Puntuale all'appuntamento di inizio anno, la selezione dei 52 Places to Go in 2026 del New York Times fotografa per il 2026 appena iniziato un’idea di viaggio sempre più legata a trasformazioni culturali, rigenerazioni urbane, anniversari storici e tutela ambientale. Accanto a mete potentissime e per certi versi inevitabili emergono infatti località, città e persino quartieri e territori meno battuti oltre a destinazioni che stanno vivendo un momento decisivo della propria storia socio-culturale.
L’Italia è presente con tre luoghi molto diversi tra loro mentre il resto del mondo racconta nuove geografie del turismo, tra natura estrema, città che si reinventano e cambiano pelle e percorsi lenti. Una tendenza, quest'ultima consolidata anche da altre indagini e studi sulle preferenze di viaggio.
Breuil-Cervinia: sostenibilità oltre lo sci
Breuil-Cervinia rappresenta il volto alpino dell’Italia che guarda oltre lo sci. Il quotidiano della Grande Mela intercetta in generale il cambiamento delle località di montagna, sempre più orientate a un turismo annuale: escursionismo in quota, paesaggi iconici dominati dal Cervino e infrastrutture che puntano sulla sostenibilità. Cervinia diventa così un simbolo delle Alpi che si adattano al clima che cambia senza rinunciare alla propria identità.
Assisi è invece scelta per una ragione opposta e complementare: la forza della continuità. In un mondo che corre, la città umbra incarna secondo gli editor del NY Times un’idea di viaggio introspettivo, legato alla spiritualità, all’arte medievale e al paesaggio lento che in fondo caratterizza gran parte dell’Italia centrale. Il riconoscimento del conferma il ritorno d’interesse per le città d’arte di medie dimensioni, si spera meno congestionate e più vivibili rispetto ai grandi poli turistici ormai ultra-saturi. E che forse stanno smarrendo un po' della loro anima.
La continuità e la rinascita
Genova chiude il trittico italiano come esempio di rinascita urbana. Il capoluogo ligure, città affascinante e complessa, viene raccontato come un territorio che ha imparato a valorizzare il proprio passato marittimo e industriale, puntando su cultura, nuovo waterfront di Levante (una grande riqualificazione parte del progetto complessivo di Renzo Piano, che sta procedendo con diverse fasi e dovrebbe inaugurare nei primi mesi dell'anno) e molto altro. Una destinazione che intercetta la voglia di scoprire città autentiche, stratificate, pure in questo caso ancora lontane dal turismo di massa più prevedibile.

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