Reggio Emilia, il 3 e 4 ottobre alla scoperta della Via Matildica del Volto Santo


 REGGIO EMILIA – Doppio appuntamento sabato 3 e domenica 4 ottobre alla scoperta del tratto reggiano della Via Matildica del Volto Santo, il cammino che da Lucca arriva a Mantova attraverso i territori un tempo governati da Matilde di Canossa. Per due giorni, a passo lento o su due ruote, sarà possibile spostarsi tra palazzi storici, antichi monasteri, paesaggi rurali e sapori del territorio per conoscere alcuni tratti di questo antico cammino. Due le tappe in programma per “Sul cammino di Matilde”: sabato 3 ottobre si terrà una camminata dal centro di Reggio Emilia alla Reggia di Rivalta, mentre domenica 4 ottobre è previsto un percorso in bicicletta da Reggio a Guastalla in due giornate, promosse dal Comune di Reggio, che intrecciano storia, paesaggio ed enogastronomia.

Per sabato 3 ottobre la camminata percorrerà un tratto della quarta tappa della Via Matildica del Volto Santo. L’escursione inizierà alle ore 9 presso lo spazio Reggio Emilia Welcome (via Farini 1/A) con un’introduzione sulla figura di Matilde di Canossa, la donna più influente del Medioevo. La visita proseguirà con l’ingresso ai Chiostri di San Domenico, antico convento domenicano oggi vivace centro culturale, aperto in occasione del fine settimana di “Monasteri Aperti”.

A seguire, escursione guidata con guida ambientale escursionistica su un tratto del cammino prevalentemente pianeggiante che dal centro di storico di Reggio Emilia, seguendo la bellissima “passeggiata settecentesca” dell’itinerario estense, oggetto di recenti lavori di recupero (piazza Gioberti, piazza Roversi, via Ariosto, porta Castello, viale Umberto I) per poi immettersi sulla pista ciclopedonale che segue costantemente il torrente Crostolo fino alla frazione di Rivalta. Dopo un picnic a base di prodotti tipici nei grandi giardini del Palazzo ducale di Rivalta, si proseguirà con visita all’interno dell’edificio e del suo giardino segreto. Terminata l’escursione, rientro libero in pullman di linea per il centro storico di Reggio Emilia.

Domenica 4 ottobre, spazio alle due ruote con un percorso in bicicletta in direzione Guastalla, lungo la terza tappa della Via Matildica del Volto Santo. La giornata inizierà alle 8.30 ai Chiostri di San Pietro con una degustazione di erbazzone igp, prodotto amatissimo dai reggiani, specialmente per il rito della colazione. A seguire visita al complesso monastico dei Chiostri benedettini, il più straordinario complesso monumentale di Reggio Emilia e uno dei più suggestivi del Rinascimento italiano, aperto in occasione dell’edizione 2026 di Monasteri Aperti.

Si partirà quindi in bicicletta in direzione nord, attraversando lentamente il paesaggio rurale, le campagne coltivate della pianura reggiana per raggiungere Guastalla, antica e importante corte rinascimentale, in un itinerario che unisce mobilità dolce, cultura e scoperta del territorio. L’arrivo a Guastalla sarà occasione per un pranzo lungo le rive del Fiume Po e per conoscere parte del patrimonio storico della città con la visita alla Chiesa di San Francesco. Terminata la visita, rientro in pullman a Reggio Emilia (Piazzale Europa) indicativamente per le ore 17.

L’evento si svolge con il supporto tecnico di Fiab Reggio Emilia – Tuttinbici. “Sul cammino di Matilde” è parte del più ampio progetto “Cammini di Emilia – sulle vie della Storia per il presente” promossa dal Comune di Reggio Emilia, nell’ambito del Programma di promozione turistica locale 2026 unitamente a Reggio Emilia Welcome – Iat-R.

Info e prenotazioni: Reggio Emilia Welcome – Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) Via Farini 1/A, Reggio Emilia. Tel. 0522 451152 – | iat@comune.re.it. Info su https://www.reggioemiliawelcome.it/it/eventi/eventi-multipli/eventi-sul-cammino-di-matilde

stampareggiana

Autunno di sapori, sagre d’Italia: le mete per un weekend di gusto

 Il fascino dell'autunno porta con sé sagre dai profumi inconfondibili e appuntamenti culinari unici. Per gli amanti del buon cibo e dei viaggi slow, i primi giorni di ottobre rappresentano il momento perfetto per scoprire la ricchezza enogastronomica dei territori italiani, dove la passione dei produttori locali trasforma materie prime semplici in veri e propri tesori del palato. Ecco la nostra selezione di appuntamenti, dedicata ai palati fini, con gli eventi n calendario nel primo fine settimana di ottobre.

MERCATO DEL PANE E DELLO STRUDEL, Bressanone (Bolzano) - L'appuntamento con la lunghissima tradizione della panificazione altoatesina è da venerdì 2 a domenica 4 ottobre in Piazza Duomo a Bressanone: l'evento offre la straordinaria opportunità di assaporare la fragranza delle otto specialità che si fregiano del marchio di qualità Alto Adige, tra cui spiccano lo Schüttelbrot, il Pusterer Breatln e il Vinschger Paarl. Grazie alla presenza dei panettieri locali, i visitatori possono rivivere i metodi di panificazione tradizionali, riconoscere le differenti miscele e ricevere informazioni dettagliate sulla storia e sulla preparazione di questi prodotti tipici e dell'irresistibile strudel. L'evento gastronomico prevede un ricco programma con musica locale, visite guidate e tantissime degustazioni per soddisfare la sete di conoscenza di ogni palato. Informazioni: www.mercatodelpane.it
DIVIN OTTOBRE, Strada del Vino e dei Sapori Trentini (Trento) - La manifestazione colora d'autunno per tutto il mese i borghi del Trentino, da venerdì 2 a domenica 25 ottobre. Durante i lunghi fine settimana, lungo la Strada del Vino e dei Sapori, una fitta rete di cantine, aziende agricole, agriturismi e ristoranti cattura l'attenzione e soddisfa il palato degli ospiti con aperitivi, degustazioni gourmet e cooking show rigorosamente a tema stagionale. Il ricco calendario di eventi anima il territorio abbinando il gusto alla scoperta della natura, grazie a trekking guidati nei boschi o nei vigneti, visite al museo, tour in bicicletta e feste interamente dedicate ai prodotti più caratteristici del periodo. Informazioni: www.tastetrentino.it
FESTIVAL DEL GUSTO & DESMONTEGADA DE LE VACHE, Predazzo (Trento) - Il centro storico di Predazzo, in Val di Fiemme, sabato 3 e domenica 4 ottobre si anima con un doppio e tradizionale appuntamento: il Festival del Gusto valorizza i tesori, i sapori e le tradizioni locali attraverso incontri pubblici, tour, aperitivi, show-cooking e laboratori di cucina allestiti tra bancarelle, casette e stand enogastronomici. L'evento si tiene in concomitanza con la Desmontegada de le Vache, la grande celebrazione per il rientro del bestiame dai pascoli estivi. Il momento clou va in scena domenica 4, quando le mucche, decorate con fiori e rami d'abete tra le corna e con rumorosi campanacci al collo, sfilano per le vie del paese acclamate da migliaia di visitatori. Informazioni: www.visitfiemme.it. 

BIANCOLATTE, Crodo (Verbano-Cusio-Ossola) - Nella Valle Antigorio, in Piemonte, sabato 3 e domenica 4 ottobre si tiene la festa che celebra la genuinità del fieno, del latte e dell'eccellenza casearia delle Alpi. BiancoLatte offre un viaggio alla scoperta della tradizione dell’Alta Ossola attraverso una ricca mostra mercato ospitata per tutta la giornata nel Foro Boario di Crodo. Qui si possono degustare e acquistare formaggi caprini e vaccini, tome più o meno stagionate, ma anche frutti della terra, erbe selvatiche, prodotti degli orti coltivati biologicamente e profumati mieli di rododendro o castagno. Il programma prevede una tradizionale "merenda sinoira" (un gustoso happy hour piemontese), un itinerario per famiglie lungo le mulattiere e i sentieri di montagna, visite alle aziende agricole e speciali menu tematici nei ristoranti del paese e delle frazioni. Informazioni: crodoeventi.it.
FIERA NAZIONALE DEL FUNGO PORCINO DI ALBARETO, Albareto (Parma) - Il "Re del sottobosco" certificato IGP è protagonista assoluto ad Albareto, borgo della Val di Taro sulle colline di Parma, da venerdì 2 a domenica 4 ottobre. La fiera, a ingresso gratuito, propone tre giorni ricchi di eventi, degustazioni e show-cooking. Presso il Parco dei Pini viene allestito un grande ristorante dove si possono assaggiare funghi fritti, polenta, carni alla griglia e altre specialità locali, disponibili anche nei ristoranti convenzionati del paese. Dal 2002 la manifestazione è gemellata con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba; per questo motivo, numerose aziende delle Langhe sono presenti per offrire i loro prodotti tipici come vini, formaggi e salumi, arricchendo ulteriormente l'offerta gastronomica. Informazioni: www.fieradialbareto.it
SAGRA DELLE TACCHIE AI FUNGHI PORCINI, Bellegra (Roma) - Appuntamento non lontano dalla Capitale, con due weekend di gusto, in programma da venerdì 1 a domenica 4 ottobre, con replica dal 9 all'11 ottobre. Sei giornate per gustare le deliziose tacchie, formato di pasta fresca tradizionale simile ai maltagliati, accompagnate da funghi porcini. A pranzo e a cena presso gli stand gastronomi si possono gustare meravigliosi piatti a base di funghi, sono in programma mercatini artigianali, spettacoli musicali e folckloristici, un' area giochi per bambini. Da non perdere: venerdì 2 ottobre la serata con lo chef stellato Marco Bottega e lo spettacolo "“90 Mania”; sabato 3 ottobre sono in programma balli, canti e musica popolare con “I Brigallè”, Venerdì 9 ottobre c'è la serata “Indie Power”, sabato 10 il “Tributo agli 883” e domenica 11 il tradizionale corteo storico “Gens Vitellia”. Per informazioni: www.bellegra.eu. 
FESTA DELLE SALVIE E DELL'AUTUNNO, Assisi (Perugia) - Il Parco del Lavandeto di Assisi accoglie visitatori e appassionati di giardinaggio per tre fine settimana speciali: Dopo l’appuntamento del 26-27 settembre, la manifestazione prosegue sabato 3 e domenica 4 ottobre, e poi ancora il 10 - 11 ottobre. Dalle ore 10.00 alle ore 19.00 la mostra mercato florovivaistica permette di passeggiare tra giardini curati e laghetti artificiali alla scoperta di splendide collezioni di salvie da fiore, lavande, erbacee perenni, graminacee e piante aromatiche. L'evento propone un ricco programma di attività all'aria aperta con sessioni di yoga e pilates, laboratori creativi di pittura e meditazione, oltre a incontri ravvicinati per i più piccoli con mini pony, alpaca e dimostrazioni di sheepdog. Non mancano stand di artigianato alla lavanda e proposte di street food per un pranzo sul prato. Informazioni: illavandetodiassisi.it
PUGLIA CAKE FESTIVAL INTERNATIONAL, Trani (Barletta-Andria-Trani) - La grande pasticceria e la sugar art internazionale trasformano Palazzo San Giorgio a Trani in un paradiso per i golosi, sabato 3 e domenica 4 ottobre. L'evento, a ingresso gratuito, si svolge dalle ore 9.30 alle ore 19.30 e si rivolge a professionisti, famiglie e curiosi con live demo e masterclass condotte da maestri pasticceri che offrono al pubblico assaggi esclusivi. All'interno del palazzo si può ammirare una straordinaria esposizione di torte monumentali e sculture in pasta di zucchero, in gara in 11 categorie di concorso, quest’anno dedicate al tema del "Bosco Incantato". Gli stand delle migliori aziende del settore offrono inoltre la possibilità di scoprire le ultime tendenze e acquistare ingredienti rari, coloranti e stampi professionali. Informazioni: pugliacakefestival.it .
SAGRA DEL PISTACCHIO DI BRONTE, Bronte (Catania) - L'Etna fa da splendida cornice al secondo fine settimana dedicato al Pistacchio Verde di Bronte DOP, in programma da venerdì 2 a domenica 4 ottobre. Il centro storico della città si trasforma in un grande salone gastronomico all'aperto dove trionfa lo street food d'autore: il pregiato ingrediente locale arricchisce primi piatti, arancini, paste di mandorla, torte, cannoli e gelati artigianali. L'atmosfera della festa è completata da sfilate di tradizionali carretti siciliani, esibizioni di sbandieratori e spettacoli di strada, a cui si aggiungono tour guidati esclusivi tra le caratteristiche "sciare", i suggestivi terreni lavici dove si tramanda la tecnica della raccolta manuale del pistacchio. Informazioni: www.visitsicily.info

tgcom24.mediaset.it

Dalla cattedrale sospesa sul mare, “alta come un’Acropoli”, alla sinagoga attiva più antica d’Europa: Trani è un crocevia di culture, una tela bianca che ogni ora del giorno si dipinge di colori diversi

 

Avvenire

«Là dove l’Adriatico già promette lo Ionio e perde il verde acidulo sotto le squame di un azzurro tiepido e denso, questa città che nessuno celebra, Trani, eleva un Duomo che è alto come un’Acropoli e una torre che ne misura la distanza dal cielo. Qui non l’attrito delle macchine e dei carri, su un orlo di terra come un lembo ultimo del mondo antico, superstite presso al mare o lentamente messo dal fondo». Cesare Brandi celebrava così la città «che nessuno celebra» nel suo “Inno a Trani” in Pellegrino di Puglia, un atto d’amore per la propria terra edito da Laterza nel 1960 e ripubblicato da Bompiani nel 2018. Negli anni, Trani ha guadagnato certamente molta fama, senza perdere la sua autenticità e la sua accecante bellezza, in un dialogo costante e aperto fra le pietre e la luce, fra il mare che la bagna con il porto vivo di pescherecci, e la terra, con distese sterminate di oliveti e vigneti alle spalle fino al parco dell’Alta Murgia. La sua cattedrale sospesa sull’Adriatico è come un faro sacro di pietra che si aggiunge agli altri tre marinari, di pietra e di ferro, rosso e verde, che delimitano la sua baia, fra il molo sant’Antonio e il molo San Nicola, a proteggere il porto con le banchine delle barche e la città bianca, il Fortino che spunta dalla Villa comunale da una parte e l’imponente Castello svevo voluto da Federico II dall’altra.

Guardandola dal mare Trani è una tela di pietra bianca, quella arrivata direttamente dalle cave del territorio, pronta a farsi dipingere con la luce. Con il sole che sorge davanti in un cielo che si colora di rosso e le tramonta dietro a darle i toni del rosa e del viola. Comela luna con le sue fasi a caricare di azzurro il mistero del buio. Così, ogni ora del giorno e della notte, Trani assume una sfumatura cromatica diversa. Come in altre realtà di quella Puglia che guarda a Oriente. «Nelle città vecchie - ha scritto ancora Brandi - i muri a calce ricevono la luce senza batter ciglio e le ombre, già in primavera, sono azzurre come l’acqua di mare. Così sembra di essere in Oriente, ma in Oriente sembra di essere in Puglia. Dato che la Puglia non è un’oasi, è tutta un’oasi». Trani si fa oasi nell’oasi. Un meraviglioso punto di approdo per chi vuole nutrirsi di bellezza, ascoltare storie e confrontarsi con più culture in dialogo.

Il suo gioiello è dunque la cattedrale, straordinario esempio di romanico pugliese, costituita da tre chiese sovrapposte, frutto delle sue diverse stratificazioni. Al suo interno, l’unico esempio di colonne binate della Puglia che dividono lo spazio in tre navate e lo splendido portale bronzeo del 1175, opera di Barisano da Trani, suddiviso in 32 formelle. Sotto, la cripta trasversale di san Nicola il Pellegrino, patrono della città, che con le sue 42 voltine a crociera e le 28 colonne di marmo sostiene il transetto della chiesa superiore: qui sono conservate le reliquie del giovane pellegrino greco che si recò in Puglia con l’intento di raggiungere Roma, ma morì nella città di Trani. La cripta longitudinale, a tre navate e 22 colonne, è dedicata a Santa Maria. Scendendo qualche gradino si può ammirare l’ipogeo di san Leucio, risalente al V-VII secolo.
Dalla grande piazza, lasciandosi il Castello alle spalle, dopo pochi passi s’imbocca via la Giudea da cui ci si addentra nel fascino del quartiere ebraico:un dedalo di stradine, un tempo con quattro sinagoghe. Una, quella di Scolanova, diventata chiesa cristiana dedicata alla Madonna dopo la cacciata degli ebrei nel XVI secolo, con tanto di affreschi e campanile, nel 2005 è stata restituita al suo culto originario e affidata alla Comunità ebraica di Napoli che ha giurisdizione su tutto il Sud Italia: risalente al XIII secolo è la più antica sinagoga attiva in Europa. A poche centinaia di metri, la Chiesa di Ognissanti, o dei Templari, che da qui partirono per la Crociata alla guida di Boemondo d’Altavilla; ma anche l’antica chiesa longobarda di San Martino, di rito ortodosso romeno e, sempre nel centro storico, in piazza Gradenico, la moschea dove si ritrova a pregare la comunità musulmana. Un crocevia di culture e di pietre in dialogo. E non potevano che nascere qui “I Dialoghi di Trani”, il festival che mette a confronto idee, libri e autori su temi e culture diverse (vedi box). Occasione, da 25 anni, per scoprire questa città e programmare un viaggio che unisce turismo e cultura, memoria e attualità.

Fra le chicche che offre la città, Palazzo Lodispoto, su piazza Duomo, ospita il Museo diocesano con le pregevoli testimonianze del patrimonio artistico dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e il sorprendente Museo della Macchina da scrivere, con un’ampia sezione dedicata alle Olivetti. Pezzi che, al tempo degli smartphone e dell’Ai, liberano i pensieri con qualche vena di nostalgia. Muoversi fra il ticchettio immaginato di queste macchine e i rintocchi delle campane, dà un senso di pace. A conquistarci, uscendo, è ancora la cattedrale sospesa sul mare, «alta come un’Acropoli», con le sue pietre parlanti.
Da Trani si può esplorare poi tutto il territorio, nella Puglia “imperiale” che si sviluppa a Nord di Bari, fra Barletta e Bisceglie e da una costa all’altra. A cominciare da Canosa di Puglia con i pregevoli pezzi del suo Museo archeologico provenienti dagli ipogei della zona, ma anche Altamura e i suoi antichi forni, Bitonto, fino alla fortezza di Castel del Monte, patrimonio Unesco, che troneggia solitaria e maestosa nelle campagne di Andria. Ancora pietra e luce.

Il festival continua con i ragazzi e all’estero
La XXV edizione de “I dialoghi di Trani” dall’11 settembre anima la cittadina pugliese sul tema della “Complessità”. Dopo il weekend clou della scorsa settimana, oggi si prosegue con la proiezione dei corti del Manhattan Short Film Festival. Fra ottobre e novembre ci sono i Dialoghi di Jukebooks (0-15 anni). Infine tre eventi internazionali a ottobre: l'8 ad Atene, all'Istituto Italiano di Cultura, un incontro sull'antropologia del mondo antico con Maurizio Bettini, Aglaia McClintock e Haris Vlavianos; il 9 alla Buchmesse di Francoforte la presentazione del libro Maledetti tedeschi di Constanze Reuscher; il 13 a Bruxelles, al Parlamento Europeo, il dibattito con gli eurodeputati Brando Benifei e Giorgia Tramacere e il presidente della Regione Antonio Decaro.
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fiera del Turismo di Buenos Aires. Forte presenza istituzionale con l'ad di Enit e commissione Turismo della Camera

 


E' stato inaugurato sabato a Buenos Aires il padiglione Italia della Fiera del Turismo internazionale con una importante partecipazione istituzionale.
    Presnti al taglio del nastro erano l'ad di Enit, Ivana Jelinic, e il consigliere d'amministrazione, Augusto Sartori, con i membri della commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera, i deputati Gianluca Caramanna (Fdi), Andrea Gnassi (Pd) e Luca Toccalini (Ln).
    "E' un momento importante nelle relazioni bilaterali.

Abbiamo ritenuto importante organizzare questa missione dopo la recente visita del ministro Tajani perché riteniamo che l'Argentina sia un partner strategico", ha affermato Caramanna in un punto stampa successivo all'inaugurazione.
    L'assessore del ministro Gianmarco Mazzi ha quindi sottolineato che "nel 2025 oltre 448.000 visitatori argentini hanno soggiornato in Italia con 1,2 milioni di pernottamenti e un aumento di quasi il 4% rispetto al 2024".
    Numeri che secondo l'ad di Enit Jelinic rappresentano "un aumento dei flussi strepitoso" impulsato anche dal programma Italea sul 'Turismo delle Radici' e dall'incremento delle frequenze dei voli diretti di Ita - giunta a una media di 17 voli settimanali operati - "con un'occupazione media dell'80% e quasi sempre sold out"

Le prospettive a futuro sono di un'ulteriore crescita dei flussi, ritiene Jelinic, tenendo conto anche che "l''imminente viaggio del Papa in Argentina contribuirà a rilanciare ulteriormente anche il turismo spirituale".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Pristina: cosa vedere e cosa fare nella capitale più giovane d’Europa

 

Pristina è una delle capitali più giovani, dinamiche e sorprendenti d’Europa. Un concentrato di energia vibrante che smentisce ogni cliché sui Balcani. Il cuore del Kosovo non abbaglia il viaggiatore con le classiche bellezze monumentali, ma lo conquista attraverso i suoi contrasti architettonici e un’atmosfera urbana in continua evoluzione. Passeggiando lungo il Boulevard Madre Teresa, l’arteria pedonale della città, si percepisce immediatamente la vitalità di una popolazione dall’età media bassissima, che affolla i tavoli dei caffè all’aperto, veri e propri centri della vita sociale locale dove si serve uno dei migliori caffè espresso della regione.

corriere.it

Ma nell'era del turismo di massa anche l'autenticità è diventata un prodotto, tra cliché, esperienze confezionate e città trasformate dai visitatori

 

vanityfair.it

Viaggiare in maniera autentica è un mantra o forse un'ossessione. Da un lato ci siamo noi viaggiatori che vogliamo vivere come i local, mangiare nei ristoranti che frequenta davvero la gente del posto, entrare nelle case delle persone. Dall'altro ci sono gli operatori turistici - agenzie, tour operator, ma anche hotel e ristoratori - che ci servono proprio questo: esperienze autentiche, confezionate apposta per noi. Ma sono autentiche?

Wine & Food / Il miglior vin santo? Lo scelgono i preti

 


Una giuria decisamente insolita per il concorso “Best Vin Santo”: cinque religiosi delle parrocchie castiglionesi assaggeranno le etichette del territorio. Il verdetto domenica 27 settembre, durante “Bianco, Nero e Santo”

Sarà davvero santo il vin santo vincitore? A Castiglion Fiorentino a dare il verdetto saranno Don Pascal, Don Aimé, Don Taras, Padre Emanuele e Don Giuliano. Toccherà a loro degustare e scegliere il miglior vin santo del territorio. Chi meglio di una giuria di sacerdoti per prendere alla lettera il nome del concorso?

È l’idea più originale di “Bianco, Nero e Santo”, la giornata dedicata al vino e alle produzioni locali in programma domani, domenica 27 settembre. Una scelta presentata dagli organizzatori come un inedito a livello nazionale, che porterà i cinque religiosi a decretare il vincitore del “Best Vin Santo”. La proclamazione si terrà alle 21:00 ai Giardini di piazza Matteotti, in collaborazione con gli Avanzi di Balera.

L’appuntamento fa parte del programma nazionale “Notti del Vino” e gode del patrocinio dell’Associazione Nazionale Città del Vino. La giornata comincerà alle 16:00 ai Giardini di piazza Matteotti, dove gli stand gastronomici resteranno aperti fino a mezzanotte.

Alle 16:30 aprirà il Chiostro di San Francesco con l’esposizione dei prodotti delle aziende vinicole locali. Alle 17:00 è prevista la masterclass “Barolo vs Brunello”, curata dal Terziere di Porta Fiorentina in collaborazione con Ornina. Sempre al Chiostro, alle 18:00, gli Avanzi di Balera presenteranno il libro Aretini fori de l’orbita, con la partecipazione del professor Claudio Santori e la conduzione di Guido Albucci.

Poi l’attenzione tornerà sul vin santo e sulla sua giuria. Dopo assaggi e valutazioni, ai Giardini arriverà il verdetto: quale etichetta potrà fregiarsi del titolo di miglior vin santo?

La manifestazione è organizzata dal Comune di Castiglion Fiorentino in collaborazione con il Terziere di Porta Fiorentina, la Pro Loco di Castiglion Fiorentino, l’Ente Serristori e Assosommelier.

Arezzo 24

Settembre non è la fine dell'estate, ma un'altra occasione per viverla: ecco dove partire tra Italia, Europa e mete più lontane

 

Donna Moderna

L'estate che finisce lascia sempre un po' di nostalgia, soprattutto quando il mare è stato la sua parte migliore. Se non sei ancora pronta a chiudere l'ombrellone e a mettere via il costume, non devi farlo per forza.

Scegliendo la destinazione giusta puoi goderti ancora qualche giorno di mare, fare il bagno, prendere il sole e trascorrere qualche giorno sul mare senza partire necessariamente in piena estate.

Pr le tue vacanze a settembre puoi scegliere di partire per mete esotiche, o restare più vicino in Europa o addirittura in Italia. In questo periodo troverai meno folla, meno caos, ma temperature ancora piacevoli.

Dove andare in Italia

Per le vacanze a settembre in Italia, il Sud resta una delle aree più interessanti. La Sicilia è una scelta particolarmente adatta, perché il suo clima mediterraneo permette di vivere il mare da maggio a ottobre.

Tra le destinazioni da considerare ci sono la zona di Vendicari e Calamosche, nel Siracusano, la costa di San Vito Lo Capo e quella di Scopello. Se ami il mare ma anche la storia, puoi rivivere le emozioni di Odissea di Nolan visitando Favignana.

Anche la Sardegna offre numerose possibilità, dal Golfo di Orosei all’arcipelago della Maddalena, mentre in Puglia il Salento consente di alternare le giornate al mare alla visita di borghi e città d’arte.

Un’opzione meno scontata è la Costa degli Dei, in Calabria, con le calette tra Tropea, Capo Vaticano e Nicotera.

Vacanze a settembre in Europa

Anche oltre i confini italiani esistono diverse destinazioni per prolungare la stagione balneare. La Grecia resta una delle scelte più immediate. Le sue isole sono tra le più belle del Mediterraneo: puoi dirigerti verso le classiche Mykonos e Santorini o optare per destinazioni meno conosciute come Kalymnos, che combina spiagge, acque adatte allo snorkeling e un paesaggio roccioso famoso anche tra gli appassionati di arrampicata.

Un’altra possibilità è Cipro, dove la lunga stagione calda consente di organizzare una vacanza al mare anche a settembre. L’isola offre coste molto diverse, dalle spiagge attrezzate alle baie più appartate, e conta 48 spiagge premiate con la Bandiera Blu.

Anche le Isole Canarie rappresentano un’alternativa per chi vuole trovare temperature miti e una stagione balneare più lunga rispetto a gran parte dell’Europa continentale.

Alla scoperta di mete esotiche

Per chi vuole allontanarsi dal Mediterraneo, settembre permette di scegliere alcune destinazioni tropicali che in questo periodo attraversano condizioni climatiche favorevoli.

Zanzibar è un paradiso accessibile e meno legate al calendario europeo: l’arcipelago si trova nella stagione secca, che va da giugno a ottobre o dicembre secondo le aree e le condizioni stagionali.

Per una meta ancora meno convenzionale si può guardare all’Oceano Indiano, scegliendo Mauritius. L’isola permette di combinare il mare con escursioni nell’entroterra e attività all’aperto, ma settembre va considerato anche in base alla zona dell’isola e al tipo di vacanza desiderata.

A settembre il Mozambico entra nel periodo secco e l’arcipelago di Bazaruto offre spiagge bianche, acque limpide e fondali ricchi di vita marina, con buone condizioni per snorkeling e immersioni.

Anche le Seychelles possono essere interessanti, soprattutto per chi vuole alternare il soggiorno balneare alla scoperta della natura delle isole. A settembre gli alisei di sud est rendono il clima generalmente piacevole, mentre il mare resta caldo e permette di dedicarsi alle attività in acqua.

Nel Pacifico meridionale, le Isole Cook rappresentano una scelta ancora più insolita. Aitutaki, in particolare, è circondata da una grande laguna caratterizzata da acque poco profonde e trasparenti, mentre Rarotonga permette di combinare le giornate in spiaggia con escursioni nell’entroterra.

Un'alternativa da prendere in considerazione è la Polinesia Francese: a settembre puoi scoprire isole come Moorea, dove le montagne si affacciano direttamente sulla laguna.


Giornata Mondiale del Turismo: l'autunno si conferma la stagione ideale per viaggiare con ritmi calmi

 


In occasione della Giornata Mondiale del Turismo che si celebra oggi, 27 settembre 2026, si riaccende il riflettore sui nuovi trend del viaggio consapevole e sostenibile. Sempre più viaggiatori scelgono l'autunno per esplorare borghi, città d'arte e paesaggi naturali, approfittando di temperature piacevoli, itinerari meno affollati e costi più accessibili rispetto ai mesi estivi.

La riscoperta della stagione autunnale offre l'opportunità di vivere le destinazioni con ritmi più lenti e autentici. Dalle escursioni naturalistiche tra i colori del foliage ai tour culturali nei centri storici, viaggiare in questo periodo permette di valorizzare le tipicità locali, sostenere le comunità ospitanti ed evitare la pressione del turismo di massa nei picchi stagionali.

Tag: turismo, giornata, mondiale, autunno, viaggi, borghi, cultura, foliage, sostenibilita, itinerari

#GiornataMondialeDelTurismo #ViaggiNews #TurismoSostenibile #ViaggiareInAutunno #TurismoCulturale

Emigrazione e turismo delle radici



L’emigrazione siciliana e il turismo delle radici sono stati al centro del convegno “Sull’emigrazione siciliana e il turismo delle radici”, svoltosi al Museo Civico Etnologico “Giovanna Bellomo”, promosso dal Comune di Montemaggiore Belsito, dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e dall’associazione Amici Cosimo Noè – ASD APS. Dopo i saluti del sindaco Cosimo Gullo, l’assessore al Turismo Alessandro Galbo ha presentato il progetto “Radici Vive”. Al confronto hanno partecipato Paolo Valentini, Pietro Colletta, Antonio Messina, Marcello Saija, Pina La Giusa e Smeralda Tornese, portando competenze diverse legate alla storia, ai beni culturali, ai musei dell’emigrazione, alla valorizzazione territoriale e al turismo. Erano presenti la vice sindaco Rosa Maria Saletta e la presidente del consiglio Antonella Cavaleri, nonché il prof. Leonardo Runfola. Al centro della discussione il possibile ruolo del Museo “Giovanna Bellomo” come presidio per quanti vogliono riscoprire le proprie origini. Non soltanto quindi un luogo nel quale conservare ed esporre oggetti e testimonianze, ma un punto di riferimento capace di offrire anche servizi culturali e immateriali: ricerche genealogiche, ricostruzione delle vicende familiari, visite ai luoghi della memoria e degli antenati, collegando documenti, persone e territorio. Una prospettiva che guarda anche alle opportunità di sviluppo. Nel mondo si stimano circa 80 milioni di potenziali viaggiatori delle radici, mentre le risorse economiche collegate a questo fenomeno sono nell’ordine dei miliardi di euro. Ma il valore del turismo delle radici non è soltanto economico: memoria, identità, conoscenza e relazioni costituiscono un patrimonio immateriale che può riavvicinare alle comunità d’origine le generazioni nate lontano dalla Sicilia. Durante il convegno è stata affrontata anche un’altra dimensione dell’emigrazione: il costo per i territori che hanno visto partire intere generazioni non riguarda soltanto la perdita demografica, ma anche ciò che quelle persone avrebbero potuto produrre e generare nella propria terra in termini di energie, competenze e iniziative. Il progetto “Radici Vive” prova così a guardare all’emigrazione non soltanto come a una pagina del passato, ma come a una storia ancora capace di creare relazioni, cultura e nuove opportunità per il territorio.

esperonews.it