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Corsica fuori stagione Le stesse attrattive dell'estate ma a costo minore e con soggiorni più “vivibili”

A due passi dalle coste italiane, la Corsica è una delle mete più gettonate d'estate, per il mare e per la bellezza selvaggia dei suoi paesaggi. Gli italiani la affollano soprattutto fra luglio e agosto ma nei mesi precedenti l'isola offre le stesse attrattive a costo minore e con soggiorni decisamente più "vivibili". E allora perché non prenderla in considerazione per uno dei prossimi ponti di primavera.


In questo periodo si ammirano fioriture eccezionali e a Pasqua l'isola mantiene celebrazioni religiose a cui può essere interessante partecipare. Nelle località corse i priori delle confraternite portano i santi protettori in processione: a sud il corteo più suggestivo è quello del "catenacciu", ovvero di "colui che porta le catene". Vale la pena assistere a quello di Sartène: il corteo simboleggia il calvario di Cristo e si svolge la sera del Venerdì santo. La città vecchia assume un aspetto molto suggestivo: al calar della luce le finestre si illuminano di candele e ci si incammina lenti verso la piazza Porta. Le porte a due battenti della chiesa si aprono e la processione esce della chiesa. Il penitente con un passamontagna e le catene ai piedi (ben 17 chili di peso) porta una croce massiccia in legno di quercia che pesa circa una quarantina di chili e percorre quasi due chilometri in città. Durante il tragitto deve cadere tre volte, come Gesù. L'elenco dei volontari del "catenacciu" è molto lungo e il penitente, di cui solo il sacerdote conosce l'identità, può aspettare il suo momento anche per diversi anni.

A Cargèse, antica colonia greca, la sera del Venerdì Santo si svolgono i canti e le nenie nella chiesa non illuminata, mentre il Sabato Santo seguono le cerimonie che salutano il ritorno della luce con i ceri e a mezzanotte un canto di rito greco ortodosso. Il lunedì di Pasqua si svolge una processione durante la quale un'icona della colonia greca viene esposta nei quattro punti cardinali. Le due chiese e confraternite, quella di San Antonio di Cargèse e quella di San Spiridion, che sorgono una di fronte all'altra, partecipano insieme alla processione anche se una è cattolica e l'altra ortodossa.

A Bonifacio i membri delle cinque confraternite camminano in processione per le vie della città, attraverso strade secondarie e poi tornano nella chiesa parrocchiale dove viene impartita la benedizione della reliquia di Santa Croce. Ogni confraternita porta delle reliquie e delle sculture di santi in stile barocco su delle teche in legno illuminate da fiaccole e lanterne. Chi si troverà dalle parti di Bastia o nella Balagne può seguire la "granitula", una processione che procede a spirale.

Le specialità culinarie da assaggiare in questo periodo si arricchiscono delle tradizionali pietanze pasquali. Il Venerdì Santo si mangiano minestra di ceci all'aglio, lasagne al "brocciu" o zuppa di baccalà ai fagioli bianchi. Nei giorni successivi spezzatini, zuppe e "panzarotti" o "fritelli", ricette tradizionali pasquali del nord della Corsica. Il giorno di Pasqua è un "must" l'arrosto di capretto al forno o un ragù di agnello "piverunata di agnellu". Di dolce da non perdere il "cacavellu": un pane dolce a forma di corona o di campana aromatizzato all'anice e all'acquavite.
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