Dal castello ritrovato al Grand Hotel delle Terme, Le Vie dei Tesori a Termini Imerese

 


Dopo tre anni di restauri, è stato appena inaugurata la rocca sul belvedere che si visita con il teatro affacciato sul golfo. Poi terme antiche, affreschi in siciliano, chiese preziose e la bottega del carretto siciliano. Tutto nei tre weekend dal 10 al 25 ottobre

di Redazione - leviedeitesori.com

Salire in cima alla rocca per abbracciare tutto il golfo, seguire la costa, immaginare la città quando il castello la proteggeva. Sarà una delle novità de Le Vie dei Tesori che torna a Termini Imerese con dodici luoghi, cinque esperienze e una passeggiata. Nell’anno del suo primo ventennale, il festival si svolgerà dal 10 al 25 ottobre, per tre fine settimana. Al fianco di Termini Imerese scendono in campo, oltre alle “capitane” Palermo e Catania – dove il festival dura rispettivamente sei e cinque weekend – anche Corleone, Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala, Sciacca, Santa Flavia; dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre anche Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.

IL PROGRAMMA

La rocca del Castello

La notizia arriva dalla parte più alta di Termini: il Castello appena inaugurato dopo tre anni di lavori, entra nel percorso del festival. Il restauro finanziato con fondi Pnrr restituisce la possibilità di risalire tra rampe e terrazzamenti, riconoscere i tratti della cinta muraria e la grande cisterna dell’antica fortezza, raggiungere il punto da cui si dominava il golfo. Del castello di origine araba, quasi completamente distrutto dai cannoneggiamenti borbonici nel 1860, restano frammenti che raccontano una lunga storia di difesa e resistenza. Accanto, un’altra apertura: il Teatro recuperato anch’esso con fondi Pnrr, con le gradinate in pietra disposte a ventaglio e il mare davanti. Sorge nell’area degli antichi magazzini del castello e diventa parte del racconto della città. Nel secondo fine settimana le visite saranno teatralizzate dagli allievi dell’ICS Balsamo-Pandolfini, su testo e regia di Maria Rita Costanza.

Antiche terme romane

Dalla rocca si scende verso l’acqua che ha dato nome e fortuna a Termini. Le antiche terme romane accolgono i visitatori attraverso l’ingresso appena ristrutturato: il mito vuole che Atena avesse ordinato alle ninfe di far sgorgare bagni caldi per ristorare Eracle dalle sue fatiche. Torna visitabile anche il Grand Hotel delle Terme, l’edificio neoclassico progettato da Giuseppe Damiani Almeyda, legato alla storia della Targa Florio e ai soggiorni di Enzo Ferrari. Le visite del festival permettono di rientrare (seppur per pochi giorni) in un luogo che appartiene alla memoria di generazioni di termitani. La città si racconta anche sui muri. Nella Cammara Picta del Palazzo del Magistrato, Vincenzo La Barbera dipinse nel 1610 le vicende di Himera e di Thermae Himerenses. A Santa Caterina, invece, 32 pannelli di fine Quattrocento narrano la vita della santa, accompagnati da iscrizioni in siciliano antico: un racconto per immagini e parole sopravvissuto anche alle ferite della guerra. Sabato 17 ottobre, tra le 10.30 e le 12.30, saranno i ragazzi dell’ICS Tisia d’Imera a dare voce alle sue storie e leggende.

Sant’Orsola

Dentro San Bartolomeo, la piccola “bomboniera” nata per la confraternita dei pescatori, ritorna il tema dell’acqua; Sant’Orsola nasconde due chiese sovrapposte, la decorazione illusionistica di Alessio Geraci e la cripta legata alla confraternita dei Neri. Il santuario della Consolazione conserva la memoria dei miracoli attribuiti alla Vergine e una Madonna del Lume di Tommaso Pollace. Soltanto nell’ultimo weekend, aprirà la piccola chiesa del Santo Crocifisso de’ Pirreri, con la possibilità di entrare nella cava a cui si lega la leggenda del ritrovamento del crocifisso. Al Museo civico Baldassare Romano e nella chiesa della Misericordia, il viaggio attraversa archeologia e arte, epigrafi e sculture, fino all’inatteso esemplare impagliato di lupo siciliano custodito nei depositi. Nel primo weekend il museo ospiterà la mostra “L’eredità di Falcone e Borsellino”, a cura di Ansa e Movimento Forense; nell’ultimo, i bonsai artistici degli Amici dei Bonsai. Nella bottega del carretto siciliano Sperandeo si ritrova invece il mondo di don Tot10ò, capace di costruire ogni singolo pezzo dei suoi carretti: l’ultimo weekend, a  ridosso della Festa dei Morti, lo chef Giuseppe Sciurca preparerà anche i tradizionali pupi di zucchero.

Chiesa di Santa Caterina

I luoghi diventano poi spazi da vivere, dall’alba al tramonto. Al castello, sabato 17 alle 18, lo yoga al calar del sole con la maestra Gizem; domenica 25 alle 7, il pilates all’alba con Claudia Scrimenti, e alle 18 il pianoforte di Liborio Baldanza sulle movenze di Silvia Cirivello, proposte curate da ASD The Factory. Domenica 18, alle 18, 18.45 e 19.30, le sale del Museo civico accoglieranno “Corpi in mostra” di Giuseppe Muscarello: Gaia Macaluso e Grazia Montelione dialogheranno attraverso il movimento con tele e sculture. Ogni sabato e domenica alle 17, la Lega Navale accompagnerà invece lungo il waterfront per scoprire Termini dal mare, con un’uscita in barca e aperitivo al tramonto. Il 18 e 25 ottobre da Villa Palmeri, l’architetto Roberto Tedesco condurrà un “viaggio nella Termini romana”,tra anfiteatro, curia, Cammara Picta, un assaggio di pani cunzato e una simulazione di combattimento tra gladiatori in piazza delle Terme. Il programma del Festival è organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale.

IL PRIMO WEEKEND

Sabato 10 e domenica 11 si comincia dalle due nuove aperture del Belvedere, castello e teatro. Aprono anche gli altri luoghi del circuito, con la sola eccezione della chiesa del Crocifisso de’ Pirreri, in programma solo nell’ultimo weekend. Al Museo civico sarà visitabile (solo questo fine settimana) la mostra dedicata all’eredità di Falcone e Borsellino; alle 17, in entrambe le giornate, si potrà partire in barca con la Lega Navale.

Forbes incorona Genova, è tra le mete imperdibili d'Italia

 


La rivista americana Forbes indica Genova tra le mete imperdibili d'Italia, celebrandone il patrimonio storico e artistico, la vivacità culturale e gastronomica e il nuovo dinamismo economico.

E lancia un suggerimento: "Arrivate prima che arrivi la folla", perché il capoluogo ligure è "una città capace di offrire un'esperienza autentica, lontana dal sovraffollamento delle destinazioni turistiche più conosciute, e che sta vivendo un vero e proprio momento d'oro".


    "Sono orgogliosa di vedere la nostra città raccontata con questa attenzione, anche fuori dall'Italia - dice la sindaca di Genova Silvia Salis - è un nuovo e prestigioso riconoscimento internazionale che conferma quanto stia crescendo in termini di attrattività e reputazione. È motivo di soddisfazione per chi ogni giorno vive e lavora in città, accoglie i visitatori e fa conoscere il nostro patrimonio. In questo interesse internazionale vedo un'opportunità che abbiamo la responsabilità di coltivare: far conoscere la città significa anche aprire nuove possibilità per chi vuole studiare, lavorare e investire qui. Il nostro compito è fare in modo che questa attenzione porti benefici alla città e alle persone che la abitano".
    Nell'articolo Forbes ricorda il ruolo di Genova come tappa fondamentale del Grand Tour tra Settecento e Ottocento, sottolineando come oggi la città sia tornata ad attirare l'attenzione dei viaggiatori internazionali. Con circa 1,9 milioni di visitatori all'anno e una crescita turistica dell'11% rispetto al 2019, il capoluogo ligure viene descritto come una destinazione capace di coniugare arte, mare, cultura e gastronomia, senza le pressioni del turismo di massa che caratterizzano altre città italiane.
    "Il riconoscimento di Forbes rappresenta un'ulteriore, importante conferma della crescente attrattività turistica di Genova e della sua capacità di conquistare l'attenzione dei mercati internazionali. Il nostro obiettivo - sottolinea l'assessora al Turismo Tiziana Beghin - è trasformare questa crescente visibilità in opportunità concrete per il territorio".
    per l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari "il patrimonio storico e artistico di Genova rappresenta una straordinaria risorsa culturale e un irripetibile elemento di unicità e attrattività della nostra città". 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Le mostre del weekend, da Hopper a Renoir e Toulouse-Lautrec

 



L'immaginario di Edward Hopper accanto agli artisti della Collezione Scharf, come Renoir, Monet e Toulouse-Lautrec, la scoperta delle xilografe tra '800 e '900 fino al futurista Russolo: sono alcune delle mostre della settimana.


    PISA - Oltre 150 opere tra dipinti a olio, disegni, acqueforti, acquerelli e altri lavori raccontano l'intera carriera di uno dei protagonisti dell'arte del XX secolo: a Palazzo Blu arriva dal 14 ottobre al 7 marzo Edward Hopper, con opere provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art e molti materiali tra cui documenti, corrispondenze, fotografie, diari ed ephemera stampati.

Il grande progetto espositivo svela il pittore attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York, Parigi, il New England.
    GENOVA - Si intitola "Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne - 200 anni di Arte dalla Collezione Scharf" la grande mostra che dal 15 ottobre al 2 maggio sarà visibile presso Palazzo Ducale. Per la prima volta arriveranno in Italia oltre 140 capolavori di una collezione, tra le più rilevanti raccolte private tedesche, per molto tempo rimasta riservata: opere che due secoli di storia dell'arte, da Goya al Realismo, fino all'Impressionismo, al Cubismo e all'arte contemporanea.
    CREMA - Dal 17 ottobre al 10 gennaio al Museo Civico di Crema e del Cremasco la mostra Xilografe, a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi. Il progetto accende i riflettori su quelle eccellenze artistiche femminili, tuttora poco conosciute (solo considerando l'Italia, Elisabetta Catanea e Girolama Cagnucci, Veronica Fontana, Elisabetta Sirani), che dalla seconda metà dell'Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento scelsero di esprimersi con il linguaggio della xilografia, arte considerata per lo più di appannaggio maschile.
    MILANO - A Palazzo Reale dal 17 ottobre al 1 novembre la mostra Youth and Future, che ripercorre l'omonimo progetto ideato da Giovanni Caccamo. Da Cattelan a Jodice, da Ceroli a Paladino e Scianna, alcuni grandi protagonisti dell'arte contemporanea si sono ispirati alle parole delle giovani generazioni, chiamate a rispondere alle domande: "Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?" e "Qual è la tua parola di cambiamento?".
    ROMA - Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dal 13 ottobre al 29 novembre spazio a Luigi & Iango, duo fotografico tra i più autorevoli della scena internazionale contemporanea, nella mostra "Corpi speciali", a cura di Francesca Alfano Miglietti, prodotta e organizzata da Tenderstories. L'esposizione presenta oltre 200 fotografie — tra opere inedite e immagini iconiche - che svelano la riflessione dei due artisti sul corpo come luogo di identità, trasformazione e costruzione simbolica del presente.
    PORTOGRUARO (Ve) - Palazzo Vescovile ospita dal 18 ottobre al 28 febbraio la mostra "Luigi Russolo. Rumorcolori", a cura di Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso.
    Compongono il percorso circa 80 opere tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre ad una fondamentale serie di documenti, l'intero cammino artistico del grande futurista nato proprio a Portogruaro.
    ABANO TERME - Il Museo Villa Bassi Rathgeb ospita la mostra "Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini", a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. In programma dal 17 ottobre al 7 febbraio, l'esposizione si focalizza sul rapporto tra l'artista e la pratica della bottega rinascimentale, approfondito attraverso un percorso che mette in dialogo opere di Previtali con quelle di altri pittori attivi tra Venezia, Bergamo e Brescia, tra cui Francesco Bissolo, Girolamo da Santacroce, Palma il Vecchio e Giovanni Busi detto Cariani.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Sapori d'autunno nei Borghi più belli d'Italia Dalle castagne ai tartufi, dal pane nero ai formaggi, viaggio tra sagre e tradizioni

 



 Sentire il profumo delle caldarroste che invade una piazza, il crepitio della legna nei vecchi forni o il sapore dell'olio appena franto su una fetta di pane caldo fa capire che nei borghi italiani l'autunno è una stagione tutta da gustare.

È il tempo delle vendemmie e dei raccolti, dei boschi che si accendono di mille colori e delle tavole imbandite con i prodotti della terra.

E' il momento in cui i piccoli centri ritrovano il piacere di fare festa, aprendo vicoli, cortili e antiche cantine ai visitatori e trasformando le tradizioni gastronomiche in occasioni di incontro e scoperta.
    Dalle montagne dell'Alto Adige alle colline toscane, dai paesi della Lombardia ai borghi della Ciociaria e del Matese, ottobre e novembre offrono un calendario ricco di appuntamenti tra sagre, mercati contadini, degustazioni e antichi mestieri, occasioni di un viaggio nell'Italia più autentica, dove ogni specialità racconta una storia e ogni festa è un buon motivo per partire. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere nei Borghi più belli d'Italia, per concedersi un fine settimana all'insegna del gusto, della cultura e della scoperta. A Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, fino al 18 ottobre torna la tradizionale 'Fiera d'ottobre', che anima il centro storico con mercatini, spettacoli, musica e iniziative gastronomiche. Tra gli appuntamenti più caratteristici spiccano l'osteria Alla tavola dei Bentivoglio, i laboratori di pasta fresca con le 'rasdore' e il concorso 'Al mé pién', dedicato al miglior ripieno della tradizione locale. Spazio anche al Palio del Nocino delle Terre Basse, mentre Palazzo Bentivoglio apre le sue sale ai visitatori, offrendo l'occasione di abbinare i piaceri della tavola alla scoperta del patrimonio artistico del borgo. In provincia di Benevento, Cusano Mutri ospita fino al 18 ottobre la 46esima sagra dei funghi che quest'anno amplia il tradizionale percorso gastronomico con mostre, installazioni e incontri dedicati al mondo dei miceli e al loro ruolo nell'equilibrio degli ecosistemi. Un modo originale per avvicinarsi alla natura, passeggiando tra i vicoli del centro storico e scoprendo i paesaggi boschivi che circondano il paese.
    In Ciociaria, Boville Ernica celebra l'olio d'oliva con la XVIII edizione di 'Pane, Olio e Fantasia', in programma il 17 e il 18 e dal 23 al 25 ottobre, quando il centro storico diventa un laboratorio diffuso del gusto, con cooking show, masterclass, degustazioni e incontri dedicati alla cultura dell'olio. Il programma comprende il Mercato slow food, visite al museo dell'Olio e dell'Olivo, passeggiate tra gli oliveti ed escursioni ai frantoi. Non mancano attività dedicate agli antichi mestieri, aperture straordinarie del Monastero Benedettino e il 'Boville Ernica Oil Contest', che si concluderà il 31 ottobre. In Alto Adige Vipiteno festeggia il raccolto il 30 e 31 ottobre: piazza Città ospita produttori agricoli e artigiani dell'Alta Val Isarco con bancarelle ricche di miele, formaggi, marmellate, pane casereccio, tisane e prodotti dei masi. Tra le specialità da assaggiare ci sono i Tirtlan, sfoglie ripiene di spinaci o verza, i Krapfen, le ciambelle di Vipiteno e le immancabili Keschtn, le caldarroste della tradizione altoatesina. Una festa che coincide con la conclusione stagionale del mercato contadino e restituisce l'atmosfera autentica della vita di montagna. Il pane è invece protagonista a Bienno, in Valle Camonica, il 17 e 18 ottobre, con 'Lo Pan Ner - I Pani delle Alpi', manifestazione transfrontaliera dedicata alla panificazione tradizionale. Gli antichi forni tornano ad accendersi e i visitatori possono assistere alla lavorazione degli impasti e alla cottura a legna del pane di segale, alimento delle comunità alpine. Degustazioni, laboratori e visite guidate permettono anche di scoprire il rapporto del borgo con l'acqua e gli antichi mestieri, testimoniato dal Mulino Museo quattrocentesco, ancora funzionante. Sempre in provincia di Brescia, Bagolino dedica una sagra il 24 e 25 ottobre al Bagòss, il formaggio simbolo del paese, riconoscibile per il caratteristico colore giallo conferito dallo zafferano.
    Tra il Parco Pineta e il centro storico, i visitatori potranno seguire idealmente il percorso dal latte alla tavola, attraverso dimostrazioni della lavorazione casearia e degustazioni di ricette tradizionali. Un appuntamento che valorizza il lavoro degli allevatori e il patrimonio gastronomico della Val Sabbia.
    In Piemonte Garessio celebra la castagna Garessina, prodotto a denominazione comunale che per secoli ha rappresentato una risorsa alimentare fondamentale per le famiglie del territorio.
    La Fiera regionale della Castagna propone mercatini, castagnate, musica e passeggiate; suggestiva è la Festa della Transumanza del 17 e 18 ottobre, quando gli animali tornano dagli alpeggi attraversando le vie del paese. Il programma comprende anche dimostrazioni di mungitura, incontri con i pastori e un trekking tra i colori autunnali del Monte Pietra Ardena. In Toscana, Montaione ospita il 24 e 25 ottobre la 33esima edizione di Tartufesta, mostra mercato dedicata al tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi e alle eccellenze enogastronomiche locali.
    Il borgo si riempie di stand, degustazioni e mercatini artigianali, con un percorso che spazia dal Chianti all'olio extravergine, dai salumi ai formaggi fino al miele e allo zafferano. Tra le iniziative figurano la Via dei Sapori, il percorso TartuRé, cooking show ed escursioni a piedi e a cavallo nel paesaggio collinare. A chiudere il calendario è San Lorenzo Dorsino, in Trentino, dove dal 30 ottobre al 1° novembre si festeggiano i 25 anni della Sagra della Ciuìga. Protagonista è il caratteristico insaccato a base di carne suina e rape bianche, nato dalla cucina povera contadina e oggi riconosciuto come Presidio Slow Food. Per tre giorni cantine, cortili e vicoli si trasformano in locande e spazi di degustazione, accompagnati da mercatini, musica popolare, cori di montagna e spettacoli. Per le famiglie è previsto anche uno spazio dedicato ai bambini, mentre visite guidate ed escursioni permettono di ammirare il foliage ai piedi delle Dolomiti di Brenta. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA