Dall'Ossola alla Svizzera senza frontiere: la Via Francisca diventa una nuova meta turistica


Unire il novarese e il Canton Ticino attraverso le tracce di una storia comune, ignorando i confini e puntando sul turismo lento. È questo l'obiettivo di TRA-ME ("tracce di meraviglie"), il progetto Interreg da oltre 1,4 milioni di euro che intende trasformare l’antica Via Francisca Novarese in una "destinazione turistica diffusa". Il percorso si snoda dal Passo del Lucomagno fino a Novara, attraversando Ossola, Cusio e le valli svizzere.

Un’identità comune oltre la frontiera

Il progetto, che vede il Comune di Omegna come capofila italiano e l’organizzazione turistica regionale bellinzonese e alto Ticino per la parte svizzera, parte da una consapevolezza storica: questo territorio è stato un’unica regione dall’epoca gallo-romana al Medioevo.

Le "tracce" citate nel nome del progetto sono i segni di questo passato condiviso: dai castelli visconteo-sforzeschi che accomunano Novara, Vogogna e Bellinzona, fino alla "via del vetro" tra Domodossola e Locarno e alla firma di architetti ticinesi nella basilica di San Gaudenzio. L'obiettivo è mettere a sistema queste piccole realtà, spesso trascurate singolarmente, per creare un'offerta capace di attrarre circa 50mila turisti all'anno.

Non un cammino, ma un'esperienza completa

A differenza dei classici cammini per escursionisti, TRA-ME propone una destinazione da percorrere con i mezzi pubblici, come la ferrovia panoramica Vigezzina-Centovalli. Il piano prevede lo sviluppo di un centro multimediale, una rete di audioguide e podcast, il recupero del Castello del Motto e una forte valorizzazione della gastronomia tradizionale. Proprio in questi giorni, il 10 e 11 maggio, si è concluso un "educotour" transfrontaliero che ha portato giornalisti e comunicatori tra Domodossola, Malesco, Santa Maria Maggiore e Locarno. Un viaggio test per raccontare un'area dove la cultura alpina non si ferma alla dogana, ma si esprime attraverso musei della pietra ollare, santuari e borghi storici.

Formazione e scuole

Il progetto punta molto anche sulle nuove generazioni. Attraverso percorsi didattici e programmi di scambio, TRA-ME vuole far riscoprire agli studenti delle scuole italiane e svizzere le radici comuni di un comprensorio che per secoli ha condiviso santi, artisti e mercanti. Tra i partner coinvolti figurano anche l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e l’Unione Montana del Cusio e del Mottarone, a conferma del forte radicamento del progetto nel territorio tra le province di Novara e del Vco.


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