Domodossola: 23 architetti studiano come riprogettare il Rosmini e rendere accessibile a tutti il Calvario
Architetti da tutto il mondo a Domodossola dialogano sul futuro del collegio Rosmini
Fondazione Canova di Montescrestese organizza l’Incontro annuale internazionale degli architetti, giunto alla 21esima edizione. Dopo una prima giornata dedicata esclusivamente agli addetti ai lavori nel villaggio laboratorio di Ghesc, domani - sabato 26 settembre - un convegno aperto al pubblico, con ospiti di livello internazionale, che si terrà al Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola.
Spiega il presidente di Fondazione Canova, Maurizio Cesprini: “Quest’anno abbiamo scelto il Collegio Rosmini come luogo centrale dell’incontro, un luogo che ha rappresentato e continua a rappresentare molto per Domodossola. Un grande complesso storico che ci pone una domanda fondamentale: come possiamo continuare ad abitare e utilizzare il patrimonio che abbiamo ereditato, adattandolo alle esigenze contemporanee senza perderne il valore e l’identità? È un tema che riguarda moltissimi edifici delle nostre città e che rende particolarmente attuali le riflessioni sul riuso, sulla sostenibilità e sulla capacità di trasformare ciò che già esiste. Questo evento ci offre l’opportunità di affrontare questi temi attraverso il confronto con esperienze internazionali, mettendole in relazione diretta con un luogo e una realtà che appartengono alla nostra comunità”.
Sabato 26 settembre dalle 10.30 l’intervento di Peter Cox, architetto irlandese noto a livello internazionale per la sua specializzazione nel restauro degli edifici tradizionali con materiali naturali, e il suo lavoro sull’efficienza energetica. Cox è il fondatore di Carrig Conservation International, nata a Dublino nel 1995: una delle più grandi società di consulenza in Irlanda. Nell’intervento per Fondazione Canova, Peter Cox parlerà delle strategie per sistemi energetici sostenibili negli edifici storici senza che ne venga compromesso il valore culturale. Tra i progetti cui ha lavorato – in questo settore - si annoverano la Grand Central Station di New York e la Tate Gallery di Londra.
Così Ken Marquardt, oggi nel consiglio di Fondazione Canova, che da 20 anni organizza l’Incontro nella città di Domodossola: “Sono onorato della presenza di architetti così importanti quest’anno e ringrazio Peter Cox, che in questa 21esima edizione ha lavorato tanto per sostenerci. Cox è da tanti anni un appassionato sostenitore dell’Ossola e della sua architettura ed un amico della Fondazione Canova. Il gruppo di architetti lavorerà per rivitalizzare il complesso del Collegio Rosmini, e in particolare il nostro compito è di portare i principali investitori, amministratori, portatori di interesse, all’incontro che quindi spero molto partecipato. Sono attesi tanti architetti italiani, ma anche provenienti da Olanda, Turchia, Stati Uniti. Tutti qui, nel cuore dell’Europa e delle Alpi per confrontare visioni ed esperienze, creare un ponte tra culture differenti, tecniche e prospettive”.
Nel pomeriggio di sabato 26, dalle 14.30, intervento di Carl Elefante, il relatore principale dell’appuntamento internazionale. Elefante è stato nel 2018 presidente dell’Aia, American institute of Architect; è autore del libro pubblicato nel 2025 con grande successo “Going for zero: Decarbonizing the built environment on the path to our urban future” in cui traccia la rotta per azzerare le emissioni nel settore edilizio urbano. Suo il motto “L’edificio più ecologico è quello che è già stato costruito”. A Domodossola parlerà di sostenibilità e bioedilizia con un focus sull’architettura tradizionale locale.
Ossola News
Fiera di Bergamo. Dal 20 al 22 novembre 2026 l’undicesima edizione di TERRAE. Con il contest “Il mio viaggio sostenibile” gli studenti diventano “Content Creator per un giorno”
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A Roma Terme di Caracalla arrivano le foto di Frank Horvat maestro della fotografia
(di Laura Valentini) In un sito archeologico come le Terme di Caracalla, che testimoniano l'amore di Roma per la cura del corpo e la fisicità, arrivano le foto di Frank Horvat maestro della fotografia classe 1928, scomparso nel 2020, qui rappresentato con 72 immagini divise in tre diversi momenti significativi del suo lavoro in cui spiccano in modi diversi la costante ricerca personale di bellezza, e intensità.
Dall'11 settembre e fino al 10 gennaio la mostra 'Frank Horvat', promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, e con l'organizzazione di Electa, offrirà al pubblico negli spazi delle Terme l'ideale di bellezza femminile del fotografo ma non solo; nel corso di una carriera lunga più di settant'anni, Horvat ha affrontato tanti temi, a cominciare dalla moda, che l'avrebbe reso celebre ma che la figlia Fiammetta testimonia che "non amava", ma anche il reportage sociale e il viaggio, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l'arte, in uno sguardo che cercava sempre l'intimità del modello.
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Porcini, tartufi e castagne in Alta Val Taro e Val Ceno, da Borgotaro a Bedonia in Appennino Emiliano
L'autunno è la stagione in cui vale la pena dimenticare la fretta e viaggiare sulle strade che salgono verso l'Appennino quando i boschi si accendono di giallo e di rosso, le prime nebbie si infilano nelle vallate e sulle tavole tornano quei sapori che sembrano avere bisogno proprio del fresco per essere apprezzati fino in fondo.
In Alta Val Taro e Val Ceno, nell'Appennino parmense, da settembre a novembre si inseguono i profumi più intensi dei porcini, del tartufo nero e delle castagne arrostite, connessi al bosco, che non è soltanto uno scenario per passeggiate e fotografie, ma parte della storia e dell'economia delle comunità locali. Tanti gli appuntamenti gastronomici che invitano a scoprire il territorio tra sentieri, borghi, castelli e trattorie. Il primo evento è anche il più famoso: il 19, il 20, il 26 e il 27 Borgo Val di Taro celebra la 51/a edizione della Fiera del fungo di Borgotaro I.G.P. Nata come una semplice sagra di paese, la manifestazione è diventata uno degli appuntamenti gastronomici più importanti dell'Appennino, capace di animare il centro storico per due fine settimana con mercato agricolo, street food e showcooking. Qui il porcino non è soltanto il protagonista di risotti e tagliatelle, ma è un pezzo d'identità locale: il fungo di Borgotaro I.G.P. comprende quattro specie di Boletus spontanei e rappresenta una rarità nel panorama delle produzioni tutelate.
Nasce nei boschi, seguendo clima, pioggia e stagione, e non può essere semplicemente messo in produzione quando lo decide l'uomo. Ha una storia che viene da lontano: la fama dei funghi di queste montagne risale all'Ottocento e viaggiò anche oltre Atlantico grazie agli abitanti dell'Appennino emigrati in America. Oggi a raccontare questo rapporto tra uomo e bosco ci sono il Museo del Fungo Porcino di Borgotaro e quello di Albareto, dove dal 2 al 4 ottobre torna la Fiera Nazionale del celebre prodotto. Qui la festa racconta anche quello che viene prima del piatto: il bosco, la ricerca, il riconoscimento delle specie. Accanto a pranzi e a cene dedicate trovano spazio anche una mostra micologica, escursioni, musica e attività per i bambini. E' anche il momento giusto per infilarsi gli scarponi e camminare, non necessariamente per riempire un cestino, ma semplicemente per attraversare il bosco mentre le foglie cominciano a cambiare colore. L'11 ottobre il viaggio prosegue a Bore, in Val Ceno, con la Festa della Castagna dove caldarroste, mercatini e stand gastronomici riportano al centro un frutto che oggi associamo soprattutto alle passeggiate autunnali, ma che per secoli è stato fondamentale per la sopravvivenza delle popolazioni di montagna. Il castagno era una vera dispensa: il frutto poteva essere consumato fresco oppure essiccato e trasformato in farina, diventando una riserva alimentare per i mesi più difficili. Il 17 e 18 ottobre a Bedonia arriva la 13ª Fiera del Tartufo, dedicata al tartufo nero della Val Ceno.
Mostre mercato, degustazioni e showcooking celebrano un prodotto che vive anch'esso del rapporto con il bosco e con i suoi alberi, nascosto sottoterra e invisibile fino al momento in cui l'esperienza del cercatore - e soprattutto il fiuto del cane - riescono a individuarlo. L'ultimo appuntamento arriva l'8 novembre e raddoppia: a Tarsogno si conclude il Festival della torta d'erbe, con degustazioni e ricette dedicate a uno dei piatti che meglio raccontano la cucina locale di montagna; nello stesso giorno Santa Maria del Taro celebra la festa della castagna, con caldarroste e mercatini. Due paesi vicini, due feste e un'unica giornata che suona quasi come il saluto ufficiale all'autunno gastronomico delle vallate. La torta d'erbe, del resto, racconta una filosofia opposta a quella della cucina spettacolare: ingredienti semplici, prodotti disponibili nell'orto e nei campi, ricette tramandate nelle famiglie. Una cucina nata più dalla necessità che dalla ricerca dell'effetto e che proprio per questo oggi appare sorprendentemente contemporanea. I sapori sono solo una parte del viaggio: due deviazioni permettono di conoscere l'aspetto storico e culturale del territorio. La prima conduce a Compiano, borgo dominato dal suo castello, presenza imponente nel paesaggio della Val Taro; la seconda porta a Bardi, dove la fortezza si alza su uno sperone roccioso dominando la Val Ceno. Sono luoghi che ricordano quanto queste vallate abbiano una storia ben più antica della loro recente fortuna turistica. Il territorio era attraversato da vie di comunicazione e controllare i passaggi appenninici significava controllare uomini, merci e commerci.
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Sapori di Sicilia, un viaggio enogastronomico nella tradizione
Sull’Etna, nei boschi di castagni. A Pantelleria, tra le viti ad alberello frutto di agricoltura eroica. O sotto gli alberi pieni di mele cotogne, ingrediente principale della cotognata. Sono tutte passeggiate che si possono fare in Sicilia, dove la tradizione culinaria si incrocia con le coltivazioni di prodotti particolarissimi o persino rari. L’autunno è il momento perfetto per gustare molti di questi: è tempo di raccolta su tutta l’isola (incluse quelle minori) e il momento perfetto per trasformare un viaggio in un’esperienza enogastronomica.
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Dal 2 ottobre va in scena a Parma, nelle sale del Palazzo del Governatore, la mostra, dal titolo "Lei
Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre", il secondo capitolo del protocollo d'intesa tra il Comune e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma con un prestito concepito per la città ducale.
L'esposizione presenta oltre 70 opere allestite in 13 sale (dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi) che compongono una rassegna di sguardi tra figure reali e ideali, lungo oltre due secoli di storia. Alcuni lavori sono di recente acquisizione, a partire da Nu Debout, il pastello di Pablo Picasso donato dalla Cy Twombly Foundation.
"La Gnamc propone a Parma una straordinaria selezione di ritratti femminili per celebrare l'ottantesimo anniversario del voto alle donne. Una conferma del concreto impegno nel progetto 'Museo migrante', ideato proprio per diffondere la conoscenza della propria collezione in Italia e all'estero", spiega la direttrice della galleria Renata Cristina Mazzantini. L'arte italiana tra le due Guerre è una sezione dedicata alla ricerca in Italia tra i due conflitti mondiali attraverso i ritratti dei maggiori protagonisti del periodo (tra cui De Chirico, Severini, Sironi, Guttuso). La mostra sarà visitabile fino all'8 marzo 2027.
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L’aria fresca di ottobre sveglia le campagne italiane trasformando i centri storici in piccoli alveari operosi legati alla vendemmia
L’aria fresca di ottobre sveglia le campagne italiane trasformando i centri storici in piccoli alveari operosi legati alla vendemmia. Chi ama viaggiare lungo la penisola scopre rapidamente che le vere capitali enologiche si nascondono lontano dai grandi centri urbani, incastonate tra pendii scoscesi e antiche mura di pietra. Entrare in questi spazi ridotti consente di osservare dal vivo la trasformazione dell’uva, incontrare i produttori locali e toccare con mano territori vitivinicoli famosi nel resto del mondo. 7 borghi del vino italiani: vere perle da “assaporare”.
Morbegno, Lombardia
Adagiata all’inizio della Valtellina, Morbegno celebra le produzioni eroiche di Nebbiolo chiamato localmente Chiavennasca. I vigneti terrazzati si arrampicano su gradoni ripidi sostenuti da muretti a secco costruiti a mano e le cantine scavate nella roccia viva mantengono temperature costanti durante tutto il periodo dell’anno. Le fiere d’autunno riempiono le piazze di forme di formaggio Bitto e calici strutturati.
Manduria, Puglia
Poco distante dal mare Salentino, Manduria rappresenta la patria indiscussa del Primitivo. La piana circostante presenta alberelli secolari coltivati su terra rossa ricca di ferro. Le antiche masserie di pietra bianca circondano il centro storico barocco offrendo degustazioni di vini alcolici e fruttati. L’archeologia messapica si fonde con la cultura contadina regalando paesaggi unici e profumi intensi.
Montefalco, Umbria
Chiamata la terrazza dell’Umbria per la vista aperta sulla valle spoletina, Montefalco racchiude il segreto del Sagrantino. I bastioni quattrocenteschi nascondono orti urbani e piccoli filari storici piantati direttamente all’interno delle mura. I ristoranti del centro propongono calici dal colore rosso rubino abbinati a piatti di cacciagione e tartufo fresco.
Taurasi, Campania
Il cuore dell’Irpinia custodisce questo agglomerato urbano famoso per la produzione dell’Aglianico. Da queste parti le case in pietra vulcanica si sviluppano intorno al palazzo marchionale del 1100, mentre il terreno di origine lavica regala mineralità ai vitigni disposti lungo il corso del fiume Calore. Le famiglie del posto tramandano la tecnica della potatura manuale attraverso generazioni consecutive di viticoltori.
Montalcino, Toscana
Questa fortezza trecentesca domina la Val d’Orcia e custodisce la culla del celebre Brunello. Le strade sterrate circostanti tagliano boschi di lecci e vigneti disposti su pendii fortemente soleggiati. Il castello centrale ospita enoteche ricche di annate storiche affinate in botti di rovere, mentre la comunità locale mantiene intatta la passione per la viticoltura d’eccellenza garantendo standard qualitativi elevatissimi.
Barolo, Piemonte
Piccolo abitato adagiato tra le langhe cuneesi, Barolo regala il nome al vino dei re. Il Castello Falletti domina le abitazioni con il suo museo interattivo dedicato alle bottiglie piemontesi di maggior pregio. Le dolci colline circostanti creano una conca naturale ideale per la maturazione del Nebbiolo. Poi ci sono le cantine sotterranee scavate nel tufo, che conservano milioni di litri destinati all’invecchiamento pluriennale.
Brisighella, Emilia-Romagna
Mura medievali di gesso dominano tre colli che proteggono le vigne di Sangiovese e Centesimino. La celebre Via degli Asini di Brisighella regala un passaggio coperto unico al mondo, pensato originariamente per le carovane di birocciai. I vicoli acciottolati conservano botteghe storiche piene di bottiglie pregiate e olio extravergine locale. Durante i mesi autunnali la nebbia salina risale il torrente Lamone creando condizioni climatiche ottimali per le uve locali.
Le mostre del weekend, da Carla Cerati alla Secessione Viennese
Dalle macchine di Leonardo alla ricerca di Carla Cerati, fino al rapporto tra Dalí e la moda e agli artisti della Secessione Viennese: sono alcune delle mostre di questa settimana.
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Da Vi Xuyen a Tan Trao, le concorrenti di Miss Vietnam apprezzano sempre di più il valore della pace
HHTO - Le 53 concorrenti di Miss Vietnam 2026 hanno proseguito il loro viaggio a Tuyen Quang con una visita al sito storico nazionale speciale di Tan Trao. Le ragazze hanno offerto incenso nell'area commemorativa dedicata ai predecessori rivoluzionari, Lan Na Nua, e hanno visitato la casa comune di Tan Trao e l'albero di banyan di Tan Trao
vietnam.vtn







