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Dall'Ossola alla Svizzera senza frontiere: la Via Francisca diventa una nuova meta turistica


Unire il novarese e il Canton Ticino attraverso le tracce di una storia comune, ignorando i confini e puntando sul turismo lento. È questo l'obiettivo di TRA-ME ("tracce di meraviglie"), il progetto Interreg da oltre 1,4 milioni di euro che intende trasformare l’antica Via Francisca Novarese in una "destinazione turistica diffusa". Il percorso si snoda dal Passo del Lucomagno fino a Novara, attraversando Ossola, Cusio e le valli svizzere.

Un’identità comune oltre la frontiera

Il progetto, che vede il Comune di Omegna come capofila italiano e l’organizzazione turistica regionale bellinzonese e alto Ticino per la parte svizzera, parte da una consapevolezza storica: questo territorio è stato un’unica regione dall’epoca gallo-romana al Medioevo.

Le "tracce" citate nel nome del progetto sono i segni di questo passato condiviso: dai castelli visconteo-sforzeschi che accomunano Novara, Vogogna e Bellinzona, fino alla "via del vetro" tra Domodossola e Locarno e alla firma di architetti ticinesi nella basilica di San Gaudenzio. L'obiettivo è mettere a sistema queste piccole realtà, spesso trascurate singolarmente, per creare un'offerta capace di attrarre circa 50mila turisti all'anno.

Non un cammino, ma un'esperienza completa

A differenza dei classici cammini per escursionisti, TRA-ME propone una destinazione da percorrere con i mezzi pubblici, come la ferrovia panoramica Vigezzina-Centovalli. Il piano prevede lo sviluppo di un centro multimediale, una rete di audioguide e podcast, il recupero del Castello del Motto e una forte valorizzazione della gastronomia tradizionale. Proprio in questi giorni, il 10 e 11 maggio, si è concluso un "educotour" transfrontaliero che ha portato giornalisti e comunicatori tra Domodossola, Malesco, Santa Maria Maggiore e Locarno. Un viaggio test per raccontare un'area dove la cultura alpina non si ferma alla dogana, ma si esprime attraverso musei della pietra ollare, santuari e borghi storici.

Formazione e scuole

Il progetto punta molto anche sulle nuove generazioni. Attraverso percorsi didattici e programmi di scambio, TRA-ME vuole far riscoprire agli studenti delle scuole italiane e svizzere le radici comuni di un comprensorio che per secoli ha condiviso santi, artisti e mercanti. Tra i partner coinvolti figurano anche l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e l’Unione Montana del Cusio e del Mottarone, a conferma del forte radicamento del progetto nel territorio tra le province di Novara e del Vco.


© NovaraToday

Premio Strega 2026, la finale in Campidoglio tra proteste culturali e rilancio letterario di Roma


dailybest.it


 Premio Strega 2026: l’80ª edizione porta la letteratura italiana in piazza del Campidoglio

Ottanta edizioni, una storia che attraversa quasi un secolo di cultura italiana, e una scelta capace di trasformare una serata letteraria in un evento civico: l’8 luglio 2026 il premio Strega 2026 ha scritto una delle pagine più significative della propria storia, spostando la finale dalla consueta cornice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia alla piazza del Campidoglio, cuore simbolico e istituzionale di Roma. Un cambiamento che non è stato soltanto logistico, ma ha assunto il peso di una dichiarazione: la letteratura italiana può e deve occupare gli spazi più rappresentativi della vita pubblica del paese.

Michele Mari ha vinto questa edizione straordinaria, aggiudicandosi il riconoscimento più ambito del panorama letterario nazionale in una cornice che nessun vincitore precedente aveva mai sperimentato. La diretta su Rai3 ha portato la serata nelle case di milioni di italiani, trasformando un appuntamento tradizionalmente riservato a un pubblico di addetti ai lavori e appassionati in uno spettacolo accessibile e visibile su scala nazionale. Il risultato è stato un premio Strega che, nell’anno del suo ottantesimo anniversario, ha scelto di reinventare la propria identità senza rinnegare la propria tradizione.

Ottant’anni di storia letteraria: il significato di una ricorrenza
Arrivare all’ottantesima edizione non è un traguardo banale per nessuna istituzione culturale, tanto meno per un premio letterario in un paese dove il mercato del libro ha attraversato decenni di trasformazioni profonde, crisi economiche, rivoluzioni digitali e cambiamenti nei comportamenti di lettura. Il premio Strega ha resistito a tutto questo, mantenendo la propria centralità nel dibattito letterario italiano e la propria capacità di orientare le scelte dei lettori, influenzare le vendite e costruire reputazioni autoriali.

La Fondazione Bellonci, organizzatrice del premio, ha accompagnato questa storia fin dalle origini, custodendo un modello capace di coniugare rigore critico e visibilità pubblica. L’ottantesimo anniversario ha rappresentato l’occasione per riflettere su questa eredità e, al tempo stesso, per proiettarla verso un futuro in cui il rapporto tra letteratura e spazio urbano, tra cultura e partecipazione civica, diventa sempre più centrale nel dibattito pubblico italiano.

Scegliere il Campidoglio come sede della finale non è stato un gesto casuale. Quella piazza, progettata da Michelangelo e sede del Comune di Roma, porta con sé un peso simbolico che va ben oltre la sua funzione amministrativa: è il luogo in cui la città si racconta a se stessa, in cui il potere civile si manifesta nella sua forma più solenne. Portarvi il premio Strega ha significato affermare che la letteratura appartiene a questo stesso ordine di importanza, che un romanzo può stare accanto alle decisioni politiche, alle cerimonie istituzionali, ai momenti in cui una comunità si riconosce.

La finale in piazza del Campidoglio: una scelta carica di significato
La serata dell’8 luglio 2026 ha trasformato piazza del Campidoglio in un teatro a cielo aperto per la cultura italiana. La trasmissione in diretta su Rai3 ha garantito al premio Strega 2026 una copertura mediatica di primissimo piano, inserendo la cerimonia letteraria nel palinsesto televisivo nazionale con la stessa dignità riservata agli eventi istituzionali di rilievo. Non è un dettaglio secondario: la presenza televisiva amplifica la portata del riconoscimento, raggiunge platee che normalmente non frequentano le librerie o i festival letterari, avvicina alla letteratura fasce di pubblico che potrebbero scoprire un autore, un libro, una storia proprio attraverso quella serata.

Michele Mari, scrittore di lunga tradizione e profonda originalità nel panorama letterario italiano, ha ricevuto il premio in questo contesto eccezionale. La sua vittoria corona un percorso artistico riconoscibile, una voce narrativa che nel corso degli anni ha saputo costruire un universo letterario autonomo e riconoscibile. Vincere l’ottantesima edizione del premio Strega, in una sede così carica di storia e in un anno così significativo per il premio stesso, aggiunge un ulteriore strato di senso a un riconoscimento già di per sé importante.

La scelta del Campidoglio rappresenta anche un segnale preciso sul rapporto tra Roma e la propria vocazione culturale. La capitale italiana è da sempre un crocevia di storia, arte e letteratura, ma il suo ruolo nel panorama culturale contemporaneo è stato spesso discusso, messo in discussione, confrontato con altre città europee capaci di costruire ecosistemi culturali più dinamici e strutturati. Ospitare la finale del premio Strega 2026 nella piazza più rappresentativa della città è un modo per rivendicare questa vocazione, per affermare che Roma non è soltanto un museo a cielo aperto ma una città viva, capace di produrre e celebrare cultura contemporanea.

Il premio Strega nel contesto del dibattito culturale italiano
L’ottantesima edizione si è svolta in un momento in cui il dibattito sulla cultura italiana è particolarmente acceso, attraversato da tensioni che riguardano la gestione degli spazi pubblici della cultura, il rapporto tra istituzioni e mondo editoriale, la libertà di espressione e i confini del sostegno pubblico alle iniziative culturali. Il premio Strega, per la sua natura di riconoscimento letterario di massimo profilo, si trova inevitabilmente al centro di queste dinamiche, anche senza cercare il conflitto.

La letteratura italiana vive un momento di particolare vivacità produttiva, con una generazione di autori capaci di dialogare con i mercati internazionali e di portare la narrativa italiana all’attenzione dei lettori europei e mondiali. Il premio Strega contribuisce a questo processo di valorizzazione, costruendo visibilità per opere e autori che altrimenti faticerebbero a emergere in un mercato editoriale affollato e competitivo. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, i titoli finalisti e vincitori del premio registrano sistematicamente picchi di vendita significativi nelle settimane successive all’annuncio, un effetto moltiplicatore che dimostra la capacità del riconoscimento di orientare concretamente le scelte dei lettori.

In questo quadro, la decisione di spostare la finale in piazza del Campidoglio assume anche una valenza strategica: aumentare la visibilità del premio significa aumentare la visibilità della letteratura italiana, attrarre nuovi lettori, stimolare un mercato che ha bisogno di segnali positivi e di momenti di aggregazione capaci di trasformare l’atto privato della lettura in un’esperienza condivisa.

Rai3 e la televisione pubblica come amplificatore culturale
La scelta di trasmettere la finale del premio Strega 2026 su Rai3 non è neutra. Rai3 è storicamente il canale della televisione pubblica italiana più legato alla cultura, all’approfondimento, al territorio: ospitare la serata del Campidoglio su quella rete significa inserirla in una tradizione di servizio pubblico culturale che ha radici profonde nell’identità del canale e nelle aspettative del suo pubblico.

La televisione pubblica, nel contesto italiano, svolge ancora un ruolo fondamentale nella costruzione dell’agenda culturale del paese. Nonostante la frammentazione dell’offerta mediatica prodotta dallo streaming e dai canali digitali, una diretta su Rai3 mantiene una capacità di raggiungere pubblici ampi e diversificati che poche altre piattaforme possono garantire. Per il premio Strega, questa visibilità si traduce in un’opportunità concreta di allargare la propria base di interesse, di parlare a italiani che magari non hanno mai sentito il nome del vincitore ma che, vedendo la cerimonia in televisione, potrebbero incuriosirsi e avvicinarsi a un libro.

Il meccanismo è quello classico della cultura di qualità resa accessibile: non abbassare il livello per raggiungere più persone, ma alzare la visibilità per portare più persone al livello. È una filosofia che il servizio pubblico radiotelevisivo dovrebbe incarnare per definizione, e che in questo caso trova una realizzazione concreta e misurabile.

Michele Mari vincitore: una voce letteraria al centro della scena
La vittoria di Michele Mari all’ottantesima edizione del premio Strega chiude una competizione che, come ogni anno, ha animato il dibattito letterario italiano per mesi, alimentando discussioni nelle redazioni culturali, nelle librerie indipendenti, nei festival e sui social media. Il premio Strega ha questa capacità peculiare di trasformare la letteratura in conversazione pubblica, di fare di un romanzo un argomento di discussione che va oltre i circoli specializzati.

Mari è uno scrittore la cui opera ha attraversato generi e registri con una coerenza di visione che lo rende riconoscibile e originale nel panorama narrativo italiano. La sua vittoria in un anno così simbolico per il premio aggiunge un capitolo significativo a una storia letteraria già densa, e proietta la sua opera verso nuovi lettori che la cerimonia del Campidoglio, con la sua eccezionale visibilità, ha contribuito ad avvicinare. L’ottantesima edizione del premio Strega lascia dunque un’eredità doppia: quella della vittoria di un autore di valore riconosciuto, e quella di una serata che ha dimostrato come la letteratura italiana sappia ancora occupare il centro della scena pubblica, rivendicare spazi simbolici di primissimo piano, e parlare a un paese intero attraverso la voce di chi scrive e di chi legge. La piazza del Campidoglio, illuminata l’8 luglio 2026 per la finale del premio Strega, ha restituito alla cultura italiana un momento di visibilità e dignità che vale molto più di una semplice cerimonia di premiazione: vale come affermazione che le storie contano, che i libri contano, che la letteratura è ancora capace di muovere una città e un paese.


(Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - Turismo Culturale)

Turismo d'Estate 2026: La montagna parte col sorriso tra grandi ritorni e vette da record

 


Introduzione: Il richiamo delle alte quote La stagione estiva del 2026 entra nel vivo sotto i migliori auspici per il turismo montano. Lontano dalla calura delle città e dall'affollamento delle spiagge, le vette italiane tornano a essere la meta privilegiata per chi cerca un'esperienza che unisce natura, benessere e tradizioni locali.

La Notizia: Cortina e le Dolomiti trainano il comparto estivo La notizia reale di oggi, riportata dalle principali testate giornalistiche tra cui il Corriere del Veneto, traccia un bilancio estremamente positivo per l'avvio della stagione in montagna.

  • I Dati e i Ritorni: Le prenotazioni per i mesi estivi registrano numeri eccellenti. Si assiste al grande ritorno in massa dei turisti stranieri, in particolare tedeschi, che da sempre rappresentano un pilastro fondamentale per l'economia alpina.

  • Il Caso Cortina: La regina delle Dolomiti si conferma una calamita inarrestabile, con tassi di occupazione delle strutture ricettive che sfiorano già il 90%, trainando l'intero settore delle aree montane.

  • L'Analisi: Questo boom non è solo legato al paesaggio, ma alla capacità delle località montane di rinnovarsi, offrendo itinerari culturali, eventi gastronomici d'eccellenza e percorsi storici che trasformano l'escursionismo in un viaggio alla scoperta dell'identità del territorio.

I Borghi del Futuro: Itinerari tra Storia e Rigenerazione Urbana 2026


 Il 2026 segna una svolta per il turismo in Italia. Non cerchiamo più solo la bellezza statica dei monumenti, ma storie di rinascita. I "Borghi del Futuro" sono piccoli comuni che, rifiutando lo spopolamento, si sono trasformati in laboratori di rigenerazione urbana e turismo lento.

Immaginate di camminare tra le pietre millenarie di Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo o di Grottole in Basilicata. Qui, l'architettura storica non è stata stravolta, ma integrata con tecnologie invisibili: connessioni ultra-veloci per nomadi digitali, sistemi di mobilità elettrica condivisa e alberghi diffusi che ridanno vita alle case abbandonate.

Questi itinerari offrono un'esperienza autentica: si partecipa alla raccolta delle olive, si impara l'arte della ceramica e si cena nelle piazze illuminate, sentendosi parte di una comunità, non semplici spettatori. È il trionfo dell'Ecoturismo, dove la sostenibilità non è uno slogan, ma uno stile di vita che preserva il patrimonio per le generazioni future.

Non è solo una fuga dalla città, ma un nuovo modo di concepire lo spazio pubblico e l'accoglienza. Questa filosofia di rinascita urbana affonda le sue radici nei grandi temi della sostenibilità globale discussi su [Expo Blog: scopri come le città del futuro stanno diventando più verdi e resilienti.



Ti è piaciuto questo viaggio nel futuro dei borghi? Continua l'esplorazione sul nostro network:

  • 🌱 Sostenibilità e Architettura: Scopri come le grandi città stanno diventando "spugne" per combattere il cambiamento climatico su [Expo Blog].

  • Tecnologia e Benessere: Guarda come i nuovi sensori smart migliorano la vita e le prestazioni degli atleti su [SportlandNews].

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Viaggi, Arte: Le mostre di Ferragosto, da Berengo Gardin a Hiroshige Aperture anche nei musei statali e nei parchi archeologici


 Ansa

Da Berengo Gardin, scomparso una settimana fa, a Hiroshige, e poi Meyerowitz e Hoyningen-Huene, fino ai libri d'artista: le mostre non si fermano neppure a Ferragosto, con tante proposte espositive visitabili in questa settimana, anche nel giorno della festa simbolo dell'estate.

Inoltre, il 15 agosto molti musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali (tra cui castelli, abbazie, complessi monumentali, ville e giardini) resteranno aperti.

PERUGIA - Fino al 28 settembre la Galleria Nazionale dell'Umbria ospita la mostra "Gianni Berengo Gardin fotografa lo studio di Giorgio Morandi", a cura di Alessandra Mauro. Per il pubblico la possibilità di entrare nell'atelier di uno dei più grandi artisti del Novecento attraverso lo sguardo di Berengo Gardin, maestro assoluto della fotografia scomparso la scorsa settimana. La mostra, aperta anche il 15 agosto, raccoglie 21 dei più significativi scatti realizzati dal fotografo nel 1993, quando fu chiamato per documentare i luoghi dove aveva lavorato il grande pittore emiliano. BRESCIA - Al Museo di Santa Giulia "Joel Meyerowitz. Sense of Wonder Fotografie 1962-2022", allestita fino al 24 agosto e aperta regolarmente a Ferragosto: a cura di Denis Curti, la mostra ricostruisce attraverso oltre 90 opere l'intera carriera del fotografo americano, dagli anni Sessanta del secolo scorso ai nostri giorni. Per la prima volta in Italia, sono presentati anche gli autoscatti realizzati durante il periodo del lockdown del 2020.TORINO - È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tokaido", a cura di Laura Vigo, allestita al Mao Museo d'arte orientale, aperta con orario regolare. Prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell'arte giapponese dell'Ottocento, di proprietà di UniCredit, la mostra prevede l'esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.

ROMA - Nella giornata di venerdì 15 agosto, tutti i Musei civici e le Aree archeologiche di Roma Capitale saranno al pubblico con tariffe e orari ordinari. Apertura straordinaria, invece, per il Bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia, accessibili con speciali turni di visita per singoli e per gruppi. Tra le mostre in programma anche quella di "George Hoyningen-Huene Art.Fashion.Cinema" al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 19 ottobre: a cura di Susanna Brown, il percorso racconta la carriera del fotografo attraverso oltre 100 scatti; sempre nelle sale al primo piano di Palazzo Braschi anche l'esposizione "Amano Corpus Animae" che celebra i cinquant'anni di carriera di Yoshitaka Amano, maestro dell'animazione, raccogliendo più di 200 tra opere originali, cel d'animazione e oggetti di culto.

MILANO - Alla sede milanese delle Gallerie d'Italia (così come nelle altre sedi di Napoli, Torino e Vicenza) porte eccezionalmente aperte con ingresso gratuito a Ferragosto: tra le mostre visitabili anche "Una collezione inattesa. La Nuova Arte degli Anni Sessanta e un Omaggio a Robert Rauschenberg", a cura di Luca Massimo Barbero. Il percorso espositivo presenta un viaggio ricco e articolato in oltre 60 opere, che attraversa la grande sperimentazione radicale degli anni Sessanta, per arrivare agli sviluppi del decennio successivo. BOLOGNA - Anche a Bologna, in occasione di Ferragosto, i Musei Civici saranno aperti per l'intera giornata con orario uniforme e continuato dalle 10.00 alle 19.00. Tra gli appuntamenti espositivi, la mostra "Per imagines. Classici latini e libri d'artista da Dürer a Picasso", al Museo Civico Medievale fino al 5 ottobre: a cura di Francesco Citti e Daniele Pellacani, in un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell'arte contemporanea, l'esposizione sottolinea quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell'arte europea. Per farlo, è stato scelto come lente di indagine il libro d'artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell'incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio 'materiale' dell'interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno. 

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Il teatro più piccolo del mondo si trova in Italia e devi visitarlo


Il nostro Paese è famoso non solo per le splendide località di mare, i meravigliosi luoghi di montagna, i laghi che ci invidiano ovunque e le città d’arte che ogni anno attraggono milioni di turisti; il nostro paese è famoso anche per una grande passione, quella dell’arte teatrale. Sono numerosi i palcoscenici sparsi per lo stivale che attraggono non solo spettatori nelle serate di rappresentazione, ma visitatori che vogliono entrare in queste strutture durante i momenti di non attività per poterne ammirare la loro bellezza. E tra questi c’è anche una specifica struttura denominata proprio all’italiana che ha influenzato la loro costruzione in tutta Europa, ma anche in America e in Asia. Molti sono belli, anzi meravigliosi, basti pensare al Teatro Colón di Buenos Aires o il Teatro Real di Madrid, ma il teatro più piccolo del mondo si trova in Italia, è un piccolo gioiello e devi visitarlo.

Il teatro più piccolo del mondo è in Italia
Per teatro all’italiana si intende una particolare struttura, nata tra il XVIII e il XIX secolo, formata da una sala a forma di ferro di cavallo, palchi disposti su più ordini che un tempo separavano il pubblico in base alla classe sociale (quelli più prestigiosi al livello del palco reale e quelli più in alto occupati dal popolo) e un palcoscenico profondo. Una forma che in seguito è stata copiata oppure ha influenzato i teatri europei e nel mondo. Per avere un’idea di cosa si intenda per teatro all’italiana, basti pensare alla Scala di Milano, forse il più prestigioso, ma anche La Fenice a Venezia, il Petruzzelli di Bari e il San Carlo di Napoli.

Ebbene, in mezzo a queste opere architettoniche mastodontiche, esiste anche il teatro all’italiana più piccolo del mondo e non poteva che trovarsi in Italia. Stiamo parlando del Teatro della Concordia nel borgo medievale di Monte Castello di Vibio, tra le colline umbre, in provincia di Perugia, che a dispetto delle sue dimensioni ha un’acustica pressoché perfetta.

Costruito nel 1808 per volere di nove famiglie nobili, occupa una superficie di 200 metri quadri, di cui 68 sono per la sala, 50 per il palco e 29 per l’atrio. La sua capienza è di 99 posti, suddivisi in 62 nei due ordini di palchi e 37 in platea. La struttura è interamente in legno e rappresenta un tipico teatro all’italiana in miniatura. Se lo visiterai nei rimarrai incantato. Il nome Concordia fu scelto perché si intendeva richiamare un luogo di unità e pace, soprattutto in riferimento alla Francia napoleonica.

A Monte Castello di Vibio non devi visitare solamente il teatro più piccolo del mondo
Ogni anno il Concordia, il teatro più piccolo al mondo se si ragiona su quelli con struttura all’italiana, richiama migliaia di visitatori e non solo dall’Italia, ma da tutto il mondo. Ma Monte Castello di Vibio è un borgo che merita di essere visitato nella sua interezza perché è davvero un piccolo gioiello. Qui potrai addentrarti nelle sue strette stradine lastricate di pietra (così come le case) e ti sembrerà di vivere davvero in un’altra epoca. Passeggiando in queste viuzze potrai scoprire anche la Torre Campanaria, la Torre Porta di Maggio, ma anche la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo e la chiesa di Santa Illuminata.

Monte Castello di Vibio è una struttura fortificata, come si era soliti costruire i paesini in quei secoli. Ma tutto intorno è circondato da colline che regalano un senso di serenità Una volta terminata la passeggiata ti suggeriamo di soffermarti sulla terrazza di piazza Vittorio Emanuele II e goderti lo splendido paesaggio della vallata.
msn.com

D’estate cresce il turismo culturale: la classifica delle mete scelte


 (Veduta panoramica di Palermo)

 Il turismo culturale italiano sta vivendo una trasformazione significativa, con il baricentro che si sposta verso Sud. Se per decenni le grandi capitali dell’arte (Roma, Firenze, Venezia) sono state le indiscusse protagoniste dell’immaginario turistico internazionale, oggi si affermano con forza nuove destinazioni capaci di raccontare un’Italia altrettanto affascinante, ma meno battuta.

Nell’estate 2025, le città meridionali emergono come nuove stelle del panorama culturale europeo, con dati di crescita sorprendenti e una domanda sempre più orientata verso l’autenticità e il contatto diretto con le identità locali.

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Sorrento, Palermo e Napoli guidano la crescita del Mezzogiorno

Roma ancora regina, ma l’offerta si fa più diffusa

Viaggiatori più consapevoli, esperienze più curate

Sorrento, Palermo e Napoli guidano la crescita del Mezzogiorno

Secondo i più recenti rilevamenti condotti da GetYourGuide, piattaforma internazionale specializzata in esperienze di viaggio, il periodo compreso tra aprile e giugno ha visto un’impennata di prenotazioni in diverse città del Sud Italia.

Sorrento, in particolare, ha registrato un balzo del 38%, seguita da Palermo (+27%) e Napoli (+26%), mentre anche Taormina e Catania mostrano incrementi notevoli, entrambe con un +18%: questi numeri non sono frutto del caso, ma il risultato di un crescente desiderio di scoprire luoghi in cui la cultura non è solo conservata nei musei, ma si respira nei vicoli, nelle tradizioni, nei paesaggi.

A fare la differenza è l’approccio esperienziale al viaggio: non più soltanto visite a monumenti e gallerie, ma un vero e proprio tuffo nella vita quotidiana e nel passato delle città: dalle escursioni in barca lungo la costiera amalfitana ai percorsi enogastronomici nei borghi siciliani, passando per i tour nei siti archeologici come Pompei, la cultura si vive in movimento, fuori dai consueti circuiti.

Roma ancora regina, ma l’offerta si fa più diffusa

Nonostante la crescita di nuove mete, le grandi città d’arte non cedono il passo. Roma continua a primeggiare a livello europeo per numero di esperienze prenotate, superando anche metropoli molto visitate come Parigi, Amsterdam, Barcellona e Londra. Tuttavia, ciò che cambia è il modo in cui l’offerta culturale viene distribuita sul territorio.

Una delle chiavi di una simile evoluzione è rappresentata dal ruolo crescente delle microimprese locali, che costituiscono oltre la metà dei fornitori con cui opera GetYourGuide in Italia: si tratta di realtà spesso a conduzione familiare, con meno di cinque dipendenti, che rappresentano una risorsa preziosa per diversificare il turismo e rafforzare le economie locali.

Un nuovo modello che aiuta a distribuire meglio i flussi turistici, e favorisce anche un turismo più sostenibile e autentico.

Viaggiatori più consapevoli, esperienze più curate

Il profilo del turista culturale è cambiato: sempre meno attratto da itinerari rapidi e superficiali, il viaggiatore del 2025 cerca esperienze coinvolgenti, capaci di raccontare un territorio nella sua interezza. Gli statunitensi e i britannici si confermano tra i visitatori più assidui, seguiti dai francesi, ma il tratto comune, indipendentemente dalla nazionalità, è l’attenzione alla qualità.

A dimostrarlo è il tasso di gradimento: le recensioni verificate sulla piattaforma GetYourGuide nel 2024 hanno superato il milione, con una media di 4,5 stelle su 5, un segnale chiaro che evidenzia non solo l’efficacia dell’offerta, ma anche il valore attribuito dai viaggiatori a contenuti ben curati, raccontati con passione e radicati nel contesto locale.

L’Italia del turismo sta cambiando pelle. Se un tempo l’obiettivo principale era attrarre quante più persone possibile, oggi la sfida si gioca sulla redistribuzione intelligente dei flussi, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle risorse locali. In questo scenario, il Sud Italia emerge come un territorio in grado di offrire esperienze uniche, spesso lontane dalla folla e dai percorsi più battuti.

Fonte: Si Viaggia

Uffizi, inaugurate nuove sale di maestri fiamminghi e marmi antichi


 Maestri fiamminghi e marmi antichi sono i protagonisti dei nuovi spazi espositivi inaugurati agli Uffizi di Firenze alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha tagliato il nastro delle quattro sale insieme al direttore Simone Verde. A seguire, Verde e Sangiuliano hanno anche presentato la nuova acquisizione che entra nella collezione delle Gallerie: ‘Lo sposalizio mistico di Santa Caterina’ di Pierre Subleyras.

“Le inaugurazioni e l’ingresso di un nuovo capolavoro nella collezione degli Uffizi – ha detto Sangiuliano – dimostrano che grazie alle idee e all’impegno è possibile rendere ancora più prezioso un gioiello che tutto il mondo ci invidia. Attraverso iniziative come quella di oggi conseguiamo un nuovo obiettivo nel processo che punta a elevare l’offerta e la qualità dei musei italiani”.

Tra le nuove sale spicca il Gabinetto dei marmi che torna accessibile dopo circa 200 anni proponendo una selezione delle più importanti sculture romane della collezione medicea. Il riallestimento attuale vuole restituire l’antico fascino alla sala, la serie dei 12 rilievi che la connotava è stata quindi posizionata nella sua collocazione originale. Tra le opere esposte figurano capolavori come i due rilievi con le vendite di cuscini e di tele provenienti da una tomba dell’Esquilino di età flavia, la figura di pastore seduto, parte di un ninfeo monumentale di prima età imperiale, e la riproduzione del tempio di Vesta. Visibile anche la raffigurazione di Zeus Ammone, divinità sincretistica di età ellenistico romana, parte della decorazione scultorea del Foro di Augusto a Roma, che viene ora restituita al pubblico dopo un lungo periodo di permanenza nei depositi. Le altre tre sale sono dedicate alla pittura fiamminga e tedesca del Quattro e Cinquecento e propongono una selezione di 31 dipinti di scuola nordeuropea con capolavori di Albrecht Dürer, Cranach, Hans Memling, Nicolas Froment e Rogier Van Der Wyeden.

Questi spazi accolgono il Compianto sul Cristo morto, identificato come la tavola proveniente dall’altare della Villa Medicea di Careggi, il Trittico di Nicolas Froment, che, dopo molti anni di assenza dalla Galleria, ritrova la sua centralità e le due coppie di Adamo ed Eva realizzate da Cranach e da Hans Baldung Grien. Oltre alle nuove sale, il museo ha anche presentato ‘Lo sposalizio mistico di Santa Caterina’, capolavoro del Settecento francese acquistato dal direttore del museo Simone Verde alla fiera internazionale Tefaf a Maastricht nel febbraio 2024 per 760mila euro. L’opera verrà ora restaurata e poi esposta negli spazi dedicati alla pittura del XVIII secolo.

“Oggi si concretizzano i primi tre capitoli dell’annunciata ricomposizione del patrimonio degli Uffizi – commenta Verde -: la restituzione al pubblico della pittura fiamminga, laddove venne collocata in epoca lorenese, il monumentale gabinetto dei marmi antichi, così come appariva ai visitatori nell’Ottocento; infine, l’acquisizione del grande dipinto del maestro francese della pittura settecentesca Pierre Subleyras a colmare una lacuna nel percorso storico pittorico della Galleria, per come era stata pensata da Luigi Lanzi”.

travelnostop.com

Estate. Turismo esperienziale, l'ospitalità religiosa fa il pieno di viaggiatori

Le previsioni su luglio e agosto indicano un +4,3% di presenze rispetto al 2023 e tassi di occupazione per luglio e agosto già al 75% nelle località marine e di montagna. Il sondaggio fra i gestori

Santuario della Madonna di Barbana a Grado, in Friuli Venezia Giulia - Foto Associazione Ospitalità religiosa italiana

Una vacanza alternativa, su mete meno battute, per vivere un turismo esperienziale. Sempre più viaggiatori scelgono di muoversi con questo stile sui cammini e lungo le vie della fede, alloggiando in strutture religiose e non profit.

Un segnale di questa tendenza arriva dal sondaggio realizzato tra le tremila realtà (2.500 gestite da ordini, congregazioni, diocesi e parrocchie o di loro proprietà e 500 di impronta laica legate al terzo settore) che fanno parte dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, con una offerta di 200mila posti letto.

I dati previsionali su luglio e agosto annunciano un +4,3% di presenze rispetto al 2023, con gli ospiti stranieri che salgono del 2,6% e tassi di occupazione per luglio e agosto già al 75% nelle località di mare e di montagna. L’incremento maggiore di presenze si registra nelle località marine (+10%), seguite dalle città d’arte (+5%), i luoghi immersi nella natura (+4%), mentre la montagna si ferma a un +2%. Il dato più confortante per i viaggiatori giunge dalle tariffe, aumentate mediamente dall’estate scorsa solo dell’1,3% (la montagna offre le stesse del 2023). “Con questa politica tariffaria si intuisce come si sia andati incontro alle necessità di tante famiglie e gruppi anche per questa estate, rinunciando a facili guadagni in favore di un ampliamento della platea degli ospiti”, dice il presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Fabio Rocchi, evidenziando inoltre come l’88% dei gestori abbiano espresso la loro soddisfazione per l’andamento stagionale.

La controprova giunge dai costi delle sistemazioni. Una camera doppia per due persone che in alta stagione desiderano dormire in queste strutture e consumano la prima colazione, costa mediamente € 77 a notte, senza grandi differenze tra mare, montagna, città o natura, con un range medio tra 76 e 79 euro. “Queste realtà – sottolinea Rocchi - non sono in concorrenza col settore alberghiero, ma propongono un tipo di accoglienza che completa l’offerta turistico-ricettiva nazionale, fornendo a chiunque una scelta sempre più ampia di esperienze da vivere nella semplicità, serenità, fraternità e - per chi lo desidera - spiritualità”.

Dalla collaborazione tra le associazioni non profit Ospitalità religiosa italiana e Vita in cammino, con il contributo professionale di SpiritualTour e il sostegno di FederCammini, è nato nei mesi scorsi (presentato a Milano in occasione della fiera “Fa’ la cosa giusta”) anche il portale dormireincammino.it, che permette al camminatore di pianificare in anticipo tutte le tappe lungo un percorso, raggiungendo con un form i gestori delle ospitalità, per ricevere poi le conferme scritte delle prenotazioni. Il tutto senza spese o commissioniStrumenti utili per sostenere un altro modo di viaggiare. E di alloggiare. Su altre mete, fuori dalle rotte del turismo di massa.

avvenire

Jacobs, Tamberi e i gioielli dell’atletica italiana: a Roma via a un Europeo che sembra un’Olimpiade. Occasione per visitare Roma

Una grande festa dell’atletica italiana, a tre anni dalle cinque medaglie d’oro di Tokyo e a meno di due mesi dai Giochi di Parigi. Per molti saranno l’obiettivo principale dell’anno, l’unico in cui un podio sarà avvicinabile. Per altri, come Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, saranno l’occasione per compensare con l’adrenalina dell’Olimpico una condizione ovviamente tarata sul grande appuntamento di Parigi. Partono a Roma gli Europei di atletica, dal 7 al 12 giugno sarà un campionato pieno di fuoriclasse: ben nove incoronati agli ultimi Mondiali di Budapest, e 34 agli Europei di Monaco 2022. 1559 atleti, di cui 798 uomini e 761 donne, 48 le nazioni in gara, diretta tv sui canali Rai e Sky.

Se l’Italia è il paese ospitante, gli uomini copertina non possono essere che loro due, i gemelli dell’oro di Tokyo Jacobs e Tamberi (finali sabato e martedì), e come first lady c’è Antonella Palmisano, regina olimpica della marcia arrivata a Roma senza il suo sodale-rivale Massimo Stano infortunato. La sua sarà la prima finale che assegnerà medaglie, la 20 km di venerdì nel parco del Foro Italico. Ma se si parla del campione olimpico dei 100, come dimenticare i quattro dell’apocalisse, la 4x100 d’oro a Tokyo Patta-Jacobs-Desalu-Tortu? Sono tutti presenti a Roma, anche se la staffetta è in evoluzione ed è entrato Rigali. Allargando il campo ad altri che stanno scrivendo la storia dell’atletica, ecco il pluriprimatista dell’asta, lo svedese Armand Duplantis salito a 6,24 e alla ricerca del terzo oro europeo (finale mercoledì); l’immensa Femke Bol, olandese oro mondiale dei 400 hs che agli ultimi Europei vinse anche 400, 4x400 e staffetta mista (martedì la finale che ha scelto, i 400 hs); Jakob Ingebrigtsen, il norvegese che ha battuto l’Africa sui 1500 a Tokyo e a Roma cerca un tris mai realizzato prima, l’oro dei 1500 e 5000 per la terza volta di fila, dopo la prima doppietta a Berlino a soli diciassette anni.

E ancora, il leader del lancio del peso europeo che è un fiorentino, Leonardo Fabbri, fresco di record italiano. Il neo primatista del mondo del disco, il lituano Mykolas Alekna, figlio d'arte in gara col fratello Martynas. Karsten Warholm, il norvegese che a Tokyo volò sui 400 ostacoli con uno spaziale 45.94, e a Roma vuole eguagliare i tre ori consecutivi del tedesco Harald Schmid: contro di lui ci sarà Alessandro Sibilio tornato a correre in 48.25, finale martedì. Ma anche il campione olimpico e mondiale del lungo, il greco Miltiadis Tentoglou, avrà un avversario italiano, Mattia Furlani. Già argento ai Mondiali indoor di Glasgow quando si produsse nell’imitazione dello Spiderman afro in cui si identifica. Giovane, emergente e già carismatico come altre nuove leve azzurre, Lorenzo Ndele Simonelli anche lui argento a Glasgow nella scia di un campione assoluto come Grant Holloway. Come Zaynab Dosso, prima azzurra su un podio mondiale della velocità (bronzo sui 60 a Glasgow). Per non parlare di Larissa Iapichino che sembra una veterana ma è del 2002. L’elenco è talmente lungo, non solo a livello di quantità (116 azzurri), ma anche di qualità: Pietro Arese, Yeman Crippa, Nadia Battocletti, Catalin Tecuceanu, Chituru Ali, Sara Fantini, Francesco Fortunato, Eyob Faniel, Sara Fantini, Ayomide Folorunso, e si può andare avanti a lungo. L’Italia di Tokyo insomma ha tanti eredi, e questo è il loro momento. Per prendersi il futuro, e nel frattempo una medaglia europea.

IL PROGRAMMA

(sono indicati solo alcuni azzurri tra i favoriti)

DAY 1 | VENERDI’ 7 GIUGNO

9:35 disco M qual.

09:40 100m hs eptathlon F

10:03 peso F qual.

10:10 100m hs F 1° turno

10:40 110m hs M 1° turno

10:55 disco M qual.

11:10 triplo F qual.

11:35 alto eptathlon F

11:45 1500m F 1° turno

12:15 disco F qual.

12:20 800m M 1° turno

12:55 lungo M qual. Mattia Furlani

13:05 3000m st F 1° turno

13:35 disco F qual.

SESSIONE SERALE

18:35 20km Marcia F Finale Antonella Palmisano

18:40 peso eptathlon F

19:55 peso M qual.

20:30 alto F qual.

21:00 disco M Finale

21:10 100m M 1° turno

21:33 peso F Finale

21:45 200m eptathlon F

22:20 4x400m Mixed Finale ITALIA

22:40 5000m F Finale Nadia Battocletti

DAY 2 | SABATO 8 GIUGNO

SESSIONE MATTUTINA

10:05 Martello M qual.

10:10 3000m st M 1° turno

10:40 Asta F qual.

10:50 100m F 1° turno

11:30 Martello M qual.

11:45 400m M 1° turno

12:10 lungo eptathlon F

12:20 400m F 1° turno

SESSIONE SERALE

18:00 20km Marcia M Finale Francesco Fortunato

18:05 Giavellotto eptathlon F A

19:20 Giavellotto eptathlon F B

19:50 800m M SF ev. Catalin Tecuceanu

20:06 lungo M Finale ev Mattia Furlani

20:12 100m hs F SF

20:38 110m hs M SF Lorenzo Simonelli

21:02 peso M Finale ev Leonardo Fabbri, Zane Weir

21:10 100m M SF ev Marcell Jacobs, Chituru Ali

21:37 disco F Finale

21:47 800m eptathlon F Finale

22:08 100m hs F Finale

22:18 110m hs M Finale ev Lorenzo Simonelli

22:28 5000m M Finale

22:53 100m M Finale Marcell Jacobs, Chituru Ali

DAY 3 | DOMENICA 9 GIUGNO

SESSIONE MATTUTINA

09:00 mezza maratona M Finale Eyob Faniel, Yeman Crippa

09:30 mezza maratona F Finale Sofia Yaremchuk

10:05 11:30 Martello F qual. Sara Fantini

10:45 triplo M qual. Emmanuel Ihemeje

11:35 alto M qual. Gianmarco Tamberi

11:50 200m M 1° turno

12:40 400m hs F 1° turno

13:20 400m hs M 1° turno

SESSIONE SERALE

20:05 400m F SF

20:30 alto F Finale Elena Vallortigara

20:38 400m M SF

21:05 100m F SF

21:11 Martello M Finale

21:21 triplo F Finale

21:35 200m M SF Filippo Tortu

22:04 3000m st F Finale

22:27 800m M Finale ev. Catalin Tecuceanu

22:36 1500m F Finale

22:53 100m F Finale ev. Zaynab Dosso

DAY 4 | LUNEDI’ 10 GIUGNO

SESSIONE MATTUTINA

10:05 100m Dec M

10:18 Asta M qual.

10:25 Giavellotto F qual.

10:35 200m F 1° turno

11:05 lungo Dec M

11:20 1500m M 1° turno Pietro Arese

11:45 Giavellotto F qual.

11:50 800m F 1° turno

12:40 400m hs M SF ev Alessandro Sibilio

13:05 peso Dec M

13:15 400m hs F SF

SESSIONE SERALE

19:30 alto Dec M

20:15 Asta F Finale ev Roberta Bruni

21:05 200m F SF

21:33 Martello F Finale ev Sara Fantini

21:40 400m M Finale

21:50 400m F Finale

22:00 3000m st M Finale

22:20 400m Dec M

22:50 200m M Finale ev Filippo Tortu

DAY 5 | MARTEDI’ 11 GIUGNO

SESSIONE MATTUTINA

09:35 110m hs Dec M

10:10 800m F SF

10:30 disco Dec M A

10:35 lungo F qual. Larissa Iapichino

10:45 4x400m M 1° turno ITALIA

11:15 4x400m F 1° turno ITALIA

11:35 disco Dec M B

11:55 13:10 Asta Dec M A

12:00 4x100m M 1° turno ITALIA

12:30 4x100m F 1° turno ITALIA

13:00 14:25 Giavellotto M qual.

SESSIONE SERALE

19:05 20:15 Giavellotto Dec M

20:35 alto M Finale ev Gianmarco Tamberi

20:55 triplo M Finale ev Emmanuel Ihemeje

21:05 400m hs M Finale Alessandro Sibilio

21:18 400m hs F Finale Ayomide Folorunso

21:30 10,000m F Finale Nadia Battocletti

21:36 Giavellotto F Finale

22:25 1500m Dec M Finale

22:53 200m F Finale

DAY 6 | MERCOLEDI’ 12 GIUGNO

SESSIONE SERALE

20:20 Asta M Finale

20:28 Giavellotto M Finale

20:54 lungo F Finale ev Larissa Iapichino

21:06 4x400m F Finale ev ITALIA

21:19 4x400m M Finale ev ITALIA

21:31 800m F Finale ev Eloisa Coiro

21:44 10,000m M Finale Yeman Crippa

22:26 1500m M Finale ev Pietro Arese

22:38 4x100m F Finale ev ITALIA

22:50 4x100m M Finale ev ITALIA

Fonte: La Repubblica