
Non più (solo) Spa e terme, shopping e cultura: ad abbattere certi stereotipi sulla vacanza al femminile ci pensa l’attualità. Sempre più donne si mettono in viaggio, da sole, con le amiche o con coloro che lo diventeranno, per vivere un’esperienza stimolante, e non importa che sia adrenalinica o competitiva. L’importante è che sia active. Come dimostra anche il lancio della nuova linea Discovher di Francorosso, presentata ieri a Rimini
Dal trekking allo yoga, dalla bicicletta alla canoa, la “sorellanza” in viaggio si costruisce in movimento. Per regalarsi momenti di complicità lontane dagli impegni quotidiani, per provare insieme un’esperienza nuova, per sentirsi parte di un gruppo con le stesse passioni. Le motivazioni sono tante, così come le idee di viaggio e le proposte che si moltiplicano da parte del mondo del travel e delle destinazioni.
Un dato particolarmente significativo arriva dall’Adventure Travel Trade Association (Atta): nella ricerca The Influence & Impact of Women in Adventure Travel, le donne rappresentavano in media il 57% della clientela delle aziende intervistate.
Women-only travel
Il women-only travel diventa active tourism e viaggio esperienziale. Non serve (necessariamente, ma ci sono anche quelle) lanciarsi in sfide estreme e sport per super allenate. Si parte per camminare, per un trekking a cui unire pratiche di mindfullness, o uno yoga retreat immerso nel verde ma a pochi passi da un borgo o una città d’arte. Si può prendere l’aereo per un viaggio avventura dall’altra parte del mondo, oppure darsi appuntamento a pochi km da casa per un weekend “fotografico” con altre appassionate. Perché non sia una vacanza a direzione unica.
Con chi parto?
Si sceglie naturalmente con chi partire. C’è chi raggruppa le amiche di sempre ma anche chi sente il desiderio di partire da sola per poi raggiungere un gruppo organizzato, oppure entrare in una community. In rete e nel mondo del turismo gli esempi si moltiplicano.
Nel 2025, per esempio, il brand di abbigliamento LaMunt ha organizzato la terza edizione del proprio Urban Trekking a Lugano, esplicitamente rivolto alla propria community femminile e costruito sull’incontro tra outdoor, natura e cultura.
E ci sono realtà come Destinazione Umana, le cui professioniste progettano e organizzano viaggi a piedi per donne in piccoli gruppi: cammini, trekking, weekend in Italia e all’estero.
Per tutte le età
Va detto, poi, che il viaggio active al femminile è trasversale alle generazioni: piace alle millennial così come alle donne mature, e conquista tutte.
Dal backpacking più spartano al canyoning, dal cammino lento ai tour in bicicletta, ciascuna trova la sua dimensione, compresa quella “rigenerativa” legata alla salute, e alla longevity, altro trend in gran spolvero tra operatori e strutture ricettive votate al benessere.
A conquistare sono i prodotti ibridi: un tour in e-bike con soste in cantina e wine tasting, un retreat di yoga abbinato a un corso sull’alimentazione, un cammino coronato da un tour culturale o una Spa, per esperienze di condivisione sì, ma anche occasioni per ritagliarsi momenti di relax e detox digitale (esigenza questa che trascende generi ed età).
E così tra le esperienze che stanno collezionando sempre più appassionate ecco i readaways. Ovvero: ritiri di lettura, un giorno, un weekend, una settimana, in cui ci si incontra per leggere, partecipare a un festival letterario o a un book club, per chiacchierare di libri e storie liberi dai rumori di sottofondo della vita quotidiana e per scoprire anime affini. Perché alla fine il piacere di viaggiare tra amiche (vecchie e nuove) sta proprio in questo.
Alternativa in solitaria
Viaggiare da sole non è più una scelta di nicchia. E diverse destinazioni stanno investendo per attrarre il pubblico femminile. Secondo Virtuoso, network internazionale di consulenti di viaggio del lusso, la vacanza “al femminile” è senza dubbio tra le principali tendenze del turismo 2026.
Ad oggi, più del 70% dei solo-traveller è donna, alla ricerca di destinazioni che possano combinare sicurezza, autenticità ed esperienze su misura. Tra queste, il Qatar punta sul suo dinamismo culturale, sul benessere e sul fattore sicurezza, tema cruciale per chi viaggia da sola.
A Boa Vista, nell’arcipelago di Capo Verde, il 13% delle prenotazioni del tour operator I Love Boa Vista proviene oggi da donne che viaggiano da sole. Anche l’isola punta sulla percezione di sicurezza e su un ambiente sociale decisamente accogliente e informale.
A conferma che il solo-travel sia ormai un’attitudine consolidata ci sono i dati raccolti da Utravel (Alpitour World) durante i mesi estivi: analizzando le partenze verso mete a lungo raggio come l’Africa – che rappresentano circa il 40% del totale – ben il 35% dei viaggiatori ha scelto di partire da solo vivendo a pieno l’esperienza del viaggio di gruppo con persone che non si conoscono rispetto a un 5% che ha viaggiato in coppia o in piccoli gruppi di amici consolidati.
A spingere questa nuova idea di viaggio sono soprattutto le donne che, secondo i dati raccolti in estate, hanno rappresentato il 54% dei viaggiatori che hanno scelto il solo-travel.
Un segnale di come il viaggio stia diventando sempre più anche uno spazio personale, dove fare qualcosa semplicemente perché lo si vuole, lasciandosi alle spalle routine e stress.
In totale sicurezza
E quando la destinazione è lontana, la libertà può convivere con la voglia di sentirsi al sicuro. Secondo un recente studio di The Social Hub infatti il 75% delle donne si preoccupa della propria sicurezza quando viaggia da sola e per questo, soprattutto verso destinazioni come l’Africa, spesso la scelta ricade su un viaggio organizzato che può diventare il compromesso ideale tra autonomia e tranquillità.
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