Entra agli Uffizi il 'Cristo e la Samaritana', raro affresco su stuoia di vimini

 


Torna a Firenze, dove fu realizzato intorno al 1685 - e finisce nella collezione degli Uffizi - l'opera 'Cristo e la Samaritana' di Luca Giordano, dipinto caratterizzato da una singolare tecnica esecutiva: è un tondo realizzato ad affresco ('a fresco') e fissato su un supporto mobile leggero, la cosiddetta 'paniera', una stuoia tonda in vimini.

Una vera rarità.

L'opera, presentata al Tefaf di Maastricht 2026, è stata acquistata dagli Amici degli Uffizi - Friends of Uffizi Galleries e donata alle Gallerie.
    L'opera, è stato spiegato, oltre a costituire una preziosa aggiunta alla collezione del museo, rappresenta tassello significativo della storia della pittura fiorentina del Seicento e del rapporto del napoletano Luca Giordano con la città.
    La tecnica dell'affresco su paniera era utilizzata a Firenze da Giovanni da San Giovanni e da altri maestri e anche Giordano volle adottarla durante il suo soggiorno in città. Si narra che il dipinto sia stato realizzato in appena due giornate. Il tondo con 'Cristo e la Samaritana' fu dipinto nella realizzazione delle decorazioni in Palazzo Medici Riccardi. L'ingresso agli Uffizi è importante poiché consente di connettere la narrazione del museo a un importante capitolo della storia dell'arte.
    L'opera appartiene a una serie di quattro tondi su paniera commissionati a Giordano da Andrea Del Rosso, esponente di una nobile famiglia fiorentina, e realizzati nel corso del soggiorno dell'artista a Firenze.
    Il direttore degli Uffizi Simone Verde ha detto che "è grazie alla grande generosità degli Amici degli Uffizi - Friends of the Uffizi Gallery che oggi possiamo presentare questa acquisizione, di grande rilievo per le collezioni degli Uffizi.
    'Cristo e la Samaritana' documenta una tecnica esecutiva assai particolare, oltre a dare preziosa testimonianza dell'apporto dato al barocco in Firenze da un artista di livello europeo come Luca Giordano".
    Della stessa serie è oggi noto anche un altro esemplare, il Cristo tra i dottori, conservato all'Institute of Art di Minneapolis. Il dipinto sarà collocato nelle sale del primo piano, di prossima apertura, dedicate alla pittura del Seicento: qui potrà dialogare con le opere degli artisti attivi a Firenze nello stesso periodo. 
   

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Le mostre del weekend, da Tiziano ad Artemisia Gentileschi

 

L'arte sublime di Tiziano accanto alla grande fotografia, tra Berengo Gardin, Salgado, Capa e Riboud: sono alcune delle mostre della settimana.

ROMA - Si intitola "Tiziano.

Dialoghi tra Sacro e Profano. La Galleria Borghese incontra l'Annunciazione della cattedrale di Treviso" la mostra-dossier, a cura di Maria Giovanna Sarti, ospitata dalla Galleria Borghese dal 20 ottobre all'8 dicembre.
    Per la prima volta sarà possibile un confronto diretto tra l'Annunciazione di Tiziano, trasferita temporaneamente a Roma in occasione dei lavori di restauro degli affreschi realizzati dal Pordenone nella cappella Malchiostro, e le opere del maestro veneto già conservate nelle sale del museo. Il mito di Diana e Atteone, raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi, reinterpretato con gli occhi della contemporaneità: è la mostra "Exitus" di Mario Carlo Iusi, curata da Cristian Moriconi, in programma dal 21 ottobre al 13 dicembre negli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj. Prendendo ispirazione dalla tela di Filippo Vittori, Diana e Atteone (1840 c.) nella volta del Bagno di Diana, situato negli appartamenti, Iusi rilegge il mito attraverso una rielaborazione che unisce da una parte la sua ricerca grafica, e dall'altra il suo riferirsi alla storia dell'arte europea, con rimandi estetici a Tiziano, Carlo Maratta e Gaspard Dughet. Alla Fondazione Filiberto e Bianca Menna, in collaborazione con il Lavatoio Contumaciale, il Tomav Experience e l'Associazione FigurAzioni, il 24 ottobre si apre l'antologica di Theo Gallino dal titolo "Intersection". A cura di Antonello Tolve, il percorso (fino al 10 gennaio) pone l'accento - attraverso lavori realizzati da Gallino negli ultimi 40 anni - sul ruolo della superficie come punto sensibile attraverso cui la materia entra in contatto con il mondo e sulla materia come presenza viva e attiva e agente di conversione della forma.

CARAGLIO E SALUZZO - Due mostre inedite si aprono al Filatoio di Caraglio e alla Castiglia di Saluzzo, un doppio progetto espositivo che Fondazione Artea realizza in collaborazione con i Comuni di Caraglio e Saluzzo per rendere omaggio a due grandi fotografi del '900. Dal 22 ottobre al 29 marzo il Filatoio di Caraglio ospita la mostra "Marc Riboud. Verso il mondo" (180 scatti che raccontano le principali tappe della carriera del fotografo, dai primi reportage degli anni Cinquanta fino agli ultimi viaggi, alle soglie del XXI secolo, con la Cina a occupare un posto di primo piano), mentre dal 23 ottobre al 29 marzo la Castiglia di Saluzzo presenta "Robert Capa. Dentro la storia" (in sette sezioni, il percorso comprende scatti iconici e opere meno note, che documentano l'importanza per Capa di una fotografia intesa come pratica visiva fondata sulla prossimità e sul coinvolgimento diretto del pubblico).

BASSANO DEL GRAPPA - Dal 24 ottobre al 4 aprile al Museo Civico di Bassano del Grappa è in programma la mostra "Sebastião Salgado. Fotografie della collezione Maison Européenne de la Photographie, Parigi", a cura di Pascal Hoël. Per la prima volta in Italia viene raccontata l'intera carriera di Salgado, lunga 50 anni, attraverso una selezione di oltre 160 scatti, tratti da tutte le principali serie della vasta produzione dell'artista.

ROVERETO - "Gianni Berengo Gardin. Mondi da abitare" è la mostra allestita dal 24 ottobre al 14 febbraio al Mart Rovereto: il percorso si concentra sullo sguardo da "urbanista" con cui Berengo Gardin ha osservato il mondo, cogliendo la disposizione geometrica dei luoghi, i volumi dei paesaggi, i giochi di pieni di vuoti. Esposte 120 immagini, provenienti dall'Archivio del fotografo, attraverso le quali si svela il metodo compositivo ma anche l'accurato lavoro di documentazione svolto nei cantieri dei progetti realizzati dai grandi architetti che Gardin frequentò a lungo.

FIRENZE - Al Museo degli Innocenti dal 20 ottobre al 4 aprile è allestita per la prima volta la mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi, a cura di Costantino d'Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi. Proprio a Firenze infatti l'artista trovò la piena maturità: prima donna ad essere ammessa all'Accademia delle Arti, ricevette prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequentò Galileo Galilei e gli artisti coevi, ponendosi al centro della vita culturale del tempo.

TORINO - Dal caffè al ristorante, dall'osteria alla piola, da Cavour a Pellegrino Artusi: arriva al Museo del Risorgimento la mostra "A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell'Italia del Risorgimento", a cura di Ilaria Porciani. Allestita dal 21 ottobre al 4 aprile, l'esposizione si focalizza sul cibo (dalla fine del '700 alla Prima guerra mondiale) come chiave per leggere la società, l'economia e la politica di un Paese che proprio allora si stava formando.

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Halloween nei parchi a tema tra Horror House e zucche giganti

 


(di Ida Bini) Fantasmi, zombi, streghe, ragnatele, luci soffuse, nebbia artificiale e zucche danzanti: i parchi a tema si trasformano per celebrare Halloween, la festa del trick-or-treat, dolcetto o scherzetto, che tra il 31 ottobre e il primo novembre celebra in versione moderna il capodanno celtico.

Nei principali parchi divertimento la festa è già iniziata, ma gli spettacoli più 'mostruosi' si concentrano nel weekend di Ognissanti.

Ecco qualche suggerimento per festeggiare Halloween con tutta la famiglia. Gardaland, il parco di Castelnuovo del Garda, ospita Magic Halloween con atmosfere dark e una doppia veste: da un lato, le giornate infrasettimanali e i weekend dedicati al puro divertimento; dall'altro, i venerdì da paura riservati ai più temerari, con un'apertura speciale dalle 17 alle 22 e una programmazione serale che comprende Aree Zombie e Horror DJ Set in piazza Jumanji. In questi giorni le oltre 40 attrazioni del parco, con il calare della sera, diventano ancora più suggestive.
    L'atmosfera di Halloween avvolge ogni angolo di Gardaland tra nuove scenografie, spettacoli e aree dedicate. Tra le principali novità di quest'anno c'è 'Preda', il nuovo labirinto immersivo, ambientato in uno scenario post-apocalittico in cui gli ospiti diventano protagonisti di una storia ad alta tensione: la sfida è attraversare il percorso nel massimo silenzio, evitando di attirare le creature che lo popolano e rischiando di diventare la loro preda. Per la prima volta, anche Rocket Factory e il Mulino del Dugale ospitano effetti speciali che ne reinterpretano l'esperienza in chiave mostruosa. Aumentano gli spettacoli: 'Halloween Manor - Il Richiamo della Casa' al Gardaland Theatre, e 'Frakentiger - Esperimenti mostruosi' al Teatro della Fantasia, dedicato ai più piccoli. Il tutto è arricchito da street animation, musica dal vivo e photo set a tema, tra zucche e piante carnivore. Il momento clou è il 31 ottobre con l'Halloween Party e il Parco aperto fino a mezzanotte.
    Leolandia, il parco dedicato ai più piccoli a Capriate San Gervasio, vicino a Bergamo, ospita la nuova edizione di 'HalLEOween', universo fantastico popolato da zucche incantate, mostriciattoli, streghette e fantasmi dispettosi. Al tramonto grandi draghi risplendono nel buio, dando il via a una festa che invita tutti a sfidare le tenebre tra giostre, dj-set e street food. Per chi ama le emozioni forti ci sono 'Reveяsum', montagna russa con i vagoni che ruotano durante il percorso; i salti nel vuoto del 'Cannonball' e le vorticose rotazioni di 'Blade Storm'. Tra le proposte più attese, gli show dal vivo con storie ispirate a sortilegi, enigmi e pozioni magiche, tra cui il musical 'Arkana', che porta sul palco quattro quadri artistici dedicati ai fasti dell'eleganza veneziana e al fascino orientale, con un gran finale tra acrobazie ed effetti speciali.
    Sul Palco dei Pirati debutta invece 'I fantasmi del Galeone', che spinge a superare i pregiudizi e ad accogliere ciò che è diverso. Ad animare le giornate anche lo show di benvenuto, nuove baby-dance e la colorata Parata di HalLEOween. A grande richiesta torna inoltre 'Esiste Davvero 2 - Alla ricerca di Unicò', spettacolo che riunisce sullo stesso palco i personaggi dei cartoni animati più amati di sempre: Masha e Orso, Bing e Flop, i Superpigiamini, Bluey e Bingo e gli immancabili padroni di casa, Leo e Mia.
E’ davvero spaventosa la festa di Halloween a Cinecittà World, il parco di Roma dove il cinema si trasforma in un gigantesco set da brivido, popolato da centinaia di creature spettrali che si aggirano tra imponenti scenografie, atmosfere da incubo e allestimenti ispirati ai grandi cult cinematografici dell’horror. Sette le novità: per i più temerari ‘The Haunted Theatre’, vecchio teatro di Broadway dove si aggirano anime dannate sospese tra la vita e la morte. Il terrore raddoppia nelle nuove stanze della Horror House tra ambientazioni da incubo e incontri ravvicinati con attori in carne e ossa. Per i più piccoli c’è Spooky Town Playground, area al coperto con attori dal vivo, dove il gioco incontra le atmosfere di Halloween. Gran finale il weekend del 31 ottobre, quando la festa continua fino a tarda notte tra live show, cene a tema, musica e dj set.
    In questi giorni MagicLand mostra due anime: 'Halloween Horror', dedicato a chi cerca adrenalina, suspense ed emozioni forti, e 'Halloween Family', pensato per bambini e famiglie. Le diverse aree del parco romano di Valmontone accompagnano i visitatori tra scheletri, tombe, ragnatele e scenografie ispirate al Día de los Muertos. L'anima più oscura di Halloween prende vita attraverso 7 'Horror Experience', tra ambientazioni inquietanti e attori pronti a 'spaventare' i visitatori. Tra le novità debutta 'Asylum', carcere in cui assassini, criminali e guardie fuori controllo attendono i visitatori in un percorso da cui trovare una via d'uscita. Torna 'Demonia' con un'esperienza rinnovata, dominata da un oscuro rito e da una presenza pronta a risvegliarsi; il viaggio nella paura prosegue con 'Katakumba', una piramide maledetta infestata da creature mostruose; 'Haunted Hote', un hotel di lusso popolato da presenze inquietanti; 'Dungeons', tra celle, catene e strumenti di tortura; il 'Lago Maledetto', un campeggio inghiottito dall'oscurità, e 'Apocalypse Valley', una valle contaminata invasa da mutanti.
    Grande protagonista è 'Transylvanian - The Horror Show', l'irriverente musical che il 31 ottobre e il 1 novembre porta sul palco personaggi inquietanti e atmosfere dark. Il 24 e il 31 ottobre le attrazioni Asylum, Il Lago Maledetto e Apocalypse Valley sono aperti anche dalle 19 alle 23. 'Halloween Family' è invece dedicata a bambini e alle famiglie: tra le principali novità 'Ghost Park', area di gonfiabili tematizzata; 'La Fabbrica dei Mostriciattoli', il nuovo show al Music Hall con protagonisti strampalati. Torna la 'Fattoria delle Zucche', dove i bambini possono scegliere e decorare la propria zucca per poi portarla a casa. Le atmosfere funeree prendono vita anche in 'Fiesta de los Muertos', un percorso-attrazione dedicato tra colori, fiori e suggestioni della tradizione messicana. A completare l'esperienza, 'Alebrijes Parade' con creature fantastiche ispirate all'immaginario messicano. Il 24 e il 31 ottobre Halloween continua fino a tarda sera con le 'Magic Nights - Horror Edition', grande feste notturne tra dj set, musica e attrazioni.
    Fino al 1 novembre Halloween si festeggia anche nei tre parchi Wonderwood tra mostri, urla e case degli orrori. A Wonderwood Lago Maggiore, sul Monte Carza a Trarego Viggiona, e in quello Spina Verde, nel parco regionale alle porte di Como, ci sono percorsi avventura, zipline e ponti sospesi, arricchiti da scenografie horror e laboratori per decorare e intagliare le zucche. Balle di fieno e spaventapasseri accompagnano grandi e piccoli nei sentieri immersivi, trasformando una giornata tra ponti sospesi e prove di abilità in una piccola esperienza di Halloween nel bosco. La grande novità in entrambi i parchi è il Laboratorio della Zucca Stregata, che invita le famiglie a intagliare le zucche. Il 31 ottobre è prevista una serata speciale con caccia al tesoro, musica e premio alla maschera più bella.
   

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Lo sguardo di Rembrandt su migranti, rifugiati e esuli in mostra a New York

 


Una rilettura contemporanea e inedita dell'opera di Rembrandt, focalizzata sull'impatto che migranti, esuli e rifugiati hanno avuto sulla sua arte e sull'Amsterdam del XVII secolo.

È la nuova mostra della Morgan Library di New York intitolata 'Rembrandt's Lions: Art and Exile in the Dutch Republic' (23 ottobre-31 gennaio 2027), che riunisce per la prima volta disegni, incisioni e dipinti per mettere in luce la presenza, spesso trascurata ma fondamentale, di migranti, esuli e rifugiati nel mondo e nell'opera di Rembrandt Harmenszoon van Rijn.

   Il titolo, non a caso, fa riferimento a un simbolo cruciale, il leone, che oltre a essere l'animale che rappresentava la giovane Repubblica Olandese, compare costantemente nelle incisioni e nei disegni del pittore: l'esposizione dimostra come l'artista lo inserisse strategicamente per fare da sfondo o per arricchire narrazioni bibliche e storiche legate proprio ai temi dell'esilio, del rifugio e dello smarrimento.
    Sebbene Rembrandt sia oggi celebrato come l'artista olandese per eccellenza, la mostra evidenzia come l'identità stessa dell'Olanda si stesse plasmando proprio in quel periodo grazie alle ondate migratorie. Nella Amsterdam del XVII secolo fino al 60% della popolazione era nata all'estero, poiché la Repubblica Olandese era diventata un raro porto sicuro di tolleranza religiosa e politica in Europa. Rembrandt visse immerso in questo melting pot e la Morgan Library esplora come le storie e i volti di questa diaspora abbiano influenzato la sua produzione.
    "Rembrandt's Lions: Art and Exile in the Dutch Republic offre nuove prospettive su un artista ben noto e ampiamente studiato, attraverso una lente interpretativa moderna - ha spiegato Colin B. Bailey, direttore della Morgan Library & Museum -. Al centro della mostra c'è la celebre collezione di acqueforti di Rembrandt della Morgan, la più grande e raffinata del Nord America, formata principalmente da J. P. Morgan nel corso della sua vita ma arricchita nel corso dell'ultimo secolo. Le opere principali assumono un nuovo significato in questa mostra, che getta luce sul contesto culturale in cui sono state create le innovazioni e le scelte stilistiche dell'artista".
    Rembrandt's Lions: Art and Exile in the Dutch Republic è importante quindi per l'eccezionale selezione di opere d'arte esposte, provenienti sia dalla collezione della Morgan, sia da prestiti che comprendono dipinti e disegni provenienti da grandi collezioni internazionali.
    La mostra si articola in sei sezioni: 'Pride of Lions', esplora come la fondazione della Repubblica Olandese abbia reso Amsterdam un rifugio per gli esuli religiosi e politici, oltre ai legami con San Girolamo nell'opera di Rembrandt; 'Republic of Refugees', analizza da vicino le rappresentazioni di comunità di migranti ed esuli sia nella Bibbia sia ad Amsterdam; 'The Lion's Share', si concentra sulle storie globali della Repubblica Olandese e sull'aggressione coloniale; 'Home/Lands', esamina i quartieri in cui vivevano le comunità di migranti ad Amsterdam attraverso gli occhi dell'artista, che abitava in mezzo a loro; 'Fitting In', offre una più ampia esplorazione della pratica di Rembrandt come ritrattista, compreso il modo in cui ha innovato le tecniche per far progredire l'arte dell'acquaforte. Infine 'Beyond Belonging' accompagna i visitatori verso la fine della vita di Rembrandt e prende in esame le rappresentazioni di figure emarginate.
   

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New York riscopre Plautilla Nelli, prima pittrice a Firenze

 


New York scopre Plautilla Nelli, pittrice e badessa a Firenze nella meta' del Cinquecento.

Una mostra in una galleria dell'Upper East Side punta fino al 25 novembre i riflettori su una storia di emancipazione artistica molto particolare, radicata nella Firenze delle comunità religiose rimaste devote a Gerolamo Savonarola.

La mostra include opere in vendita e in prestito da collezioni private americane ed europee ed è la prima mai organizzata fuori Firenze dopo quella del 2017 agli Uffizi.
    Morta a 68 anni nel 1588 di tubercolosi nel convento di Santa Caterina su Piazza San Marco dove era entrata quattordicenne e di cui per tre volte era stata priora, Plautilla conquistò un riconoscimento rarissimo per una donna artista del Cinquecento: un posto nelle Vite di Giorgio Vasari.
    Sullo sfondo degli ultimi splendori del Rinascimento e il rigore della Controriforma in una città che sotto Cosimo Primo si trasformava in capitale di uno Stato moderno, alle donne erano quasi del tutto precluse le botteghe dei pittori. "La Prima", che è il titolo della mostra nella Robert Simon Gallery a Manhattan, è il titolo che lo stesso Vasari da' alla Nelli a fianco di altre due artiste giudicate meritevoli di essere incluse nelle Vite: la dimenticata Lucrezia Quistelli e la ben più nota Sofonisba Anguissola.
    "Plautilla prendeva a prestito il meglio dagli altri, ma sarebbe diventata eccellente se, al pari degli uomini , avesse studiato il disegno e disegnato dalla Natura", aveva scritto di lei Vasari. Devota del predicatore radicale Gerolamo Savonarola, la Nelli - spiega Simon all'ANSA - creò grandi dipinti a tema religioso ma il grosso della sua produzione erano piccole opere devozionali per ricche famiglie fiorentine e per le consorelle del convento. Sono questi dipinti - 14 tra scene della natività, Madonne e Madonne col Bambino - al centro della mostra, assieme al disegno di una testa di monaco ispirato da Fra Bartolomeo, a un grande ritratto di Savonarola e a quadri di artisti fiorentini dell'epoca.
    Per Simon, uno dei galleristi più stimati di New York nel campo degli Old Masters, la mostra su Plautilla è un'impresa costruita in decenni di lavoro: "Studio le donne artiste del Rinascimento e del Barocco dai giorni dell'università, negli anni ho trattato molti quadri di Plautilla", spiega, auspicando che la mostra possa incoraggiare ulteriori ricerche su una donna "la cui vita è scarsamente documentata ma che abbiamo cominciato ad apprezzare grazie alle opere che sono arrivate fino a noi".
  
   

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Dalla corona alla tuta Bohemian Rapsody, Londra celebra Freddie Mercury

 


"Mi piace essere circondato da cose splendide.

Voglio condurre una vita vittoriana, attorniato da un raffinato disordine".

Questa frase di Freddie Mercury del 1978 racchiude la filosofia della carismatica star che quest'anno avrebbe compiuto 80 anni e viene celebrata da diverse iniziative in tutto il mondo. Tra queste c'è la mostra Spendid things che apre al Victoria and Albert Museum di Londra, la cornice ideale essendo il museo nato in piena epoca vittoriana.
    Il percorso espositivo aperto fino al 17 gennaio 2027, comprende otto abiti di scena dell'artista noto non solo per le qualità vocali ma anche per l'esuberanza sul palcoscenico, ognuno degli outift mette in luce momenti topici del frontman dei Queen e anche dell'artista solista, tra gli anni '70 e gli anni '80. Tra questi figurano un suggestivo completo monocromatico indossato da Mercury durante uno dei primi concerti dei Queen all'Imperial College e apparso sulla copertina dell'album di debutto della band nel 1973. Ma anche la tuta Mercury Wing creata da Wendy de Smet e sfoggiata sul palco durante il tour di A Night at the Opera (1975-1976), celebre anche per la sua apparizione nel rivoluzionario video di Bohemian Rhapsody. Immancabile l'iconica corona con mantello, disegnata da Diana Moseley e utilizzata nel Magic Tour, inclusa l'ultima esibizione dal vivo di Freddie con i Queen a Knebworth nel 1986. La rassegna prosegue fino al successo di Mercury come solista, con il costume indossato nel videoclip di Made in Heaven. Anche i kimono, provenienti dal guardaroba personale dell'artista, offrono uno sguardo sull'uomo che si celava dietro il personaggio.
    Freddie Mercury, pseudonimo di Farrokh Bulsara - nato a Zanzibar il 5 settembre 1946 e venuto a mancare il 24 novembre 1991 a Londra a causa di una polmonite legata all'Aids - nel 1970 ha co-fondato i Queen insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Taylor. Brani come Bohemian Rhapsody, We Are the Champions e Don't Stop Me Now sono diventati pietre miliari della musica contemporanea.
    "Lungi dall'essere semplici accessori i suoi costumi e i suoi abiti erano elementi essenziali delle sue performance, della sua visione creativa e più in generale della sua espressione personale. Erano concepiti con cura per creare un impatto visivo ed emotivo duraturo, capace di attraversare le generazioni e di risuonare ancora oggi", ha spiegato Mary Austin, ex fidanzata e amica dell'artista fino all'ultimo, che ha contributo all'esposizione prestando sette degli otto outfit esposti.

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Il Pallio di s.Lorenzo vola da Genova al Victoria & Albert museum

 


 Da Genova a Londra per raccontare una pagina straordinaria della storia medioevale e dei rapporti tra il Comune di Genova e l'Impero bizantino.


    Dal 7 novembre il Pallio di San Lorenzo, uno dei più preziosi e imponenti tessuti medioevali giunti fino ai nostri giorni, sarà esposto al Victoria & Albert Museum di Londra, nell'ambito della mostra 'Da Costantinopoli a Istanbul: una città, due imperi'.

Custodito nelle collezioni del Museo di S. Agostino di Genova, il Pallio fu donato dall'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo a Genova. Con i suoi 377 centimetri di lunghezza e 132 di altezza, il prezioso manufatto rappresenta una testimonianza dell'arte tessile medioevale e degli intensi rapporti politici, commerciali e culturali che legavano Genova al Mediterraneo orientale.
    Il prestito del Pallio assume un valore particolare anche sul fronte della conservazione e della valorizzazione del patrimonio museale genovese. Il Victoria & Albert Museum finanzierà infatti il completamento del restauro del drappo, già parzialmente realizzato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. "La presenza del Pallio di San Lorenzo in uno dei più prestigiosi musei d'Europa rappresenta un riconoscimento del valore straordinario del patrimonio storico e artistico di Genova e della sua dimensione internazionale" dice Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova secondo il quale questo prestito assume un significato "ancora più importante in un momento in cui il Museo di Sant'Agostino si appresta ad affrontare un sicuramente fruttuoso periodo di chiusura per i lavori di ristrutturazione che interesseranno tutto il complesso e ci restituiranno un grande museo cittadino, un vero e proprio Museo della Città di livello mondiale. Mi fa ancora più piacere che dietro questo scambio culturale ci sia l'offerta di perfezionare il già ottimo restauro curato dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la cui prima e importante fase è stata finanziata dalla sottoscrizione di tutti i genovesi, anche perché questo farà sì che quando il Pallio sarà riallestito nella sua teca climatizzata creata apposta nel circuito museale di Sant'Agostino, lo vedremo qui per la prima volta integralmente restaurato anche grazie ai nuovi approcci tecnologici". 
   

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Tiziano torna a Milano con una Madonna mai vista





Tiziano Madonna col bambino e la Maddalena (particolare)


Tiziano torna a Milano con una Madonna mai vista
Al Museo Poldi Pezzoli, fino al 25 gennaio 2027, “Un Tiziano per Milano” ricostruisce i legami del pittore veneto con la città. L’occasione è l’arrivo in comodato a lungo termine della Madonna con il Bambino e santa Maria Maddalena, mai esposta prima al pubblico. Una piccola mostra che permette di osservare da vicino la pittura di questo artista del XVI secolo e il contributo della bottega, seguendo le opere tra incarichi religiosi, uomini del potere e raccolte private milanesi


Maria Milvia Morciano – Città del Vaticano - Vatican News

Milano chiede a Tiziano immagini per le proprie chiese e ne conserva i dipinti nelle dimore dei collezionisti. Il pittore giunge in città e incontra protagonisti della vita politica e militare; le sue opere vi rimangono, passano di proprietà, talvolta prendono altre strade. A questa storia è dedicata "Un Tiziano per Milano", al Museo Poldi Pezzoli del capoluogo lombardo fino al 25 gennaio 2027, a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo e Lavinia Galli, nell’anno del 450° anniversario della morte dell’artista.
Il punto di partenza è una tela del maestro della scuola veneziana del Cinquecento, finora mai esposta al pubblico, la Madonna con il Bambino e santa Maria Maddalena, concessa da un collezionista privato in comodato a lungo termine. Nel 1744 Sir Thomas Saunders Sebright V, "grand tourist" inglese, l’aveva acquistata da un “palazzo milanese”. Il ritorno dell'opera a Milano offre l’occasione per interrogare la presenza di Tiziano nella città, durante la sua vita e nella successiva storia del collezionismo.