Scioperi di novembre: stop a treni, bus e aerei

 

Lo sciopero generale di fine ottobre (poi precettato da Salvini) era solo l’aperitivo di novembre. Nel mese appena iniziato è prevista una nuova ondata di mobilitazioni per i trasporti. Il clou? Nel weekend del 20-22 novembre.

Le proteste nel dettaglio

La via crucis di lavoratori, pendolari e turisti, comincerà il 6 novembre, con lo stop di quattro ore, dalle 13 alle 17, dei lavoratori Enav dell’aeroporto di Bari.

Il 9 novembre ci spostiamo sulle ferrovie, con lo sciopero nazionale del personale di Italo, dalle 2 alle 23,59.

Tra il 9 e il 16 in programma un’agitazione del trasporto pubblico locale: bus, metro e tram a rischio, con orari che variano da città a città.

Nuovo sciopero generale

Tutti in piazza per un nuovo sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra il 20 novembre.

Si profila un venerdì nero, considerando che la protesta si intreccerà con uno sciopero nazionale dei treni che proseguirà fino alla sera di sabato 21 novembre.

E non finisce qui. Sempre il 21 novembre, infatti, previsti disagi anche per chi viaggia in aereo, a causa dello stop del personale Enav, dalle 13 alle 17.

La protesta potrebbe provocare ritardi o modifiche alla programmazione dei voli nella fascia oraria interessata dall’astensione dal lavoro.

Domenica 22 novembre, inoltre, in programma altre due agitazioni nel settore aereo. A Milano Malpensa si fermano per 24 ore, dalle 00.01 alle 24, i lavoratori Enav. Saranno comunque garantiti i voli da e per l’aeroporto di Bari.

Nella stessa giornata sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, del personale Sicuritalia Ivri all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia. La protesta riguarda il personale della società impiegato nello scalo lagunare.

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L’ascesa dei viaggi per sole donne (non donne sole)

 

Non più (solo) Spa e terme, shopping e cultura: ad abbattere certi stereotipi sulla vacanza al femminile ci pensa l’attualità. Sempre più donne si mettono in viaggio, da sole, con le amiche o con coloro che lo diventeranno, per vivere un’esperienza stimolante, e non importa che sia adrenalinica o competitiva. L’importante è che sia active. Come dimostra anche il lancio della nuova linea Discovher di Francorosso, presentata ieri a Rimini

Dal trekking allo yoga, dalla bicicletta alla canoa, la “sorellanza” in viaggio si costruisce in movimento. Per regalarsi momenti di complicità lontane dagli impegni quotidiani, per provare insieme un’esperienza nuova, per sentirsi parte di un gruppo con le stesse passioni. Le motivazioni sono tante, così come le idee di viaggio e le proposte che si moltiplicano da parte del mondo del travel e delle destinazioni.

Un dato particolarmente significativo arriva dall’Adventure Travel Trade Association (Atta): nella ricerca The Influence & Impact of Women in Adventure Travel, le donne rappresentavano in media il 57% della clientela delle aziende intervistate.

Women-only travel

Il women-only travel diventa active tourism e viaggio esperienziale. Non serve (necessariamente, ma ci sono anche quelle) lanciarsi in sfide estreme e sport per super allenate. Si parte per camminare, per un trekking a cui unire pratiche di mindfullness, o uno yoga retreat immerso nel verde ma a pochi passi da un borgo o una città d’arte. Si può prendere l’aereo per un viaggio avventura dall’altra parte del mondo, oppure darsi appuntamento a pochi km da casa per un weekend “fotografico” con altre appassionate. Perché non sia una vacanza a direzione unica.

Con chi parto?

Si sceglie naturalmente con chi partire. C’è chi raggruppa le amiche di sempre ma anche chi sente il desiderio di partire da sola per poi raggiungere un gruppo organizzato, oppure entrare in una community. In rete e nel mondo del turismo gli esempi si moltiplicano.

Nel 2025, per esempio, il brand di abbigliamento LaMunt ha organizzato la terza edizione del proprio Urban Trekking a Lugano, esplicitamente rivolto alla propria community femminile e costruito sull’incontro tra outdoor, natura e cultura.

E ci sono realtà come Destinazione Umana, le cui professioniste progettano e organizzano viaggi a piedi per donne in piccoli gruppi: cammini, trekking, weekend in Italia e all’estero.

Per tutte le età

Va detto, poi, che il viaggio active al femminile è trasversale alle generazioni: piace alle millennial così come alle donne mature, e conquista tutte.

Dal backpacking più spartano al canyoning, dal cammino lento ai tour in bicicletta, ciascuna trova la sua dimensione, compresa quella “rigenerativa” legata alla salute, e alla longevity, altro trend in gran spolvero tra operatori e strutture ricettive votate al benessere.

A conquistare sono i prodotti ibridi: un tour in e-bike con soste in cantina e wine tasting, un retreat di yoga abbinato a un corso sull’alimentazione, un cammino coronato da un tour culturale o una Spa, per esperienze di condivisione sì, ma anche occasioni per ritagliarsi momenti di relax e detox digitale (esigenza questa che trascende generi ed età).

E così tra le esperienze che stanno collezionando sempre più appassionate ecco i readaways. Ovvero: ritiri di lettura, un giorno, un weekend, una settimana, in cui ci si incontra per leggere, partecipare a un festival letterario o a un book club, per chiacchierare di libri e storie liberi dai rumori di sottofondo della vita quotidiana e per scoprire anime affini. Perché alla fine il piacere di viaggiare tra amiche (vecchie e nuove) sta proprio in questo.

Alternativa in solitaria

Viaggiare da sole non è più una scelta di nicchia. E diverse destinazioni stanno investendo per attrarre il pubblico femminile. Secondo Virtuoso, network internazionale di consulenti di viaggio del lusso, la vacanza “al femminile” è senza dubbio tra le principali tendenze del turismo 2026.

Ad oggi, più del 70% dei solo-traveller è donna, alla ricerca di destinazioni che possano combinare sicurezza, autenticità ed esperienze su misura. Tra queste, il Qatar punta sul suo dinamismo culturale, sul benessere e sul fattore sicurezza, tema cruciale per chi viaggia da sola.

A Boa Vista, nell’arcipelago di Capo Verde, il 13% delle prenotazioni del tour operator I Love Boa Vista proviene oggi da donne che viaggiano da sole. Anche l’isola punta sulla percezione di sicurezza e su un ambiente sociale decisamente accogliente e informale.

A conferma che il solo-travel sia ormai un’attitudine consolidata ci sono i dati raccolti da Utravel (Alpitour World) durante i mesi estivi: analizzando le partenze verso mete a lungo raggio come l’Africa – che rappresentano circa il 40% del totale –  ben il 35% dei viaggiatori ha scelto di partire da solo vivendo a pieno l’esperienza del viaggio di gruppo con persone che non si conoscono rispetto a un 5% che ha viaggiato in coppia o in piccoli gruppi di amici consolidati.

A spingere questa nuova idea di viaggio sono soprattutto le donne che, secondo i dati raccolti in estate, hanno rappresentato il 54% dei viaggiatori che hanno scelto il solo-travel.

Un segnale di come il viaggio stia diventando sempre più anche uno spazio personale, dove fare qualcosa semplicemente perché lo si vuole, lasciandosi alle spalle routine e stress.

In totale sicurezza

E quando la destinazione è lontana, la libertà può convivere con la voglia di sentirsi al sicuro. Secondo un recente studio di The Social Hub infatti il 75% delle donne si preoccupa della propria sicurezza quando viaggia da sola e per questo, soprattutto verso destinazioni come l’Africa, spesso la scelta ricade su un viaggio organizzato che può diventare il compromesso ideale tra autonomia e tranquillità.

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Ventimiglia – C’è anche il progetto “Route des Citrons – Strada dei Limoni” promosso dalla Pro Loco Intemelia 26 di Ventimiglia, tra i 55 progetti AgroArcheoTrekking scelti e sostenuti dal ministero del Turismo.

 

La proposta, che vuole promuovere ciò che unisce Ventimiglia e Mentone, a cominciare dal bellissimo percorso ciclopedonale sul mare e dai due importanti musei preistorici delle città di confine, il 6 novembre alle 10 verrà presentato nella sala stampa della Camera dei deputati. Ed è, tra le altre cose, l’unico tra i cinquantacinque cammini selezionati in 15 regioni, di valenza transfrontaliera.

La proposta, inserita in ambito nazionale, vuole valorizzare i “Cammini inclusivi nel cuore del Made in Italy”, sulla base del progetto nazionale di EPLI – Ente Pro loco Italiane APS sostenuto dal ministero del Turismo attraverso il Fondo unico nazionale per il Turismo. «Si vuola valorizzare un territorio transfrontaliero di particolare interesse storico, archeologico, naturalistico e culturale, che unisce l’Italia con la Francia. Un percorso ciclopedonale a bordo mare tra Ventimiglia e Mentone, che mette in relazione due importanti testimonianze della preistoria: il Museo Preistorico dei Balzi Rossi di Ventimiglia e il Museo di Preistoria di Mentone», spiega Sergio Scibilia, presidente della Pro Loco Intemelia 26.

«Questo nuovo itinerario, unico nel contesto nazionale, in quanto collega due siti archeologici di eccellenza di due diverse nazionalità, si sviluppa in un contesto paesaggistico caratterizzato dalla vicinanza del mare e dedicato ad una coltura locale profondamente legata alla storia e alla tradizione di queste terre: il limone», prosegue Scibilia, che promuove anche un’eccellenza poco valorizzata a Ventimiglia e star assoluta a Mentone. «Abbiamo privilegiato la mobilità dolce e sostenibile. Si può arrivare in treno, alla stazione di Menton Garavan, e proseguire a piedi o in bicicletta lungo la ciclabile bordo mare. In questi cammini, però, il paesaggio è solo metà del racconto. L'altra metà sono le persone, le comunità della rete EPLI capaci di trasformare un sentiero in un cammino abitato, dove si scopre ciò che un luogo mostra ma anche ciò che custodisce».

«Ci sono luoghi che non finiscono sulle cartoline, eppure senza di loro l'Italia non sarebbe l'Italia. AgroArcheoTrekking - aggiunge Pasquale Ciurleo, presidente nazionale di EPLI - nasce per andarli a cercare a piedi, insieme a chi li abita. Ogni cammino è un invito: a rallentare, ad ascoltare una storia, a sedersi alla tavola di una comunità che apre le sue porte. E vogliamo che questo invito arrivi a tutti».

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L'Italia si rinnova al Wtm di Londra, Mazzi scommette sul 'turismo rigenerativo'

 

Una presenza all'insegna del "turismo rigenerativo" suggellata da uno spazio rinnovato e importante: è il contesto italiano dell'edizione di quest'anno del World Travel Market (Wtm), grande appuntamento internazionale del settore turistico che ha aperto oggi i battenti a Londra.
    Lo stand è stato inaugurato in videocollegamento dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, alla presenza dell'ambasciatore nel Regno Unito, Fabio Cassese, dell'amminisratrice delegata dell'Enit, Ivana Jelinic, e dell'onorevole Gianluca Caramanna, responsabile turismo di Fratelli d'Italia, su uno spazio di oltre 2.000 metri quadrati.

Spazio che vede allineati 23 partner territoriali, 15 regioni e 8 grandi destinazioni: tutti riuniti "sotto un unico brand, il brand dell'Italia, Italia, italia.it", come ha evidenziato Mazzi, rimarcando "l'abbraccio voluto dal Ministero del Turismo con la regia di Enit che ispira tutta l'architettura delle nostre installazioni, dalle forme arrotondate, le strutture circolari sospese, i portali scenografici", a ricordare "le volte affrescate del nostro patrimonio artistico".
    L'ambizione è quella di utilizzare anche "nuovi linguaggi di comunicazione", simboleggiati da "quattro camere sensoriali immersive dedicate al mare, alla montagna, alle città d'arte, allo stile di vita italiano".

E senza dimenticare la cucina del Bel Paese, affidata a tre chef come Enrico Derflingher, Gianni Tarabini e Vincenzo Guarino, "interpreti di quella cultura gastronomica celebrata dall'Unesco col riconoscimento a patrimonio dell'umanità". "Il filo conduttore di questa edizione - ha poi proseguito il ministro, che nel corso del suo intervento ha presentato pure un filmato e ha fatto cenno alla collaborazione col prossimo Giro d'Italia di ciclismo, il cui percorso sarà ispirato ai "cammini" di fede dei pellegrini del passato - è il turismo rigenerativo: destinazioni che fanno del viaggio un'opportunità per accrescere il benessere delle comunità, custodire gli equilibri ambientali e valorizzare le tradizioni locali". Scenari capaci di continuare ad attirare il flusso turistico internazionale verso la Penisola, incluso quello britannico: certificato nel 2025 dai dati, con "7 milioni e 100 mila viaggiatori dal Regno Unito che hanno generato 34 milioni e 900 mila pernottamenti e una spesa pari a 5 miliardi e 300 milioni di euro. In crescita del 7,6%".
   

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La spiaggia di Mondello torna "libera" dopo 116 anni: il tar conferma lo stop alla concessione

 
Avvenire

È una decisione che chiude un’epoca, non soltanto per chi vive in quell’angolo di Sicilia, con un mare cristallino, incastonato tra i promontori. La prima sezione del Tar Palermo, presidente Salvatore Veneziano, ha respinto il ricorso della società “Mondello Immobiliare Italo-Belga” contro il decreto di decadenza della concessione della spiaggia di Mondello, la borgata marinara amata da generazioni di palermitani. Il pronunciamento chiude, al momento, una contesa rovente. Il provvedimento, firmato lo scorso 26 febbraio dall’assessora regionale al Territorio Giusi Savarino, era stato emesso sulla scorta di presunte gravi violazioni e anche di inadempienze contrattuali. Alla luce della sentenza del Tar di Palermo, dunque, la decadenza della concessione risulta legittima.
Breve riassunto delle puntate precedenti. Lo scorso 6 ottobre si era già svolta l’udienza di merito al Tar di Palermo sul contenzioso tra l’assessorato regionale al Territorio e la stessa Italo Belga. I giudici di primo grado avevano respinto la richiesta di sospensiva. Ancora in precedenza, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (Cga) aveva dato via libera alla stagione balneare 2026, per ragioni di ordine pubblico.
L’assessorato al Territorio aveva deciso la revoca per due motivi. Il primo era la presenza nella gestione dello stabilimento della ditta Gm Edil, di cui la società Italo Belga si avvaleva per svolgere alcuni lavori di manutenzione di lettini, ombrelloni e cabine in legno, oltre che per la pulizia dell’arenile. L’amministratore unico di Gm edil era il fratello incensurato di un uomo condannato per mafia che sarebbe stato a capo della famiglia di Resuttana. Il prefetto di Palermo Massimo Mariani aveva firmato un’interdittiva antimafia proprio nei confronti di Gm Edil. La società Italo Belga aveva, successivamente, precisato che i rapporti con l’azienda erano stati interrotti, ma era stata raggiunta da un provvedimento di prevenzione collaborativa, che affiancava al management della società degli amministratori di nomina prefettizia. La seconda contestazione riguardava l’affidamento in gestione di ristoranti e bar a una società che sarebbe avvenuto, secondo l’assessorato, senza autorizzazioni.
Per i giudici della prima sezione del Tar, a quanto si apprende, tre sono i punti da tenere in considerazione: l’interdittiva antimafia alla società Gm Edil, gli affidamenti a terzi senza autorizzazione da parte della Regione e le gravi violazioni contestate degli obblighi concessori. Tra le motivazioni decisive ci sono proprio le risultanze antimafia. L’Italo Belga impugnerà la sentenza davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana. «Restiamo convinti della fondatezza delle nostre ragioni e intendiamo farle valere in appello – afferma la società in una nota -. L’esame della sentenza con i nostri legali consentirà di definire i motivi dell’impugnazione e le ulteriori iniziative a tutela dell’azienda. La difesa dell’Italo Belga riguarda anche il suo nome e la possibilità che le sue posizioni siano conosciute e valutate sulla base degli atti. Tanti fatti da sempre noti alle parti in causa non sono stati tenuti in considerazione». La contestazione alle contestazioni è su tutta la linea. «La società – si legge ancora nella nota - ha dimostrato che quei servizi fossero ben noti all’Amministrazione, a cui erano sempre stati regolarmente comunicati negli anni, e che la decadenza, la misura più severa prevista dall’ordinamento, sia sproporzionata rispetto a quanto contestato». Soddisfazione è stata espressa dall’assessorato al Territorio e Ambiente. Esulta il parlamentare regionale, Ismaele La Vardera, autore di una poderosa campagna, col suo movimento “Controcorrente”. «È una sentenza storica – commenta –. Lo avevamo detto che era solo una questione di tempo».

Le destinazioni di viaggio più sottovalutate in Europa

 

La Bucovina, in Romania, sede di siti come il Monastero di Voroneț raffigurato, è stata nominata la destinazione di viaggio più sottovalutata al mondo© Unsplas

Le grandi mete turistiche come Venezia o Barcellona sono famose per un motivo. Ma quando l’amore per certe città finisce per avere un impatto negativo sugli abitanti che le hanno rese straordinarie, è il momento di ripensare il nostro modo di viaggiare.

Il mondo è enorme e pieno di luoghi poco conosciuti che aspettano solo più visitatori. E, scegliendoli, il viaggio sarà molto più piacevole, senza la lotta continua contro le folle.

Ed è qui che entra in gioco la lista di Time Out delle destinazioni di viaggio più sottovalutate al mondo.

Aggiornata ogni anno, l’ultima classifica comprende 41 città e regioni, e il primo posto di quest’anno si trova in Europa.

La Bucovina, in Romania, guida la classifica del 2027. Time Out la paragona alla più nota Transilvania, spiegando che la regione offre "lo stesso paesaggio montano selvaggio, tradizioni antichissime e un'architettura sorprendente", ma senza le folle.

Negli ultimi anni la Bucovina è diventata sempre più popolare come porta d’accesso alla Via Transilvanica, il percorso escursionistico di 1.400 chilometri che la nostra redattrice Rebecca Ann Hughes ha affrontato all’inizio di quest’anno.

Le successive destinazioni europee più apprezzate nella lista sono le città asturiane della Spagna, che si sono piazzate al terzo posto.

Le località costiere della regione sono già molto frequentate, ma Time Out consiglia di puntare su città come Oviedo, Gijón e Avilés, soprattutto se amate la buona cucina.

Se cercate una fuga al mare lontano dalla folla, Zambujeira do Mar è la scelta giusta: nella classifica generale occupa il sesto posto.

La cittadina arroccata sulle scogliere, nella regione portoghese dell’Alentejo, ospita una spiaggia insignita della Bandiera Blu e, a parte il fine settimana del festival musicale MEO Sudoeste, qui non si incontrano molti altri turisti.

Al nono posto della classifica generale c’è Carry-le-Rouet, in Francia. Il magazine la paragona a località balneari più celebri come St. Tropez e Cannes, descrivendola come "altrettanto idilliaca, con paesaggi che vanno dal mare alle falesie, acque turchesi e pesce fresco a una frazione del costo".

Appena fuori dalla top 10, le Azzorre si sono classificate al dodicesimo posto. Il remoto arcipelago portoghese attira sempre più attenzione da alcuni anni, ed è stato ribattezzato "le Hawaii d’Europa", ma sta lavorando per garantire uno sviluppo sostenibile del turismo.

La destinazione è certificata dal Global Sustainable Tourism Council e dispone di numerose politiche per tutelare il patrimonio culturale, storico e naturale delle nove isole.

Le 10 mete più sottovalutate al mondo
Bucovina, Romania
South Dakota, Stati Uniti
Città asturiane, Spagna
Penisola di Osa, Costa Rica
San Martín, Perù
Zambujeira do Mar, Portogallo
Bisbee, Arizona, Stati Uniti
Shenzhen, Cina
Carry-le-Rouet, Francia
Tioga Pass, California, Stati Uniti

La contrapposizione fra più turismo e meno turismo è la domanda sbagliata

 

La Repubblica

Per anni la risposta all’overtourism è sembrata obbligata: se le città d’arte scoppiano di visitatori bisogna tagliarne il numero. Tao Tao, cofondatore e chief operating officer di GetYourGuide, rovescia il ragionamento. «La contrapposizione fra più turismo e meno turismo è la domanda sbagliata. Possiamo avere allo stesso tempo più turismo e un turismo migliore», dice il manager pechinese, da una vita in Europa. Migliore significa soprattutto distribuire i visitatori nello spazio e durante l’anno. I numeri della ricerca Ampliare gli orizzonti, realizzata da Formules su dati proprietari che GetYourGuide presenterà il 6 novembre ad Eureka, la fiera per le imprese culturali e creative di Pordenone, indicano questa tendenza.

Nel 2025 sulla piattaforma erano disponibili esperienze in 105 delle 110 province italiane e in 867 comuni, il 54% sotto i 10mila abitanti. Nel 2026 l’offerta raggiunge 387 comuni delle aree interne. A Roma le prenotazioni fuori città sono state quasi otto volte quelle del 2021. Che cosa può fare davvero una piattaforma contro l’overtourism? «Il digitale offre alle persone uno spazio enorme per lasciarsi ispirare e confrontare alternative», spiega Tao Tao ad Affari&Finanza. «Cinquant’anni fa magari avevi una pagina dedicata a Roma in un catalogo e potevi promuovere tre cose. Oggi puoi confrontare più di mille attività». Dal corso di pasta ai Musei Capitolini fino a una visita fuori porta. Ma l’algoritmo non basta. «Serve una partnership fra pubblico e privato. Le infrastrutture e i trasporti sono importanti: dev’essere semplice raggiungere un luogo meno conosciuto». E bisogna evitare che la redistribuzione sposti il problema altrove. A Firenze, racconta il coo, GetYourGuide ha collaborato con l’amministrazione sulla regolamentazione dei tour legati all’alcol, fonte di lamentele dei residenti: «Il turismo è sostenibile se i residenti non ricevono soltanto benefici economici ma possono continuare a viverci bene». Come portare un turista in un luogo di cui non ha mai sentito parlare? «Non dobbiamo convincerlo — dice Tao Tao — i viaggiatori sono genuinamente curiosi di esplorare». Il digitale serve piuttosto a far combaciare interessi specifici con un’offerta prima difficile da scoprire. L’esempio è Gabii, l’antica città latina fuori Roma: «Ci è voluto un po’ per creare slancio. Ora alcuni tour arrivano già al tutto esaurito — confessa sul rilancio del sito archeologico sulla Prenestina antica — i primi clienti vanno, raccontano che è stato fantastico, postano foto, lo consigliano e poi arrivano altre persone con interessi simili». Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. GetYourGuide utilizza il machine learning nel ranking da quasi dieci anni e personalizza ricerche e raccomandazioni.

Ma Tao Tao non immagina un futuro in cui delegheremo all’AI la costruzione completa delle vacanze. «Alle persone piace guardarsi intorno. È un po’ come fare shopping: non chiedi all’IA che cosa devi metterti e poi compri semplicemente quello che ti indica. Vuoi vedere e confrontare», ragiona. Perché la pianificazione è già parte del viaggio. «Molte persone ci utilizzano il lunedì mattina mentre sono al lavoro. Dopo un bel fine settimana tornano in ufficio e vogliono guardare immagini di avventure. Quell’elemento di ispirazione non scomparirà».

Cresce la voglia di esperienze

È su questo terreno che si gioca anche la crescita di un mercato delle esperienze meno digitalizzato di voli e hotel. GetYourGuide dichiara oltre 200mila esperienze offerte da più di 50mila partner in oltre 18mila città. E il continuo rilancio di concorrenti come Airbnb sul fronte delle esperienze non sembra preoccuparlo: «È positivo, porta maggiore attenzione e fa conoscere questo mercato». La differenza, sostiene, è nel prodotto: «L’alloggio è più simile a una commodity, legata soprattutto a prezzo e disponibilità — dice — le esperienze dipendono molto di più dall’ispirazione». GetYourGuide non sembra infatti intenzionata a trasformarsi nell’ennesima piattaforma per comprare tutto il viaggio. Semmai si sta allargando all’interno dello stesso perimetro: dagli spettacoli di Broadway alle partite Nba, con l’ipotesi di aggiungere il calcio nelle grandi destinazioni europee. «Quando abbiamo fondato GetYourGuide ci dicevano che eravamo l’add-on, l’aggiunta al viaggio — ricorda il manager cinese tornando al 2009 — io penso invece che siano hotel e trasporti a essere le aggiunte. La vera ragione per cui vai a Roma è ciò che vuoi vedere e fare». Secondo lo studio circa il 70% dei clienti ha aggiunto una notte al soggiorno dopo avere scoperto altre attività disponibili.

E l’IA, almeno per ora, non ha causato tagli all’organico. «Zero persone licenziate», risponde Tao Tao. Per il manager è soprattutto uno strumento di produttività: «Libera creatività e capacità. Non sto fra i catastrofisti. Il desiderio e i bisogni umani sono illimitati».