Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij Palazzo Magnani di Reggio Emilia, 14 novembre 2026 – 14 marzo 2027

 

Dopo il lungo lavoro di ristrutturazione Palazzo Magnani sta per riaprire e lo fa presentando una mostra che è un imponente progetto di ricerca, un viaggio immersivo alle radici della grande rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento: Le porte dell'invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij.

Proseguendo la riflessione sulla rappresentazione dello spazio e della visione già avviata da Palazzo Magnani con le edizioni dedicate a Piero della Francesca nel 2015 e a M.C. Escher nel 2013, il progetto instaura un dialogo del tutto inedito tra i capolavori delle avanguardie astratte storiche, le icone russe e la straordinaria figura di Pavel Florenskij.

 

Scienziato, inventore, matematico, filosofo e teologo, Florenskij (1882-1937) è stato una delle menti più poliedriche e profonde della modernità, tanto da essere definito dai suoi contemporanei "il Leonardo russo". 

La sua opera, collocata al confine esatto tra indagine scientifica e ricerca del trascendente, offre una lente interpretativa d’eccezione per leggere in modo nuovo la temperie culturale di quegli anni. In un clima di profondo rinnovamento — segnato dalle teorie della relatività di Einstein, dalle geometrie non-euclidee di Riemann e dalla matematica dell'infinito di Cantor — gli artisti cercavano dunque nuovi linguaggi per superare il naturalismo e la rigida prospettiva rinascimentale, intesa come uno schema coercitivo e insufficiente.


Per il pensatore russo la realtà tridimensionale è una visione parziale: le cose possiedono uno spessore temporale e appartengono a una quarta dimensione che l’arte ha il compito di rivelare. 

In questo senso per lui le icone  sono rivoluzionarie nella rappresentazione prospettica perché collocano lo spettatore al centro di uno spazio sacro in cui è Dio stesso a guardare l'uomo, rendendo presente il divino.

Allo stesso modo, il percorso espositivo mette in luce come il rifiuto dello spazio-contenitore cartesiano e il recupero di una visione spirituale abbiano guidato i protagonisti delle avanguardie.


Attraverso opere provenienti da importanti istituzioni europee la mostra traccia tre vie ideali per esplorare questa nuova sensibilità spaziale: quella di Vasilij Kandinskij, di Paul Klee, di Kazimir Malevič e del movimento suprematista, in dialogo con una selezione di icone russe dal XV al XVIII secolo.


Fonte: comunicato stampa Palazzo Magnani


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