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Dall'Ossola alla Svizzera senza frontiere: la Via Francisca diventa una nuova meta turistica


Unire il novarese e il Canton Ticino attraverso le tracce di una storia comune, ignorando i confini e puntando sul turismo lento. È questo l'obiettivo di TRA-ME ("tracce di meraviglie"), il progetto Interreg da oltre 1,4 milioni di euro che intende trasformare l’antica Via Francisca Novarese in una "destinazione turistica diffusa". Il percorso si snoda dal Passo del Lucomagno fino a Novara, attraversando Ossola, Cusio e le valli svizzere.

Un’identità comune oltre la frontiera

Il progetto, che vede il Comune di Omegna come capofila italiano e l’organizzazione turistica regionale bellinzonese e alto Ticino per la parte svizzera, parte da una consapevolezza storica: questo territorio è stato un’unica regione dall’epoca gallo-romana al Medioevo.

Le "tracce" citate nel nome del progetto sono i segni di questo passato condiviso: dai castelli visconteo-sforzeschi che accomunano Novara, Vogogna e Bellinzona, fino alla "via del vetro" tra Domodossola e Locarno e alla firma di architetti ticinesi nella basilica di San Gaudenzio. L'obiettivo è mettere a sistema queste piccole realtà, spesso trascurate singolarmente, per creare un'offerta capace di attrarre circa 50mila turisti all'anno.

Non un cammino, ma un'esperienza completa

A differenza dei classici cammini per escursionisti, TRA-ME propone una destinazione da percorrere con i mezzi pubblici, come la ferrovia panoramica Vigezzina-Centovalli. Il piano prevede lo sviluppo di un centro multimediale, una rete di audioguide e podcast, il recupero del Castello del Motto e una forte valorizzazione della gastronomia tradizionale. Proprio in questi giorni, il 10 e 11 maggio, si è concluso un "educotour" transfrontaliero che ha portato giornalisti e comunicatori tra Domodossola, Malesco, Santa Maria Maggiore e Locarno. Un viaggio test per raccontare un'area dove la cultura alpina non si ferma alla dogana, ma si esprime attraverso musei della pietra ollare, santuari e borghi storici.

Formazione e scuole

Il progetto punta molto anche sulle nuove generazioni. Attraverso percorsi didattici e programmi di scambio, TRA-ME vuole far riscoprire agli studenti delle scuole italiane e svizzere le radici comuni di un comprensorio che per secoli ha condiviso santi, artisti e mercanti. Tra i partner coinvolti figurano anche l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e l’Unione Montana del Cusio e del Mottarone, a conferma del forte radicamento del progetto nel territorio tra le province di Novara e del Vco.


© NovaraToday

Borghi e Dimore Storiche: Il nuovo Patto per il Turismo delle Aree Interne

 


Introduzione: Il fascino discreto dell'Italia "minore" Esiste un'Italia che non si misura in grandi numeri, ma in storie custodite tra mura secolari. Il turismo culturale sta vivendo una metamorfosi profonda: il viaggiatore del 2026 non cerca più solo la città d'arte iconica, ma l'autenticità di borghi e residenze d'epoca dove il tempo sembra essersi fermato.

La Notizia: Comuni e Adsi insieme per il rilancio La notizia del giorno, riportata dai principali media nazionali come Il Sole 24 Ore, riguarda l'accordo strategico tra l'Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).

  • L'Obiettivo: Creare una rete che trasformi le dimore storiche nei "catalizzatori" economici e culturali dei piccoli comuni, specialmente nelle aree interne del Paese.

  • L'Impatto: Non si parla solo di ospitalità, ma di conservazione del patrimonio e indotto locale. Le dimore diventano centri di eventi, mostre e degustazioni, capaci di attrarre un turismo alto-spendente e rispettoso del territorio, contrastando lo spopolamento e valorizzando l'identità locale.

Liste della spesa e quaderni di scuola: scoperti 13.000 nuovi testi degli antichi Egizi


 Anche gli antichi Egizi avevano i loro block notes: non i costosi papiri destinati soprattutto ai testi ufficiali, ma frammenti di ceramica riutilizzati, gli ostraca, i cocci di vasi trasformati in supporti per la scrittura di ogni giorno. Nel complesso archeologico di Athribis, a circa dieci chilometri a ovest del Nilo, sono stati recentemente recuperati circa 13mila nuovi esemplari, portando il totale dei frammenti scoperti a 43mila. Un patrimonio straordinario composto da ricevute fiscali, elenchi, oroscopi, esercizi scolastici e appunti: materiali apparentemente marginali che, nel loro insieme, offrono agli studiosi una preziosa chiave d’accesso alla storia sociale ed economica dell’Egitto lungo oltre un millennio.

Gli scavi, condotti da otto anni da un team dell’Università di Tubinga in collaborazione con il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, hanno restituito una quantità di reperti che non ha eguali tra i siti egiziani noti per questo tipo di materiali. Il complesso di Athribis, situato di fronte all’antica metropoli di Akhmim, a circa 480 chilometri a sud del Cairo, era un importante centro di culto dedicato alla dea leonessa (Ta-)Repit e comprendeva il distretto templare, l’insediamento, la necropoli e le cave di calcare. «Gli ostraca ci mostrano una varietà sorprendente di situazioni di vita quotidiana», ha spiegato Christian Leitz, responsabile degli scavi. «Abbiamo trovato liste di tasse, consegne, brevi annotazioni su attività quotidiane, testi religiosi e certificati sacerdotali che attestano la qualità degli animali destinati al sacrificio».
I testi incisi sui frammenti di ceramica sono redatti in diverse lingue e sistemi di scrittura e coprono un arco temporale di oltre mille anni. Le iscrizioni più antiche finora identificate sono ricevute fiscali in demotico, la forma semplificata della scrittura egizia utilizzata nella vita quotidiana, risalenti al III secolo a.C. Le più recenti, invece, consistono in una sorta di etichette per identificare il contenuto delle anfore, in lingua araba, databili tra il IX e l’XI secolo d.C., nel periodo delle dinastie islamiche. Accanto a queste si trovano testi in greco, geroglifico, ieratico e copto.
È proprio questa varietà a rendere il ritrovamento particolarmente significativo: non la voce ufficiale del potere, come nei papiri, ma una trama minuta di gesti, scambi e relazioni. Tra i contenuti identificati compaiono registri contabili, elenchi di beni, ricevute fiscali e buoni per la consegna di merci. Oltre 130 frammenti riguardano l’astronomia e i segni zodiacali, mentre circa il 4% presenta disegni figurativi o geometrici. Non mancano gli esercizi di scrittura degli studenti, frammenti su cui gli apprendisti scribi copiavano alfabeti, segni o brevi frasi. Un ulteriore gruppo di iscrizioni è legato alle pratiche del clero: inni, preghiere, testi di consacrazione e annotazioni sulle condizioni degli animali offerti in sacrificio. Come nell’arte giapponese del kintsugi, in cui le crepe vengono valorizzate anziché nascoste, anche questi cocci ricomposti permettono di intravedere fragilità, pensieri e abitudini di un’esistenza quotidiana lontana dalla monumentalità e dall’ufficialità dei testi su papiro.
Avvenire

Museo della Scuola Romana, un altro racconto della città Riallestimento e nuove opere nel Casino Nobile di Villa Torlonia


 Un altro modo di raccontare Roma, con l'occhio degli artisti che ne hanno descritto le atmosfere e i cambiamenti tra le due guerre del Novecento.

Un percorso che testimonia anche il legame affettivo di pittori e scultori con lo scenario urbano e gli ambienti privati di una vita.

Il Museo della Scuola Romana riapre le porte ai visitatori il 16 settembre dopo un riallestimento delle sale all' ultimo piano del Casino Nobile di Villa Torlonia e l' arrivo di nuove opere per la mostra ''Sguardi sulla città''. Il progetto, promosso e curato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha riguardato le 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe di Antonietta Raphaёl, Mario Mafai, Scipione, Mirko Basaldella, Leoncillo, Renzo Vespignani, Ferruccio Ferrazzi, Fausto Pirandello, Toti Scialoja, Katy Castellucci, Carlo Levi, Alberto Ziveri. Accanto agli esponenti del Realismo magico e del Ritorno all'ordine come Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Francesco Trombadori, Gisberto Ceracchini, Carlo Socrate, Mario ed Edita Broglio, Giuseppe Capogrossi, Nino Bertoletti, Quirino Ruggeri, e del Tonalismo espresso da Roberto Melli ed Emanuele Cavalli.
    Alla mostra inaugurale ha contribuito anche Bnl Bnp Pariba concedendo anche la serie delle vedute della capitale conosciuta come 'Collezione Roma' pensata da Cesare Zavattini nell' immediato dopoguerra per il produttore cinematografico Ferruccio Caramelli: 54 opere di piccole dimensioni (cm 20x26) dedicate alla città e realizzate tra il 1946 e il 1948 da autori del calibro di Afro a Mafai, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Fausto Pirandello, Renzo Vespignani.
    ''Al visitatore viene restituita una immagine molto sfaccettata di Roma e il grande amore degli artisti per la città, vissuto da ciascuno in maniera molto diversa con una varietà stilistica forte- dice all' ANSA Federica Pirani, direttrice del Patrimonio artistico delle Ville Storiche della Sovrintendenza Capitolina -. Non esiste un unico modo di raccontare l'arte in quegli anni e quali erano i rapporti con il fascismo''. Il Museo della Scuola Romana, che l' anno prossimo festeggia i 20 anni di vita, è stato ripensato secondo nuovi criteri seguendo il filo dei nuclei tematici dei principali contesti, come la Scuola di via Cavour e gli artisti presenti a Villa Strohl-Fern. ''In una sala esporremo le opere della Collezione Zavattini firmate dai maggiori artisti attivi a Roma e da quelli delle generazioni più giovani - spiega Pirani - e potremo mostrare solo in parte che molti pittori hanno lasciato una dedica o piccola poesia alla città sul retro delle loro piccole tele. E' anche questo un paesaggio particolare di Roma''. L' attenzione si è concentrata anche sulle trasformazioni della città con i dipinti che parlano dei cantieri o della città meno epica, e sulle artiste, alle quali da tempo vengono dedicate mostre monografiche. Con più di duecentomila persone l' anno i Musei di Villa Torlonia - il Casino Nobile, Il Casino dei Principi, la Casina delle Civette, La Serra Moresca - sono tra i musei civici più visitati della capitale. ''Abbiamo riaperto il bunker, con il qrcode, i video e le tante visite guidate anche per persone disabili raccontiamo tante storie per capire meglio la città e stiamo cercando di captare pubblici diversi e gli stranieri che vengono a Roma. E' museo dinamico frutto della collaborazione tra pubblico e privato. Non è grande e non può essere esaustivo'' sottolinea ricordandone l' impronta didattica e divulgativa. Il museo - nato grazie all' Archivio della Scuola Romana e all' impegno di Netta Vespignani, Miriam Mafai, Enzo SIciliano e Claudia Terenzi - non ha una vera e propria collezione permanente ma accoglie donazioni e per la maggior parte dipinti e sculture concessi in comodato d'uso dagli eredi degli artisti, ''che si affezionano e ci propongono nuove opere da esporre che altrimenti il pubblico non potrebbe ammirare''.
   Ansa

Turismo, Italia numero uno in Europa per sicurezza e reputazione

Passeggiate serene, accoglienza unica e non solo: il Belpaese si distingue in Europa tra i turisti di tutto il mondo per un'alta percezione di sicurezza in vacanza.

Chi sceglie l’Italia come destinazione di viaggio non viene qui solo per la pasta fatta in casa, le città d’arte o le spiagge da cartolina: viene anche perché si sente al sicuro. Ed è proprio questa la chiave del nuovo primato europeo. Secondo i dati del ministero del Turismo, elaborati su base Data Appeal, l’Italia non solo continua a scalare la classifica del gradimento generale dei turisti, ma conquista addirittura il primo posto per percezione di sicurezza tra i big player del turismo europeo.

Si Viaggia

Dai Paesi dell’Asia-Pacifico cresce la domanda verso l’Italia

 


L’Italia continua ad attrarre visitatori da tutte le regioni del mondo, lo dimostrano gli ultimi dati ENIT sugli arrivi dai Paesi dell’Asia-Pacifico, in occasione della fiera ILTM di Singapore (uno degli eventi di punta nel calendario globale del turismo di lusso).

Nei primi cinque mesi del 2025, infatti, gli arrivi aeroportuali in Italia da quest’area per soggiorni di almeno una notte sono cresciuti di circa il 10% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un picco di passeggeri (83.400, ossia +17,4%) a maggio. La motivazione principale dei viaggi resta il turismo per vacanza e tempo libero, che rappresenta il 93,2% degli arrivi (in crescita del +10,3%). I viaggi per lavoro costituiscono il restante 6,8%, con un incremento del +4,4%.

Nel dettaglio, la Cina guida la classifica con oltre 94.700 arrivi (+8,3% e una quota del 32,6% sul totale dell’area geografica), segue la Corea del Sud con 71.288 passeggeri (+4,3% e un’incidenza del 24,5%), il Giappone registra 42.365 arrivi (+14,9%, pari al 14,6% del totale), l’Australia segna un incremento del +20,7% con 31.915 passeggeri (11%), l’India mostra una crescita del +10% con circa 22mila arrivi e una quota stabile al 7,6%, la Thailandia si distingue per l’incremento più marcato pari al +24,6%, con 9.765 arrivi (3,4%), l’Indonesia conta 4.947 passeggeri in crescita del +22,6% (1,7%) mentre Singapore registra un lieve aumento dello 0,8%, con 13.385 arrivi (4,6%). 

Tra le motivazioni di viaggio le esperienze vanno per la maggiore: tra i turisti australiani crescono i pacchetti gastronomici e del lusso con un 50% in più sulle vendite rispetto al 2024. Soggiorni lunghi (3 settimane) in Costiera Amalfitana, Puglia e Sicilia, oltre che città quali Roma e Milano. Anche i pacchetti che combinano arte, wellness e shopping mostrano buone performance, con aumenti tra il +7% e il +20% ed una permanenza media di 15 giorni. Tra chi arriva dalla Cina, in aumento Sport & Wellness del +20% in città quali Milano, Torino, Cortina, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli; oltre ad un interesse per i viaggi formativi e professionali: il segmento MICE e studio cresce del +12%. Dal Giappone, le prenotazioni dal mercato hanno registrato una crescita media del +29,2% a conferma di un interesse costante verso l’Italia. I pacchetti proposti prevedono una permanenza media di 8 giorni, con itinerari ben strutturati che combinano cultura, paesaggio e gastronomia, oltre allo shopping che rappresenta una componente rilevante, soprattutto a Milano, Venezia e Firenze, dove è percepito come parte dell’esperienza culturale e di lifestyle italiano. 

Questi risultati dimostrano come ancora una volta riusciamo ad attrarre turisti da ogni parte del mondo. Arte, cultura, mare ma non solo: il viaggiatore cerca l’esperienza del Made in Italy, degustando prodotti tipici, immergendosi nelle vie dello shopping o concedendosi momenti di relax e benessere” dichiara Ivana Jelinic, AD ENIT S.p.A.

Enit


Il Locarno Film Festival tra gloria e provincialismo



Un successo oltre ogni aspettativa, per usare le parole del direttore artistico Giona A. Nazzaro. La 78ª edizione del Locarno Film Festival ha registrato affluenza, attenzione mediatica e qualità di programma che hanno confermato la forza di una manifestazione capace di unire piazze gremite, cineasti d’avanguardia e ospiti capaci di far vibrare l’immaginario collettivo. Jackie Chan che si gode le valli del Locarnese, Willem Dafoe visto sul lungolago di Locarno e nei grotti della zona con gli amici, Lucy Liu che scende dall’auto per concedere una foto a una famiglia, Emma Thompson che prolunga la sua permanenza oltre il previsto: sono immagini che raccontano, meglio di tante analisi, la riuscita di un Pardo che ha saputo trasformare la città in palcoscenico internazionale.

A segnare questa edizione è stata anche la presenza costante della presidente Maja Hoffmann, che quest’anno ha vissuto l’intera manifestazione. Diversa nello stile rispetto al suo predecessore Marco Solari – meno radicata nel territorio ma, rispetto all’anno precedente, più incline a dialogare direttamente con il pubblico – Hoffmann ha trasmesso un’idea di festival cosmopolita, in cui la qualità delle opere in concorso e la visione culturale prevalgono sulla dimensione celebrativa. Un cambio di passo che ha mostrato potenzialità nuove, pur richiedendo ancora di rafforzare la comunicazione verso l’esterno.

Il Pardo funziona quando sa tenere insieme questi due mondi: quello internazionale, con un cartellone di film di alto livello, e quello locale, con iniziative che valorizzano il territorio. Ne sono prova la festa di Campari al Casorella, che ha fuso mondanità e patrimonio culturale, o l’evento Swatch che ha condotto i giornalisti internazionali fino al santuario della Madonna del Sasso. Anche il BaseCamp, che ha raccolto l’entusiasmo di centinaia di giovani, e la vittoria del Pardino per il CISA hanno mostrato con forza come formazione e talento locale possano trasformarsi in riconoscimento globale. La «Parda» di Carlo Rampazzi e Sergio Villa, installata in Città Vecchia, ha invece aperto la strada a un possibile «Fuori Festival» diffuso, capace di far respirare arte e creatività anche fuori dalle sale. Meno convincente, invece, l’esperimento delle aperture domenicali dei negozi: con appena il 30% delle saracinesche alzate, l’iniziativa ha lasciato un bilancio in chiaroscuro. Eppure resta un segnale importante: anche l’impegno dei commercianti, se più coeso, potrà contribuire a rafforzare l’attrattiva complessiva del Festival. La crescita passa anche da questi gesti quotidiani.

Non sono mancate, tuttavia, situazioni che hanno dato un sapore di provincialismo e che rischiano di frenare la spinta internazionale del Pardo. Sullo schermo di Piazza Grande, un dibattito era non solo legittimo ma doveroso; alcune argomentazioni si sono però rivelate sterili e pretestuose, trasformando la discussione in una polemica e facendo perdere un’occasione di confronto costruttivo sull’eredità di maestri come Livio Vacchini. La serata del Gran Consiglio, pensata per celebrare il sostegno politico, ha perso parte del suo senso se i deputati invitati non restano per la proiezione: la formula va ripensata, pur riconoscendo che il sostegno delle istituzioni resta vitale e che il ricevimento della Magistrale è un'occasione per far avvicinare i parlamentari alla magia del Pardo. Anche perché l’alternativa a non sostenere il Festival sarebbe infinitamente peggiore: significherebbe indebolire un generatore di turismo, economia e cultura che porta innegabili benefici a tutto il Cantone. Una responsabilità che la politica non può permettersi di eludere. Anche alcuni interventi dal palco hanno lasciato perplessi: quando un premiato trasforma il suo discorso in un elenco di critiche personali, come se ci si volesse togliere sassolini dalle scarpe, il messaggio appare incoerente e fuori luogo. Il pubblico internazionale che arriva a Locarno per celebrare il cinema, e non per assistere a polemiche e frecciatine, si trova inevitabilmente spiazzato: Piazza Grande non è la cornice adeguata a simili esternazioni.

Per contro, la questione di Gaza, esplosa in Piazza Grande con un flashmob e migliaia di cartoline «insanguinate», ha rivelato la capacità del Festival di farsi luogo di confronto civile. La platea si è mostrata matura, capace di ascoltare e di riflettere insieme: un momento che resterà come segno di questa edizione. Resta però cruciale trovare il giusto equilibrio: l’impegno politico e sociale non deve oscurare i contenuti cinematografici, che restano il cuore della manifestazione. È attraverso la qualità del programma, con opere provenienti da Israele, Palestina e Libano, che il Pardo ha saputo esprimere al meglio il suo ruolo di piattaforma pluralista e autorevole.

Locarno ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di un festival: è un rito collettivo che intreccia cinema e territorio, immaginazione e realtà. Per crescere ulteriormente deve però consolidare la sua vocazione internazionale, affrancandosi da quei provincialismi che rischiano di sminuirne la forza. La sfida, per gli anni a venire, sarà proprio questa: unire la capacità di attrarre grandi autori e ospiti di respiro mondiale con la valorizzazione del contesto locale, trasformando le radici territoriali in una risorsa e non in un limite. Solo così il Pardo potrà continuare a ruggire, non solo a Locarno ma nel panorama globale.

cdt.ch

Klee, Chagall e Picasso "Fuori dai confini della realtà", l'allestimento della mostra a Domodossola


 Ai Musei civici Gian Giacomo Galletti l'arte del Novecento è protagonista fino all'11 gennaio 2026

tgcom24

Da Beato Angelico ai Faraoni, 5 mostre da non perdere in autunno. In autunno Man Ray, Belle Époque e tesori


 Sarà un autunno pieno di capolavori irripetibili ed esperienze artistiche ricche di suggestioni quello che ci attende, come dimostrano alcune delle mostre in programma a partire da settembre.

Cinque in particolare gli appuntamenti da non perdere, che spaziano dall'arte antica dei Faraoni alle esperienze avanguardistiche di Man Ray, passando per Beato Angelico, la Belle Époque e le sorprendenti opere di grandi maestri come van Gogh e Picasso provenienti dal Toledo Museum of Art in Ohio (Usa).

A Palazzo Reale di Milano le immagini ironiche, provocanti ed eleganti di Man Ray saranno protagoniste nella grande retrospettiva "Forme di luce", allestita dal 24 settembre all'11 gennaio e curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca.
    Pioniere di linguaggi visivi che continuano a influenzare l'arte, la fotografia, il design e la cultura contemporanea, figura centrale nelle avanguardie del XX secolo, Man Ray viene raccontato attraverso circa trecento opere, tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
    Uno dei padri dell'arte del Rinascimento, maestro nella prospettiva e nell'uso della luce nel rapporto tra figurazione e spazio, Beato Angelico verrà celebrato in una grande mostra allestita a Firenze dal 26 settembre al 25 gennaio nella doppia sede di Palazzo Strozzi e Museo di San Marco. A cura di Carl Brandon Strehlke, Curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, l'esposizione, frutto di 4 anni di lavoro, è la prima grande mostra a Firenze dedicata all'artista dopo settant'anni: il percorso, che riunisce dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e collezioni italiane e internazionali, ma anche da numerose chiese e istituzioni territoriali, affronta la produzione, lo sviluppo e l'influenza dell'arte di Beato Angelico in dialogo con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.
    Svelare l'eleganza, la modernità e il fascino della Parigi fin-de-siècle, osservata anche attraverso lo sguardo degli artisti italiani tra cui Boldini, De Nittis e Corcos: a Palazzo Blu di Pisa dal 14 ottobre al 7 aprile sarà allestita la grande mostra "Belle Époque" a cura di Francesca Dini. Ripercorrendo i momenti salienti di quel periodo, dagli sconvolgimenti politici del 1870 all'affermazione della Parigi moderna, la mostra presenta opere provenienti da istituzioni italiane e internazionali tra cui il Musée d'Orsay e il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, le Gallerie degli Uffizi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte oltre a collezioni private per la prima volta accessibili al pubblico.
    Dal 24 ottobre oltre 130 opere provenienti dai musei più importanti d'Egitto permetteranno ai visitatori di immergersi nelle meraviglie e nei misteri dell'epoca degli antichi Egizi grazie alla mostra "Tesori dei Faraoni", in programma alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 3 maggio, curata dal Dr.
    Tarek El Awady. Evento di portata storica (è infatti solo la seconda volta che l'Egitto autorizza la presentazione di una mostra di tale rilievo in Italia, dopo quella a Palazzo Grassi di Venezia nel 2002-2003 che contava 80 pezzi), l'esposizione offre una panoramica eccezionale prendendo spunto dalle origini della civiltà faraonica fino allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, includendo anche le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.
    Tra i pezzi esposti più importanti la Triade di Micerino, il sarcofago d'oro della regina Ahhotep, la maschera funeraria d'oro di Amenemope, la copertura funeraria d'oro del faraone Psusennes I, le statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III.
    "Da Picasso a van Gogh. Capolavori dal Toledo Museum of Art.
    Storie di pittura dall'astrazione all'impressionismo" è la grande mostra, organizzata da Toledo Museum of Art e Linea d'ombra, a cura di Marco Goldin, in programma al Museo di Santa Caterina di Treviso dal 15 novembre al 10 maggio. Unica tappa europea, l'esposizione riunisce 60 opere di grande prestigio (basti pensare che insieme raggiungono il valore di un miliardo di euro) in un percorso a ritroso nella storia dell'arte: partendo dall'astrazione americana del secondo Novecento, da Richard Diebenkorn a Morris Louis, da Ad Reinhardt a Helen Frankenthaler, si arriva poi ad alcune esperienze capitali dell'astrazione invece europea, da Ben Nicholson e Josef Albers fino a Piet Mondrian e Paul Klee, per approfondire quindi il passaggio dal '900 all'800 e di seguito i tre grandi temi, la natura morta, le figure e i ritratti, i paesaggi.


Ansa

Reggio Emilia, in Piazza Casotti giovedì 21 agosto ritorna la rassegna “b.û.ş.”

REGGIO EMILIA – Proseguono gli appuntamenti di “b.û.ş. – bastava uno spazio”, la nuova rassegna estiva ideata e promossa dall’Assessorato a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia con le serate dedicate alla creatività e all’espressione giovanile under 35 tra musica dal vivo, live painting, dibattiti, workshop, spettacoli, DJ set, incontri e presentazioni.Una preziosa occasione rivolta ai giovani per portare nello spazio pubblico la propria arte e passione attraverso sguardi e linguaggi contemporanei.

La quarta serata, in programma giovedì 21 agosto dalle ore 20 (ingresso libero e gratuito), si aprirà con gli amati “Digital Freaks”, la community di innovazione digitale nata nel 2021 durante il primo percorso d’incubazione d’impresa a impatto sociale promosso dal Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, che si propone di diffondere la cultura digitale e tecnologica,mettere in rete conoscenze sociali, economiche e tecnologiche e sviluppare competenze innovative orientate all’inclusione e al riuso etico. I “Digital Freaks” proporranno il laboratorio “Meme vs fake news: tra risate e manipolazione”, un viaggio per conoscere meglio due aspetti centrali della comunicazione: i meme, protagonisti di risate e campioni di condivisioni sui social, e le fake news che disorientano e creano divisione online. Un’occasione per comprendere e, insieme, imparare a difendersi con ironia tra creatività, consapevolezza e pensiero critico.

Seguiranno i “Por.Po.Ra” con “Gara di bugie”, uno spettacolo teatrale in chiave ironica con protagonisti due bugiardi che si sfideranno a colpi di menzogne per ottenere il favore del pubblico. Creatività, improvvisazione e utilizzo della retorica saranno gli strumenti con cui ribaltare le situazioni che si presenteranno. Al pubblico l’arduo compito di decretare il vincitore.

A chiudere la serata l’evento “Afasia 2.0 – Psicologia e danza”. Chi è affetto da afasia vive spesso all’ombra della società. In questa performance la danza, attraverso una serie di pratiche guidate, diventerà il linguaggio tramite cui esplorare e comunicare il proprio mondo interiore, le proprie emozioni, il proprio corpo; un potente mezzo espressivo e strumento terapeutico.

I prossimi appuntamenti della rassegna, tutti a ingresso libero e gratuito, sono in programma sabato 13 e giovedì 18 settembre 2025.

Maggiori informazioni: https://www.comune.reggioemilia.it/vivere-reggio-emilia/eventi/b-u-s-bastava-uno-spazio

Stampa Reggiana

Palio di Siena oggi sabato 16 agosto 2025: orario, contrade, dove vederlo


L'attesa è finita. O quasi. Dopo una settimana febbrile, tra assegnazioni, prove, pioggia improvvisa e sguardi rivolti al cielo, Siena è pronta a ritrovare il suo rito più antico e identitario. Oggi, sabato 16 agosto, alle ore 19, tempo permettendo, si correrà il Palio dell'Assunta 2025, e Piazza del Campo è già una marea di emozioni, colori e tensione.

La città vive il Palio non come un evento, ma come un battito del cuore collettivo. In gara ci saranno dieci Contrade: Pantera, Tartuca, Drago, Bruco, Giraffa, Aquila, Leocorno, Onda, Civetta e Valdimontone. Dieci bandiere, dieci popoli, dieci storie che si intrecciano in pochi minuti di corsa, ma che iniziano a scriversi mesi prima. E che oggi potrebbero entrare nella leggenda.
I pronostici

Tutti gli occhi sono puntati su Leocorno, che ha pescato il binomio da sogno: il cavallo Diodoro montato da Giovanni Atzeni detto Tittia, il fuoriclasse dei Palii, già trionfatore a luglio con l’Oca. In caso di vittoria, sarebbe “cappotto” – ovvero la conquista di entrambi i Palii annuali – con lo stesso cavallo: un’impresa rarissima, che lo proietterebbe ancora più vicino al mito di Aceto (14 vittorie). Con 11 successi alle spalle, Tittia ha ormai confidenza con la storia. Ma Siena non regala mai vittorie, e soprattutto la Civetta, rivale storica del Leocorno, è pronta a rovinare la festa. Con Benitos e Scompiglio (alias Jonatan Bartoletti), la contrada del gufo ha messo in campo un’accoppiata da battaglia: Benitos ha già vinto proprio l’anno scorso, mentre Scompiglio è un veterano che conosce il tufo come le sue tasche.

Non solo loro: Pantera, con il promettente Dino Pes detto Velluto su Viso d’Angelo, ha mostrato forza e affiatamento nelle prove. Occhi puntati anche su Valdimontone, che schiera l’esperto Gingillo (Giuseppe Zedde) su Anda e Bola, cavallo da sempre vicino al successo. La corsa, come sempre, è apertissima.

Ancora una volta sarà un Palio che “parla sardo”: nove cavalli su dieci arrivano dalla Sardegna, cuore dell’allevamento anglo-arabo italiano, e otto fantini su dieci sono originari dell’isola. Una dominanza tecnica e culturale che conferma il legame tra l’isola e Piazza del Campo. L’unico cavallo toscano è proprio Diodoro, cresciuto a pochi chilometri da Siena, quasi a voler sottolineare quanto il destino del Palio sappia sempre intrecciare le radici e l’imprevisto. Quella di ieri è stata una vigilia turbolenta. Dopo una prima prova vinta dalla Pantera e la rivincita della Tartuca nella seconda, la pioggia del giovedì pomeriggio ha interrotto la terza prova, costringendo il sindaco Nicoletta Fabio a sospendere l’evento per ragioni di sicurezza. Un segnale ormai consueto: l’agosto senese è sempre più imprevedibile. Ma la città ha imparato ad aspettare.

Ieri si è svolta la prova generale, anticamera solenne della corsa vera, con l’uscita delle Contrade dal Cortile del Podestà e l’aria densa di pathos e canto. E' stata la Nobil Contrada del Bruco a vincere questa volta con il cavallo Diamante Grigio e il fantino Mattia Chiavassa detto Tambani.
Quali vip tra il pubblico

Siena, in queste ore, è un palcoscenico internazionale. Nelle vie medievali si mischiano i contradaioli, i senesi di ritorno, i turisti e anche il jet set: Eddie Redmayne è stato visto alle prime prove, e domani potrebbero affacciarsi Sting e Madonna dai palchetti privati. Fra gli ospiti istituzionali, attesi anche il vicesindaco di Parigi Arnaud Ngatcha, l’ambasciatore italiano in Cina Massimo Ambrosetti, e numerosi attori italiani tra cui Maurizio Lastrico e Matteo Martari.

Il Drappellone, opera dell’artista Francesco De Grandi, è stato svelato alla città tra gli squilli delle chiarine domenica 10 agosto. È lui il simbolo della gloria che oggi una contrada stringerà fra le mani. Un cencio che non è solo arte, ma identità.

E oggi, la Carriera. Alle ore 19 in punto, dopo il Corteo Storico, toccherà al mossiere Renato Bircolotti chiamare i cavalli ai canapi, in base al numero d’orecchio assegnato nei sorteggi. L’ordine è il seguente: Drago, Aquila, Valdimontone, Bruco, Leocorno, Pantera, Onda, Civetta, Giraffa, con la Tartuca alla rincorsa. Poi, silenzio. E l’esplosione. Sarà un Palio segnato dalla rivalità, dalla tecnica, dalla tensione e – come sempre – dall’imprevedibile. Perché a Siena, non basta essere favoriti: bisogna saper vincere la corsa più bella del mondo. La diretta tv è su La7, con la telecronaca di Pierluigi Pardo e il commento di Giovanni Mazzini. (di Paolo Martini)
Adnkronos

Viaggi, amori, guerre e personaggi: le mostre non vanno in vacanza


 Dall’arte rinascimentale ai grandi fotografi del Novecento, dalla potenza scultorea di Canova alle installazioni visionarie, l’estate 2025 invita a scoprire musei e mostre che resteranno aperti anche nel weekend Ferragosto

Pochi sanno che la tradizione di “viaggiare per vedere bellezza” a metà agosto non è affatto recente. Già nell’Ottocento, i borghesi e gli aristocratici italiani approfittavano del Ferragosto per visitare collezioni private e gallerie aperte solo in occasioni speciali.

Era un modo per mostrare il proprio gusto, ma anche per sfuggire al caldo cittadino rifugiandosi in ambienti freschi e raffinati. Oggi, la stessa pratica sopravvive nei nostri musei climatizzati, dove si può ammirare un Canova senza dover sopportare il sole a picco.

Milano e la maestosità di Brera

Iniziamo dal cuore pulsante della cultura lombarda: la Pinacoteca di Brera, che non si limita a custodire una delle collezioni più prestigiose d’Italia, ma quest’anno ospita La Bellezza e l’Ideale, un incontro tra la Collezione Canova di Banca Ifis e la Pinacoteca viaggiante. Un’occasione imperdibile per ammirare il genio dello scultore che seppe trasformare il marmo in carne e sentimento.

A pochi passi, a Palazzo Citterio, il Ferragosto si colora di linguaggi contemporanei con Once Again di Chiara Dynys, la ricerca fotografica e digitale di Kevin Abosch in Parallax e le opere di Pietro Geranzani in Anteguerra, che dialogano con la memoria storica e il presente inquieto.

Torino: tra Rinascimento e Secessione Spostandoci verso

il Piemonte, i Musei Reali di Torino propongono una triade di mostre che sembra un viaggio tra epoche e sensibilità artistiche: Da Botticelli a Mucha.

Bellezza Natura Seduzione è un inno alla grazia senza tempo, mentre Asa Nisi Masa di Giuseppe Maraniello invade i Giardini Reali e la Galleria Sabauda con opere enigmatiche.

Nella Cappella della Sindone, Annalaura di Luggo con Oculus-Spei offre un’esperienza immersiva che trasforma lo spazio sacro in un luogo di riflessione sullo sguardo e sulla speranza.

Arte e follia sul lago di Como

Sul ramo lecchese del lago di Como, Palazzo delle Paure a Lecco esplora il legame tra arte e follia con Antonio Ligabue e l’arte degli outsider. Un percorso che avvicina il visitatore alle visioni tormentate e straordinariamente vive di artisti che hanno creato lontano dai canoni e dalle accademie.

Alta Langa e Pontremoli: arte fuori dai circuiti

Chi preferisce un Ferragosto lontano dalle grandi città troverà pane per i suoi occhi (e per il palato) nell’Alta Langa, dove la prima biennale Olimpia porta l’arte contemporanea tra colline e borghi, trasformando paesaggi da cartolina in scenografie d’avanguardia.

A Pontremoli, invece, la Grande Brera in Tour porta tre capolavori di Francesco Hayez, un’occasione preziosa per vedere da vicino opere di uno dei maestri dell’Ottocento italiano in un contesto inedito.

Perugia e il fascino di Modigliani

La Galleria Nazionale dell’Umbria celebra Ferragosto con due mostre che da sole giustificherebbero il viaggio: le fotografie di Gianni Berengo Gardin nello studio di Giorgio Morandi e l’esposizione di Nu couché di Amedeo Modigliani, capolavoro del 1917-1918. Due modi opposti di guardare: l’occhio discreto del fotografo e l’intensità carnale del pittore.

Possagno e il dialogo tra Canova e Scarpa

Il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno unisce la purezza neoclassica delle sculture di Canova alla raffinatezza architettonica di Carlo Scarpa con Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Un incontro che fonde materia, luce e spazio, ideale per un Ferragosto all’insegna dell’eleganza.

Ascona e l’arte oltreconfine

Per chi vuole varcare i confini, Ascona offre due appuntamenti imperdibili: Flowers of My Desire di Joana Vasconcelos, esplosione di colori e forme che trasformano il tessile in scultura monumentale, e Un monumento alla bellezza di Félix Vallotton, pittore e incisore simbolista dalla raffinatezza estrema. Due mondi lontani, uniti dalla capacità di affascinare e stupire.

Un Ferragosto d’arte: un invito alla lentezza

Visitare un museo a Ferragosto significa vivere la festa in modo diverso: lontani dal rumore, immersi nella luce filtrata delle sale espositive, in dialogo silenzioso con opere che attraversano i secoli. È un atto di lentezza e di resistenza al frenetico scorrere dell’estate.

Che si scelga la monumentalità di Brera, la freschezza contemporanea dell’Alta Langa o la raffinatezza di Vallotton ad Ascona, l’importante è lasciarsi guidare dalla curiosità. Perché l’arte, più del mare o della montagna, ha la capacità di restare con noi anche dopo il ritorno a casa, come un ricordo che non sbiadisce.
liberiamo.it

Viaggi in mongolfiera per scoprire dall’alto i tesori della Campania e della Sicilia


Riscoprire un territorio con occhi nuovi: lentamente, dall’alto, con emozione. E’ quanto promette “Volare sull’Arte, un’iniziativa che promuove un turismo sostenibile e autentico, fatto di piccoli viaggi in mongolfiera che consentono (per ora) di scoprire molti dei tesori nascosti di Campania e Sicilia Nel silenzio che avvolge i cieli di Campania e Sicilia, “Volare sull’Arte” trasforma ogni sguardo in meraviglia. Tra le nuvole, in mongolfiera, si ha il privilegio esclusivo di ammirare le bellezze storico-artistiche da un punto di vista unico, sospesi nell’aria. Sono due le prime avventure esperienziali di volo libero a cui partecipare, tra degustazioni di prelibatezze che raccontano la terra, notti magiche in residenze che sussurrano storia, esplorazioni guidate che svelano segreti, e incontri intimi con tesori museali.

La Valle del Volturno e la magia dell’Etna

In Campania, il volo accarezza la Valle del Volturno, gioiello verde incastonato tra vette maestose e borghi medievali che sembrano usciti da una fiaba, per ammirare dall’alto la Via Francigena. Un’iniziativa che Volare sull’Arte organizza in partnership con il Comune di Alife (CE), le strutture ricettive della zona e Love Matese, creando un’offerta turistica congiunta.

In Sicilia lo sguardo si perde nell’infinito di panorami che fanno tremare l’anima, dal maestoso Etna che respira fuoco ai misteriosi calanchi. La base del decollo è suggestiva: all’interno dei Calanchi del Cannizzola. Grazie ad un accordo con il Comune di Centuripe (EN), si potrà vivere questo territorio da una prospettiva unica, coinvolgendo gli operatori turistici locali.

Un’esperienza in sicurezza

Il pallone, legato alla terra con corde di sicurezza, si può elevare dolcemente fino a 20 metri, regalando una vista esclusiva su contesti dove l’arte danza con il paesaggio, abbraccia l’archeologia e bacia la storia. Questa esperienza itinerante trova casa ogni mese in un giardino incantato che si affaccia sull’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo colosso dell’antichità dopo il Colosseo, leggendario per aver ospitato i primi duelli dei gladiatori e intimamente connesso alla saga di Spartaco. Ogni volo è un’occasione per scoprire l’Italia meno nota, ma profondamente autentica, dove l’accoglienza è ancora un valore e ogni incontro diventa racconto. L’iniziativa si rivolge a viaggiatori italiani e stranieri, appassionati di arte e natura, che cercano sapori genuini e emozioni nuove. La massima sicurezza è garantita, grazie a piloti certificati dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e a protocolli di manutenzione rigorosi e ogni volo è coperto da assicurazioni specifiche, per offrire ai passeggeri tranquillità assoluta mentre si godono l’emozione di fluttuare nel cielo. I voli — liberi o frenati — offrono prospettive uniche su borghi, paesaggi e patrimoni culturali, lontano dai circuiti del turismo di massa, grazie alla collaborazione con con enti e comunità locali per costruire esperienze che lasciano un segno: vere, profonde, memorabili. Perché ogni luogo merita di essere raccontato con rispetto, e ogni viaggio può diventare arte. (www.volaresullarte.com)

in ilsole24ore

Firenze: bbonamenti su misura. Più viaggi, meno paghi. Bus e tram low cost: "Noi primi in Italia"

 

Un bonus per premiare chi usa i mezzi pubblici: promozioni estese a tutti. Chi si muoverà in modo sostenibile potrà risparmiare fino a 170 euro l’anno. La sindaca Funaro: "Sconti dell’80% per alcuni utenti: investiti 4 milioni".

Viaggiare sui mezzi pubblici non sarà solo più comodo, ma anche più conveniente. È questo il principio alla base di una vera e propria rivoluzione introdotta da Palazzo Vecchio: con il nuovo bonus “Ti porta Firenze”, chi usa di più tram, bus e treni urbani pagherà meno. Il sistema è semplice: per ogni mese in cui si effettua una media di almeno 20 corse, l’abbonamento costerà molto meno. Studenti e famiglie a basso reddito potranno arrivare a spendere solo 5 euro al mese, mentre il massimo sarà di 20 euro per tutti gli altri. Una misura concreta per combattere il caro vita, ampliare l’accesso alla mobilità sostenibile e premiare chi sceglie il trasporto pubblico ogni giorno. Il bonus non è più riservato solo a studenti o nuovi abbonati: adesso vale per tutti, ed è modulato in base all’Indicatore della situazione economina.

Si parte da: 5 euro al mese per gli studenti con Isee sotto i 36mila euro; 10 euro al mese per gli altri abbonati con lo stesso Isee; 20 euro al mese per tutti gli altri. Chi aderisce avrà un abbonamento trimestrale, rinnovabile fino a quattro volte all’anno, e per mantenerlo basterà convalidare almeno 20 viaggi al mese. Niente complicazioni: una volta saliti a bordo, sarà sufficiente inquadrare il QR code presente vicino all’obliteratrice tramite l’App IF, che da fine agosto aprirà la sezione dedicata al bonus.

L’obiettivo è duplice: da un lato aiutare economicamente le famiglie, con risparmi fino a 170 euro l’anno, dall’altro favorire una mobilità più pulita e sostenibile, riducendo auto, traffico e smog. I dati lo dimostrano: servono 663 auto per spostare 1.000 persone, con un impatto ambientale enorme, mentre bastano 10 bus o 4 tram per lo stesso risultato, con emissioni drasticamente più basse. Firenze scommette su una città più vivibile, più equa e più verde. E lo fa con un progetto innovativo, che punta a cambiare le abitudini premiando chi sceglie ogni giorno il trasporto pubblico. Una misura che unisce tecnologia, sostenibilità e sostegno concreto ai cittadini. E che, forse, potrebbe presto fare scuola anche in altre città italiane.

"Abbiamo deciso di investire in modo consistente sul trasporto pubblico e sulle agevolazioni per i cittadini – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro –. Quella che presentiamo è una misura sperimentale importantissima e innovativa, unica in Italia, abbiamo deciso di investire 4 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a 25mila abbonamento agevolati e andare verso la gratuità del trasporto pubblico. Già con questo bonus arriveremo per alcune tipologie di utenti a uno sconto dell’80% rispetto al costo di un abbonamento ordinario. Vogliamo fare in modo che i fiorentini e le fiorentine utilizzino meno l’auto e più il trasporto pubblico per avere una città vivibile e più sostenibile. Firenze è la prima città in Italia che sperimenta una iniziativa di questo tipo: non è il punto di arrivo ma il punto di partenza. Il nostro obiettivo è quello di andare verso la gratuità e, quindi, estendere sempre di più le agevolazioni per i cittadini".

I termini per richiedere il nuovo bonus per il trasporto pubblico locale sono dal 25 agosto al 12 novembre salvo esaurimento dei fondi disponibili, e non è cumulabile con altre agevolazioni. È riservato ai residenti a Firenze e ha la durata sperimentale di un anno. Inoltre, chi partecipa a “Ti Porta Firenze” e ha un abbonamento al tpl può utilizzare anche il bike sharing gratuito fino al 31 dicembre 2025. Per le bici tradizionali si tratta di un uso illimitato per 30 giorni; per le e-bike sono 60 minuti gratuiti (da usare entro 30 giorni dalla richiesta) ripetibili due volte al mese. Sull’App Ridemovi è attivabile un coupon con il pass fornito da Autolinee Toscane agli abbonati. Una volta scaduto si può richiedere il secondo coupon, successivamente il servizio torna a pagamento fino al mese successivo.

"È una misura rivoluzionaria perché leghiamo il costo degli abbonamenti non soltanto al reddito, con risparmi enormi per tutti in primis per le famiglie a redditi medi e bassi che sono quelle oggi più in difficoltà e che potranno risparmiare fino a 170 euro, ma anche all’utilizzo dei mezzi pubblici che vogliamo incentivare il più possibile – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio, che ha portato la delibera nell’ultima seduta della giunta –. È un’operazione particolarmente innovativa dal punto di vista sociale perché diamo una risposta concreta alle persone raddoppiando la platea dei beneficiari che c’erano in passato e coinvolgendo tutti gli abbonati".

lanazione.it

Nel lungo weekend di Ferragosto 2025, Castelli Aperti torna in Piemonte


Nel lungo weekend di Ferragosto 2025, Castelli Aperti torna con un appuntamento atteso che, in occasione della sua trentesima edizione, consente di accedere a oltre 60 siti culturali distribuiti in tutte le province del Piemonte. Da venerdì 15 a domenica 17 agosto 2025, antiche dimore, borghi e residenze storiche aprono le proprie porte al pubblico con visite guidate, mostre, percorsi a tema e degustazioni. L’iniziativa si rivolge a chi desidera vivere il Ferragosto all’insegna dell’arte e della storia, attraversando luoghi di rara bellezza che raccontano secoli di vita e tradizioni.

Dai vigneti del Monferrato alle valli del Cuneese, dai borghi medievali del Biellese alle residenze nobiliari del Torinese, il programma si snoda tra itinerari affascinanti. Si segnalano, tra gli altri, il Castello di Monastero Bormida, animato da figuranti in costume; il Castello Reale di Govone e il Museo del Vino di Barolo; il raffinato Castello Dal Pozzo nel Novarese; e la suggestiva cornice del Castello di Miradolo, dove l’arte contemporanea si intreccia con l’eleganza del paesaggio. Per scoprire tutti i luoghi aderenti e i dettagli delle singole aperture, è possibile consultare il sito ufficiale di Castelli Aperti.

guidatorino.com

#TurismoCulturale! Dal 2006, il nostro blog è il vostro punto di riferimento per scoprire notizie su viaggi, eventi locali e molto altro

 


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Viaggi, Arte: Le mostre di Ferragosto, da Berengo Gardin a Hiroshige Aperture anche nei musei statali e nei parchi archeologici


 Ansa

Da Berengo Gardin, scomparso una settimana fa, a Hiroshige, e poi Meyerowitz e Hoyningen-Huene, fino ai libri d'artista: le mostre non si fermano neppure a Ferragosto, con tante proposte espositive visitabili in questa settimana, anche nel giorno della festa simbolo dell'estate.

Inoltre, il 15 agosto molti musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali (tra cui castelli, abbazie, complessi monumentali, ville e giardini) resteranno aperti.

PERUGIA - Fino al 28 settembre la Galleria Nazionale dell'Umbria ospita la mostra "Gianni Berengo Gardin fotografa lo studio di Giorgio Morandi", a cura di Alessandra Mauro. Per il pubblico la possibilità di entrare nell'atelier di uno dei più grandi artisti del Novecento attraverso lo sguardo di Berengo Gardin, maestro assoluto della fotografia scomparso la scorsa settimana. La mostra, aperta anche il 15 agosto, raccoglie 21 dei più significativi scatti realizzati dal fotografo nel 1993, quando fu chiamato per documentare i luoghi dove aveva lavorato il grande pittore emiliano. BRESCIA - Al Museo di Santa Giulia "Joel Meyerowitz. Sense of Wonder Fotografie 1962-2022", allestita fino al 24 agosto e aperta regolarmente a Ferragosto: a cura di Denis Curti, la mostra ricostruisce attraverso oltre 90 opere l'intera carriera del fotografo americano, dagli anni Sessanta del secolo scorso ai nostri giorni. Per la prima volta in Italia, sono presentati anche gli autoscatti realizzati durante il periodo del lockdown del 2020.TORINO - È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tokaido", a cura di Laura Vigo, allestita al Mao Museo d'arte orientale, aperta con orario regolare. Prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell'arte giapponese dell'Ottocento, di proprietà di UniCredit, la mostra prevede l'esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.

ROMA - Nella giornata di venerdì 15 agosto, tutti i Musei civici e le Aree archeologiche di Roma Capitale saranno al pubblico con tariffe e orari ordinari. Apertura straordinaria, invece, per il Bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia, accessibili con speciali turni di visita per singoli e per gruppi. Tra le mostre in programma anche quella di "George Hoyningen-Huene Art.Fashion.Cinema" al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 19 ottobre: a cura di Susanna Brown, il percorso racconta la carriera del fotografo attraverso oltre 100 scatti; sempre nelle sale al primo piano di Palazzo Braschi anche l'esposizione "Amano Corpus Animae" che celebra i cinquant'anni di carriera di Yoshitaka Amano, maestro dell'animazione, raccogliendo più di 200 tra opere originali, cel d'animazione e oggetti di culto.

MILANO - Alla sede milanese delle Gallerie d'Italia (così come nelle altre sedi di Napoli, Torino e Vicenza) porte eccezionalmente aperte con ingresso gratuito a Ferragosto: tra le mostre visitabili anche "Una collezione inattesa. La Nuova Arte degli Anni Sessanta e un Omaggio a Robert Rauschenberg", a cura di Luca Massimo Barbero. Il percorso espositivo presenta un viaggio ricco e articolato in oltre 60 opere, che attraversa la grande sperimentazione radicale degli anni Sessanta, per arrivare agli sviluppi del decennio successivo. BOLOGNA - Anche a Bologna, in occasione di Ferragosto, i Musei Civici saranno aperti per l'intera giornata con orario uniforme e continuato dalle 10.00 alle 19.00. Tra gli appuntamenti espositivi, la mostra "Per imagines. Classici latini e libri d'artista da Dürer a Picasso", al Museo Civico Medievale fino al 5 ottobre: a cura di Francesco Citti e Daniele Pellacani, in un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell'arte contemporanea, l'esposizione sottolinea quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell'arte europea. Per farlo, è stato scelto come lente di indagine il libro d'artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell'incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio 'materiale' dell'interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno. 

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Estate Non solo crisi, cambia radicalmente il modello di vacanza Per risparmiare addio alle ferie d'agosto e viaggi più brevi


 Ansa

C'è il caro prezzi che non riguarda solo lettini e ombrelloni ma anche trasporti (in primis i voli aerei), ristoranti, hotel, divertimenti vari e musei.

Ma forse in atto c'è anche un cambio del modello di vacanza a cui siamo abituati che vedeva agosto e il mare a fare la parte del leone per l'estate. Per sapere se questo sia vero e se sia un fatto positivo oppure negativo, bisognerà attendere il consuntivo di questa estate 2025 rovente non solo per colpa del solleone ma anche per le numerose polemiche.

Polemiche che coinvolgono sempre di più anche la politica tanto da far scendere in campo la premier Giorgia Meloni: "Negli ultimi giorni, tra le diverse uscite, anche la segretaria del Pd Elly Schlein ha lasciato intendere che il turismo italiano fosse in crisi. Peccato che, poche ore dopo la sua uscita, i dati ufficiali del Viminale - tratti dalla banca dati 'Alloggiati web' della Polizia di Stato - abbiano certificato l'esatto contrario, con arrivi in crescita e milioni di visitatori nelle nostre strutture ricettive.

Dal canto loro la ministra Daniela Santanchè e il ministero del Turismo, nei giorni scorsi, avevano dimostrato ottimismo: "Sempre più turisti scelgono i 'mesi di spalla' invece che soltanto agosto" e "sempre più le mete si allargano e la meta prescelta non è più solo mare, ma anche montagna, città d'arte e aree interne e mete non esattamente canoniche".

"Molte persone - fa notare Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia - scelgono la montagna, i laghi, le città d'arte o l'estero: nel 2024, ad esempio, il 10,8% degli italiani ha optato per la montagna e quasi il 3% per i laghi. Il mare resta la meta preferita, ma oggi viene vissuto in modo più flessibile e frammentato. Allo stesso tempo, le vacanze lunghe di un mese o più non sono più la norma: ci si muove per periodi brevi o molto brevi, concentrandosi su uno o due weekend al massimo o scegliendo una settimana mordi e fuggi. Non è un caso se gli stabilimenti tornano pieni nei fine settimana, da maggio a settembre inoltrato".

Anche sul fronte economico il quadro è complesso. "Dal 2012 al 2025 le tariffe di noleggio balneare - ragiona - sono cresciute mediamente del 20%, pari a circa meno del 2% medio annuo: un incremento contenuto se rapportato all'inflazione post-Covid, che tra il 2021 e il 2023 ha oscillato tra l'1,9% e l'8,1%, riducendo il potere d'acquisto delle famiglie con le retribuzioni in media inferiori di oltre il 12%. Nello stesso periodo, il costo del lavoro dipendente stagionale è quasi triplicato, arrivando a 110 euro giornalieri per lavoratore".

Alla sfida interna si somma quella internazionale: in destinazioni come il Montenegro o Corfù l'Iva sul turismo è al 5%, condizione che in teoria permetterebbe di mantenere prezzi più bassi. "Tuttavia, il confronto reale dimostra che l'Italia resta competitiva: una settimana di ospitalità in Grecia o Croazia costa in media 600 euro a persona, mentre per le stesse condizioni in Italia (che può offrire sia città d'arte che località balneari) la spesa media è di circa 500 euro a persona" continua.

La nota dolente dei prezzi rimane, tanto che in moltissimi dicono addio alla villeggiatura lunga concentrata ad agosto, in favore di viaggi più frequenti e più brevi spalmati tra giugno, luglio e settembre: le vacanze estive, tra trasporti, alloggi e servizi connessi, - calcola il Codacons - costano in media il 30% in più rispetto all'era pre-Covid, un aumento della spesa che ha profondamente modificato le abitudini degli italiani. A subire i rincari più pesanti è stato il comparto del trasporto aereo - analizza l'associazione - e oggi i voli nazionali costano in media l'81,5% in più rispetto allo stesso periodo di sei anni fa, +67,8% i voli europei. I prezzi dei traghetti sono saliti nello stesso periodo del 13,9%, quelli dei treni del +10,7%, autobus e pullman +10,1%. Spostarsi con un'auto a noleggio è più caro del 21,6%. Chi invece preferisce optare per un pacchetto vacanza si ritrova a spendere il 56,6% in più rispetto al 2019, e per dormire fuori occorre fare i conti con i rincari delle strutture ricettive: nello stesso periodo i listini di alberghi e motel sono saliti del 42,6%, villaggi vacanza e campeggi segnano un +12,7%, b&b, case vacanza e alloggi in altre strutture +22,7%. Rincarati anche parchi divertimento (+21,4%), musei e monumenti (+20,5%), parchi nazionali, zoo e giardini (+13%). Per una cena al ristorante o in pizzeria si spende questa estate il 22,5% in più, ma anche consumare uno spritz al tramonto sarà più salato rispetto all'era pre-Covid, con gli aperitivi alcolici rincarati del +18,2%, mentre la birra sale del +17,2%: va peggio agli astemi, dal momento che i prezzi delle bibite analcoliche aumentano del +28,8%.