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SULLA TAVOLA DEL NATALE LA MICOOULA, ANTENATO DEL PANETTONE

Nel mese del Natale, il borgo di Hone, nella bassa Valle d'Aosta, celebra la gustosa Micooula', l'antenato locale del panettone, con quattro giorni di festa tra spettacoli e degustazioni.

Scopo della manifestazione e' valorizzare e rinnovare la tradizione della preparazione della 'Micooula', un gustoso pane di segale che si differenzia dal normale pane nero per la presenza, tra gli ingredienti, di castagne, noci, fichi secchi, uva passa e anche scaglie o pezzettini di cioccolato. Questo antenato del moderno panettone (il cui nome nel 'patois' significa semplicemente 'pane un po' piu' piccolo e un po' speciale') in origine non era che l'antico pane contenente castagne, tipico della vallata di Champorcher e gia' conosciuto in epoca medioevale; successivamente, arricchito negli ingredienti, si e' imposto come dolce delle festivita' natalizie, destinato ad allietare anche le successive veglie invernali nel villaggio di Hone.

La 15/a edizione della 'Feuhta de' la Micooula', in programma dal 5 all'8 dicembre, proporra' animazioni, concerti e spettacoli, ma soprattutto 'sfornate' quotidiane del prelibato dolce, fino alla giornata dell'8 dicembre, il clou della manifestazione, con l'apertura del mercatino di articoli e prodotti artigianali, dimostrazioni di impasto e cottura della Micooula, la degustazione e la vendita del dolce negli stand della pro loco. (ANSA).

La cultura e i resti del passato sono le anime del turismo italiano

Ora i lavori comunali di riqualificazione della passeggiata tra la pievanale di S. Giustina e la storica chiesetta delle Grazie sono in dirittura d'arrivo. Cosicché la lunga colata di grigio cemento finirà nascosta dalla pavimentazione in cubetti di porfido. Si affermerà che quanto esposto non costituisce nulla di strano e che si tratta di normali lavori d'abbellimento di una zona del paese. E, infatti, sarebbe proprio così, se parte dell'area in questione, quella più prossima alla chiesa di Santa Giustina, non fosse d'interesse archeologico dimostrato dai ritrovamenti registrati, prima dell'interruzione estiva dei lavori, di stratificazioni contenenti ceramica e frammenti di terracotta come pezzi d'anfora d'epoca romana. In quella fase e non potendo fare altrimenti le ricerche, affidate all'archeologo Flavio Cafiero da Veneto Strade, furono limitate alla sola analisi e documentazione della sezione prima di consentire la costruzione del muro delimitante la sede stradale. Come dire che l'approfondimento delle indagini era stato rimandato, alla ripresa autunnale, con il rifacimento del marciapiede. Occasione che, purtroppo, non è stata assolutamente colta. Senza minimamente entrare in quelle che sono le implicazioni connesse alla mancata tutela dei beni culturali regolata dal Codice Urbani, una riflessione deve essere fatta sul valore culturale, scientifico ed economico-turistico costituito dai resti dell'insediamento che non sono stati indagati e compresi e che pertanto costituiscono una perdita non secondaria nella conoscenza dell'estensione dell'abitato romano scoperto per la prima volta nel 1999 in Borgata Tarin, nel 2000 in piazza S. Giustina e poi in piazza Vigo. In ogni modo i numeri di visitatori, registrati nei vari musei cadorini la scorsa estate circa 10.000, parlano più d'ogni altra cosa o polemica contro una strana concezione del progresso ancora troppo in voga in Cadore e più complessivamente in troppi centri della provincia. Insomma tutti quelli che hanno a cuore la sopravvivenza
dei nostri centri montani, dovranno prendere atto che la cultura è la base d'ogni processo rivolto al futuro. (e.p.)

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L'Italia perde quota in attrattività. Sempre ai massimi per il cibo e la cultura, frena il turismo

Il brand Italia perde appeal a livello globale ed esce dalla top ten della classifica del Country Brand Index 2010, lo studio sull'immagine dei principali paesi del mondo condotta da FutureBrand in collaborazione con Bbc World news. Scende infatti al dodicesimo posto dal sesto dell'anno scorso cedendo terreno a paesi come la Svizzera (quinta, l'anno scorso non era tra le prime dieci), Giappone (sesto, l'anno scorso era settimo), Finlandia (ottava), Gran Bretagna (nona, perde una posizione rispetto al 2009) e Svezia (decima). Al primo posto si classifica il Canada, seguito da Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti che perdono lo scettro.

Il nostro paese mantiene però la leadership nella classifica dei 25 migliori paesi per il patrimonio artistico e culturale avendo ottenuto ottimi piazzamenti nei parametri di valutazione della categoria: prima per arte e cultura davanti alla Francia; seconda, alle spalle di Israele, per il ruolo nella storia.

Si posiziona, però, al quindicesimo posto nella classifica dei 25 migliori paesi per il turismo dietro Spagna (dodicesima), Francia (tredicesima) e Austria (quattordicesima) tra le destinazioni Europee, e superata da Mauritius (al primo posto seguita da Australia, Nuova Zelanda, Canada, ma anche Giappone e Stati Uniti tra le mete più lontane.

Un primato però nei parametri di valutazione della categoria turismo l'Italia lo guadagna: quello del cibo (l'anno scorso era seconda), seguita da Giappone e Francia; mentre è terza (nel 2009 era settima), dopo Stati Uniti e Francia per lo shopping; settima per la vita notturna (da sedicesima l'anno scorso) con gli Usa primi; ottava (dal 48° posto del 2009) per bellezza e cura delle spiagge (qui il primato spetta all'Australia).

Non appare, però, come l'anno scorso, nella top ten dei parametri rapporto qualità-prezzo resort e offerta alberghiera, due segmenti fondamentali per un paese, come il nostro, a forte vocazione turistica, che sta cercando di guadagnare le quote di mercato cedute ai competitor.

«La classifica del Country Brand Index – spiega Susanna Bellandi, amministratore delegato di FutureBrand Italia e Francia – riconferma la nostra forza in storia, arte e cultura, ma anche food e shopping anche se nel turismo non eccelle per il rapporto tra prezzo e qualità, ma anche la Francia, che solitamente ha un buon rapporto, è andata male. Questo è attribuibile, oltre che a motivi interni, forse anche al fatto che sta aumentando la concorrenza di altri paesi che stanno migliorando la loro offerta. Bisognerebbe continuare a investire sugli asset nei quali siamo più forti, arte e cultura, perché l'attenzione da parte della gente c'è»

Un fatturato di quaranta milioni di euro con oltre 380 addetti: è questa la forza complessiva di
L'Italia perde quota in attrattività. Sempre ai massimi per il cibo e la cultura, frena il turismo


I paesi primi nella classifica generale, fa notare l'amministratore delegato, hanno stabilità politica e un'immagine di posti in cui si vive bene. «L'Italia – si legge nello studio – nonostante gli sforzi compiuti e le iniziative per presentarsi internamente ed esternamente quale destinazione turistica ricca di arte, cultura, bellezze naturali, paga lo scotto della continua litigiosità, degli scandali e, naturalmente, delle difficoltà della crisi globale».

L'instabilità del governo, ma anche fatti di cronaca come i rifiuti in Campania, alluvioni, terremoti e scandali di vario genere, secondo Bellandi «hanno offuscato la filosofia tutta italiana della "dolce vita". Infatti abbiamo perso, come marchio-paese, anche nella qualità di vita percepita dal di fuori e dalla facilità di fare affari nel nostro paese. Tutto questo dipende dai valori che comunichiamo come la trasparenza e la correttezza per il business. Quando sia parla di buon cibo, shopping e spiagge bisogna capire che è necessario tenere alta la qualità e le industria italiane, dall'alimentare alla moda, possono contribuire in maniera importante».
ilsole24ore

Viaggi: formalità USA, ecco cosa si fa

La procedura d'entrata per il territorio americano ha subito un'evoluzione. Le persone che viaggiano con un passaporto italiano devono pensare a convalidare la totalità delle formalità richieste.

Riprendendo una reunione organizzata in Francia dalla autorità americana, ecco un riassunto dei procedementi da fare.

ESTA (Electronic System for Travel Authorization): Visa Waiver Program
Si tratta di un documento da compilare on-line per tutti i cittadini italiani che prevedono un viaggio negli Stati Uniti. Permette di disporre prima della partenza di un'autorizzazione d'entrata negli USA, sotto la normativa VWP (Visa Waver Program, che rimpiazza il tradizionale "foglio verde"). L'autorizzazione costa 14 dollari ed è valida per 2 anni, o fine alla scandenza del passaporto.

Al fine della convalida del Visa Waiver, le autorità americane richiedono ai cittadini italiani di utilizzare esattamente il nome che figura sul loro passaporto. Per le donne sposate precisare il proprio nome da celibe non è obbligatorio anche se le autorità statunitensi raccomandano, nell'interesse del cliente, di dare il nome più completo possibile, indicando quindi i due cognomi: «in the client's best interest to put as much of their complete name as possible (to include using both names) ».

La procedura per l'ottenimento del documento (ESTA) deve essere effettuata dal passeggero stesso, prima del suo viaggio negli Stati Uniti. In questo modo, le informazioni fornite dal cliente sono per le autorità americane dissociate dagli altri due formulari che sono invece compilati dai professionisti del turismo. L'informazione comunicata dal cliente via gli ESTA è convalidata grazie al suo passaporto e non ha nessun legame al suo biglietto aereo.

La Redazione.
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Il crollo a Pompei scatena la polemica

Le transenne tengono lontani turisti e curiosi da via dell’Abbondanza a Pompei. Il crollo della Domus dei Gladiatori sulla via principale della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C ha scatenato una polemica nel mondo politico italiano sulla gestione del patrimonio culturale: “Purtoppo il probelma di Pompei è il suo contesto – ha detto il Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci -. Se Pompei fosse in Lombardia, o in Toscana, sarebbe quello che deve essere, cioè ossia il sito aercheologico più importante del mondo, una risorsa turistica fruttuosa, un luogo meraviglioso di studi e di ricerche”.

A provocare il crollo sarebbero state le infiltrazioni di acqua e il restauro effettuato negli anni Cinquanta. Troppo il peso del tetto per le mura di quella che era la palestra dei gladiatori. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, criticato dall’opposizione, riferirà in Parlamento in merito al sopralluogo effettuato con i tecnici e gli archeologi a Pompei.

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