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Norvegia Lofoten: cosa fare nella meta più estrema d’Europa

Nelle isole norvegesi è il momento della aurora boreale e del merluzzo. O di programmare un grande trekking per la bella stagione. Ecco la meta più estrema d'Europa che piace sempre di più

Le odi, oppure le ami perdutamente. Non ci sono vie di mezzo: la bellezza delle isole Lofoten, territorio norvegese nell’estremo nord d’Europa,  cattura, innamora, travolge, crea dipendenza e nostalgia; oppure genera l’effetto contrario. Natura selvaggia, incontaminata, vastità dei paesaggi che si aprono su panorami mozzafiato indimenticabili per la loro bellezza, grandi pareti di granito delle montagne dalle punte aguzze che cadono a strapiombo sul mare, verdissimi prati costellati di casette di legno rosso; limpide acque del mare che lasciano spazio a bianche spiagge dove si aprono Sloverfjord e l’Austensfiord. Perché si viene alle Lofoten? Per fare trekking, per fotografare il magnifico spettacolo di luci dell’aurora boreale, per fare rafting e visitare il Museo dei Vichinghi a Borg, assaggiare i piatti tipici, come lo stoccafisso, magari sorseggiando la birra Mack prodotta nel birrificio di Tromsø situato ben oltre il Circolo Polare Artico e, d’estate, ammirare il sole di mezzanotte.

Il nobile veneziano Pietro Querini, circa 600 anni fa, nel 1432, naufragò a Røst, l’ultima delle isole Lofoten a 115 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, imparando dalla gente del posto i segreti dell’essicazione e introducendo nella cucina italiana uno dei piatti più popolari e tradizionali: il baccalà. A Røst, isola posizionata in mare aperto, molto ventosa e di conseguenza tra i luoghi dove si produce la miglior qualità di baccalà alle Lofoten, c’è un pub dedicato a Querini, e se si presta attenzione, entrando, si può notare la targa affissa all’ingresso del locale in onore della Confraternita vicentina del baccalà. Oggi tra i maggiori importatori di merluzzo c’è la Tagliapietra e Figli che, nemmeno farlo apposta si trova proprio a Mestre, in provincia di Venezia ed ogni anno organizza in Italia, tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, un Festival dedicato al baccalà, magari reinterpretato da grandi chef: il Festival Triveneto del baccalà. Quando si atterra al piccolo aeroporto di Røst, scendendo dalla scaletta dell’aereo, si avverte l’odore acuto del merluzzo. Infatti, lo stoccafisso è la base di molti piatti che vengono serviti nei ristoranti delle isole Lofoten. Se volete gustare dell’ottimo stoccafisso potete scegliere il ristorante Børsen Spiseri a Svolvær. Ordinate il piatto tipico delle isole: la zuppa di merluzzo fresco e salmone con latte e porri. Un altro ristorante dove assaggiare una buona zuppa è Johnsen’s Fiskerestaurant di Leknes (Storgata 78 | 8370 Leknes, Leknes 8370, Norvegia), un locale familiare, ma molto caratteristico. Le stanze sono rivestite di legno bianco, mentre gli stoccafissi diventano elementi d’arredo appesi alle pareti assieme a reti da pesca ed immagini in bianco e nero. Le Lofoten offrono un’ampia scelta per quanto riguarda il pernottamento: dagli hotel ai campeggi, dagli ostelli ai bungalow, dalle sjøhus (case lungo la banchina), alle pensioni e agli appartamenti. Però non si può perdere, almeno una notte, l’emozione di dormire nelle “rorbuer”, le tipiche casette di legno che spesso costeggiano le baie più belle e caratteristiche delle Lofoten e offrivano un riparo ai pescatori durante la notte. Oggi sono state riconvertite in strutture ricettive e molte di esse sono di alto livello. Tra le migliori e le più spettacolari c’è sicuramente l’Hotel Reine Rorbuer, un bellissimo ex villaggio di pescatori, composto da diversi cottage ristrutturati, che grazie alla sua vista sul Kirkefjord in passato venne eletto luogo più bello della Norvegia. Le ex abitazioni mantengono ancor oggi tutto il loro fascino. Entrando nei cottage si apprezza subito il calore dato dai rivestimenti in legno; gli arredi sono semplici, ma confortevoli (connessione wi-fi, zona soggiorno, cucina, lettore Dvd) e affacciandosi alle finestre si gode di una magnifica vista sul fiordo di Reine, incastonato nella splendida cornice delle montagne delle Lofoten. Dopo una giornata di visita alle isole ci si può rilassare davanti al caminetto del ristorante Gammelbua, proprio adiacente alla reception del Reine Rorburer, dove assaggiare i piatti tipici norvegesi preparati dallo chef a base di pesce e in particolare il «Tørrfisk delle Lofoten», ovvero lo stoccafisso. Da non perdere il salmone norvegese, dal sapore unico e delicato, conosciuto per la sua qualità derivata dal fatto che i pesci crescono più lentamente nelle acque fredde della Norvegia e, in questo modo, le loro carni sviluppano una struttura più compatta e saporita. Se, invece, ordinate il Lutefisk, piatto tipico natalizio, il cui consumo si sta diffondendo anche in altri periodi dell’anno, vi sarà servito lo stoccafisso ammorbidito nella soda caustica, poi cotto e grigliato, accompagnato da patate, bacon, piselli e mostarda. Altro piatto tipico di queste zone è il Fenalår, tradizionale prosciutto d’agnello essiccato, speziato e stagionato, magari da accompagnare con formaggio di capra.
Non essendo un viaggio semplice ne economico da realizzare, meglio programmare: il tour operator vi aiuterà per un break invernale con l’Aurora Boreale, la neve e le lunghe giornate buie al camino.  Gennaio e febbraio sono i più freddi, si scende sotto i -1 gradi, ma nonostante le basse temperature, è possibile affrontare il freddo con un corretto equipaggiamento. Questo è il periodo ideale per scoprire l’isola e provare l’ebrezza di salire in una delle tante tipiche imbarcazioni per pescare il merluzzo, attività vitale per le popolazioni locali. Se si va alle Lofoten nel periodo della pesca, incluso tra febbraio e maggio, si potranno notare i merluzzi che essiccano all’aria aperta, nelle apposite rastrelliere in legno, esposti al vento, al sole, al freddo e alla neve (elemento essenziale per perfetta essiccazione del pesce).Ma può essere un’idea anche pensare a fine anno a un grande viaggio per l’estate, quando le temperature medie vanno dai 20 ai 25 gradi, e il il sole di mezzanotte risplende sull’arcipelago, e nei centri abitati non difficile incontrare feste e concerti. È il momento del trekking e della bici.
Per compiere un viaggio turistico che scegliate come mezzo di trasporto l’auto o la bicicletta, c’è la Strada Turistica delle Lofoten nel Nordland un tratto di 230 chilometri che parte dal ponte che attraversa Raftsundet a nord delle isole, e arriva fino a Å (città con il nome più breve al mondo), nel sud. Il tragitto è costellato da 11 fermate che permettono di fare una breve sosta. Ci sono diversi punti sistemati lungo il cammino per scattare foto, rilassarsi, osservare gli uccelli. Infatti, una tra le maggiori attività è proprio il birdwatching per la presenza di puffini, cormorani, urie, aquile e di una grande varietà di uccelli. Circa un quarto degli uccelli marini del Paese vengono a nidificare a Røst dove si trova anche il faro Skomvær, l’ultimo avamposto con vista sull’Oceano Atlantico. Merita una sosta Svolvær: moderna, vivace cittadina, dall’atmosfera frizzante, meta di molti artisti, è il capoluogo delle Lofoten. La città è circondata da una corona di montagne, tra cui la celebre Svolværgeita, letteralmente «La capra di Svolvær», diventata un simbolo perché culmina con una doppia guglia molto popolare tra gli arrampicatori e gli alpinisti. I più temerari, una vota saliti fino in cima, saltano da un corno roccioso all’altro. Una tappa per l’aperitivo? Al Bacalao locale mondaiolo dove bere una birra, oppure degustare l’ottima zuppa piccante di merluzzo, pomodoro e patate, godendo del panorama sul porto. Proprio a Svolvær, nell’ultima settimana di marzo si svolge in Campionato mondiale di pesca al merluzzo e la Festa del pesce: un importante evento per la città che si anima di bambini vestiti con colorati abiti cangianti, mentre esperti insegnano ai turisti come tagliare le teste ai merluzzi (attività che alle Lofoten viene tradizionalmente insegnata ai bambini fin da piccoli). Durante l’estate i battelli turistici effettuano escursioni giornaliere al Trollfjord, ovvero al fiordo di Troll, sulla selvaggia costa meridionale di Austvågøy. Affacciato sul waterfront di Svolvear c’è il Thon Hotel, dal design moderno, a basso impatto ambientale, con una spettacolare vista sulla baia e ospita il Restaurant Bojer, affacciato sul porto, dove si possono gustare specialità locali quali lo stoccafisso e l’agnello delle Lofoten.
Se non vi piace la vita tranquilla e preferite provare emozioni forti potete partecipare a un safari all’aquila di mare, provare le immersioni subacquee nelle cristalline acque artiche, il rafting in alto mare, oppure il safari su gommone a scafo rigido. Reine Adventure propone escursioni a piedi e in kayak, oppure in bicicletta, in inverno con gli sci.
Info: per avere indicazioni ed un’assistenza continua durante il vostro viaggio potete scaricare l’app che fornisce utili suggerimenti su attività, attrazioni, ristoranti e hotel del posto in Norvegia e anche se e dove si verifica l’aurora boreale. Si tratta, senza alcun dubbio, di una utilissima applicazione per pianificare il viaggio.
Corriere della Sera



Grand Tour della memoria. La nostalgia come arma contro la rassegnazione e il disincanto

di Angela Majoli

  (RAFFAELE LA CAPRIA, ULTIMI VIAGGI NELL'ITALIA PERDUTA (BOMPIANI, PP. 188, EURO 13,00).
    I 'sacri siti' di un tempo, Positano, Ischia, Procida, l'amatissima Capri, la stessa Napoli e tanti luoghi dell'Italia meridionale e della Sicilia, ripercorsi attraverso le pagine di autori come Norman Douglas, Giovanni Comisso, Norman Lewis, Giuseppe Ungaretti e poi rivissuti attraverso i ricordi, in un ideale pellegrinaggio tra l'immensità azzurrina dei Faraglioni, sprazzi di villeggiature ischitane, estati di "abitudini e modesti svaghi", spesso insidiati da "una sottile malinconia".

Raffaele La Capria ci guida in questo Grand Tour della memoria, tra paesaggi mediterranei e autobiografia intellettuale, sul filo della nostalgia, "che non è più un sentimento romantico abbellito dal ricordo", ma diventa un'arma "contro la rassegnazione e il disincanto, e serve a non lasciar andare le cose come vanno, cioè verso l'inesorabile degrado". Il viaggio si muove sulle tracce di autori come George Gissing, che si spinge 'Sulle rive dello Jonio' da Napoli verso la Calabria e scopre "la presente dolorosa realtà" del Sud, o Norman Douglas, autore di una serie di monografie su Capri in cui si intrecciano storia, religione e piacere di vivere. E poi l'incontro tra Giovanni Comisso e Napoli, in cui scocca "la scintilla di un'attrazione reciproca", o il 'Viaggio nel Mezzogiorno' di Giuseppe Ungaretti, in cui il poeta fa nascere "accostamenti, associazioni, intuizioni e metafore che sono vere e proprie 'illuminazioni' sulla Storia e sul Mito". E la visita nella villa di Curzio Malaparte a Capri, con le mattonelle di ceramica dipinte da Savinio, il ritratto fatto da Campiglio "bellissimo e stilizzato" o il camino con il fondo di vetro attraverso il quale si intravedevano i Faraglioni. Un percorso alla riscoperta della 'grande bellezza' perduta.


    Una bellezza, precisa La Capria, che "non è un fatto puramente estetico, ma ha a che fare con la nostra più segreta identità e con la nostra memoria immaginativa che, come ognun sa, è quella che ci accompagna nelle varie età della vita ed è legata ai nostri ricordi più cari, ai nostri sogni, alla nostra fantasia e alle nostre facoltà creative, alle nostre energie spirituali. Le linee di un paesaggio, il verde di una collina, uno specchio di mare, ci parlano nel tempo, restano impressi in noi, diventano pensiero e parola, fan parte della nostra esistenza". La Capria indugia poi sulla sua 'geografia personale', con il golfo di Napoli conteso tra la visione omerica, fatta di roccia a strapiombo sul mare, e quella virgiliana, fatta di tufo, caverne stillanti, verde campagna che degrada verso la costa, Positano, la costiera, Ischia, Procida e soprattutto Capri, capace di ispirare a chi la visita "uno stupore e un timore come quello che si prova quando entriamo in rapporto col mistero".

    Capri fatta di rocce e balze alla Jurassic Park, Capri marina con le sue grotte e insenature, Capri agreste "dove la vegetazione infuria e il lavoro del contadino è ancora visibile nei gesti antichi", Capri cittadina e paesana, artistica e archeologica, alta e bassa. Ed è struggente cercare con lo scrittore, da lontano, da una barca in mezzo al mare, la casa caprese sotto il monte Solaro abbandonata per sempre e scorgerla lassù, una macchiolina bianca nel verde. Nostalgia, sì. Ma "oggi la funzione del nostalgico - conclude La Capria citando un passo del suo 'L'occhio di Napoli' - è quella di ripetere ostinatamente ai disincantati com'era pulito il mare quando era pulito, com'era bella la giornata quand'era bella, e com'era vivibile la città quando era vivibile. Com'era chiara l'acqua a Posillipo quando era chiara, non è solo il ricordo di un 'nostalgico', perché la chiarezza di quell'acqua è simbolica, è un momento creativo della memoria che invoca una possibile rigenerazione".
ansa

Dal gelato ai carri funebri, ecco i musei più pazzi del mondo

Dai gatti al gelato, dai carri funebri al ramen istantaneo: musei improbabili per viaggi sempre sorprendenti tra Giappone e Olanda, ma anche in Spagna, Croazia, Stati Uniti e nella italianissima Bologna. Per tutti coloro che vogliono evitare la trappola di musei noiosi, Wimdu presenta alcuni tra i musei più bizzarri di tutto il mondo.

Museo delle Relazioni Finite - Zagabria (Croazia)
Si tratta di una vera e propria consolazione per i cuori infranti di tutto il mondo. Ed è così ben strutturato che nel 2011 ha vinto il premio Kenneth Hudson come museo più innovativo. L'aspetto più originale di questa istituzione? Il fatto che chiunque può contribuire inviando oggetti particolarmente rappresentativi di un rapporto ormai finito così da poterli esporre al pubblico con una breve descrizione della loro storia. Dopo tutto, che cosa c’è di meglio di un museo per dimostrare che una persona appartiene al passato? https://brokenships.com/en

Katten Kabinet - Amsterdam (Paesi Bassi)
Amsterdam è una città meravigliosa, ma diciamo la verità, pensando alle sue attrazioni più famose, una di certo sarebbe il Museo Van Gogh, ma tra le altre non penseremmo mai a qualcosa legato ai gatti. Tuttavia questo animale, che oggi è diventato un vero e proprio fenomeno culturale sul web e non solo, si è guadagnato un intero museo nella capitale olandese. Fondato da William Meijer nel 1990 in memoria del suo defunto gatto Tom, questo tempio dedicato ai gatti espone dipinti e sculture in onore del felino più famoso del mondo. Inoltre, il museo ospita 4 gatti in carne ed ossa, che, a seconda del loro stato d'animo, fanno le fusa o non vi degnano di uno sguardo, come è nel loro stile.
http://www.kattenkabinet.nl/index.php?lang=en

Museo del Ramen istantaneo - Osaka (Giappone)
È inutile nasconderlo, siamo abituati a sentire le stranezze più incredibili provenienti dal Sol Levante e di certo non sarà un museo dedicato a un piatto tipico giapponese a sorprenderci, ma due cose sono degne di nota in questo caso. In primo luogo non è solo un museo dedicato al ramen, ma al ramen istantaneo. In breve, è la versione orientale di un ipotetico museo dedicato alla pizza surgelata. In secondo luogo, siamo di fronte ad un museo che, in termini di dimensioni e qualità architettonica farebbe invidia a musei molto più famosi. E poi c'è un terzo motivo per cui vale la pena visitarlo: come souvenir è possibile creare la propria scatola di ramen istantaneo da portare a casa completamente personalizzata; sempre più utile di un magnete per il frigo con la Monnalisa.
http://www.instantramen-museum.jp/en/about/index.html

Museo dei carri funebri - Barcellona (Spagna)
Parliamoci chiaro, un museo dedicato ai carri funebri è probabilmente uno dei luoghi meno attraenti che si possa immaginare. Tuttavia, il Museo dei Carri Funebri di Barcellona, nonostante il tema decisamente impopolare, riesce a sorprendere i visitatori per la qualità dei pezzi esposti. E inoltre diciamolo: un carro funebre barocco ispirato allo stile del XVIII secolo è il sogno di tutti i megalomani che sognano un funerale in cui il morto scatena l’invidia di tutti i partecipanti. http://www.cbsa.cat/colleccio/

Museo del Gelato – Bologna (Italia)
Pensavate che la fabbrica di cioccolato fosse solo un luogo immaginario creato dalla penna di Roald Dahl? Beh, il museo del gelato a Bologna in Italia lo ricorda molto. Si Inizia con la storia del gelato nell'antico Egitto e durante l'Impero Romano (per scoprire quale era il gusto preferito di Tutankhamon) per poi passare ai segreti per la preparazione di un gelato perfetto e infine si arriva al momento dell’assaggio ... e qui l'unica raccomandazione è quella di fare attenzione all’emicrania da gelato.
http://gelatomuseum.com/en/

Museum of Bad Art – Sommerville (Stati Uniti)
Questo è il museo ideale per tutti quelli convinti che sarebbero riusciti a dipingere persino la Guernica. O, per dirlo meglio, è il museo dove sono stati raccolti tutti i tentativi – clamorosamente falliti - degli aspiranti Picasso di tutto il mondo. Boston è una delle città più belle degli Stati Uniti e ospita il Museo delle Belle Arti, che grazie alle opere di Gauguin e Van Gogh è tra i più visitati al mondo. Tuttavia, se gli Impressionisti ormai si conoscono a memoria, si può fare un salto a Sommerville, a pochi chilometri dalla città, dove sorge il Museo of Bad Art, che ospita alcuni dei quadri più orribili che la mente umana abbia mai concepito. Basta seguire il motto del museo "Arte troppo brutta per essere ignorata" e godersi l’orrore! http://www.museumofbadart.org/about/somerville.php
ansa

A spasso per Londra come James Bond

Bere il famoso cocktail "agitato, non mescolato", ammirare la Aston Martin DB5, la Rolls-Royce Phantom III di Goldfinger e il sub Lotus Esprit S1 di La spia che mi amava e poi visitare i luoghi dove sono state girate le scene del fim. Per celebrare l'uscita di Spectre British Airways consiglia io 10 più entusiasmanti appuntamenti da non perdere a Londra per respirare la vera atmosfera da James Bond.

1) Sulle orme di 007
Un tour guidato permette ai curiosi di scoprire oltre 10 location in cui sono state girate alcune scene dei film: si potrà immaginare Daniel Craig correre per le strade di Whitehall durante l’inseguimento in Skyfall e ammirare gli uffici della Universal Exports, l’azienda che fa da copertura ai servizi segreti britannici nei film di 007. La passeggiata di due ore e mezza condurrà fino all’Headquarter dell’agenzia di spionaggio di cui James Bond è il dipendente più famoso. Biglietti adulti a €16,38, biglietti bambini a €13,65.

2) Tutte le auto di James Bond
La mostra Bond In Motion al London Film Museum è la più grande esposizione mai vista di veicoli originali dei film di James Bond – tra cui anche le macchine utilizzate in Spectre. Tra le vetture esposte spiccano la Aston Martin DB5, la Rolls-Royce Phantom III di Goldfinger e il sub Lotus Esprit S1 di La spia che mi amava. Non mancano anche i veicoli più originali presenti nei film, come il sottomarino a forma di coccodrillo del film Octopussy – operazione piovra. Ingresso adulti a €19,80, ingresso bambini dai 5 ai 15 anni a €12,97.

3) Lungo il Tamigi in stile 007
Il Tamigi è spesso co-protagonista dei film di 007 e riserva numerose sorprese ai cuori impavidi: basterà allacciare le cinture a bordo di un gommone e poi partire per una folle corsa sulle acque increspate del fiume, lungo un tragitto che da Embankment conduce fino alle zone a est di Londra. Per gli appassionati dei film d’azione sarà senz’altro un’esperienza indimenticabile: la Thames Rib Experience offre anche una guida che durante il tour racconterà aneddoti affascinanti e dettagli sulla vita dell’autore Ian Fleming. Il tutto sulle note della famosa colonna sonora di James Bond.

4) Shopping da spie a Saville Row
Il guardaroba della spia più affascinante del mondo è famoso per gli abiti raffinati: anche nelle azioni più spericolate il gusto e lo stile di Bond rimangono impeccabili, tanto da caratterizzare in maniera imprescindibile il personaggio. Un pomeriggio di shopping per le vie di Londra non può che prevedere una tappa nelle più prestigiose sartorie che realizzano completi su misura, situate sulla storica Saville Row a Mayfair.

5) Assaggiare il famoso drink “agitato, non mescolato”
Il Dukes Bar al Dukes Hotel di Mayfair era il locale preferito di Ian Fleming, autore di James Bond, oltre a essere ritenuto il luogo di nascita del famoso cocktail Vesper: gin, vodka e Lillet Blanc, il tutto “agitato, non mescolato”. Ora sarà il turno dei visitatori del Dukes Bar ordinare il famoso drink! Per gli appassionati di Martini il Dukes propone il 'Fleming 89', un cocktail dedicato all'autore della serie.

6) In Aston Martin a Silverstone
Unire una Aston Martin V8 Vantage in stile 007 ad una pista di Formula 1: questa la ricetta perfetta per la corsa più emozionante che un fan di James Bond possa immaginare: 8 giri di circuito sulla pista di Silverstone attendono tutti i visitatori che vogliono aggiungere un po’ di adrenalina alla loro vacanza, a solo un'ora a nord-ovest di Londra Heathrow. Biglietto a partire da €217,37.

7) La premiere di Spectre al Royal Albert Hall
La Royal Albert Hall ospiterà la prima mondiale del nuovo film di James Bond Spectre e, per l’occasione, la storica sala concerti aprirà le porte ai visitatori proponendo ben 6 tour. Si potrà assistere al “dietro le quinte” o partecipare a spettacoli ed esibizioni live: ogni visitatore potrà scegliere l’esperienza che più lo farà sentire vicino al mondo di 007, in una location storica ed esclusiva.

8) Attraversare il tetto dell’Arena O2 ... senza cadere!
Indimenticabile la scena in cui Pierce Brosnan, nei panni di James Bond in Il mondo non basta, cade da una mongolfiera proprio sul tetto dell’Arena O2. Una volta indossati stivali, tuta e imbracatura, i visitatori potranno provare un’esperienza simile (in assoluta sicurezza), raggiungendo la cima dell’Arena e godendo di un’emozionante vista a 360° sul panorama circostante. Biglietti a partire da € 38.23 per adulti e bambini. Età minima per l’accesso all’attrazione: 10 anni.

9) Tour della Mi6 di Quantum of Solace
Il Barbican Centre di Londra è uno dei più importanti centri artistici della città, immaginato come quartier generale della Military Intelligence in Quantum of Solace. Durante il film, M e Tanner camminano fuori dal quartier generale, che nella realtà coincide con la parte superiore del Barbican Center, nell’edificio conosciuto come Frobisher Crescent. L’emozione della visita alla sede centrale della Secret Intelligence Service viene arricchita dalla possibilità di assistere a tante mostre e spettacoli legati alla serie di 007.

10) Ammirare i gadget dei veri James Bond
L’Imperial War Museum di Londra ospita una mostra permanente che svela tutti i segreti del mondo dello spionaggio, delle operazioni sotto copertura e dell’intrigante lavoro delle Forze Speciali Britanniche. L’esposizione prende il nome di Secret War ed espone oggetti curiosi, originali e mai visti prima: la valigia radio e la bussola-pipa sono solo due esempi dell’ampia esposizione proposta, che percorre la storia dello spionaggio e delle operazioni segrete svolte dai veri James Bond fino alla fondazione del MI5 e del MI6, alla guerra fredda e alla moderna minaccia del cyber-terrorismo.

Per ulteriori informazioni su British Airways, visitare il sito ba.com
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Mare d’inverno a Marsa Alam, dove splende sempre il sole

di Marzia Apice

  Un'acqua cristallina e invitante, il vento caldo, e un sole che non tradisce perché non smette mai di splendere: se con i primi freddi è già esplosa la voglia di mare, l'Egitto è la meta ideale per tuffarsi in una piccola pausa balneare che rinfranchi dalle fatiche invernali.

Nelle mille sfumature del Mar Rosso, chi non ama il colorato caos della celeberrima Sharm el Sheikh può scegliere Marsa Alam, più tranquilla ma non meno emozionante. In un tratto di costa lungo circa 120 km, si susseguono ben distanziate le strutture turistiche che offrono, a prezzi contenuti, una vacanza dotata di tutti i comfort. Quseir è la cittadina principale del litorale: qui è possibile osservare la vita locale, annusando i profumi delle spezie e sorseggiando del buon tè.

A 800 metri dal piccolo paese, in cui a causa delle temperature elevate ogni attività inizia alle 5 del pomeriggio e va avanti fino alla mezzanotte, sorge il Veraclub Radisson Blu El Quseir, struttura circondata dalle misteriose e solitarie distese del deserto, un villaggio dall'architettura elegante in cui il relax è la parola d'ordine. Punto di forza il triplo accesso al mare (la spiaggia attrezzata con ombrelloni e lettini, due calette sabbiose e il pontile che oltrepassa la barriera corallina), ma anche la cucina curata da uno chef italiano (trattamento all inclusive) e le 250 camere, tutte molto spaziose e dotate di patio o balcone.

    Il sole è alto e caldo fin dal primissimo mattino, e invita a godersi il villaggio, ma facendo attenzione a colpi di calore e scottature. C'è chi fa lunghe e vivificanti nuotate o chi si dedica allo snorkeling per cercare coralli e pesci colorati, o anche chi alle onde del mare preferisce l'acqua calma della piscina: in qualunque modo si scelga di trascorrere il tempo, magari anche dedicandosi alle immersioni subacquee o allo sport (tra calcio, tennis e beach volley), a scandire ogni attività è sempre la certezza di avere di fronte una giornata da dedicare solo a cose piacevoli. Fino al pomeriggio, quando il sole comincia a calare lasciando il posto a un cielo affollato di stelle tutte da ammirare. Prima di prepararsi per la cena, una buona idea potrebbe essere farsi coccolare con un bel massaggio o un trattamento estetico al centro benessere.

A Marsa Alam la vacanza scorre spensierata, e appare adatta soprattutto alle famiglie con bambini: passeggiando tra i viali del villaggio ci si accorge dell'attenzione riservata proprio ai più piccoli, tra la Biberoneria, la zona "protetta" in cui i genitori possono trovare tutto il necessario (anche durante la notte) per i bimbi sotto i due anni, e il Superminiclub differenziato in base alle fasce d'età (dai 3 ai 12 anni). Se però il binomio sole - mare e le bellezze della natura incontaminata non fossero sufficienti, l'affascinante cultura egiziana è a portata di mano, con tanti dintorni da esplorare: non solo le passeggiate sul cammello o le avventure in moto nel deserto, ma anche le interessanti escursioni ad Aswan, Luxor e Il Cairo.
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Sessualità senza tabù, visita al museo del sesso di Ny

di Gina Di Meo

Si occupa di proteggere e preservare oggetti della sessualità' che altrimenti sarebbero andati persi o distrutti. A New York c'e' un museo un po' 'sopra le righe', il Museo del sesso, (Mosex) che dalla sua sede sulla Quinta Strada a pochi passi dal Flatiron District, cerca di offrire prospettive diverse su argomenti che in America in fondo sono ancora tabù: la sessualità' e il sesso.
    Il museo ha aperto i battenti nell'ottobre del 2002, e' stato il primo negli Stati Uniti e da allora, nonostante lo scetticismo iniziale, registra ogni anno migliaia di visitatori, sia americani che stranieri.

    "All'inizio - ha spiegato all'ANSA Mark Snyder, direttore mostre del museo - la gente considerava strano l'accoppiamento sesso e museo, poi ha capito che il nostro scopo e' meramente educativo nonché' di preservazione".

    Il museo del sesso ha infatti una collezione di oltre 15 mila pezzi alla quale fanno da corredo delle mostre non permanenti che offrono appunto spunti di riflessione su sesso e sessualità'. "L'America - continua Snyder - ha ancora difficolta' a parlare di sesso, a volte non si usa la parola esplicitamente ma i riferimenti sono ovunque. Nonostante ciò' preferiamo che non sia un cosiddetto 'public discorse'". E' il pubblico femminile quello più' interessato al museo, mentre sul totale dei visitatori il 40% sono turisti il resto proviene principalmente dalla Tri-State Area, ossia New York, New Jersey e Connecticut.

    Al museo si ha accede passando attraverso lo store dove oltre a gadget e sex toys si trova anche materiale letterario. "Qui i clienti chiedono di tutto - continua Snyder - non e' un posto dove vergognarsi di niente. Vogliono sapere soprattuto di più' sulle posizioni".

    Il viaggio nel museo inizia con la mostra 'Hardcore: un secolo e mezzo di immagini oscene' in cui si cerca di sottolineare come anche se il termine 'hardcore' sia un'invenzione contemporanea, il desiderio di travalicare i confini a livello sessuale ha una lunga storia. "Anche se soggetti a censura - spiega Snyder - i nostri antenati non erano affatto 'asessuati' come la visione della storia dell'epoca voleva farci credere. E anche se molto materiale e' andato distrutto o perso, molte collezioni venivano tenute nascoste e 'smerciate' segretamente". Punti forti della mostra sono una guida ai bordelli di una New York del 1855, un manuale sessuale illustrato a mano del 19/mo secolo, diverse foto di sesso di gruppo e sex toys.

    Le altre mostre attualmente in calendario sono 'Splendor in the Grass: Kinesthetic Camping Ground', e 'Sex Lives of Animals', con l'obiettivo di dimostrare che anche il mondo animale ha una propria sessualità' e non e' finalizzata solo alla riproduzione ma anche al piacere.
    http://www.museumofsex.com
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Arriva Monopoly Giro del mondo con le città votate dai fan

Con oltre 4 milioni di voti espressi in ben 182 Stati, gli appassionati hanno scelto le città protagoniste della prima edizione del Monopoly Giro del Mondo, pronta a far viaggiare in lungo e in largo chiunque voglia fare un giro, anche se per gioco, nelle nazioni che gli stanno più a cuore. Frutto di un vero e proprio referendum internazionale e popolare, la capitale del Perù, Lima, ha avuto la meglio sulle 80 contendenti, seguita dalla megalopoli cinese Hong Kong e dalla lettone Riga.

Nella rosa delle 80 città da votare (tante quanti gli anni del Monopoly), a rappresentare l’Italia hanno concorso la millenaria Roma e la romantica Venezia. La nostra capitale si è classificata al 45/o posto: non sarà presente sul tabellone, ma farà comunque parte delle carte da gioco di questa speciale edizione, insieme ad altre importanti metropoli come Berlino, Parigi, Los Angeles e Rio De Janeiro. Purtroppo, invece, la Serenissima Venezia non è riuscita a ritagliarsi uno spazio, nonostante il supporto dei suoi fan, ma si è nettamente rifatta grazie all’incredibile performance del veneziano DOC Nicolò Falcone che si è recentemente aggiudicato il Campionato del Mondo di Monopoly al The Venetian di Macao in Cina.
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