Locarno Film Festival 2025, omaggio a David Lynch



Nella Piazza Grande stipata di pubblico, si è inaugurato mercoledì sera il 38° Locarno film festival. Ad aprirlo, una proiezione a sorpresa: An Unfinsihed Room…, tributo a David Lynch, scomparso lo scorso gennaio. Il cortometraggio è un ripasso nostalgia con spezzoni di Elephant Man, Velluto blu, Cuore selvaggio, Mulholland Drive… tutti i film del grande regista. Fuori campo intanto, la sua voce ricordava il giorno in cui mentre dipingeva all’improvviso capì che a quelle immagini voleva dare il movimento: nasceva il suo cinema. A realizzare il corto è stato lo storico montatore di David, Duwayne Dunham. Che ha anche diretto Legend of the Happy Worker, che doveva essere girato proprio da Lynch ed è stato proiettato ieri a Locarno: un «western senza tempo, commedia umana di una persona semplice, la ricerca del senso della vita in un mondo imperfetto». Aggiunge Dunham: «La storia in questo film è come un quadro astratto, un sogno. Ma il sogno di chi?». Forse dello stesso Lynch. Il festival proseguirà fino al 16. In Piazza Grande arriveranno Emma Thompson e Jackie Chan, Lucy Liu e Alexander Payne. Alla regia e sullo schermo si cimenteranno alcuni “figli”: Julie Pacino regista di I Live Here Now e Agnese Claisse (mamma è Laura Morante) interprete di Don’t Let the Sun. Di italiani in concorso c’è solo Le bambine di Valentina e Nicole Bertani, le sorelle autrici del documentario La timidezza delle chiome, qui al primo film di fiction. Però nelle altre sezione si trova il Vangelo di Giuda di Giulio Base o Bobò di Pippo Delbono. E poi, come da tradizione delle 78 annate di cui è carico, il festival proporrà film legati alle questioni cruciali di oggi, come With Hasan in Gaza.

Il Messaggero

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