Lombardia, il boom del turismo esperienziale

 

Il Giornale

C'è un modo di viaggiare che non accontenta più chi cerca soltanto intrattenimento. Sempre più spesso i turisti scelgono una destinazione non per ciò che offre in superficie, ma per ciò che promette in profondità: un paesaggio da attraversare a piedi lungo le sponde di un lago, un borgo medievale incastonato tra le Alpi, una cantina dove il vino racconta secoli di storia contadina, un rifugio di montagna raggiunto dopo ore di cammino. La Lombardia è tutto questo. Non una vetrina, ma un'esperienza.

I dati sui flussi turistici 2025 lo confermano con numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: la regione è cresciuta ancora, e la direzione della crescita dice qualcosa di preciso su chi siamo diventati come destinazione.

UNA CRESCITA SOLIDA, IN TUTTI I SENSI

L'anno 2025 si chiude con oltre 22,3 milioni di arrivi (22.354.234, con un incremento di 1.469.253 rispetto al 2024) e oltre 56,7 milioni di presenze (56.713.901, con 3.752.370 in più rispetto all'anno precedente), confermando una crescita complessiva di circa il 7% su livelli già molto elevati. Non si tratta di un rimbalzo congiunturale, ma di una tendenza strutturale che premia la qualità e la varietà dell'offerta lombarda.

IL MONDO SCEGLIE LA LOMBARDIA

Più di due turisti su tre che hanno scelto la Lombardia nel 2025 sono stranieri: la componente internazionale rappresenta il 68,07% delle presenze totali, con una netta prevalenza europea (70,63% degli stranieri). La Germania si conferma primo mercato di provenienza con 7.195.252 presenze (18,64% del totale straniero), seguita dagli Stati Uniti (7,48%, pari a 2.887.587 presenze), dalla Francia (6,44%) e dal Regno Unito (6,24%). Completano la classifica Polonia, Paesi Bassi, Svizzera e Spagna.

Il turismo straniero è prevalente in tutti i dodici mesi dell'anno, con un picco nei mesi estivi - quando raggiunge oltre il 74% delle presenze - ma con una stagione ormai estesa da aprile a ottobre, segno che la Lombardia ha superato definitivamente la logica del turismo concentrato sul picco estivo. La domanda internazionale sui Laghi è consolidata da decenni; quella verso le aree montane è in crescita, aprendo scenari interessanti per territori finora meno frequentati.

I luoghi che non si dimenticano

Esiste una geografia emotiva della Lombardia che nessuna mappa riesce a restituire del tutto. È la sensazione di trovarsi sul lungolago di Varenna al tramonto e capire perché scrittori, pittori e viaggiatori di ogni epoca abbiano cercato di fermare questo paesaggio in una pagina o in una tela. È la luce che cambia sulle Alpi guardando dalla Val Camonica. È il profumo di cedro e oleandro che accompagna la passeggiata lungo le sponde del Lago Maggiore. È l'orgoglio discreto di una città come Mantova, che si specchia nei suoi laghi artificiali come se il tempo si fosse fermato al Rinascimento. I Grandi Laghi - Maggiore, Como, Garda, Iseo, Lugano - sono il cuore pulsante del turismo internazionale lombardo, e i numeri lo confermano: le province lacuali di Brescia e Como insieme attraggono quasi un terzo delle presenze regionali. Ma i laghi lombardi non sono mai stati solo cartolina. Sono territori vivi, con giardini botanici di fama mondiale, ville storiche aperte al pubblico come Villa del Balbianello a Tremezzo e Villa Carlotta sul lago di Como, borghi che conservano intatta la loro architettura medievale come Varenna, Bellagio, Sirmione. Il Lago d'Iseo, con il Monte Isola - la più grande isola lacustre abitata d'Europa - rappresenta un caso unico al mondo di comunità insulare ancora autenticamente vissuta.

Le Alpi e le Prealpi sono il secondo grande sistema attrattivo, con una domanda in crescita che premia la varietà dell'offerta: dalla Valtellina, terra di vini Docg come il Sassella e l'Inferno e di stazioni sciistiche di livello europeo come Bormio e Livigno, alla Val Camonica con le sue incisioni rupestri Patrimonio Unesco, fino alle valli bergamasche e bresciane con percorsi escursionistici e cicloturistici tra i più frequentati del nord Italia.

Bergamo - città doppia di Alta e Bassa, con le Mura Veneziane riconosciute Patrimonio Unesco - ha saputo valorizzare una straordinaria eredità storica senza sacrificare la vitalità contemporanea, e la sua crescita turistica è tra le più significative degli ultimi anni. Mantova, città gonzaghesca circondata dai laghi del Mincio, ospita uno dei complessi rinascimentali più integri d'Italia e si conferma meta d'elezione per il turismo culturale di qualità. Milano, con il 40,28% delle presenze regionali, è e resta il grande attrattore metropolitano: ma accanto al Duomo e alla moda, è oggi una città di quartieri da vivere e di eventi internazionali - dal Fuorisalone alla Fashion Week - che richiamano visitatori da ogni continente.

UN LUOGO CHE SI PERCORRE, NON SI VISITA

La vocazione esperienziale della Lombardia si esprime al meglio quando il turista smette di muoversi tra attrazioni e inizia a percorrere itinerari. La Via Francisca del Lucomagno, uno degli antichi percorsi di pellegrinaggio medievale europeo, attraversa la regione toccando borghi, abbazie e paesaggi rurali rimasti intatti. La Via Regina, lungo la sponda occidentale del Lago di Como, percorre secoli di storia in pochi chilometri. La Strada dei Vini e dei Sapori della Valtellina offre un'immersione nei paesaggi vitivinicoli terrazzati tra i più spettacolari d'Italia. Il Sentiero del Viandante, che costeggia il ramo lecchese del Lario, è diventato uno dei trekking più apprezzati da escursionisti europei e nordamericani. Per chi preferisce la bicicletta, la Ciclovia dei Laghi e la rete di percorsi cicloturistici lungo le sponde del Garda, del Maggiore e dell'Iseo collegano in modo fluido i principali centri lacuali, rendendo possibile un viaggio interamente su due ruote. La Valtellina bike area è tra i contesti più attrezzati delle Alpi italiane per il mountain bike.

DOVE SI VA: LA RIVINCITA DEI TERRITORI

Il dato forse più significativo dell'intero rapporto riguarda la distribuzione geografica delle presenze: il 59,42% dei pernottamenti si concentra al di fuori dei capoluoghi di provincia. I territori - le valli, i laghi, i borghi, le aree naturali - valgono 33,7 milioni di presenze. L'unica eccezione è Milano, dove la città capoluogo concentra il 77,7% dei pernottamenti provinciali, coerentemente con la sua vocazione di metropoli europea. Questo dato conferma un progressivo orientamento della domanda turistica verso destinazioni meno urbanizzate, caratterizzate da un'offerta legata a esperienze autentiche e a forme di turismo più sostenibili. 0Le province che attraggono il maggior numero di presenze sono Milano (40,28%) e Brescia (22,06%), che insieme superano il 60% del totale regionale. A seguire Como (9,19%), Sondrio (8,13%), Bergamo (5,92%) e Varese (5,77%).

 

UN'OFFERTA RICETTIVA CHE È «SISTEMA»

Il 52,77% delle presenze si registra nelle strutture alberghiere (29.929.829 pernottamenti), con una netta prevalenza degli alberghi tradizionali. L'extralberghiero vale il 47,23% delle presenze e vede un ruolo crescente delle locazioni turistiche, che da sole rappresentano il 60% dei pernottamenti extra-alberghieri - segnale diretto di una domanda di soggiorno autentico, immerso nella vita dei luoghi. In sei province su dodici - Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova e Pavia - le strutture extra-alberghiere raccolgono la maggioranza dei pernottamenti, a conferma di un'offerta ricettiva sempre più diversificata e capillare. L'offerta complessiva conta 2.817 strutture alberghiere (202.115 letti, con 89 nuove aperture nel 2025) e 71.718 strutture extra-alberghiere (456.856 letti, con 20.470 nuove attivazioni). Un sistema in espansione, che risponde a una domanda che cresce non solo in quantità ma in varietà di aspettative.

LA RETE DI TRASPORTI COMPETITIVA

Uno degli elementi meno raccontati del successo turistico lombardo è la sua infrastruttura di mobilità. La Lombardia è la regione italiana con la rete di trasporti pubblici più capillare ed efficiente, e questo si traduce in un'esperienza di viaggio concretamente più semplice, soprattutto per il turista straniero. L'accessibilità aerea è garantita da tre scali internazionali: Milano Malpensa, hub intercontinentale con collegamenti diretti verso oltre 150 destinazioni mondiali; Milano Linate, dedicato ai voli europei e domestici; Bergamo Orio al Serio, tra gli aeroporti low-cost più trafficati d'Europa. Questa triangolazione non ha equivalenti in nessun'altra regione italiana e abbatte le barriere di accesso per i viaggiatori internazionali.

La rete ferroviaria completa il quadro: dal nodo di Milano partono linee verso Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Varese, Mantova e Pavia con frequenze elevate e tempi contenuti. Il Lago di Garda è raggiungibile in meno di un'ora da Milano, il Lago di Como in quaranta minuti. Chi arriva in Lombardia dall'estero e sceglie di non usare l'automobile può farlo con piena libertà di movimento. La navigazione lacuale completa il sistema con traghetti, aliscafi e battelli che collegano i principali borghi del Lago Maggiore, del Lago di Como e del Lago di Garda. Navigare tra Stresa e le Isole Borromee, o tra Bellagio e Varenna attraversando il ramo centrale del Lario, non è soltanto un mezzo di trasporto: è già turismo.

UNA REGIONE CHE SI LASCIA ATTRAVERSARE

La Lombardia non chiede di essere consumata in fretta. Chiede di essere attraversata con attenzione, di essere ascoltata nei suoi tempi - quelli lenti di un lago al mattino, di una salita in quota, di una tavola imbandita con i prodotti di una valle. I numeri del 2025 raccontano una regione che cresce perché ha scelto di puntare sulla qualità dell'esperienza, sulla diffusione territoriale, sulla sostenibilità del modello. Una destinazione che non ha bisogno di inventarsi: le basta, finalmente, raccontarsi.

L'itinerario che cercavi per un weekend lungo nei dintorni di Lugano




State programmando un weekend in Ticino, in Svizzera, e vi chiedete cosa fare a Lugano e dintorni? Con questa guida vi portiamo tra cultura, trekking panoramici, cantine e locali cool, tra lago, montagna e borghi pittoreschi, per un viaggio lento e autentico, durante il quale scoprirete che il Ticino è il luogo perfetto per un viaggio tra amiche lontano dalla solita to-do list.

Come arrivare a Lugano e muoversi in Ticino

Arrivare a Lugano è più semplice di quanto si pensi, grazie al (puntualissimo) treno da Milano: un viaggio lineare, silenzioso, assolutamente stress-free. Chi preferisce l’auto impiega poco più del necessario per un road trip spontaneo: perfetta se avete in mente di esplorare le valli, fermarvi nei borghi o inseguire un panorama improvviso. Ci sono anche autobus diretti, opzione comoda per chi viaggia senza auto e vuole risparmiare qualcosa.

Una volta in città, ci si muove facilmente a piedi grazie alle distanze brevi, ai percorsi piacevoli e ai mezzi pubblici che funzionano esattamente come promette ogni stereotipo svizzero. Per i trekking nelle zone circostanti conviene invece affidarsi alle funicolari locali o, se preferite autonomia totale, si può noleggiare un’auto per una giornata.
Cosa vedere a Lugano in un weekend tra aperitivi e arte

Il weekend in Ticino inizia quasi sempre allo stesso modo: con una tappa al LAC Lugano Arte e Cultura, non tanto come “prima attrazione”, ma come luogo da cui impostare il ritmo. Il LAC è luminoso, arioso, architettonicamente elegante senza strafare, e le sue mostre sono perfette per entrare in modalità “slow”. Passarci un’ora (o anche più), nelle quiet seasons, significa prendersi un momento di decompressione reale: camminate lente, sale silenziose, luci che fanno respirare.

Una volta fuori, la città vi accompagna naturalmente verso il lungolago. La passeggiata è una delle cose più semplici e belle da fare a Lugano, con il lago che riflette le montagne e l’aria che ha quella purezza da “reset mentale”. Se poi volete entrare subito nell’atmosfera panoramica, potete salire con la funicolare verso il Monte San Salvatore. La salita è breve, non temete.

La serata a Lugano si accende in un locale che ormai è diventato un riferimento: Tutto o Niente, un cocktail bar dal design curato e dalla vibrazione molto luganese, cioè elegante, rilassata, mai ostentata.

Trekking vicino Lugano e un’ottima cantina

Come proseguire questo weekend a Lugano e dintorni? Nel Ticino i trekking hanno un ruolo quasi terapeutico, soprattutto in bassa stagione quando i sentieri non sono affollati, i boschi hanno un ritmo lento, l’aria è fresca e umida in modo piacevole.

Il percorso più celebre è quello che dal Monte Brè porta a Gandria, un borgo incredibilmente scenografico affacciato sul Ceresio. È una camminata panoramica, mai davvero difficile, con quel tipo di luce che rende tutto più nitido. Arrivati a Gandria si può fare un pranzo leggero o tornare in battello, trasformando il rientro in un piccolo rito da cartolina.

Se preferite un trekking più morbido, la zona del Malcantone è perfetta con i suoi sentieri nei boschi e i villaggi pacifici. Per chi invece preferisce un impatto scenografico forte, la Valle Verzasca resta imbattibile: acqua minerale verde smeraldo, silenzio, pietra, natura allo stato puro.

E dopo una passeggiata nella natura cosa fare in Ticino? Il pomeriggio va assolutamente dedicato a uno degli indirizzi più sorprendenti della zona: la Cantina Moncucchetto. Si tratta di un luogo in cui architettura contemporanea e vigneti si parlano senza forzature; qui la degustazione è piacevole, comprensibile anche per chi non è esperto ma sa riconoscere un ottimo calice, e la vista sui filari diventa un finale naturale dopo il trekking.

Cosa vedere a Lugano e dintorni: tappa tra musei, architettura e relax

Non solo natura, ma anche la dimensione urbana della Svizzera Italiana è affascinante. Chi ama l’arte, deve scegliere il MASI, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, che offre un percorso più approfondito rispetto al LAC. Se invece siete più interessate all'estetica urbana e all'architettura, è d'obbligo esplorare i quartieri contemporanei di Lugano, in cui si trovano architetture pulite, materiali pregiati e quel senso di ordine che non toglie calore.

Perché visitare il Ticino in bassa stagione?

Il Ticino funziona benissimo in bassa stagione perché non vi chiede nulla, ma vi accoglie, vi rallenta, vi lascia spazio. Non c’è sovrastimolazione, non c’è folla che detta i tempi, non c’è la pressione della performance turistica, è una “terra di mezzo” in cui potete riposizionarvi, ascoltarvi e recuperare energie. In altre parole: è la destinazione naturale per quei viaggi che fate per motivi emotivi più che geografici, soprattutto se pensate a un weekend lungo con le vostre migliori amiche.

Consigli pratici per un weekend in Ticino

Portate scarpe comode, anche se non avete in mente trekking impegnativi: le passeggiate lungo il lago e i saliscendi cittadini lo richiedono.

Considerate i pass dei trasporti locali, spesso convenienti se usate funicolari, battelli e autobus.

Prenotate pernottamenti e degustazioni con un minimo di anticipo, soprattutto nelle quiet seasons, perché molte strutture lavorano con numeri ridotti.

Viaggiate leggere: in Ticino è tutto vicino, e il bello è proprio muoversi senza carichi inutili.

Alloggiate in ostelli, case o provate il campeggio, se pensate a una vacanza low-cost.

In qualsiasi momento dell'anno, non solo nel fuori stagione, Lugano e il Ticino sono una meta che vi resta nell'animo, sebbene spesso venga poco considerata. Fidatevi: scopritela e non vorrete più tornare indietro!

Cosmopolitana Italia

Turismo d'Estate 2026: La montagna parte col sorriso tra grandi ritorni e vette da record

 


Introduzione: Il richiamo delle alte quote La stagione estiva del 2026 entra nel vivo sotto i migliori auspici per il turismo montano. Lontano dalla calura delle città e dall'affollamento delle spiagge, le vette italiane tornano a essere la meta privilegiata per chi cerca un'esperienza che unisce natura, benessere e tradizioni locali.

La Notizia: Cortina e le Dolomiti trainano il comparto estivo La notizia reale di oggi, riportata dalle principali testate giornalistiche tra cui il Corriere del Veneto, traccia un bilancio estremamente positivo per l'avvio della stagione in montagna.

  • I Dati e i Ritorni: Le prenotazioni per i mesi estivi registrano numeri eccellenti. Si assiste al grande ritorno in massa dei turisti stranieri, in particolare tedeschi, che da sempre rappresentano un pilastro fondamentale per l'economia alpina.

  • Il Caso Cortina: La regina delle Dolomiti si conferma una calamita inarrestabile, con tassi di occupazione delle strutture ricettive che sfiorano già il 90%, trainando l'intero settore delle aree montane.

  • L'Analisi: Questo boom non è solo legato al paesaggio, ma alla capacità delle località montane di rinnovarsi, offrendo itinerari culturali, eventi gastronomici d'eccellenza e percorsi storici che trasformano l'escursionismo in un viaggio alla scoperta dell'identità del territorio.

Le spiagge del Novarese e del Vco tra le più belle d'Italia: dove sventolano le vele



Le spiagge del Novarese e del Vco si confermano tra le più belle d'Italia. Lo certifica anche la ventiseiesima edizione della Guida Blu alle migliori località realizzata da Legambiente e Touring Club Italiano.

Cannero Riviera, sul tratto più a nord del Lago Maggiore, ha ottenuto le 5 vele, il massimo riconoscimento, che va alla località che ha saputo coniugare al meglio la qualità dei servizi offerti al turista con scelte coraggiose e innovative nel segno della sostenibilità ambientale.

Guida Blu: le spiagge premiate sul Lago Maggiore e sul Lago d'Orta

Legambiente e Touring Club Italiano hanno assegnato 4 vele a Verbania e Cannobio, sul Lago Maggiore e a Orta San Giulio (No), sul Lago d'Orta. Sul Lago Maggiore 3 vele a Oggebbio, Ghiffa, Baveno e Belgirate, nel Verbano e Meina, Lesa e Dormelletto nel Novarese e 2 a Stresa e Arona.

La scelta degli indicatori la loro attribuzione tiene conto di requisiti chiave, definiti in ambito europeo con il contributo della rete delle ecolabel che seguono i criteri del progetto Life "Visit".

Questi requisiti includono l’uso del suolo, il degrado del paesaggio, la biodiversità, la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, il trend della pressione antropica determinata dal turismo, il traffico e le politiche di incentivo alla mobilità sostenibile, la disponibilità di mezzi di trasporto a basso impatto e le politiche di decarbonizzazione messe in atto nei territori.
BENNET“Mediamente le località lacustri del Verbano Piemontese e il lago d’Orta hanno conseguito risultati molto significativi, grazie a politiche di tutela ambientale e di protezione degli ecosistemi lacustri che sono state messe in atto dalle amministrazioni, in stretta collaborazione con le comunità locali. Oggi l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale torna ad assumere la giusta considerazione, affiancandosi ai legittimi interessi di sviluppo dell’economia del turismo”, ha sottolineato Roberto Signorelli, vicepresidente del circolo territoriale di Legambiente Vco-Cusio.Per restare al passo con i tempi è però necessario modificare e adeguare l’offerta dei servizi di ospitalità in una logica di turismo slow, sostenibile ed esperienziale con politiche innanzitutto rispettose della qualità della vita dei residenti e che tengano in giusta considerazione le necessità non più rimandabile di adeguamento e mitigazione degli effetti della crisi climatica", ha sottolineato Roberto Signorelli, vicepresidente del circolo territoriale di Legambiente Vco-Cusio. Le spiagge del Novarese e del Vco tra le più belle d'Italia: dove sventolano le vele

© NovaraToday

Sicilia, secondo il Telegraph è l'isola più bella del Mediterraneo: l'omaggio del quotidiano contro gli stereotipi

Il Messaggero

A pochi giorni di distanza dalle accese polemiche per un servizio sui festeggiamenti del matrimonio della popstar Dua Lipa, in cui i luoghi della cerimonia erano stati infelicemente associati agli stereotipi sulla mafia, il quotidiano britannico Telegraph fa un drastico passo indietro. E lo fa con una vera e propria dichiarazione d'amore stampata sulle sue colonne e sul proprio sito web: la Sicilia è, senza mezzi termini, la più bella isola di tutto il Mar Mediterraneo.

L'incoronazione non è il frutto di un semplice reportage emozionale, ma il risultato di uno studio rigoroso che ha messo a confronto ben cinquanta isole del bacino mediterraneo sulla base di oltre trenta parametri differenti. Cultura, natura, accoglienza e spiagge: in ogni singola categoria la Sicilia ha sbaragliato la concorrenza, venendo definita dagli esperti d'oltremanica come un irresistibile «crocevia di gastronomia, architettura e cultura, plasmato da uno stile di vita che continua a seguire un ritmo lento e autentico».

Lo "Slow Living" come stato mentale e il richiamo per le celebrità

Il cuore dell'analisi dei giornalisti inglesi scava profondamente nell'identità profonda dell'isola, elevando la sua filosofia di vita a modello globale da imitare. In un'epoca dominata dalla frenesia, la Trinacria si riscopre avanguardia di un lusso immateriale ma preziosissimo. «Oggi il concetto di slow living è ricercato da molti, ma nella regione più meridionale d'Italia è da sempre uno stato mentale». Il quotidiano britannico sottolinea come l'isola riesca a muoversi su un doppio binario perfetto, capace di ammaliare tanto i puristi del viaggio quanto gli amanti del relax più esclusivi.

Dalle infinite spiagge sabbiose alle millenarie rovine greche e romane, passando per i ristoranti stellati Michelin e resort di altissimo livello: la Sicilia affascina tanto gli amanti della tradizione quanto gli edonisti contemporanei. Un magnetismo che nell'ultimo periodo ha catturato stabilmente il jet set internazionale e celebrità mondiali proprio come Dua Lipa e il compagno Callum Turner. 

Le voci dei "ritornati": «Un luogo incomparabile»

All'interno dello speciale, il Telegraph non si è limitato a descrivere i paesaggi da cartolina e i vulcani attivi o l'immenso elenco di siti inseriti nel patrimonio dell'Umanità Unesco, ma ha voluto dare voce direttamente a chi l'isola la vive e a chi ha scelto di tornarci stabilmente, spesso abbandonando carriere avviate all'estero.

Nelle testimonianze raccolte dai reporter inglesi emerge un senso di orgoglio e appartenenza monumentale. «La Sicilia è un museo a cielo aperto. L'unico luogo che la supera in Italia è Roma», racconta uno dei residenti intervistati. Altri insistono sulla combinazione sensoriale unica che si respira una volta sbarcati: «La luce, i paesaggi, il mare rendono difficile, se non impossibile, paragonare la Sicilia a qualsiasi altro luogo del mondo».

L'articolo cancella così le recenti frizioni mediatiche, ricordando al pubblico internazionale che la più grande isola d'Italia non è solo una meta turistica di passaggio, ma un'esperienza dell'anima radicata nella "grande bellezza" del Sud Italia.