che vede il Comune di Omegna come capofila italiano e l’organizzazione turistica regionale bellinzonese e alto Ticino per la parte svizzera, parte da una consapevolezza storica: questo territorio è stato un’unica regione dall’epoca gallo-romana al Medioevo.

Le "tracce" citate nel nome del progetto sono i segni di questo passato condiviso: dai castelli visconteo-sforzeschi che accomunano Novara, Vogogna e Bellinzona, fino alla "via del vetro" tra Domodossola e Locarno e alla firma di architetti ticinesi nella basilica di San Gaudenzio. L'obiettivo è mettere a sistema queste piccole realtà, spesso trascurate singolarmente, per creare un'offerta capace di attrarre circa 50mila turisti all'anno.

Non un cammino, ma un'esperienza completa

A differenza dei classici cammini per escursionisti, TRA-ME propone una destinazione da percorrere con i mezzi pubblici, come la ferrovia panoramica Vigezzina-Centovalli. Il piano prevede lo sviluppo di un centro multimediale, una rete di audioguide e podcast, il recupero del Castello del Motto e una forte valorizzazione della gastronomia tradizionale. Proprio in questi giorni, il 10 e 11 maggio, si è concluso un "educotour" transfrontaliero che ha portato giornalisti e comunicatori tra Domodossola, Malesco, Santa Maria Maggiore e Locarno. Un viaggio test per raccontare un'area dove la cultura alpina non si ferma alla dogana, ma si esprime attraverso musei della pietra ollare, santuari e borghi storici.

Formazione e scuole

Il progetto punta molto anche sulle nuove generazioni. Attraverso percorsi didattici e programmi di scambio, TRA-ME vuole far riscoprire agli studenti delle scuole italiane e svizzere le radici comuni di un comprensorio che per secoli ha condiviso santi, artisti e mercanti. Tra i partner coinvolti figurano anche l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e l’Unione Montana del Cusio e del Mottarone, a conferma del forte radicamento del progetto nel territorio tra le province di Novara e del Vco.


© NovaraToday

Da qui vedi tramonti mozzafiato sul Golfo: il nuovo volto del Belvedere di Termini Imerese

 

Un nuovo volto per il Belvedere di Termini Imerese. Il luogo più iconico della Città delle Terme si rinnova, trasformandosi in un grande spazio di quasi 16.000 metri quadrati, impreziosito da aiuole, da una grande fontana e nuove aree dedicate alla socialità e al relax. Da sempre luogo di incontro e di socialità, il Belvedere è la meta ideale per una passeggiata, un ottimo gelato e per ammirare lo straordinario panorama del Golfo di Termini Imerese, che si estende da Cefalù a Capo Zafferano.

Oggi questo luogo simbolo della città è diventato ancora più bello grazie agli interventi di rigenerazione urbana finanziati dal PNRR. Dalla grande terrazza del Belvedere, infatti, si può ammirare uno dei tramonti più affascinanti della Sicilia. Ogni sera il sole scompare lentamente dietro i colli di Palermo, regalando uno spettacolo di straordinaria bellezza. Le sfumature del cielo si accendono di colori intensi, trasformando il panorama del Golfo in un quadro naturale che, ogni volta, lascia senza fiato.

A rendere ancora più suggestivo il calar del sole contribuiscono il campanile della Chiesa di San Giovanni, recentemente riportato al suo antico splendore, e il verde del Parco Urbano di Villa Palmeri. Insieme impreziosiscono il panorama, offrendo uno scorcio di straordinaria bellezza che unisce storia, natura e luce in un'unica emozione.

Nella parte terminale del Belvedere, lo sguardo del visitatore si apre su uno scenario ancora più suggestivo, impreziosito dalla nuova illuminazione dell'opera Anabasi, realizzata nel 1998 dall'artista Rita Sajeva. Attraverso il grande foro, che caratterizza il monumento, si crea una straordinaria cornice naturale, capace di racchiudere due elementi di rara bellezza: il campanile della Chiesa di San Giovanni e il sole che lentamente tramonta sul Golfo.

Un incontro armonioso tra arte, storia e paesaggio, che regala un panorama unico e un'emozione indimenticabile. «Il Belvedere è la restituzione alla cittadinanza di un luogo che appartiene a tutti, uno degli obiettivi che ci siamo posti fin dal nostro insediamento», afferma l'assessore ai Lavori Pubblici, Pippo Preti.

«È stata un'opera complessa, che ha richiesto impegno e determinazione per superare le numerose difficoltà incontrate lungo il percorso di realizzazione. Oggi, però, possiamo dire con soddisfazione di aver raggiunto un risultato di grande valore. Restituire alla comunità uno spazio più bello, funzionale e accogliente, migliorando ciò che abbiamo ereditato, rappresenta un messaggio importante e un segno concreto di attenzione verso il patrimonio della nostra città e le future generazioni».

Questo spazio diventerà un importante elemento di collegamento tra il Teatro all'aperto e il Castello, due luoghi simbolo della città anch'essi interessati da interventi di riqualificazione finanziati dal PNRR, creando così un nuovo percorso di valorizzazione tra storia, cultura e bellezza paesaggistica.

«Abbiamo restituito uno spazio da vivere, da ammirare e da custodire», conclude il sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova. «A breve inaugureremo anche il Teatro all'aperto e il Castello, completando un importante percorso di rigenerazione urbana. Da oggi, però, si apre una nuova sfida: quella della cura e del rispetto di questi luoghi.

Rivolgo un appello a tutti i cittadini affinché sentano il Belvedere come un bene comune da custodire con senso di responsabilità. La rigenerazione di uno spazio pubblico non si esaurisce con la conclusione dei lavori: solo attraverso la collaborazione e l'impegno di tutta la comunità questi luoghi potranno continuare a vivere, a essere valorizzati e tramandati alle future generazioni».

L'intervento di riqualificazione è stato portato a termine grazie al lavoro coordinato dal dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune, l'ingegnere Giuseppe Frangiamore, con il Responsabile Unico del Progetto, l'ingegnere Alfonso D'Emanuele, e il supporto tecnico dell'ingegnere Angelo Roppolo. Fondamentale anche il ruolo dell'Alta Sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, che ha seguito e accompagnato tutte le fasi delle lavorazioni.

Lo straordinario intervento di riqualificazione è stato progettato dallo Studio Capolei Cavalli Architetti Associati e da Ellipse Engineering, con l'architetto Pierfrancesco Capolei quale progettista e l'ingegnere Salvatore Castaldo nel ruolo di Direttore dei Lavori. L'opera, del valore di 2,8 milioni di euro, è stata aggiudicata al Consorzio Stabile Ventimaggio di Patti (ME).

Mentre l'esecuzione dei lavori è stata affidata alla ITAL GROUP, con sede a Casteldaccia (PA). Hanno inoltre contribuito alla realizzazione dell'intervento, in qualità di imprese subappaltatrici, la CO.GI di Casteldaccia (PA) e la SIE Impianti di Termini Imerese (PA), il cui supporto è stato determinante nelle diverse fasi delle lavorazioni.
balarm.it



Turismo, Reggio Emilia cresce: in aumento i visitatori stranieri e i pernottamenti

 

Reggio Emilia C’è chi ha già pubblicato le fotografie delle vacanze sui social e chi, invece, sta contando i giorni che lo separano dalla partenza. L’estate è entrata nel vivo e tanti cittadini modenesi e reggiani stanno scegliendo come trascorrere il proprio tempo libero. In questo contesto, l’ufficio studi Lapam Confartigianato ha analizzato l’andamento dei pernottamenti turistici nelle province di Modena e Reggio Emilia, dalla pianura fino all’Appennino.

L’estate che pesa

I numeri confermano il peso della stagione estiva per il comparto: il periodo compreso tra luglio e settembre concentra infatti circa il 30% dei pernottamenti annuali registrati nei due territori. Nell’estate del 2025 la provincia di Modena ha fatto segnare oltre 627 mila pernottamenti turistici, mentre in provincia di Reggio Emilia si è sfiorata quota 256 mila. Un dato significativo è rappresentato dalla presenza internazionale: circa un terzo dei pernottamenti è infatti riconducibile a visitatori stranieri. Il confronto con l’estate precedente evidenzia una crescita diffusa. In provincia di Modena i pernottamenti del 2025 sono aumentati del 6,2% rispetto al 2024. A trainare il risultato è soprattutto la componente estera, che registra un incremento del 10,2%, mentre i pernottamenti degli italiani crescono del 4,1%. Andamento positivo anche per la provincia di Reggio Emilia, dove il numero complessivo dei pernottamenti sale del 7,9% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso è il turismo internazionale a mostrare la dinamica più marcata, con un aumento del 19,6%, mentre i pernottamenti dei visitatori italiani crescono del 2,9%. Ma quali indicazioni arrivano per il 2026? Sebbene per tracciare un bilancio completo del turismo estivo sia ancora presto, i primi quattro mesi dell’anno offrono alcuni segnali utili per comprendere l’andamento del settore.

Modena e Reggio: ok

Da gennaio ad aprile di quest’anno, infatti, la provincia di Modena ha registrato un aumento del 3,2% dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato che lascia intravedere la possibilità di confermare il trend di una nuova stagione estiva positiva. In provincia di Reggio Emilia l’andamento appare sostanzialmente stabile, con un lieve incremento dello 0,3% rispetto ai primi quattro mesi dell’anno precedente. Un dato che va però letto tenendo conto della forte crescita già registrata nel 2025, quando il periodo gennaio-aprile aveva fatto segnare un significativo +13,6% rispetto allo stesso intervallo del 2024.

Artigianato premiato

Il turismo genera effetti positivi anche per il mondo dell’artigianato. Secondo l’indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, a fine 2024, ultimo dato disponibile, in provincia di Modena si contano 2.345 imprese artigiane registrate nei settori interessati dalla domanda turistica. Si tratta di attività che spaziano dalla produzione agroalimentare di prodotti tipici e tradizionali agli alberghi, dai bar e ristoranti ai servizi di trasporto persone e ad altri comparti collegati all’esperienza turistica. Realtà che complessivamente garantiscono occupazione a 6.766 lavoratori del territorio. In provincia di Reggio Emilia le imprese artigiane coinvolte nei comparti legati alla domanda turistica sono invece 1.745, per un totale di 5.295 addetti. «I dati - afferma Federica Marcacci, presidente della categoria Turismo di Lapam Confartigianato - confermano un segnale importante per tutto il territorio. La crescita dei flussi turistici e il rafforzamento della presenza straniera raccontano di territori sempre più attrattivi e capaci di valorizzare le proprie peculiarità. Questi risultati sono il frutto dell’impegno degli operatori turistici, delle realtà economiche che continuano a investire e a proporre opportunità ed esperienze uniche per i visitatori. In vista del periodo estivo, poi, anche la nostra montagna ricoprirà un ruolo chiave in termini turistici. Ora è fondamentale proseguire su questa strada, rafforzando promozione, infrastrutture e servizi per consolidare la crescita e rendere il territorio sempre più competitivo nel panorama turistico regionale e nazionale»

Gazzetta di Reggio