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Viaggi / Arte: Torna l'Art Nouveau Week, viaggio in Europa sulle tracce del Liberty

 

Mostre, visite guidate, tour, convegni, conferenze, esperienze tematiche, attività didattiche e workshop: sono più di 750 le attività previste per l'Art Nouveau Week, la settimana internazionale dedicata alla cultura, all'arte, all'architettura e alle arti decorative della Belle Époque, in programma dall'8 al 14 luglio.

Per la grande manifestazione, che coinvolge 35 Paesi nel mondo e tutte le regioni italiane, si apriranno al pubblico oltre 1.500 siti tra ville, abitazioni civili, palazzi, hotel e giardini.

Giunta all'ottava edizione e promossa dall'Associazione Italia Liberty, la manifestazione, quest'anno dedicata al mare, si presenta come una straordinaria mostra diffusa, capace di raccontare il patrimonio Liberty attraverso centinaia di edifici, collezioni, archivi, opere d'arte, testimonianze decorative e percorsi urbani. È un'occasione unica per riscoprire il movimento che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento ha rivoluzionato il linguaggio della pittura, dell'architettura, del design, della grafica, della moda, della cucina e dell'artigianato.
    Particolare rilievo assume il centenario della scomparsa di Antoni Gaudí, figura simbolo del Modernismo europeo, celebrato attraverso iniziative internazionali ed eventi soprattutto a Barcellona. Tra le tante iniziative, spiccano 8 grandi mostre internazionali che inaugurano il festival: 'Louis Comfort Tiffany. Il sogno dell'Art Nouveau', allestita alla Macklowe Gallery di New York con opere di Tiffany, Gallé, Majorelle e Lalique; e 'Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha', un percorso dedicato alla grafica e alla nascita della comunicazione visiva moderna al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. A Pesaro la mostra 'L'Art Nouveau in Italia. La linea organica tra natura e arti applicate' esplora il rapporto tra arte, mare e natura attraverso ceramiche, materiali naturalistici, cartoline e fotografie storiche. Villa Bernasconi di Cernobbio accoglie due esposizioni dedicate al Liberty di Riga e alla reinterpretazione contemporanea del costume da bagno attraverso il design tessile. A Palermo una grande mostra approfondisce la figura di Giuseppe Sommaruga, tra i maggiori protagonisti del Liberty italiano, mentre a Bari un'esposizione celebra Andrea Speziali, curatore della manifestazione e artista autore del bozzetto del primo francobollo italiano dedicato all'Art Nouveau e del folder di Poste Italiane.
    In ogni parte del mondo, dalla Spagna al Belgio e dall'Argentina agli Stati Uniti e all'Australia, si terranno visite guidate alla scoperta delle tante declinazioni dell'Art Nouveau tra viali, ville, palazzi, hotel, giardini e musei. È lo stesso Speziali ad aver progettato percorsi di visite guidate giornaliere da una a tre ore in oltre 300 città che includeranno l'accesso a edifici Liberty generalmente chiusi al pubblico, permettendo ai partecipanti un'esperienza unica a ritroso nel tempo.
    In Italia è previsto anche un ciclo di visite guidate nei cimiteri, dedicate al Liberty e all'arte funeraria tra XIX e XX secolo con le opere di Luigi Orengo, Leonardo Bistolfi, Medardo Rosso, Adolfo Wildt e Giacomo Manzù. È un patrimonio spesso poco conosciuto che oggi si apre al grande pubblico attraverso percorsi guidati tra cappelle, statue e monumenti funebri dallo straordinario valore artistico. 
   

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Da Beato Angelico ai Faraoni, 5 mostre da non perdere in autunno. In autunno Man Ray, Belle Époque e tesori


 Sarà un autunno pieno di capolavori irripetibili ed esperienze artistiche ricche di suggestioni quello che ci attende, come dimostrano alcune delle mostre in programma a partire da settembre.

Cinque in particolare gli appuntamenti da non perdere, che spaziano dall'arte antica dei Faraoni alle esperienze avanguardistiche di Man Ray, passando per Beato Angelico, la Belle Époque e le sorprendenti opere di grandi maestri come van Gogh e Picasso provenienti dal Toledo Museum of Art in Ohio (Usa).

A Palazzo Reale di Milano le immagini ironiche, provocanti ed eleganti di Man Ray saranno protagoniste nella grande retrospettiva "Forme di luce", allestita dal 24 settembre all'11 gennaio e curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca.
    Pioniere di linguaggi visivi che continuano a influenzare l'arte, la fotografia, il design e la cultura contemporanea, figura centrale nelle avanguardie del XX secolo, Man Ray viene raccontato attraverso circa trecento opere, tra fotografie vintage, disegni, litografie, oggetti e documenti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
    Uno dei padri dell'arte del Rinascimento, maestro nella prospettiva e nell'uso della luce nel rapporto tra figurazione e spazio, Beato Angelico verrà celebrato in una grande mostra allestita a Firenze dal 26 settembre al 25 gennaio nella doppia sede di Palazzo Strozzi e Museo di San Marco. A cura di Carl Brandon Strehlke, Curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, l'esposizione, frutto di 4 anni di lavoro, è la prima grande mostra a Firenze dedicata all'artista dopo settant'anni: il percorso, che riunisce dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e collezioni italiane e internazionali, ma anche da numerose chiese e istituzioni territoriali, affronta la produzione, lo sviluppo e l'influenza dell'arte di Beato Angelico in dialogo con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.
    Svelare l'eleganza, la modernità e il fascino della Parigi fin-de-siècle, osservata anche attraverso lo sguardo degli artisti italiani tra cui Boldini, De Nittis e Corcos: a Palazzo Blu di Pisa dal 14 ottobre al 7 aprile sarà allestita la grande mostra "Belle Époque" a cura di Francesca Dini. Ripercorrendo i momenti salienti di quel periodo, dagli sconvolgimenti politici del 1870 all'affermazione della Parigi moderna, la mostra presenta opere provenienti da istituzioni italiane e internazionali tra cui il Musée d'Orsay e il Louvre, il Philadelphia Museum of Art, le Gallerie degli Uffizi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte oltre a collezioni private per la prima volta accessibili al pubblico.
    Dal 24 ottobre oltre 130 opere provenienti dai musei più importanti d'Egitto permetteranno ai visitatori di immergersi nelle meraviglie e nei misteri dell'epoca degli antichi Egizi grazie alla mostra "Tesori dei Faraoni", in programma alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 3 maggio, curata dal Dr.
    Tarek El Awady. Evento di portata storica (è infatti solo la seconda volta che l'Egitto autorizza la presentazione di una mostra di tale rilievo in Italia, dopo quella a Palazzo Grassi di Venezia nel 2002-2003 che contava 80 pezzi), l'esposizione offre una panoramica eccezionale prendendo spunto dalle origini della civiltà faraonica fino allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, includendo anche le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.
    Tra i pezzi esposti più importanti la Triade di Micerino, il sarcofago d'oro della regina Ahhotep, la maschera funeraria d'oro di Amenemope, la copertura funeraria d'oro del faraone Psusennes I, le statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III.
    "Da Picasso a van Gogh. Capolavori dal Toledo Museum of Art.
    Storie di pittura dall'astrazione all'impressionismo" è la grande mostra, organizzata da Toledo Museum of Art e Linea d'ombra, a cura di Marco Goldin, in programma al Museo di Santa Caterina di Treviso dal 15 novembre al 10 maggio. Unica tappa europea, l'esposizione riunisce 60 opere di grande prestigio (basti pensare che insieme raggiungono il valore di un miliardo di euro) in un percorso a ritroso nella storia dell'arte: partendo dall'astrazione americana del secondo Novecento, da Richard Diebenkorn a Morris Louis, da Ad Reinhardt a Helen Frankenthaler, si arriva poi ad alcune esperienze capitali dell'astrazione invece europea, da Ben Nicholson e Josef Albers fino a Piet Mondrian e Paul Klee, per approfondire quindi il passaggio dal '900 all'800 e di seguito i tre grandi temi, la natura morta, le figure e i ritratti, i paesaggi.


Ansa

Viaggi, amori, guerre e personaggi: le mostre non vanno in vacanza


 Dall’arte rinascimentale ai grandi fotografi del Novecento, dalla potenza scultorea di Canova alle installazioni visionarie, l’estate 2025 invita a scoprire musei e mostre che resteranno aperti anche nel weekend Ferragosto

Pochi sanno che la tradizione di “viaggiare per vedere bellezza” a metà agosto non è affatto recente. Già nell’Ottocento, i borghesi e gli aristocratici italiani approfittavano del Ferragosto per visitare collezioni private e gallerie aperte solo in occasioni speciali.

Era un modo per mostrare il proprio gusto, ma anche per sfuggire al caldo cittadino rifugiandosi in ambienti freschi e raffinati. Oggi, la stessa pratica sopravvive nei nostri musei climatizzati, dove si può ammirare un Canova senza dover sopportare il sole a picco.

Milano e la maestosità di Brera

Iniziamo dal cuore pulsante della cultura lombarda: la Pinacoteca di Brera, che non si limita a custodire una delle collezioni più prestigiose d’Italia, ma quest’anno ospita La Bellezza e l’Ideale, un incontro tra la Collezione Canova di Banca Ifis e la Pinacoteca viaggiante. Un’occasione imperdibile per ammirare il genio dello scultore che seppe trasformare il marmo in carne e sentimento.

A pochi passi, a Palazzo Citterio, il Ferragosto si colora di linguaggi contemporanei con Once Again di Chiara Dynys, la ricerca fotografica e digitale di Kevin Abosch in Parallax e le opere di Pietro Geranzani in Anteguerra, che dialogano con la memoria storica e il presente inquieto.

Torino: tra Rinascimento e Secessione Spostandoci verso

il Piemonte, i Musei Reali di Torino propongono una triade di mostre che sembra un viaggio tra epoche e sensibilità artistiche: Da Botticelli a Mucha.

Bellezza Natura Seduzione è un inno alla grazia senza tempo, mentre Asa Nisi Masa di Giuseppe Maraniello invade i Giardini Reali e la Galleria Sabauda con opere enigmatiche.

Nella Cappella della Sindone, Annalaura di Luggo con Oculus-Spei offre un’esperienza immersiva che trasforma lo spazio sacro in un luogo di riflessione sullo sguardo e sulla speranza.

Arte e follia sul lago di Como

Sul ramo lecchese del lago di Como, Palazzo delle Paure a Lecco esplora il legame tra arte e follia con Antonio Ligabue e l’arte degli outsider. Un percorso che avvicina il visitatore alle visioni tormentate e straordinariamente vive di artisti che hanno creato lontano dai canoni e dalle accademie.

Alta Langa e Pontremoli: arte fuori dai circuiti

Chi preferisce un Ferragosto lontano dalle grandi città troverà pane per i suoi occhi (e per il palato) nell’Alta Langa, dove la prima biennale Olimpia porta l’arte contemporanea tra colline e borghi, trasformando paesaggi da cartolina in scenografie d’avanguardia.

A Pontremoli, invece, la Grande Brera in Tour porta tre capolavori di Francesco Hayez, un’occasione preziosa per vedere da vicino opere di uno dei maestri dell’Ottocento italiano in un contesto inedito.

Perugia e il fascino di Modigliani

La Galleria Nazionale dell’Umbria celebra Ferragosto con due mostre che da sole giustificherebbero il viaggio: le fotografie di Gianni Berengo Gardin nello studio di Giorgio Morandi e l’esposizione di Nu couché di Amedeo Modigliani, capolavoro del 1917-1918. Due modi opposti di guardare: l’occhio discreto del fotografo e l’intensità carnale del pittore.

Possagno e il dialogo tra Canova e Scarpa

Il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno unisce la purezza neoclassica delle sculture di Canova alla raffinatezza architettonica di Carlo Scarpa con Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Un incontro che fonde materia, luce e spazio, ideale per un Ferragosto all’insegna dell’eleganza.

Ascona e l’arte oltreconfine

Per chi vuole varcare i confini, Ascona offre due appuntamenti imperdibili: Flowers of My Desire di Joana Vasconcelos, esplosione di colori e forme che trasformano il tessile in scultura monumentale, e Un monumento alla bellezza di Félix Vallotton, pittore e incisore simbolista dalla raffinatezza estrema. Due mondi lontani, uniti dalla capacità di affascinare e stupire.

Un Ferragosto d’arte: un invito alla lentezza

Visitare un museo a Ferragosto significa vivere la festa in modo diverso: lontani dal rumore, immersi nella luce filtrata delle sale espositive, in dialogo silenzioso con opere che attraversano i secoli. È un atto di lentezza e di resistenza al frenetico scorrere dell’estate.

Che si scelga la monumentalità di Brera, la freschezza contemporanea dell’Alta Langa o la raffinatezza di Vallotton ad Ascona, l’importante è lasciarsi guidare dalla curiosità. Perché l’arte, più del mare o della montagna, ha la capacità di restare con noi anche dopo il ritorno a casa, come un ricordo che non sbiadisce.
liberiamo.it

Viaggi, Arte: Le mostre di Ferragosto, da Berengo Gardin a Hiroshige Aperture anche nei musei statali e nei parchi archeologici


 Ansa

Da Berengo Gardin, scomparso una settimana fa, a Hiroshige, e poi Meyerowitz e Hoyningen-Huene, fino ai libri d'artista: le mostre non si fermano neppure a Ferragosto, con tante proposte espositive visitabili in questa settimana, anche nel giorno della festa simbolo dell'estate.

Inoltre, il 15 agosto molti musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali (tra cui castelli, abbazie, complessi monumentali, ville e giardini) resteranno aperti.

PERUGIA - Fino al 28 settembre la Galleria Nazionale dell'Umbria ospita la mostra "Gianni Berengo Gardin fotografa lo studio di Giorgio Morandi", a cura di Alessandra Mauro. Per il pubblico la possibilità di entrare nell'atelier di uno dei più grandi artisti del Novecento attraverso lo sguardo di Berengo Gardin, maestro assoluto della fotografia scomparso la scorsa settimana. La mostra, aperta anche il 15 agosto, raccoglie 21 dei più significativi scatti realizzati dal fotografo nel 1993, quando fu chiamato per documentare i luoghi dove aveva lavorato il grande pittore emiliano. BRESCIA - Al Museo di Santa Giulia "Joel Meyerowitz. Sense of Wonder Fotografie 1962-2022", allestita fino al 24 agosto e aperta regolarmente a Ferragosto: a cura di Denis Curti, la mostra ricostruisce attraverso oltre 90 opere l'intera carriera del fotografo americano, dagli anni Sessanta del secolo scorso ai nostri giorni. Per la prima volta in Italia, sono presentati anche gli autoscatti realizzati durante il periodo del lockdown del 2020.TORINO - È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tokaido", a cura di Laura Vigo, allestita al Mao Museo d'arte orientale, aperta con orario regolare. Prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell'arte giapponese dell'Ottocento, di proprietà di UniCredit, la mostra prevede l'esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.

ROMA - Nella giornata di venerdì 15 agosto, tutti i Musei civici e le Aree archeologiche di Roma Capitale saranno al pubblico con tariffe e orari ordinari. Apertura straordinaria, invece, per il Bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia, accessibili con speciali turni di visita per singoli e per gruppi. Tra le mostre in programma anche quella di "George Hoyningen-Huene Art.Fashion.Cinema" al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 19 ottobre: a cura di Susanna Brown, il percorso racconta la carriera del fotografo attraverso oltre 100 scatti; sempre nelle sale al primo piano di Palazzo Braschi anche l'esposizione "Amano Corpus Animae" che celebra i cinquant'anni di carriera di Yoshitaka Amano, maestro dell'animazione, raccogliendo più di 200 tra opere originali, cel d'animazione e oggetti di culto.

MILANO - Alla sede milanese delle Gallerie d'Italia (così come nelle altre sedi di Napoli, Torino e Vicenza) porte eccezionalmente aperte con ingresso gratuito a Ferragosto: tra le mostre visitabili anche "Una collezione inattesa. La Nuova Arte degli Anni Sessanta e un Omaggio a Robert Rauschenberg", a cura di Luca Massimo Barbero. Il percorso espositivo presenta un viaggio ricco e articolato in oltre 60 opere, che attraversa la grande sperimentazione radicale degli anni Sessanta, per arrivare agli sviluppi del decennio successivo. BOLOGNA - Anche a Bologna, in occasione di Ferragosto, i Musei Civici saranno aperti per l'intera giornata con orario uniforme e continuato dalle 10.00 alle 19.00. Tra gli appuntamenti espositivi, la mostra "Per imagines. Classici latini e libri d'artista da Dürer a Picasso", al Museo Civico Medievale fino al 5 ottobre: a cura di Francesco Citti e Daniele Pellacani, in un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell'arte contemporanea, l'esposizione sottolinea quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell'arte europea. Per farlo, è stato scelto come lente di indagine il libro d'artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell'incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio 'materiale' dell'interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno. 

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A Domodossola opere d’arte in vetrina per festeggiare il decennale di Casa de Rodis

 

La Stampa

Dal 15 Luglio 2025 esposta una tela di Carlo Fornara. Poi a settembre ci sarà la mostra che celebra i 10 anni della collezione Poscio

Dal 1° agosto all’11 gennaio ai Musei civici “Gian Giacomo Galletti” in Palazzo San Francesco Fuori dai confini della realtà. L'estate a Domodossola è con Klee, Picasso, Chagall


Samantha De Martin

Verbano-Cusio-Ossola - Manipolare la materia, il vetro, la ceramica per sondare gli universi della mente.
Tradurre in tela l’irrazionale, liberando l’immagine dai significati quotidiani, intrisi di realtà, riportandola a uno stato di purezza. Radicati in un contesto storico turbolento, le opere di artisti straordinari come Pablo Picasso, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Paul Klee, Marc Chagall e Gastone Novelli celebrano il ribaltamento dei vincoli razionali, riallacciandosi alla tradizione europea, aprendo, al tempo stesso, un varco verso il nuovo, attraverso un linguaggio che sfida la logica e la ragione.
Dal 1° agosto all’11 gennaio la mostra dal titolo Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso porta i maestri del Novecento ai Musei civici “Gian Giacomo Galletti” in Palazzo San Francesco a Domodossola.
Ideata e curata da Antonio D’Amico con la collaborazione di Stefano Papetti e Federico Troletti e promossa dal Comune di Domodossola, in partnership con la Fondazione Angela Paola Ruminelli, prodotta dal Museo Bagatti Valsecchi di Milano, con il patrocinio della Regione Piemonte e con il sostegno di Findomo S.r.l, l’esposizione fruga nel periodo a cavallo tra le due guerre, fino agli Sessanta.
Fulcro di questo viaggio è un nucleo di dipinti e opere d’arte applicata inediti che puntano a infrangere le regole imposte dalla razionalità per riscoprire una dimensione spirituale e liberatoria rispetto a tutto ciò che è visibile e tangibile.

La mostra si inserisce all’interno della V edizione dell’esposizione Italo Svizzera che sarà allestita dal 13 al 22 settembre 2025 proprio a Domodossola.
Come i protagonisti della mostra, molti artisti hanno trovato lungo il confine tra Italia e Svizzera un terreno fertile e un luogo di incontro ideale assieme agli altri colleghi. La lunga tradizione culturale e artistica dell’Italia e l’innovazione e lo sperimentalismo della Svizzera hanno alimentato tra loro rapporti fruttuosi, influenzando profondamente l’immaginario collettivo. Se Paul Klee, nato nei pressi di Berna da padre tedesco e madre svizzera, rappresenta un esempio emblematico della connessione tra Italia e Svizzera, con la sua arte che risente fortemente dell’influenza della sua formazione nel paese d’Oltralpe, Chagall, pur essendo di origine russa, lascia un segno indelebile in Svizzera, dove realizza un ciclo di cinque vetrate nella chiesa di Fraumünster a Zurigo, testimoniando il suo legame spirituale e artistico con il territorio.
Anche Picasso si lascia affascinare dal Rinascimento italiano. La storia per ciascuno di loro è una fucina di nuove idee, propizia alla nascita di movimenti come il Dadaismo e l’arte astratta.
Emblematico il titolo del percorso. “Fuori dai confini della realtà” testimonia come questi artisti, insieme ad altri, abbiano contribuito a trasferire l’immagine fuori dai limiti della realtà, riportandola a uno stato di purezza. Le opere di ceramica sperimentale di Fausto Melotti, e il Centauro, realizzate nel secondo dopoguerra, come anche le due versioni di Bambini in ceramica invetriata affiancano il Furetto e il Satiro di Picasso e ancora l’unica opera di Jean Cocteu, Tre occhi (1956). L’acquerello Baumgruppe realizzato nel 1931 da Paul Klee e del Suonatore di violino, e ancora la Composition au cirque del 1976- 77 di Marc Chagall, ammiccano alle opere pittoriche di Osvaldo Licini, come Angelo ribelle (1954), Amalassunta. Mano piede (1954) e il ciclo dei Notturni (1956).
Gastone Novelli sarà presente con una serie di opere che testimoniano l’interesse per un alfabeto fantastico che diventa la cifra stilistica di una pittura profondamente mentale. Accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, la mostra si pone l’obiettivo di riflettere sulla nascita di queste nuove forme artistiche immerse nell’immaginifico, nella fantasia, nel sogno, che cavalcano il Novecento, con un particolare focus sulle influenze degli artisti che hanno vissuto e operato tra Italia e Svizzera. Il progetto offre anche una riflessione sul futuro e su come l’irrazionale e la liberazione dell’immagine possano continuare a influenzare la nostra visione del mondo e della cultura contemporanea.
arte.it

Percorsi. Ecco i cento luoghi dell'arte contemporanea che bisogna visitare in Italia


Negli ultimi tre decenni, l'Italia ha vissuto un'evoluzione significativa nel panorama dei luoghi espositivi dedicati all'arte contemporanea, segnando una svolta sia in termini di quantità che di qualità delle strutture. Questo sviluppo ha riflettuto una crescente attenzione e valorizzazione dell'arte contemporanea, storicamente in secondo piano rispetto all'immenso patrimonio artistico classico e rinascimentale del Paese. A partire dagli anni '90, si è assistito all'apertura di numerosi musei e spazi espositivi dedicati all'arte contemporanea in diverse città italiane. Tra i più rilevanti, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma (MACRO) e il Museo del Novecento a Milano, inaugurati rispettivamente nel 1999 e nel 2010, che hanno segnato un importante passo avanti nell’offerta culturale delle metropoli italiane. Questi spazi sono stati affiancati da istituzioni più recenti come il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, anch'esso a Roma, che ha aperto le sue porte nel 2010, rappresentando un polo di eccellenza architettonica e curatoriale a livello internazionale. Parallelamente alla costruzione di nuovi musei, si è assistito a una vasta opera di riqualificazione di spazi industriali e storici convertiti in centri espositivi. Esempi emblematici includono la Fondazione Prada a Milano, un ex complesso industriale su cui ha lavorato l’archistar Rem Koolhaas e aperto nel 2015, e l'ex carcere delle Murate a Firenze, trasformato in un vivace centro culturale. Un'altra tendenza significativa è stata la diffusione di spazi espositivi al di fuori delle grandi città, favorendo una maggiore decentralizzazione della cultura. Realtà come il Museion a Bolzano, il MART di Rovereto e il Castello di Rivoli vicino a Torino hanno contribuito a portare l'arte contemporanea in contesti più periferici, promuovendo una fruizione più democratica e capillare. L'influenza delle fondazioni private è cresciuta esponenzialmente, con istituzioni come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino e la Fondazione Merz che hanno giocato un ruolo chiave nel promuovere e sostenere l'arte contemporanea in Italia. Allo stesso tempo, sono proliferati spazi indipendenti, gestiti da curatori e artisti, che hanno favorito un dinamismo culturale particolarmente evidente in città come Napoli, Palermo e Venezia, sede della Biennale, il più importante appuntamento espositivo italiano e uno dei più significativi a livello mondiale. Infine, il periodo ha visto un'innovazione significativa nel campo della curatela e del design museale. Gli spazi espositivi italiani sono diventati sempre più interattivi e multimediali, rispondendo a nuove esigenze espositive e coinvolgendo un pubblico sempre più eterogeneo e internazionale. L'Italia ha dimostrato di sapere rinnovarsi e ampliare la sua offerta culturale nel campo dell'arte contemporanea, bilanciando la sua ricca eredità storica con una nuova vitalità nel presente. Mancava però una mappa di tutte queste realtà, a cui si possono aggiungere singole installazioni particolarmente significative, come l’“Ago, filo e nodo” di Claes Oldenburg a Milano, “Opera” di Ernesto Tresoldi sul lungomare di Reggio Calabria. “L.O.V.E.” di Maurizio Cattelan davanti alla Borsa di Milano, Piazza Verdi della Spezia nel progetto di Daniel Buren o la “Sfera grande” di Arnaldo Pomodoro a Pesaro. Ora questa guida c’è e conduce in un viaggio straordinario in “100 luoghi del contemporaneo in Italia” (come recita il titolo) a cura di Nicolas Ballario, edito da 24 ORE Cultura (pp. 272, in grande formato; 65 euro). Si tratta di percorso ragionato, alternativo ai percorsi storici più battuti e ricco di piacevolissime sorprese. Con le sue 100 schede riccamente illustrate dedicate a musei, associazioni e fondazioni tra le più innovative, ma anche a eventi, esposizioni diffuse e opere d’arte, il volume di Nicolas Ballario - aperto dalla prefazione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo - vuole offrire un’ampia finestra sull’arte contemporanea d’Italia, per consentire di avvicinarsi a luoghi e manifestazioni artistiche sia ben conosciute sia poco battute. Ballario è curatore e conduttore televisivo e radiofonico, ha studiato fotografia alla John Kaverdash School di Milano e ha frequentato l’Accademia Altieri di Roma. Entrato nello staff di Oliviero Toscani, è diventato esperto riconosciuto del connubio tra arte e mass media. Scrive nella sua Introduzione: “Dal punto di vista artistico, spesso si ha la sensazione che tra l’essere e il non essere il nostro Paese preferisca l’essere stato. C’è però una fittissima rete di luoghi che affronta i temi del presente e guarda a quelli del futuro e questo volume ha cercato di mettere insieme alcuni di quelli più significativi, che siano grandi istituzioni o piccole iniziative”. Un obiettivo raggiunto che fa del libro un compagno da consultare spesso per fare esperienza del contemporaneo in Italia. avvenire.it

Arte. Dürer pellegrino in Italia sfodera la sua luce a Trento


Al Castello del Buonconsiglio in esposizione le opere dell’artista tedesco, trait-d’union tra la visione prospettica del Rinascimento italiano e il naturalismo fiammingoAlbrecht Dürer, "Adorazione dei magi"

Quando, nel 1494, il giovane Albrecht Dürer (1471-1528) arriva per la prima volta nel nostro Paese, percorre la strada classica del Reise nach Italien, quella che ancora oggi fanno milioni di turisti: da Norimberga, passando per Augusta, verso Innsbruck, Bolzano, Trento e poi Verona e finalmente Venezia che è la meta finale del viaggio. Per il ventitreenne Dürer (come per il turista di oggi), il momento più bello è quando ci si lascia alle spalle le montagne del Tirolo e appare, splendente nel sole, la valle dell’Adige.

Dürer consegna la sua emozione, la gioia di essere dentro la luce e i colori dell’Italia, ad alcuni acquerelli (come la celebre Veduta del Castello del Buonconsiglio), immagini di paese che aprono una nuova e grande stagione per la moderna storia delle arti a Nord e Sud delle Alpi fondata sull’intuizione di Dürer secondo il quale è possibile coniugare la visione luminosa e prospettica degli italiani con il naturalismo lenticolare dei fiamminghi.

E’ di questo incontro e delle tracce che ha lasciato il passaggio in Trentino dell’artista di Norimberga che parla la mostra “Dürer e gli altri. Rinascimenti in riva all’Adige” allestita a Trento al Castello del Buonconsiglio a cura di Bernard Aikema, Laura Dal Prà, Giovanni Maria Fara e Claudio Salsi.

Con una infaticabile sete di conoscenza che lo porta a studiare gli ordini di Vitruvio e la prospettiva di Luca Pacioli, le proporzioni del corpo umano e i modelli dell’Antico, l’anatomia e la cosmografia, Mantegna e Giovanni Bellini, Leonardo e Raffaello, in costante appassionato dialogo con l’inseparabile amico umanista Willibald Pirckheimer, per Dürer la pittura è strumento intellettuale di comprensione e di rappresentazione, testimonia il vero e ardentemente insegue la bellezza.

Sono queste le linee ideali della fugace ma particolarmente significativa presenza di quel genio inquieto di Dürer in Trentino che dà luogo ad un incredibile impatto (l’artista è fra i primi pittori a fare del paesaggio il motivo predominante, talora unico, dei suoi acquerelli) sulla produzione artistica di quel territorio, luogo di transizione, primaria via di comunicazione culturale e commerciale fin dal Medioevo, e di passaggio obbligato per chi voleva andare dall’Italia alla Germania e viceversa.

Il Trentino e il Tirolo meridionale erano tutt’altro che aree periferiche vantando anche alcune sedi episcopali (Bressanone e Trento) e commerciali (Bolzano) che costituivano realtà urbane di prim’ordine, pronte ad accogliere innovative soluzioni artistiche in un’epoca – è l’età di Massimiliano I d’Asburgo e della sua contrapposizione alla Serenissima - di intense trasformazioni culturali in atto nell’intera Europa.

E’ in questo clima che, tra l’ultimo Quattrocento e il primo Cinquecento, si sviluppa in Trentino quel Rinascimento originale, “sui generis” lo definiscono i curatori della mostra secondo i quali «tale stile nuovo o, meglio, l’insieme di tali nuovi stili, perché in realtà si tratta di linguaggi di un Rinascimento variegato e diffuso», che prende corpo il confronto con l’opera di Dürer che la mostra documenta attraverso una novantina di lavori (grafiche, dipinti, sculture, manufatti).

La mostra è un percorso affascinante dove si alternano alcuni noti capolavori di Dürer quali l’Adorazione dei Magi, olio su tavola proveniente dagli Uffizi di Firenze, la tavola Cristo tra i dottori prestato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e un considerevole numero di grafiche tra cui spiccano il disegno a penna dei Due giovani cavalieri e le incisioni a bulino de Il mostro marino e di Ercole al bivio.

Accanto alle opere di Dürer sono collocati i lavori di artisti che rappresentano “casi” esemplari del laboratorio stilistico estremamente eterogeneo che caratterizza la ricerca artistica del tempo in quell’area geografica. Ecco allora la presenza del superbo dipinto a olio e tempera di Jakob Seisenegger Le figlie di Ferdinando I d’Asburgo e Anna di Boemia. Così come i ritratti dipinti da Alvise Vivarini, Jacopo de’ Barbari, Marx Reichlich e quello di Bernhard Strigel dedicato a Massimiliano I con le insegne imperiali, l’imperatore per il quale Dürer prestò il suo servizio e a cui dedicò, insieme a Hans Springinklee, la xilografia suddivisa in due fogli dal titolo Albero genealogico di Massimiliano I proveniente dall’Albertina di Vienna.

avvenire.it


‘Pompei è Arte’, musica protagonista di 10 concerti tra giugno e luglio 2024


Pompei e il suo leggendario Anfiteatro romano tornano a essere protagonisti con ‘Pompei è Arte’, una rassegna imperdibile di 10 concerti patrocinata dal Ministero della Cultura, dal Parco Archeologico di Pompei con il Comune di Pompei e le società Fast Forward e Blackstar, leader nel campo della promozione e organizzazione dei concerti più importanti in Campania. Questo luogo, un tempo arena dei gladiatori, ha acquisito una nuova dimensione nel 1971 con lo storico concerto a porte chiuse dei Pink Floyd, divenuto uno dei momenti più memorabili della musica del XXI secolo, rafforzando il suo legame con il mondo della musica nell’immaginario collettivo.

Fino 26 luglio, artisti di fama internazionale si esibiranno in questo scenario unico e suggestivo. Questi eventi musicali non solo arricchiscono e valorizzano i monumenti storici, ma creano un’alleanza affascinante tra arte e cultura, capace di attirare anche le nuove generazioni. Tra i partecipanti Carmen Consoli (8 giugno); John Legend (11giugno); Russell Crowe (9 luglio); Ludovico Einaudi (12 luglio); Il Volo (17 luglio); Biagio Antonacci (18,19,20 luglio); I Pooh (22 luglio) e Francesco De Gregori (26 luglio).

Mentre al Teatro Grande si rinnova l’appuntamento con la drammaturgia antica, l’Anfiteatro si distingue per questa rassegna musicale. L’evento mira a valorizzare il sito come luogo fruibile in modi diversi, promuovendo l’approccio al patrimonio culturale attraverso varie forme d’arte e favorendo l’integrazione con il territorio. L’obiettivo principale è incentivare il turismo stanziale, a sostegno dell’economia locale e della Campania.

Per chi partecipa ai concerti l’Hotel Santa Caterina di Amalfi offre un soggiorno tra terrazze panoramiche, ulivi secolari e limoneti profumati. Con interni eleganti e servizi di lusso, la struttura garantisce una vacanza all’insegna della tranquillità e del relax. A pochi passi dall’hotel, Le Ville della Marchesa offrono un’esperienza esclusiva con suite circondate da giardini rigogliosi, piscina e solarium privati. Mantenendo la filosofia di ospitalità di alta qualità, gli ospiti possono usufruire di tutti i servizi di ristorazione, room service e SPA, per continuare a vivere l’incanto dell’atmosfera della costiera anche dopo i concerti. Vivere un’estate da sogno, dove la magia della musica si fonde con la bellezza senza tempo di Pompei e della Costiera Amalfitana.

L’Hotel Santa Caterina ha 36 camere di tipologia standard, superior e deluxe e 13 tra junior suite, executive junior suite, suite e senior deluxe suite che si trovano nell’edificio principale. Inoltre, tra le Garden Suite, le dépendances “Villa Santa Caterina” e la “Villa il Rosso” nel lussureggiante parco si contano altre 17 camere e suite.

Da aprile 2022 si aggiungono alle sistemazioni offerte Le Ville della Marchesa: un complesso di suites immerse in giardini pensili affacciati sul mare a pochi metri dall’Hotel Santa Caterina.

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Le mostre del weekend, dalla Street Art a Isgrò


I principali esponenti della Street Art e un maestro come Emilio Isgrò, fino a Enrico Baj ed Elisabetta Benassi: sono alcune delle mostre della settimana.

CAORLE - Al centro culturale Bafile dal 10 maggio al 1 settembre la mostra "Basquiat, Haring, Banksy: the international and mysterious world of Street Art".

Esposta una settantina di opere provenienti da Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, firmate dagli artisti che, dagli anni '70 ad oggi, sono considerati tra i principali portavoce della Street Art.

 Fino al 14 luglio la Fondazione Ragghianti ospita la retrospettiva "Otto Hofmann artista europeo: dal Bauhaus all'Italia". A cura di Paolo Bolpagni e Giovanni Battista Martini, la mostra è la prima dedicata all'artista tedesco nel nostro Paese da circa 15 anni, e ne documenta tutta l'attività artistica, includendo numerose opere inedite. Tra le rarità esposte quaderni illustrati di Hofmann delle lezioni tenute da Klee e Kandinskij tra il1928 e il 1930, e una documentazione delle corrispondenze dei suoi maestri e del diploma che conseguì nella scuola fondata da Gropius.

ROMA - Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dall'8 maggio al 31 dicembre nell'ambito dell'iniziativa Artista alla Gnam la mostra "Emilio Isgrò: Protagonista 2024": in occasione dei 60 anni della "cancellatura" - il "gesto" che rappresenta Isgrò - l'artista ha creato l'opera "Isgrò cancella Isgrò", con la cancellazione di "Autocurriculum", il suo romanzo autobiografico, che sarà donata alla Gnam. Sempre nel museo capitolino, fino al 30 giugno "Bai Ming. At the Crossroads of Worlds", la prima personale italiana dell'artista cinese contemporaneo Bai Ming. Il progetto espositivo, a cura di Jean-Louis Andral, testimonia il profondo legame tra creatività antica e contemporanea, alla base dell'operato del poliedrico artista da sempre capace di fondere tradizione e modernità. Dal 9 maggio al 25 agosto il Macro ospita "Autoritratto al lavoro", la prima grande antologica dedicata a Elisabetta Benassi. Per raccontare oltre 20 anni della sua produzione, Benassi propone una riflessione sul concetto stesso di retrospettiva attraverso una mise-en-scène delle sue opere con un sistema di architetture e ambienti disposte nello spazio come fossero quinte teatrali.
    Alla Mucciaccia Gallery dal 10 maggio al 6 luglio la mostra Tête-à-tête, a cura di Catherine Loewe, dedicata al racconto della vita privata e professionale di alcune coppie di artisti.
    Il percorso si configura come un racconto appassionato, in un serrato confronto delle opere eseguite dai protagonisti: Sue Arrowsmith & Ian Davenport, Nick Carter & Rob Carter, Charlotte Colbert & Philip Colbert, Rossella Fumasoni & Piero Pizzi Cannella, Emilia Kabakov & Ilya Kabakov, Carolina Mazzolari & Conrad Shawcross, Annie Morris & Idris Khan, Shirin Neshat & Shoja Azari.

NUORO - Allo Spazio Ilisso dal 4 maggio la mostra "Unica. Sei storie di artiste italiane" a cura di Maria Grazia Messina, Anna Maria Montaldo, Giorgia Gastaldon. Nel percorso figurano oltre 70 opere, alcune delle quali inedite, per raccontare il lavoro - ma anche le loro battaglie e le sfide nel contesto dell'arte italiana del Novecento - di sei artiste: Carla Badiali, Carol Rama, Giosetta Fioroni, Carla Accardi, Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna) e Maria Lai.

MILANO - Si intitola "Baj. Libri in libertà" la mostra omaggio allestita alla Biblioteca Nazionale Braidense fino al 6 luglio, a cura di Angela Sanna, Michele Tavola e Marina Zetti. Pensata in occasione dei 100 anni della nascita di Enrico Baj, l'esposizione presenta una ricca selezione di libri d'artista che attraversa tutta del grande pittore e scultore milanese.
    "Teatro dei Vitellini - Regia di Gian Paolo Barbieri" è la nuova mostra del grande fotografo di moda in programma a Leica Galerie Milano dal 10 maggio al 24 agosto. Esposte 25 immagini inedite (preparate in studio con un lavoro artigianale e artistico) in cui Barbieri, che ha avviato la sua carriera come attore, operatore e costumista, rilegge l'opera di Shakespeare.

TREVISO - Dal 9 maggio al 30 giugno a Treviso (e poi dal 19 luglio al 3 novembre 2024 a Monopoli), arriva "In my name. Above the show", a cura di Martina Cavallarin con Antonio Caruso.
    L'esposizione - attraverso 17 artisti, 155 fra tele e disegni, 2 opere in Virtual Reality, 18 tra sculture e installazioni, 5 video installazioni e proiezioni - si propone di fare il punto sullo stato dell'Urban Art. 

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Viaggi Liguria, Al Palazzo Ducale di Genova lo charme di Franco Maria Ricci


Sette sale, ognuna delle quali intitolata alle principali collane della sua casa editrice per scoprire l'opera di Franco Maria Ricci, che si è inaugurata a Palazzo Ducale di Genova e che è un sigillo importante nell'anno in cui la città, dove vissero i suoi avi, è capitale del libro.


    La mostra (dal 20 aprile al 30 giugno, Loggia degli Abati) è un viaggio attraverso le opere di una figura importante, perché Franco Maria Ricci non era solo l'editore che ha dato vita al marchio più prestigioso dell'editoria moderna, ma è stato grafico, collezionista e anche visionario, visto che ha concepito il Labirinto in bambù più grande del mondo, al cuore del quale si trovano sia la redazione della casa editrice che la sua vasta collezione d'arte.

La mostra "Franco Maria Ricci. L'Opera al Nero", organizzata dalla Fondazione Franco Maria Ricci in collaborazione con Palazzo Ducale, diventa un omaggio a un cultore della bellezza e maestro di stile, che è stato punto di riferimento per il gusto italiano e internazionale. "Opera al nero perché il nero è una caratteristica evidente nelle opere di Ricci - spiega il curatore Pietro Mercogliano -. Lui aveva l'abitudine di far comparire le immagini dal nero che non era qualcosa di funereo ma di elegante, il colore della vita, perché li comprendeva tutti, e sul quale amava far spiccare le figure".
    Un percorso che riprende il suo famoso labirinto nel quale, oltre alla sua grande opera bibliografica, si trovano anche alcuni capolavori della sua collezione. "C'è un frammento di Adolfo Wilt, la madre, che era parte di un'opera più ampia distrutta nei bombardamenti - spiega il curatore - ma è esposta anche la Testa di tigre di Ligabue, la Regina di Saba di Erté, le statuine crisoelefantine di gusto decò e due vanitas, immagini di teschi che ricordavano la caducità della vita". Una mostra che ben si integra nell'offerta di Genova Capitale del Libro. 

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A Venezia riapre Palazzo Diedo con Janus


VENEZIA - Nel grande androne a pianoterra ci sono le porte d'acqua che fanno da filtro al rumore unico della città, mentre dalle finestre dei piani affacciati sulla fondamenta i tetti di Venezia paiono quasi portati dalla luce abbagliante dentro le stanze con parte dei soffitti coperti da un'arte che parla la lingua dell'oggi ma si confronta con il passato.

È a uno spazio aperto al continuo divenire dell'arte, a una creatura viva in dialogo con la vitalità mai spenta di Venezia, quello che il collezionista e filantropo Nicolas Berggruen pensa quando parla del presente e del futuro di palazzo Diedo.

Un palazzo a cinque piani del XVIII secolo realizzato da Andrea Tiralli per la famiglia Diedo, passato poi al Comune per diventare scuola elementare poi sede del Tribunale di Sorveglianza: chiuso per un decennio, è stato acquisito alcuni anni fa da Berggruen. Oggi, dopo due anni quasi di restauro, con gli ultimi ritocchi ancora in corso, il palazzo, sede della fondazione benefica creata dal collezionista per approfondire i rapporti tra l'arte contemporanea e i secoli passati, tra Oriente e Occidente, è stato riaperto per ospitare l'esposizione "Janus" (Giano). La mostra riunisce i lavori, temporanei e in parte permanenti, ideati da undici artisti in diretto rapporto con l'architettura dell'edificio e in dialogo con le tradizioni dei mestieri d'arte veneziani. L'esposizione, dal 20 aprile al 24 novembre, le stesse date della Biennale d'Arte, è stata l'occasione per aprire le porte, per dare il segno iniziale - è stato ricordato - di un palazzo vivo. Lo spirito è chiaro: non idee museali, ma luogo di produzione, di incontri, di residenze per artisti chiamati a operare in loco e in stretto contatto con la realtà lagunare. L'assaggio è una esposizione che presenta lavori di personalità come Urs Fischer - splendido il riflesso della luce veneziana sulle 600 gocce di vetro soffiato, "Omen" - Mariko Mori, Ibrahim Mahatma, Sterling Ruby, Jim Shaw, Liu Wei, Aya Takano. Sospesi nel tempo e nello spazio i monocromi che paiono fatti di luce di Hiroshi Sugimoto (c'è anche una teca con il libro di Newton del 1704 che dà il titolo alle opere). Ipnotici i lavori di Lee Ufan (suo su un soffitto un'opera permanente e sui soffitti le fermanti anche di altri artisti coinvolti nella mostra). Se Holler opera sulla scala e Ruby sull'illuminazione dell'androne, Pietro Golia, quasi a simboleggiare il divenire di un palazzo dell'arte, ha fissato per novembre la realizzazione di un lavoro-pavimento veneziano al pianoterra.
    Intanto, per tutta la durata della mostra, ci saranno nella sala i sacchi con il materiale e gli operai che lo faranno.
    L'esposizione si articola anche in due progetti speciali: uno dell'artista Rhea Dillon l'altro della Polaroid Foundation "20x24". 

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Molise. Da Regione 1,2 mln per promozione culturale e turistica

 

Ammontano ad per 1 milione e 200mila euro le risorse Fsc destinate a interventi a sostegno delle società e degli enti di promozione culturale e turistica in Molise. La Giunta regionale, infatti, ha approvato la scheda dell’intervento e nel contempo ha demandato al Direttore del competente Servizio regionale la predisposizione del relativo Avviso pubblico.

Sarà dunque finanziato il sostegno alle società e agli enti culturali e di promozione turistica, nell’ambito dell’attività annuale, anche attraverso il supporto alla realizzazione di eventi e manifestazioni di valenza regionale, interregionale e nazionale. L’Avviso è rivolto a società ed enti culturali e di promozione turistica che operano anche non esclusivamente in Molise, purché la loro sede legale sia sul territorio molisano e le loro attività siano relative alla valorizzazione delle peculiarità del patrimonio culturale molisano.

I settori di riferimento di questi enti, anche in forma integrata, sono i seguenti: artistico e tradizioni (spettacolo, musica, manifestazioni folkloristiche e di costume, cinema), artigianato tipico (mercatini, fiere, mostre, laboratori) e valorizzazione delle risorse culturali, paesaggistiche, ambientali, naturali ed enogastronomiche locali.

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Capitali o città d’arte, dove andranno gli italiani per i Ponti?

 

Con la primavera tornano i ponti e gli italiani si organizzano per ritagliarsi una vacanza tra giorni di ferie, feste comandate e weekend. Quali sono le mete e le date preferite per le partenze tra 25 aprile e primo maggio? eDreams ha indagato sulle destinazioni più prenotate e sulla durata dei viaggi per italiani ed europei nelle prossime settimane.

Oltre alle capitali e metropoli europee che non passano mai di moda – su tutte spiccano Barcellona, Parigi e Amsterdam – quest’anno le prenotazioni dall’Italia puntano forte anche sulla capitale albanese, Tirana. Le prime italiane in classifica sono invece Catania e Roma.
Per quanto riguarda la durata, ben il 37% dei connazionali ha scelto di concedersi una vacanza di 3 giorni mentre il 15% unirà le due festività per un break di 6 o 7 giorni. Ma quali sono le date più popolari per la partenza? I giorni più gettonati sono il 25 aprile (scelto dal 30% del campione) e il 26 (22%).

Secondo la tradizione, questi primi ponti di primavera saranno anche un’ottima occasione per i turisti e viaggiatori stranieri che verranno a scoprire le meraviglie nostrane. Anche nel 2024, la primavera sembra il periodo ideale per ammirare in particolare le città d’arte. Tra il 25 aprile e il primo maggio quest’anno – secondo eDreams – sceglieranno una vacanza in Italia prevalentemente i francesi (30%), seguiti dagli spagnoli (19%) e dai tedeschi (18%). Complessivamente quasi la metà dei turisti che visiteranno il nostro Paese ha prenotato un soggiorno di 3 o più giorni (il 27% di 3 giorni e il 26% di quattro), leggermente più alta degli italiani la percentuale di chi imposterà l’out of office per 6 o 7 giorni, del 19%. Le date più congeniali per la partenza degli europei saranno il 26 e 25 aprile.
Quanto alle destinazioni più amate, gli stranieri stilano così la loro top 5 delle città d’arte italiane: in testa Roma seguita da Milano, poi Venezia, Napoli e Firenze.

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Salone del Mobile e Miart, il business si intreccia con arte e design

 


L’arte e il design continuano a intrecciarsi con il business. Durante la settimana dedicata alla fiera del Salone del Mobile e dell’arte moderna e contemporanea (Miart), gli studi Clearwater International, La Scala Società tra Avvocati e Lca diventano degli spazi dedicati alle mostre di famosi artisti.

Gli uffici di Clearwater International ospiteranno fino al 31 maggio la mostra “Se tutto bruciasse” di Alessandro Calabrese, a cura di Francesca Interlenghi e in collaborazione con la galleria d’arte contemporanea Viasaterna. L’artista, da sempre interessato a esplorare il complesso sistema delle relazioni umane, sembra rielaborare in chiave artistica i valori di cui lo studio Clearwater si fa portavoce, tra questi la trasparenza, la fiducia, la collaborazione, il reciproco rispetto, la flessibilità nell’affrontare il cambiamento e il costante impegno nel coltivare le imprese.

Il progetto di Calabrese, un’installazione neon site-specific, raccoglie 12 opere fotografiche, che indagano il modo di produzione delle immagini, la loro proliferazione bulimica, il tema dell’inconscio tecnologico e il ruolo del caso nel processo di esecuzione.

“Vogliamo che i nostri uffici non siano solo un luogo di lavoro, ma anche uno spazio di contaminazione e scambio di idee. Per questo, in occasione della Milano Art Week 2024, abbiamo accolto tra le nostre mura l’arte contemporanea, capace di stimolare innovazione, progresso e benessere all’interno e all’esterno dell’azienda” spiega Alexandre Perrucci, managing partner di Clearwater International in Italia.
Le altre mostre durante il Salone del Mobile e Miart

Dal 19 aprile presso l’Auditorium Piero Calamandrei di La Scala Società tra Avvocati, sarà possibile visitare la riedizione della mostra fotografica di Giacomo Infantino, dal titolo “Eden e Realtà – Il difficile rapporto tra uomo e natura”, nata per incoraggiare una riflessione sulla percezione dell’identità delle giovani generazioni attraverso i social network, toccando tematiche quali solitudine, marginalizzazione, bullismo e body shaming. L’obiettivo dell’artista è disaminare i rapporti sociali tra le nuove generazioni e, parallelamente, sperimenta la percezione del paesaggio, con una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e sostenibilità.

Lo studio legale Lca omaggerà l’artista la fotografa Letizia Battaglia testimone femminile della cronaca siciliana tra gli anni Settanta e Novanta con la mostra “Storie di libertà ritrovata“, disponibile fino al 13 aprile. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia, la Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Arte Generali e Apice e si colloca all’interno di Law is Art!, il progetto di Lca nato con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea nel contesto
milanese e italiano.

Lo studio di consulenza Accuracy sponsorizza, durante la Milano Art Week, la mostra fotografica “Contemporary Museum Watching” di Alex Trusty, che raccoglie alcuni scatti realizzati dall’artista nell’arco di dieci anni in oltre 80 musei, esposti per la prima volta al pubblico nell’ “Appartamento dei Principi” del Palazzo Reale.

Anche Banca Investis promuove l’iniziativa “The Sign Week” che offre un percorso insolito nelle diverse forme del design con la firma di cinque artisti e creativi. Fino al 19 aprile, il gruppo darà la possibilità ai clienti, banker e stakeholder di scoprire l’inedita veste della sua sede milanese. Il racconto promosso durante le mostre promuove le caratteristiche distintive del gruppo: l’olismo, la personalizzazione, la cultura, il territorio e l’innovazione.

The Sign Week prevede cinque appuntamenti per cinque diverse esperienze, sia fisiche che digitali, dedicate a differenti espressioni di creatività, raccontate attraverso le opera dell’artista Elena Salmistraro, Taketo Gohara, Angelini Design, Monogrid specializzato nel settore di Ai e Marco Assaggia per la food culture.
Fonte: dealflower.it

Nuova Passeggiata Archeologica di Roma, un mega anello pedonale

 

Una passeggiata unica al mondo congiungerà via dei Fori Imperiali con gli altri percorsi intorno al Colle Palatino, intercettando l'itinerario ciclo-pedonale di via di San Gregorio, via dei Cerchi, via di San Teodoro e delle salite e discese del Colle Capitolino, e sarà caratterizzata da un incremento degli spazi e dei servizi dell'area, percorsi ciclo-pedonali, aree verdi e balconate.

Il progetto verrà realizzato dallo studio romano Labics che si è aggiudicato il concorso internazionale, per il quale sono state presentate 23 proposte progettuali, per la realizzazione di un grande anello pedonale.

Il progetto riprende l'idea della Passeggiata di fine Ottocento del ministro Baccelli. "Sono da sempre assertore della modernizzazione e della valorizzazione del patrimonio culturale come ci impone la Costituzione, allo stesso tempo la mia preoccupazione era che il progetto salvaguardasse il valore della storia: i Fori non nascono oggi, ma già con papa Alessandro VII era stato abbozzato il primo progetto di passeggiata sui Fori Imperiali. Possiamo dire che la via e la visione prospettica è stata storicizzata quindi il progetto dovrà armonizzarsi con questi criteri", ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano in occasione dello svelamento del progetto vincitore del bando.
    Con questo progetto, ha aggiunto il sindaco di Roma. Roberto Gualtieri, "la via e i Fori si riconciliano: il percorso sarà un luogo piacevole dove passeggiare e dove poter anche indugiare per godersi la vista sui Fori. E lo sarà per i turisti ma anche per i romani" che potranno riappropriarsi di un luogo per vivere la bellezza della città eterna.

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