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Gufi che passione, al via festival

Una tre giorni dedicata alla scoperta del mondo dei gufi nella suggestiva cornice di Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza, nel borgo e nel parco del castello omonimo. Dal 31 maggio al 2 giugno torna il Festival dei Gufi, maxi evento per collezionisti, appassionati, artisti, fotografi e semplici curiosi del mondo notturno di questi rapaci.
L'obiettivo del festival prima che turistico è naturalistico: Noctua, che organizza la kermesse insieme al Gruppo italiano Civette, punta alla salvaguardia della natura selvatica di queste specie protette che devono vivere libere nel loro habitat e mai in cattività, salvo casi eccezionali per cui non possono più volare a causa di problemi fisici. A dare il benvenuto ai visitatori sarà il biologo della trasmissione tv "Geo & Geo", Francesco Petretti, che insieme ad altri esperti racconterà qualcosa di nuovo sui gufi.

Ovviamente non potranno mancare gufi in carne e ossa: per tutta la durata del Festival si potranno ammirare diverse specie di rapaci notturni dal vivo. Non sono previsti spettacoli di falconeria ma un'iniziativa particolare per fotografare in azione questi animai col cannocchiale e portare a casa i propri scatti. I visitatori potranno vedere il Gufo reale (il gufo più grande del mondo), l'Allocco di Lapponia, l'Allocco degli Urali, il Barbagianni, l'Allocco, il Gufo reale del Bengala e la civetta.

Oltre a seminari e incontri, su una superficie di oltre 30 ettari il festival propone più attività collaterali. Intanto il "Gufo shop", uno dei maggiori mercati di gufi da collezione realizzati in ogni materiale e con pezzi lavorati da artigiani provenienti da tutta Europa. C'è anche la gara di "body painting" internazionale che chiama a raccolta artisti italiani e stranieri che dipingeranno i corpi di modelle e modelli a tema gufo e civette. I visitatori potranno seguire per oltre sei ore tutte le fasi di questo concorso fino alla sfilata del tardo pomeriggio. I bambini sono grandi protagonisti nella sezione a loro dedicata: Gufolandia, un'area a scopo didattico – per i "gufologi" in erba – ma anche ludica, dove saranno organizzate cacce al tesoro e attività artigianali con cartapesta, legno e marionette. Evento speciale di quest'anno sono due mostre fotografiche che dopo il festival diventeranno itineranti: una è "Strigiformes" – dedicata ai 13 rapaci notturni che vivono in Europa (Strigiformi è il nome scientifico con il quale vengono classificati come ordine tutti i rapaci notturni del mondo) e realizzata con fotografie di alcuni dei migliori fotografi italiani, europei e americani – che sarà affiancata da una speciale performance di danza, lo spettacolo "DaNeGu" ispirato all'immobilità e alla fierezza del Gufo delle Nevi. L'altra è proprio una mostra sul Gufo delle nevi, con scatti di Fabrizio Moglia, considerato fra i migliori fotografi naturalisti italiani.
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Festa tra i gitani A Saintes Marie de la Mer, in Camargue, per l’annuale pellegrinaggio degli zingari

(di Ida Bini)
La Marché des gens du voyage, il pellegrinaggio del popolo del vento, è il nome suggestivo e poetico della festa degli zingari che si svolge ogni maggio, quest’anno dal 18 al 25, a Saintes-Maries-de-la-Mer, nel sud della Francia. Rom, gitans catalani, manouches e bohémiens (come i camarghesi chiamano gli zingari) provenienti da tutta Europa e dal nord Africa giungono in Camargue, nella deliziosa cittadina di Saintes-Maries-de-la-Mer e sulle sue spiagge, e si affiancano ai gardian, i butteri locali, per festeggiare la loro patrona, Sara la Nera, in una grande e coinvolgente manifestazione. Cantano e ballano con indosso gli abiti tradizionali provenzali, e organizzano corride e corse di cavalli per una settimana di celebrazioni che culmina il giorno 24 nella processione della santa, l’ancella Sara, che sbarcò sulla spiaggia della cittadina francese dalla Palestina con Maria Jacobè, sorella della Vergine, e Maria Salomè, madre degli apostoli Giovanni e Giacomo.
La statua, addobbata a festa, viene circondata dai gitans appartenenti ai diversi clan e portata fino in spiaggia con i gardians in sella ai loro cavalli bianchi, che scortano la statua tra suoni e colori fino al mare. Qui la statua viene immersa nelle acque per tre volte e poi riportata nella cripta della chiesa che custodisce le sue reliquie al suono di chitarre, fisarmoniche e campane. Il giorno seguente, il 25 maggio, si festeggiano invece Maria Jacobè e Maria Salomè, le due sante che diedero il nome all’accogliente cittadina francese. Durante la cerimonia i fedeli entrano in acqua seguendo uno stendardo blu ricamato con i simboli della tradizione e terminano i festeggiamenti nell’arena con giochi e sfide a cavallo.
Il pellegrinaggio è un’importante occasione per il popolo dei gitani di ritrovarsi e di battezzare i propri figli nella chiesa delle Saintes Maries; per chi assiste alle cerimonie, invece, è un’occasione per avvicinarsi a culture e tradizioni antiche, piene di misticismo e simbologie, e a una natura sorprendente e ancora intatta. Saintes-Maries-de-la-Mer, infatti, sorge all’interno nel parco naturale regionale della Camargue, attraversato dal fiume Rodano. Il Parco si allunga fino al mare dove termina con spiagge bianchissime, ricoperte di dune e di bassi cespugli colorati. Il forte profumo del mare si mescola a quello dolce dei fiumiciattoli e delle paludi che ricoprono gran parte del territorio della Camargue e il delta del Rodano. Protagonisti di quest’area protetta sono i tori, grossi e addestrati per le corride locali, assolutamente non cruente, e les manades, i branchi di cavalli, piccoli e robusti, quasi interamente bianchi, cavalcati dai gardian, i butteri francesi, ben abituati alla vita dura dei pascoli e dell’allevamento. Sulle lingue di terra che si spingono fino all’acqua del mare, tra canneti e paludi, nidificano molte varietà di uccelli, soprattutto i fenicotteri rosa, che rendono il paesaggio ancor più magico. Si può girare il Parco in molti modi: a cavallo, su veloci quad, in bicicletta o pagaiando sulle lagune a bordo di stretti kayak. Per informazioni su tour fotografici o per il noleggio dei mezzi, rivolgersi all’Office de Tourisme des Saintes Maries de la Mer, in avenue Van Gogh. Per maggiori informazioni: www.saintesmaries.com
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Last minute in Scozia?

Last minute in Scozia? Tanto più se siete intenditori di whisky, maggio è il mese che fa al caso vostro. Si celebra in questo periodo la bevanda nazionale con itinerari ed eventi a tema che culminano il 17 maggio nella Giornata mondiale del whisky. Per visitare le distillerie scozzesi e assaggiare il meglio della produzione locale in ogni caso non c'è fretta, il "sentiero del whisky" è sempre percorribile.
Le distillerie visitabili in Scozia sono oltre cento – il whisky è un distillato di cereali, orzo ma non solo – e disseminate nelle cinque regioni: Highland, Speyside, Islay, Campbeltown e Lowlands. L'itinerario per eccellenza è il Malt Whisky Trail e si snoda a Speyside: si tratta dell'unico percorso del "whisky di malto" al mondo e dà ai visitatori l'opportunità di visitare una decina di distillerie e partecipare a degustazioni gratuite. Oltre a curiosare nello stabilimento Speyside Cooperage, il luogo in cui vengono realizzate le botti per il whisky. Fra le aziende aperte c'è la Strathisla Distillery, nelle Highland, in un luogo particolarmente pittoresco e giudicata fra le migliori al mondo oltre che della Scozia.

Bar e pub in cui assaggiare i dram (i "goccetti" di whisky) non mancano. A Glasgow un posto tipico è il whisky bar The Pot Still, uno dei più forniti con 300 varietà di whisky fra cui scegliere. A Edimburgo si trova invece il bar Whiski, più esclusivo, con una collezione da 270 whisky. Un'opportunità interessante è quella di prendere parte alla "Scotch Whisky Experience": un tour col quale apprendere i segreti della realizzazione del whisky, degustare e fare perfino una corsa in un carrello a forma di botte attraverso la replica di una distilleria.
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