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L'estate di San Francisco. Appuntamenti, musei e nuovi itinerari nella città californiana

di Ida Bini

Per la San Francisco Travel Association, l’organizzazione ufficiale di marketing turistico della città e della contea californiane, il numero dei visitatori italiani a San Francisco è in continuo aumento: l’anno scorso 103mila connazionali hanno viaggiato nella città americana, classificandosi quarto Paese al mondo per le visite. I motivi di questo successo sono persino ovvi: la bella città della West Coast offre tutto l’anno - e ancor di più d’estate - musei, appuntamenti culturali e musicali, eventi sportivi, festival di strada, paesaggi da cartolina – la baia e le colline con i suoi caratteristici saliscendi – e le attrattive architettoniche, comprese le celebrazioni quest’anno per i 75 anni del famoso ponte Golden Gate, considerato una delle meraviglie del mondo. Ci sono anche nuovi itinerari tematici e la possibilità di fare escursioni nei dintorni tra spiagge, vigneti, parchi e strade da percorrere in totale libertà.

La più “europea” tra le città d’oltreoceano si mostra in tutta la sua bellezza ed esibisce con orgoglio un volto rispettoso della natura e dell’ambiente, attento alla cura del corpo e dello spirito, proponendo un turismo ecologico raffinato ed esclusivo. Se di giorno si gira per la città in bicicletta o sui cable car, i vecchi tram trainati e quelli gialli (molti dei quali regalati dall’azienda dei trasporti milanese) tra visite ai musei e lezioni di yoga, la sera ci si ritrova al Waterfront, quartiere ricco di locali e ristoranti rigorosamente bio, aperti tutta la notte.Chi ama la scienza e la natura può recarsi all’Exploratorium (www.exploratorium.edu), museo didattico e interattivo, e alla California Academy of Sciences (www.calacademy.org), grande complesso progettato dall’architetto Renzo Piano, e visitare al suo interno un museo di storia naturale, un acquario, un planetario, una mini foresta pluviale sul living roof, il tetto vivente, con un milione e 700mila tra piante e tipi diversi di erbe. Chi preferisce rilassarsi, può fare passeggiate sui sentieri lungo la baia o nel quartiere Fisherman’s Wharf, pieno di ristorantini, mercati e musei, oppure partecipare a sessioni di yoga o semplicemente salire a bordo dei battelli o dei motoscafi RocketBoat della compagnia Blue & Gold (www.blueandgoldfleet.com), che organizza crociere turistiche nella baia di Frisco.

Chi ama lo sport può assistere a spettacolari gare di golf all’Olympic Club oppure alle regate storiche di World Series, che si svolgeranno nella baia dal 21 al 26 agosto, in attesa di vedere la prossima estate le gare dell’American’s Cup, la celebre competizione velica. Il 29 luglio si può partecipare alla maratona di San Francisco, alla mezza maratona o alle corse che coinvolgono i bambini. Tante sono le opportunità per chi ama andare per musei: il CityPASS (www.sanfrancisco.travel) permette di visitare senza fare file i maggiori musei della città, dalla California Academy of Sciences all’Aquarium of the Bay (www.aquariumofthebay.org) sul molo 39; dal San Francisco Museum of Modern Art (www.sfmoma.org) con le collezioni e le mostre temporanee al de Young Museum (http://deyoung.famsf.org) che, nel Golden Gate Park ospita opere d’arte americana, africana, orientale e precolombiana, oltre a esposizioni temporanee.Se si viaggia con la famiglia ci sono alcuni indirizzi perfetti per i più piccoli: il museo didattico Exploratorium, il Bay Area Discovery Museum (www.baykidsmuseum.org), che offre ai ragazzi laboratori e mostre d’arte e di scienze interattive e il Children’s Creativity Museum (http://creativity.org), museo della creatività infantile legata alla tecnologia. Imperdibili sono l’House of Air (www.houseofair.com), grande parco dei divertimenti con trampolino, e il museo dedicato a Walt Disney (http://waltdisney.com).

Tante sono le escursioni che si possono fare nei dintorni della città: a nord si viaggia alla scoperta delle contee del vino - Napa, Sonoma e Mendocino - e di una natura incontaminata con le visite a piedi, a cavallo o in auto a Marin Headlands, parco naturale fatto di maestose scogliere a strapiombo sull’oceano, e a Muir Woods, la foresta di sequoie secolari che si trovano all’interno del parco protetto del Golden Gate, visitabile solo a piedi, e che furono tenute a battesimo da Franklin Roosevelt. Oppure si può scegliere di andare in direzione est verso Oakland, Berkeley e Sacramento fino al Yosemite National Park. Infine c’è la zona a sud della città che offre luoghi splendidi da visitare, come Half Moon Bay, Santa Cruz, Monterey e le sue incantevoli spiagge, immortalate in numerosi film hollywoodiani.

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Turismo accessibile, investimento anti crisi

In Italia almeno 4 milioni di clienti potenziali: turisti con disabilità, anziani, famiglie con bambini
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Dai mezzi di trasporto al menu del ristorante, dalla struttura ricettiva alla spiaggia attrezzata: per i turisti con bisogni speciali, che possono essere sia persone con disabilità, sia ad esempio anziani o famiglie con bambini, non tutte le vacanze sono a misura d'uomo. Un'opportunità mancata, secondo Roberto Vitali, presidente di Village for All (V4A) e membro del Comitato per lo sviluppo e la promozione del Turismo Accessibile appena istituito dal Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, dato che "il bacino potenziale di utenti è di circa 127 milioni di persone in Europa e 4 milioni di italiani, moltiplicato almeno per tre, dato che questa fascia di turisti raramente si sposta sola".

"Quando parliamo di persone con disabilità o con bisogni speciali ci riferiamo a un mercato corposo, veri e propri clienti – spiega Vitali – che spaziano da famiglie con bambini o anziani a persone con allergie alimentari o ambientali, da turisti con disabilità motorie, sensoriali a persone con insufficienze mentali o condizioni di salute particolari come chi è in dialisi o deve seguire diete particolari. Secondo dati Eurostat – aggiunge – le imprese turistiche europee possono incrementare il proprio fatturato del 10% grazie al turismo accessibile. Anche perché investendo in questa direzione si innalza la qualità per tutti i clienti, non solo per quelli con esigenze particolari".

Un aiuto per districarsi nell'offerta italiana la dà Village for All, diventato un marchio di qualità per il turismo accessibile perché i suoi esperti rilevano e certificano periodicamente le informazioni di accessibilità nelle strutture che ne fanno richiesta. Insieme a Federcamping, V4A certifica le informazioni di strutture e campeggi (oltre 30 in Italia finora) ma anche di altre strutture ricettive, dall'agriturismo al B&b, passando per altri edifici di interesse turistico come musei, teatri, enoteche, house-boat.

L'accessibilità per tutti, come condizione universale, "non esiste – sottolinea Vitali – ecco perché servono informazioni oggettive su alberghi e ristoranti in modo che i clienti decidano di scegliere o meno una struttura piuttosto che un'altra". Insomma non basta accontentarsi di un hotel con bagno a norma per le persone con disabilità motoria se poi non si riesce ad arrivare al ristorante o alla spiaggia. La principale carenza, evidenzia il presidente di Village for all, "sta nella formazione del personale. Fino ad oggi nessun istituto alberghiero ha mai fatto corsi dedicati al turismo accessibile". "I trasporti sono poi un capitolo a parte – aggiunge – nel senso che possiamo contare abbastanza sugli aerei, tranne qualche compagnia, di linea e low cost senza distinzioni, mentre per quanto riguarda i treni a parte Frecce e Intercity dal punto di vista dell'accessibilità il trasporto regionale non è esattamente garantito. I servizi sono distribuiti a macchia di leopardo".

Una novità di quest'estate, che dovrebbe venire incontro alla domanda di turismo accessibile, è l'insediamento del Comitato per lo sviluppo e la promozione del turismo accessibile che si occuperà in primis di individuare criteri di accessibilità affinché una destinazione turistica possa definirsi realmente accessibile.
Informazioni: www.italia.it/it/idee-di-viaggio/turismo-accessibile.html.

3 italiani su 4 al lavoro sotto l'ombrellone

Sono tanti, forse troppi, gli italiani che non staccano il cordone ombelicale con l'ufficio neanche in vacanza: 3 su 4. E' ciò che certifica una ricerca internazionale di lastminute.com basata su dati raccolti in nove paesi europei: Inghilterra, Francia, Irlanda, Spagna, Italia, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca. Ebbene, secondo l'indagine il 75% dei nostri connazionali non 'stacca' dal lavoro neanche durante le vacanze, rimanendo in contatto con l'ufficio anche sotto l'ombrellone. Gli italiani risultano, insieme agli irlandesi, gli europei più stakanovisti; seguono spagnoli (66%), norvegesi (63%) e danesi (58%), in linea con la media europea (58%). Più tranquilli durante le ferie i cugini d'oltralpe: circa 1 francese su 2, infatti, dimentica l'ufficio una volta in vacanza (51%).

Chiudono la classifica tedeschi, inglesi (entrambi con il 45%) e svedesi (43%), che fra tutti, sono senza dubbio gli europei che si godono le ferie con più tranquillità. In particolare dal sondaggio emerge che in Italia ad essere i meno propensi a staccare dall'ambiente di lavoro sono gli uomini (77%) rispetto alle donne (72%), mentre sono i 25-35enni (84%) coloro che sentono di più il legame con l'ufficio anche durante le vacanze. Sono sempre gli italiani a detenere un ulteriore primato tra gli europei: quello dei lavoratori più disponibili ad essere contattati dal capo durante le ferie (74%). Ma offrire la propria disponibilità in caso di necessità può comportare conseguenze che potrebbero incidere sull'andamento del viaggio.

Avere un datore di lavoro guastafeste, infatti, può rovinare l'atmosfera anche della migliore vacanza: lo sa bene il 72% degli italiani che ha testato le conseguenze della propria disponibilità ed è stato realmente contattato dal proprio capo durante le ferie. Quali i motivi di tanto attaccamento al lavoro? Per gli italiani la ragione principale è che in ufficio c'é sempre molto da fare e non si vuole che il lavoro si accumuli (37%), seguito dal fatto di essere sempre molto impegnati in lavori che vanno sbrigati in prima persona (32%) e dal senso di responsabilità che porta a rendersi sempre reperibili, anche durante le ferie (28%).

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