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I dati economici indicano un progressivo indebolimento dei consumi. A maggio le vendite al dettaglio sono diminuite per la prima volta dalla fine del 2022 e da quel momento sono rimaste deboli. Ma la Cina è un mercato troppo grande e importante per essere trascurato. E gli ultimi investimenti delle griffe lo dimostrano.
Il lusso non può smettere di investire in Cina
“La politica fiscale cinese è diventata restrittiva anziché espansiva”, ha spiegato Kinger Lau di Goldman Sachs, definendo la strategia di Pechino una sorpresa rispetto alle attese di inizio anno. Lo riporta MF Fashion. L’ultimo ostacolo al consumo di lusso è rappresentato dalla tassa del 20% sui patrimoni esteri. Alcuni esperti ipotizzano che alcuni facoltosi contribuenti stiano smobilizzando il proprio patrimonio alla ricerca della necessaria liquidità per pagare la tassa. Ma nonostante ci siano ancora pochi segnali incoraggianti provenienti dal mercato cinese, i brand del lusso continuano ad investire, per non perdere le proprie quote e per farsi trovare pronti se e quando ci sarà una ripartenza dei consumi.
Casa Cucinelli
Brunello Cucinelli ha annunciato l’apertura di Casa Cucinelli a Shanghai, all’interno della storica residenza Cao Zhai, risalente al 1927. Lo scrive Borsa Italiana. Un investimento sul quale l’azienda punta per continuare a conquistare la clientela cinese. La casa di moda umbra va particolarmente bene sul mercato cinese. Nell’ultima trimestrale, l’Asia ha registrato una crescita del +9,8% nel terzo trimestre del 2026 (rispetto al +7,6% previsto dal consenso).
Va bene anche a Zegna
Anche il gruppo Zegna sta ricevendo particolari soddisfazioni dalla Cina (vendite a +8,7% nell’ultima trimestrale). L’azienda sfilerà a Pechino l’11 giugno 2027. La maison italiana presenterà la collezione primavera/estate 2028 e, sottolinea Pambianco, dal giorno successivo, aprirà temporaneamente nella città asiatica Villa Zegna, il club privato dedicato ai top client. “Pechino è stata scelta non solo come capitale globale, ma anche come capitale culturale: una città in cui patrimonio e creatività contemporanea convivono e il passato, il presente e il futuro della Cina si incontrano in un dialogo costante”, spiega una nota il gruppo Zegna.
Nuovi scenari
I nuovi proprietari di Marc Jacobs, WHP Global e G-III Apparel Group, vogliono far partire il nuovo corso del brand proprio dalla Cina. A questo scopo hanno siglato una partnership con I.T Group, uno dei principali retailer di moda omnicanale della Cina. L’accordo, scrive WWD, prevede che lo sviluppo del marchio avvenga tramite nuove boutique indipendenti, punti vendita shop-in-shop, commercio digitale e distribuzione all’ingrosso. Il marchio Giorgio Armani ha aperto una nuova boutique al centro commerciale di lusso SKP Wuhan. Per WWD, il negozio segna un passo importante nell’espansione del marchio nella Cina centrale. In Cina si è recato anche il CEO del gruppo Armani Giuseppe Marsocci che ha enfatizzato il continuo impegno dell’azienda nel Paese. E ha annunciato una partnership triennale a sostegno dei Golden Rooster Awards cinesi, in programma a Xiamen a metà novembre. Infine, Valentino ha lanciato in Cina il suo primo prodotto Haute Beauté per cercare di accelerare il business nell’area. Il prodotto, precisa WWD, verrà venduto esclusivamente nella sua rinnovata ammiraglia di Shanghai. (mv)
Foto dal sito di Valentino

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