La Repubblica
Per anni la risposta all’overtourism è sembrata obbligata: se le città d’arte scoppiano di visitatori bisogna tagliarne il numero. Tao Tao, cofondatore e chief operating officer di GetYourGuide, rovescia il ragionamento. «La contrapposizione fra più turismo e meno turismo è la domanda sbagliata. Possiamo avere allo stesso tempo più turismo e un turismo migliore», dice il manager pechinese, da una vita in Europa. Migliore significa soprattutto distribuire i visitatori nello spazio e durante l’anno. I numeri della ricerca Ampliare gli orizzonti, realizzata da Formules su dati proprietari che GetYourGuide presenterà il 6 novembre ad Eureka, la fiera per le imprese culturali e creative di Pordenone, indicano questa tendenza.
Nel 2025 sulla piattaforma erano disponibili esperienze in 105 delle 110 province italiane e in 867 comuni, il 54% sotto i 10mila abitanti. Nel 2026 l’offerta raggiunge 387 comuni delle aree interne. A Roma le prenotazioni fuori città sono state quasi otto volte quelle del 2021. Che cosa può fare davvero una piattaforma contro l’overtourism? «Il digitale offre alle persone uno spazio enorme per lasciarsi ispirare e confrontare alternative», spiega Tao Tao ad Affari&Finanza. «Cinquant’anni fa magari avevi una pagina dedicata a Roma in un catalogo e potevi promuovere tre cose. Oggi puoi confrontare più di mille attività». Dal corso di pasta ai Musei Capitolini fino a una visita fuori porta. Ma l’algoritmo non basta. «Serve una partnership fra pubblico e privato. Le infrastrutture e i trasporti sono importanti: dev’essere semplice raggiungere un luogo meno conosciuto». E bisogna evitare che la redistribuzione sposti il problema altrove. A Firenze, racconta il coo, GetYourGuide ha collaborato con l’amministrazione sulla regolamentazione dei tour legati all’alcol, fonte di lamentele dei residenti: «Il turismo è sostenibile se i residenti non ricevono soltanto benefici economici ma possono continuare a viverci bene». Come portare un turista in un luogo di cui non ha mai sentito parlare? «Non dobbiamo convincerlo — dice Tao Tao — i viaggiatori sono genuinamente curiosi di esplorare». Il digitale serve piuttosto a far combaciare interessi specifici con un’offerta prima difficile da scoprire. L’esempio è Gabii, l’antica città latina fuori Roma: «Ci è voluto un po’ per creare slancio. Ora alcuni tour arrivano già al tutto esaurito — confessa sul rilancio del sito archeologico sulla Prenestina antica — i primi clienti vanno, raccontano che è stato fantastico, postano foto, lo consigliano e poi arrivano altre persone con interessi simili». Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. GetYourGuide utilizza il machine learning nel ranking da quasi dieci anni e personalizza ricerche e raccomandazioni.
Ma Tao Tao non immagina un futuro in cui delegheremo all’AI la costruzione completa delle vacanze. «Alle persone piace guardarsi intorno. È un po’ come fare shopping: non chiedi all’IA che cosa devi metterti e poi compri semplicemente quello che ti indica. Vuoi vedere e confrontare», ragiona. Perché la pianificazione è già parte del viaggio. «Molte persone ci utilizzano il lunedì mattina mentre sono al lavoro. Dopo un bel fine settimana tornano in ufficio e vogliono guardare immagini di avventure. Quell’elemento di ispirazione non scomparirà».
Cresce la voglia di esperienze
È su questo terreno che si gioca anche la crescita di un mercato delle esperienze meno digitalizzato di voli e hotel. GetYourGuide dichiara oltre 200mila esperienze offerte da più di 50mila partner in oltre 18mila città. E il continuo rilancio di concorrenti come Airbnb sul fronte delle esperienze non sembra preoccuparlo: «È positivo, porta maggiore attenzione e fa conoscere questo mercato». La differenza, sostiene, è nel prodotto: «L’alloggio è più simile a una commodity, legata soprattutto a prezzo e disponibilità — dice — le esperienze dipendono molto di più dall’ispirazione». GetYourGuide non sembra infatti intenzionata a trasformarsi nell’ennesima piattaforma per comprare tutto il viaggio. Semmai si sta allargando all’interno dello stesso perimetro: dagli spettacoli di Broadway alle partite Nba, con l’ipotesi di aggiungere il calcio nelle grandi destinazioni europee. «Quando abbiamo fondato GetYourGuide ci dicevano che eravamo l’add-on, l’aggiunta al viaggio — ricorda il manager cinese tornando al 2009 — io penso invece che siano hotel e trasporti a essere le aggiunte. La vera ragione per cui vai a Roma è ciò che vuoi vedere e fare». Secondo lo studio circa il 70% dei clienti ha aggiunto una notte al soggiorno dopo avere scoperto altre attività disponibili.
E l’IA, almeno per ora, non ha causato tagli all’organico. «Zero persone licenziate», risponde Tao Tao. Per il manager è soprattutto uno strumento di produttività: «Libera creatività e capacità. Non sto fra i catastrofisti. Il desiderio e i bisogni umani sono illimitati».






