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Moda Autunno Inverno 2025 2026. Tra toni acidi, delicati pastelli e color block, preparatevi a una stagione vitaminica

 Dimenticatevi i classici colori della stagione, quelli che riprendono un panorama di colline toscane in ottobre o di zucche di Halloween allineate sul portico in legno di una dimora cozy del New England.L’Autunno Inverno 2025 porta con sé un colpo di scena cromatico senza pari: più technicolor, più pastelli, più acidi e brillanti del previsto. Come se le passerelle avessero deciso, in coro, di rovesciare la regola del guardaroba sobrio invernale e regalare alla stagione fredda la saturazione di una tavolozza estiva. La lezione arriva in primis da Anthony Vaccarello per Saint Laurent, che ha portato in passerella la più intensa sequenza di look a colori della sua carriera: ametista, mandarino, verde smeraldo e pavone, fucsia, scarlatto e giallo citrino, il tutto declinato in satin lavati e jersey tecnici, senza orpelli, con una libertà di movimento che annulla ogni rigidità e pone tutta l’attenzione sulle forme.

elle.com

Sofia Coppola racconta l'alta moda di Chanel


 Il volume ripercorre la storia dell'alta moda di Chanel dall'inizio del XX secolo a oggi.  Aveva solo quindici anni Sofia Coppola quando entrò per la prima volta per uno stage estivo nello Studio di Creazione Chanel a Parigi. Questa esperienza "indimenticabile", a detta della regista, ha segnato l'inizio di un rapporto duraturo con la maison, arricchito nel corso degli anni da numerose collaborazioni. L'ultima è questo affascinante libro in cui la regista, fedele al suo stile unico di collage e assemblage, racconta per immagini la storia dell'Haute Couture Chanel.

    Da Gabrielle Chanel a Karl Lagerfeld e Virginie Viard, questo volume riunisce in 450 pagine gli amici della maison e le modelle iconiche di ogni decennio, vestite con capi Chanel Haute Couture, immortalate dai più grandi fotografi. Ideata con il supporto di Chanel e disegnata da Anamaria Morris per Joseph Logan Design, Chanel Haute Couture è co-pubblicata da Éditions 7L e Important Flowers, la casa editrice di Sofia Coppola presso la maison Mack. Rilanciate nel 2023, le Éditions 7L sono dedicate alla pubblicazione di opere che riflettono e celebrano lo spirito eclettico del loro fondatore, Karl Lagerfeld, spaziando dalla letteratura alla fotografia, dalla moda al design.
    Mack è una casa editrice indipendente di libri pluripremiati su arte contemporanea, fotografia, cinema, teoria critica e architettura. Fondata nel 2010, Mack collabora con menti creative e istituzioni pionieristiche in tutto il mondo e si distingue per il rigore e la cura che caratterizzano ogni fase del processo di creazione di un libro. Vanta un elenco dinamico di marchi editoriali, tra cui A24, Judd Foundation, Important Flowers e SPBH Editions.
    Important Flowers di Sofia Coppola è un marchio editoriale che porta nel mondo dell'editoria libraria la voce unica della regista, scrittrice e produttrice. Selezionati e curati personalmente da Coppola, i libri ne riflettono gli interessi in diverse aree di competenza, toccando cinema, fotografia, arte e moda, ciascuno progettato dallo studio Joseph Logan Design.
    Important Flowers è stato annunciato come marchio editoriale di Mack nel dicembre 2024.
   

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Nostalgia canaglia: il ritorno delle spalline imbottite anni ’80 dalle passerelle Autunno-Inverno 25/26


Le spalline imbottite sono di nuovo ovunque: giacche, cappotti e camicie si scolpiscono per disegnare un inverno dalle spalle larghe.
Sono tornate. E questa volta hanno le spalle larghe sul serio. Le spalline imbottite, regine indiscusse della moda anni ’80, oggi riprendono posto in prima fila sulle passerelle dell’AutunnoInverno2025-2026. E lo fanno a testa alta, e spalle ancora più alte. Da Working Girl a Dynasty, passando per la Madonna di Who’s That Girl e i look più iconici di Grace Jones: fanno ritorno sulle passerelle facendosi notare, oggi come ieri.
Oversize, squadrate, scultoree: non servono solo a strutturare la silhouette, ma a scolpire un’identità. Per cappotti, blazer, ma anche bluse e camicie, portando con sé tutta la loro carica iconica.
iodonna.it

Mediterranean Fashion Week: moda e territorio

Torna per la sua terza edizione Mediterranean Fashion Week”, l’evento che unisce l’alta moda internazionale alla promozione del territorio pugliese, attraverso un messaggio di rinascita e speranza. Dal 6 al 10 settembre 2025, le città di Lecce, Mesagne e Taranto si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto, ospitando 35 brand provenienti da ogni angolo del mondo – dal Sud America all’Asia, passando per l’Europa – che presenteranno le loro nuove collezioni in luoghi simbolo del Salento.

“Mediterranean Fashion Week” non è solo una vetrina per la creatività globale, ma un vero e proprio strumento di rigenerazione sociale e ambientale. L’evento intende infatti accendere i riflettori sulla profonda trasformazione del paesaggio salentino, segnato dalla devastazione della xylella. Per questo, l’intera manifestazione sarà dedicata al tema della rinascita e ricostruzione dell’ecosistema locale.

La cultura del territorio deve essere preservata, e la moda si pone come un potente strumento per raggiungere questo obiettivo, catalizzando l’attenzione di un pubblico trasversale, giovane e meno giovane. Pertanto, la manifestazione darà ampio risalto anche ad altri elementi distintivi della tradizione salentina, come la musica e l’artigianato locale. I dettagli dello spettacolo, però, rimarranno una sorpresa da scoprire durante l’evento.

L’evento

A testimoniare questa narrazione, la settimana della moda sarà arricchita da una mostra fotografica unica nel suo genere, che verrà inaugurata sabato 6 settembre, alle 20, presso il Giardino Giaconia, Mura Urbiche di Lecce. “Radici di Bellezza”, a cura del fotografo Luciano De Marianis, racconterà attraverso le immagini i 10 anni di storia e i profondi cambiamenti del Salento, offrendo uno sguardo intimo e potente sulla resilienza del territorio. Al vernissage seguirà l’Openig Party dell’intera manifestazione.

Ma l’impegno di “Mediterranean Fashion Week” si concretizza anche in un gesto simbolico e tangibile. Per ogni designer che parteciperà, sarà piantumato un giovane ulivo. Questa iniziativa, volta a sensibilizzare il mondo della moda sull’importanza della riforestazione, celebra quest’albero non solo come simbolo del paesaggio pugliese, ma anche come il più forte produttore di ossigeno. L’ulivo sarà l’elemento focale in ogni sfilata, a ribadire il legame indissolubile tra moda e territorio.

Le location sono state scelte per raccontare la visione futura di “Mediterranean Fashion Week” senza mai tralasciare le radici: a Lecce domenica 7 settembre, alle 21, le sfilate si terranno nella suggestiva Piazza Mazzini, a Mesagne, la scelta è ricaduta sull’incantevole Piazza Orsini dove l’evento si svolge lunedì 8 settembre alle 21, mentre a Taranto, martedì 9 settembre, alle 21, la cornice delle passerelle sarà il prestigioso Palazzo D’Aquino.

Oltre alle sfilate, la settimana della moda offrirà un importante educational tour della costa salentina. Nelle cinque giornate dell’evento, saranno organizzati diversi shooting fotografici in luoghi iconici del Barocco leccese e non solo, trasformando gli scenari più suggestivi in set esclusivi per le collezioni dei designer.

In passerella, nelle tre serate, Andrea Garmendia Knit Wear Day, Elghanja Couture, Anastassiya Romanova, Blink By Radi Lazarova, Leyli Khaidova, Marina Banovich, Sanja Veličković, Statidanymo Di Daniela Taddeo, Atelier Fabio Porliod, Periada Batik, Atelier Lucia Di Roberta Pellegrino, Istituto Cordella, Aspara, Brand Jaidarlym, Kadam.Kz Brand & Gulzhan Niyetkhabyl, Irina Svetlichnaya, Federico Hetch , Lola Aslonova, Azimova Muborok, Nilufar Mannapova, Mirella Fernandez, Miama, Elghanja Couture, Timur Tursulkulov, Fedra, Couture Di Federica D’andria, Anastassiya Romanova, Andrea Garmendia Knit Wear Night, Cristina Cabana, Marina Corazziari, Fany Moda, Gavhar Daulanova, Mia Touche.

L’evento gode di un prestigioso parterre di media partner, tra cui RaiNews.it e RaiNews24, le emittenti americane FNL Network e l’argentina Imagen de Moda.

 

Giorgio Armani e Parigi, una storia d’amore

Parigi, 6 settembre 2025 – “A Milano mi sento a casa: ho il mio lavoro, i miei amici e tutto il necessario per nascondermi dentro me stesso. A Parigi è l’opposto: la città ha una vitalità enorme, è un’enorme bolla di energia che ti riempie di adrenalina e ti costringe a uscire allo scoperto”. Giorgio Armani e Parigi: una storia d’amore iniziata quando il futuro stilista era un ventenne appena approdato da Piacenza, costruita successo su successo nel corso dei decenni, e mai smentita. Soltanto la malattia l’ha tenuto lontano dalla “città del cuore”. “È la prima volta che non sono a Parigi mentre c’è in corso una mia sfilata, e me ne rammarico moltissimo”, disse nel luglio scorso, alla vigilia dei defilé di Noir séduisant, la sua ultima collezione di haute couture. Il quartier generale a Ville Lumière Il suo quartier generale nella Ville Lumière era lo splendido palazzo al numero 60 di rue François 1, nel cuore del “triangolo d’oro” fra gli Champs-Elysées e avenue Georges V. Lo aveva acquistato nel 2014 e per lui quell’indirizzo era qualcosa di speciale, la materializzazione di un sogno: “Quando sono qui è come se mi tuffassi in un altro mondo, in un’atmosfera di eleganza eccentrica e di gioia di vivere assoluta”. Un altro luogo importantissimo nella sua mappa parigina è il complesso che sorge al 149 di boulevard Saint-Germain: l’Emporio Armani, quattro piani in cui trovano spazio un caffè, un ristorante stellato, una boutique e una sezione dedicata a “beaux livres” sulla moda, l’architettura e la fotografia. Lì s’innalzava fino a pochi mesi prima la massa un po’ sinistra del “Drugstore”, ampio spazio che comprendeva una sala cinematografica, una farmacia, una tabaccheria e un bar-ristorante: Armani l’aveva comprato dal magnate francese della pubblicità Marcel Bleustein-Blanchet. Fece tirar giù tutto senza tanti complimenti e il 22 gennaio 1998 inaugurò il nuovo edificio, elegante ed essenziale com’è nel suo stile. L’accoglienza della città non fu delle migliori: gli intellettuali della rive gauche lo accusarono di aver messo in piedi una sorta di circo Barnum nel quartiere che era stato di Sartre, gli ecologisti criticarono l’“oltraggio urbanistico”, i conservatori deplorarono la scomparsa del cinema e della tabaccheria. Armani ci rimase malissimo. E quando raccontai in un articolo tutta la vicenda, mi scrisse una lettera per ringraziarmi di aver “capito il senso della sua operazione”: purtroppo a volte – aggiunse – le lezioni di uno straniero non sono tollerate in Francia.

Quotidiano Nazionale

Nell’Autunno 2025, il mondo fashion esce dalle passerelle per entrare nei musei, nei palazzi storici, nelle case-museo delle grandi maison

 

Non solo shopping: : le mostre moda da non perdere nell’Autunno 2025

Non solo shopping e tendenze. Tutte le mostre moda da non perdere nell'Autunno 2025, per fare il pieno di ispirazione (e di vera classe)

Rivelandosi in pieno per ciò che è da sempre: una forma d’arte capace di raccontare il presente. E di evocare il passato per immaginare il futuro. Le mostre a tema moda di questa stagione sono nuove narrazioni visive, esperienze immersive inaspettate, incontri profondi tra creatività e cultura.

A rendere tutto ancora più potente sono le location: Roma, Londra, Parigi, ma non solo. Le città simbolo di eleganza e storia, ospitano queste esposizioni in spazi iconici e carichi di fascino. Ecco perché visitare queste mostre ha un significato profondo, che va ben oltre l’effimero. Attraversando secoli di storia in un dipanarsi di tessuti, silhouette, forme e simboli. Per vedere da vicino il modo in cui arte, design e costume si influenzano a vicenda. In contesti che, già da soli, valgono il viaggio.

Le mostre moda da non perdere nell’Autunno 2025

Finite le vacanze, non c’è tempo per la nostalgia. Il modo migliore per rientrare in pista è pianificare dei pit-stop che uniscano l’utile al dilettevole. Dove l’amore per la moda è un fantastico pretesto per concedersi un viaggio – breve o lungo che sia – nei mesi autunnali. Quando le temperature sono perfette per esplorare le location più chic e suggestive. Dalla Domvs Bvlgari a Kensington Palace fino ai saloni parigini dedicati a Paul Poiret. Ogni mostra è pensata come un dialogo tra il contenuto e il contenitore. In cui l’allestimento diviene parte dell’opera, amplificando il significato delle creazioni esposte. Che siano gioielli d’archivio, abiti reali o visioni di pura e semplice avanguardia.

Nel cuore di Roma, tra le mura della Domvs Bvlgari di via Condotti, si apre un mondo sospeso tra sogno e realtà. La nuova mostra della Maison svela la sua anima estetica attraverso materiali d’archivio e scatti visionari. Fotografie che reinterpretano gioielli, orologi e oggetti iconici con eleganza e immaginazione. Scorci antichi, suggestioni surrealiste e frammenti di quotidiano si intrecciano in un racconto visivo che celebra il legame profondo di Bulgari con arte e cultura. Una vera immersione nel lusso onirico, incastonato nel centro storico della Città Eterna.

Dietro ogni abito, c’è un codice. E ogni codice è una piccola rivoluzione. La nuova mostra Dress Codes a Kensington Palace, nella capitale inglese, svela i segreti della Royal Ceremonial Dress Collection. Dieci mila oggetti del vestire, che spaziano in 500 anni di moda di corte. Tra regine, principesse e icone intramontabili del fashion britannico, vanno in scena gli abiti storici indossati da Elisabetta II, Vivienne Westwood e la Regina Vittoria.

Senza dimenticare alcuni outfit di Lady Diana che hanno fatto epoca, come il tailleur rosso dello stilista britannico Jasper Conran indossato (con guanti, collo e pochette neri) nel novembre 1984. In esposizione anche molti  pezzi mai visti prima, come un court dress giapponese dei primi del ’900. E, visto che il futuro è già qui, ci sono anche le creazioni targate Gen Z, che reinterpretano in chiave attuale i dress code del domani.

A oltre un secolo dalla sua ascesa, il leggendario couturier torna protagonista a Parigi. Con una mostra che ne ripercorre la carriera e lo stile rivoluzionario. E ne celebra lo spirito visionario con un allestimento immersivo, multisensoriale, teatrale, che rende Fashion is a Feast al Musée des Arts Décoratifs diversa da ogni retrospettiva precedente. Una lunga sfilata di capolavori, e allo stesso tempo un’esperienza che restituisce in dettaglio la sua idea di moda come arte totale.

Oltre 550 opere tra abiti, accessori, illustrazioni, arti decorative, profumi e persino suggestioni gastronomiche. Raccontano un universo estetico lussuoso e audace, dove ogni dettaglio parla di libertà creativa. Dalla Belle Époque ai ruggenti anni ’20 del primo Novecento, la mostra costruisce un ponte ideale tra il passato e il presente, mostrando l’impatto duraturo di Poiret sui grandi designer contemporanei come Christian Dior o Alphonse Maitrepierre.

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Ometsey, il brand simbolo di eleganza silenziosa che guida il futuro della moda africana

 

Ometsey è il brand simbolo di eleganza silenziosa che guida il futuro della moda africana. In occasione di Africa Fashion Week London 2025, abbiamo parlato con la designer, Darkwaa Edna: «il mio obiettivo è creare capi che ispirino chi li indossa a essere una leader»

Ometsey non è semplicemente un marchio di moda, ma una dichiarazione d’intenti radicata nell’identità e nella storia personale della sua fondatrice, Darkwaa Edna. Il brand nasce in Ghana nel 2017 e porta un nome carico di storia e significato: “Ometsey” nella cultura Ga-Adangbe, un gruppo etnico del Ghana, è il nome attribuito alle primogenite femmine. Nella cultura Ga, popolo costiero del Ghana con radici profonde nella tradizione orale, queste figure incarnano il concetto di Atsɛɛ, ovvero la guida saggia e responsabile. Le primogenite non sono soltanto le prime a venire al mondo, ma rappresentano un pilastro simbolico: sono leader naturali, mentori, protettrici e colonne portanti dell’intera comunità.

Nella tradizione, il loro ruolo va oltre il nucleo familiare: partecipano alle decisioni collettive, mantengono viva la memoria degli antenati e custodiscono rituali e proverbi che tramandano la saggezza delle generazioni. In contesti come le cerimonie di outdooring (la presentazione ufficiale del neonato alla comunità), la primogenita ha spesso un ruolo di primo piano, poiché simboleggia continuità e stabilità.
vogue.it

La moda reagisce al calo di vendite per abiti e borse: investe in ospitalità


Da Dolce&Gabbana a Fendi, i nuovi progetti per hotel, ristoranti stellati e spiagge, che si aggiungono alle linee di cosmetici

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