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L'itinerario che cercavi per un weekend lungo nei dintorni di Lugano




State programmando un weekend in Ticino, in Svizzera, e vi chiedete cosa fare a Lugano e dintorni? Con questa guida vi portiamo tra cultura, trekking panoramici, cantine e locali cool, tra lago, montagna e borghi pittoreschi, per un viaggio lento e autentico, durante il quale scoprirete che il Ticino è il luogo perfetto per un viaggio tra amiche lontano dalla solita to-do list.

Come arrivare a Lugano e muoversi in Ticino

Arrivare a Lugano è più semplice di quanto si pensi, grazie al (puntualissimo) treno da Milano: un viaggio lineare, silenzioso, assolutamente stress-free. Chi preferisce l’auto impiega poco più del necessario per un road trip spontaneo: perfetta se avete in mente di esplorare le valli, fermarvi nei borghi o inseguire un panorama improvviso. Ci sono anche autobus diretti, opzione comoda per chi viaggia senza auto e vuole risparmiare qualcosa.

Una volta in città, ci si muove facilmente a piedi grazie alle distanze brevi, ai percorsi piacevoli e ai mezzi pubblici che funzionano esattamente come promette ogni stereotipo svizzero. Per i trekking nelle zone circostanti conviene invece affidarsi alle funicolari locali o, se preferite autonomia totale, si può noleggiare un’auto per una giornata.
Cosa vedere a Lugano in un weekend tra aperitivi e arte

Il weekend in Ticino inizia quasi sempre allo stesso modo: con una tappa al LAC Lugano Arte e Cultura, non tanto come “prima attrazione”, ma come luogo da cui impostare il ritmo. Il LAC è luminoso, arioso, architettonicamente elegante senza strafare, e le sue mostre sono perfette per entrare in modalità “slow”. Passarci un’ora (o anche più), nelle quiet seasons, significa prendersi un momento di decompressione reale: camminate lente, sale silenziose, luci che fanno respirare.

Una volta fuori, la città vi accompagna naturalmente verso il lungolago. La passeggiata è una delle cose più semplici e belle da fare a Lugano, con il lago che riflette le montagne e l’aria che ha quella purezza da “reset mentale”. Se poi volete entrare subito nell’atmosfera panoramica, potete salire con la funicolare verso il Monte San Salvatore. La salita è breve, non temete.

La serata a Lugano si accende in un locale che ormai è diventato un riferimento: Tutto o Niente, un cocktail bar dal design curato e dalla vibrazione molto luganese, cioè elegante, rilassata, mai ostentata.

Trekking vicino Lugano e un’ottima cantina

Come proseguire questo weekend a Lugano e dintorni? Nel Ticino i trekking hanno un ruolo quasi terapeutico, soprattutto in bassa stagione quando i sentieri non sono affollati, i boschi hanno un ritmo lento, l’aria è fresca e umida in modo piacevole.

Il percorso più celebre è quello che dal Monte Brè porta a Gandria, un borgo incredibilmente scenografico affacciato sul Ceresio. È una camminata panoramica, mai davvero difficile, con quel tipo di luce che rende tutto più nitido. Arrivati a Gandria si può fare un pranzo leggero o tornare in battello, trasformando il rientro in un piccolo rito da cartolina.

Se preferite un trekking più morbido, la zona del Malcantone è perfetta con i suoi sentieri nei boschi e i villaggi pacifici. Per chi invece preferisce un impatto scenografico forte, la Valle Verzasca resta imbattibile: acqua minerale verde smeraldo, silenzio, pietra, natura allo stato puro.

E dopo una passeggiata nella natura cosa fare in Ticino? Il pomeriggio va assolutamente dedicato a uno degli indirizzi più sorprendenti della zona: la Cantina Moncucchetto. Si tratta di un luogo in cui architettura contemporanea e vigneti si parlano senza forzature; qui la degustazione è piacevole, comprensibile anche per chi non è esperto ma sa riconoscere un ottimo calice, e la vista sui filari diventa un finale naturale dopo il trekking.

Cosa vedere a Lugano e dintorni: tappa tra musei, architettura e relax

Non solo natura, ma anche la dimensione urbana della Svizzera Italiana è affascinante. Chi ama l’arte, deve scegliere il MASI, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, che offre un percorso più approfondito rispetto al LAC. Se invece siete più interessate all'estetica urbana e all'architettura, è d'obbligo esplorare i quartieri contemporanei di Lugano, in cui si trovano architetture pulite, materiali pregiati e quel senso di ordine che non toglie calore.

Perché visitare il Ticino in bassa stagione?

Il Ticino funziona benissimo in bassa stagione perché non vi chiede nulla, ma vi accoglie, vi rallenta, vi lascia spazio. Non c’è sovrastimolazione, non c’è folla che detta i tempi, non c’è la pressione della performance turistica, è una “terra di mezzo” in cui potete riposizionarvi, ascoltarvi e recuperare energie. In altre parole: è la destinazione naturale per quei viaggi che fate per motivi emotivi più che geografici, soprattutto se pensate a un weekend lungo con le vostre migliori amiche.

Consigli pratici per un weekend in Ticino

Portate scarpe comode, anche se non avete in mente trekking impegnativi: le passeggiate lungo il lago e i saliscendi cittadini lo richiedono.

Considerate i pass dei trasporti locali, spesso convenienti se usate funicolari, battelli e autobus.

Prenotate pernottamenti e degustazioni con un minimo di anticipo, soprattutto nelle quiet seasons, perché molte strutture lavorano con numeri ridotti.

Viaggiate leggere: in Ticino è tutto vicino, e il bello è proprio muoversi senza carichi inutili.

Alloggiate in ostelli, case o provate il campeggio, se pensate a una vacanza low-cost.

In qualsiasi momento dell'anno, non solo nel fuori stagione, Lugano e il Ticino sono una meta che vi resta nell'animo, sebbene spesso venga poco considerata. Fidatevi: scopritela e non vorrete più tornare indietro!

Cosmopolitana Italia

#SbrinzRoute Dopo 150 chilometri attraverso le Alpi, festa a Domodossola con l’amministrazione comunale, i gruppi folkloristici, l’associazione Oscella Felix e lo scambio di doni tra Italia e Svizzera


La Sbrinz Route accolta a Domodossola: la carovana svizzera ha concluso il viaggio in piazza Mercato

Ossola News

È arrivata oggi a Domodossola la carovana della Sbrinz Route, il trekking partito da Lucerna domenica scorsa e che in una settimana ha attraversato le Alpi lungo 150 chilometri per giungere, passando da Riale, Formazza, Crevoladossola fino al capoluogo dell’Ossola. Una rievocazione che ripercorre un’antica via commerciale, un tempo percorsa dai mercanti walser per trasportare beni e in particolare il celebre formaggio svizzero Sbrinz, da cui il percorso prende il nome.

In piazza Mercato, i someggiatori con gli asini al seguito sono stati accolti dall’amministrazione comunale, dai gruppi folkloristici e dall’associazione Oscella Felix, che ha offerto un rinfresco ai partecipanti.

Nel suo intervento, l’assessore comunale al commercio e ai mercati Gianluca Iervasi ha sottolineato come la Sbrinz Route non sia soltanto una rievocazione storica, ma anche un momento di incontro che rafforza i legami ancora oggi esistenti tra Italia e Svizzera, segnati da vicinanza culturale, tradizioni comuni e rapporti di amicizia che continuano a unire le comunità di montagna. A suggellare questa amicizia c’è stato anche uno scambio di doni: l’amministrazione comunale ha consegnato al capo trekking una confezione di vini ossolani, mentre i rappresentanti svizzeri hanno offerto alla città di Domodossola del formaggio Sbrinz, simbolo dell’antico commercio alpino. Come da tradizione gli alpigiani svizzeri hanno messo in vendita il celebre formaggio.

L’arrivo a Domodossola ha trasformato la piazza in una grande festa che ha riportato in vita l’atmosfera delle antiche carovane alpine. Un appuntamento che ogni anno rinnova la memoria del passato e al tempo stesso celebra il presente delle Alpi come luogo di dialogo e condivisione. 



Oggi arriva la Sbrintz Route dalla Svizzera a Domodossola


Arriveranno a Domodossola nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 30 agosto, tra le ore 17 e le 18, i partecipanti alla "Sbrintz Route" il trekking storico con gli asini che ripercorre un'antica via commerciale tra Lucerna in Svizzera e Domodossola.

La carovana, composta da camminatori in abiti storici e animali, giungerà in piazza Mercato dove ad attenderla vi saranno l’amministrazione comunale, l'associazione Oscella Felix, gruppi folkloristici e numerosi cittadini.

Previsto come sempre il saluto da parte dell'amministrazione comunale e del rappresentante svizzero, poi i partecipanti al trekking saranno invitati a un rinfresco organizzato da Oscella Felix. Sarà anche possibile acquistare il formaggio Sbrintz, che giungerà dalla Svizzera assieme alla carovana.

Ossola News

Locarno Film Festival 2025: oltre i premi

Federico Buffa, Mauro Bevacqua e Michele Pettene ci raccontano i film, le tendenze e le emozioni che hanno caratterizzato la 78.ma edizione della kermesse cinematografica elvetica.
Sabato 16 Agosto è calato il sipario – leopardato – sul 78° Festival di Locarno dopo una undici giorni cinematografica che, oltre alla solita girandola multiculturale di film, ha ribadito con forza il ruolo e l’importanza nel panorama internazionale del secondo festival cinematografico più antico del mondo. Nella seconda edizione della neo-presidentessa Maja Hoffmann e nella quinta con a capo il direttore artistico Giona Antonio Nazzaro, Locarno ha sfoderato numeri da capogiro, unendo alla consueta offerta dei migliori interpreti – veterani o esordienti - del cinema indipendente mondiale eventi, sezioni e retrospettive che, a partire dal famoso schermo di Piazza Grande, non hanno deluso nessun tipo di spettatore.

Numeri, sezioni e vincitori

Con 224 film, 101 prime mondiali e oltre 300 proiezioni, le sale di Locarno hanno offerto una vetrina d’eccezione per il meglio del cinema mondiale, ospitando decine di incontri con registi, attori e addetti ai lavori, tra cui l'attrice britannica Emma Thompson (a Locarno 2025 con "The Dead Winter"), l'icona Jackie Chan, una superstar come Willem Dafoe (a Locarno con "The Birthday Party"), il regista statunitense Alexander Payne, la costumista italiana premio Oscar Milena Canonero, la star asiatico-americana Lucy Liu (che in Piazza Grande ha presentato il film "Rosemead") e un incontro imperdibile tra due monumenti del cinema iraniano dissidente come Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof. Il Concorso Internazionale è stato vinto dal giapponese "Two Seasons, Two Strangers" (regia di Sho Miyake), mentre il Concorso Cineasti del Presente da "Hair, Paper, Water..." (Nicolas Graux e Trương Minh Quý) una co-produzione tra Belgio, Francia e Vietnam. In parallelo, la Retrospettiva di Locarno78 “Great Expectations: British Postwar Cinema (1945–1960)” e la sezione Histoire(s) du Cinéma hanno ripercorso alcune delle pagine più interessanti – e meno conosciute – della storia del cinema.
Lo splendore del Sol Levante

"Forse il viaggio è un modo per fuggire dalla gabbia delle proprie parole". La citazione, simbolico riassunto delle riflessioni sulla propria vita di una sceneggiatrice in cerca di se stessa arriva sul finale di "Two Seasons, Two Strangers", meraviglioso film del giapponese Sho Miyake vincitore del Pardo D'Oro, solo il quarto titolo del Sol Levante a riuscirci nella storia del Locarno Film Festival. Un'opera intima, profonda e sussurrata, con una natura maestosa e indulgente a circondare i protagonisti: nella prima parte sono il mare, la spiaggia e le confessioni di due sconosciuti sotto la pioggia a trasportare sul grande schermo le immagini del manga "A View of the Seaside" (1967) di uno degli artisti giapponesi più celebrati, Yoshiharu Tsuge, cui il film è ispirato; nella seconda sono l'inverno e la purezza di un Giappone remoto e innevato ad aiutare la protagonista a ritrovare la propria creatività. Terapeutico per lei e pure per noi.
Sempre per il Concorso Internazionale e sempre dal Giappone arrivava anche "Yakushima's illusions" di Naomi Kawase - strappata a Cannes e Venezia - l'affascinante racconto di una chirurga francese dipendente dell'ospedale pediatrico di Kobe, in un Paese dove il trapianto d'organi per i più piccoli trova ancora tante barriere, soprattutto culturali: un divario incolmabile che la protagonista vivrà anche nel rapporto con un ragazzo giapponese, inafferrabile e seducente come la natura selvaggia che li aveva fatti prima incontrare e poi innamorare.

Romania, genio e sregolatezza

Che il cinema di Radu Jude si diverta ad andare spesso sopra le righe non è certo una novità, ma il film presentato in quest'edizione del festival (dopo aver vinto il Premio Speciale della Giuria nel 2023 con "Do Not Expect Too Much from the End of the World") potrebbe aver superato anche le aspettative dei fan più estremi del geniale cineasta di Bucarest. "Dracula", attesissima ultima opera dopo il premio alla Miglior Sceneggiatura alla Berlinale 2025 e presentato nel Concorso Internazionale, è un intruglio dichiaratamente a basso budget che eleva la provocazione a cifra stilistica, decostruendo la più classica delle icone rumene per sfottere la società, il governo e la Storia rumene tutte insieme, non risparmiando critiche sferzanti alle ultime evoluzioni della Settima Arte, a Hollywood e al pubblico boccalone, attirato in sala dal nome altisonante e costretto invece a quasi tre ore di forme falliche distorte dall'Intelligenza Artificiale, Dracula capitalisti e impalatori-bambini.
Non era altrettanto esagerato ma di certo non si è risparmiato certe libertà anche "Sorella di Clausura" (così il titolo originale) l'altro film rumeno che ha fatto sollevare parecchie sopracciglia: diretto dalla serba Ivana Mladenovic e ambientato nella Romania del 2008 durante la crisi finanziaria globale, si autodefiniva "un'affettuosa parodia dei melodrammi romantici" alle prese con le disavventure sentimentali e non solo di Stela, aspirante scrittrice disillusa con l'ossessione per un'attempata rockstar serba, tra sesso, soldi, povertà e tanta ironia, essenziale per sopravvivere in uno dei periodi più cupi per le fragili economie balcaniche. Con un colpo di scena: ricevuti due di picche da chiunque per la parte del cantante serbo alla fine la regista ha ingaggiato il padre, veterinario in pensione. L'esordio più incredibile ed esilarante di tutto il festival.

La foglia morta

La foglia morta è un concetto più conosciuto a un pubblico calcistico che cinefilo: ma d’altronde nei 186 minuti di “Dry Leaf”, visto nel concorso internazionale, i protagonisti ne spendono una buonissima parte in giro per campetti di calcio nella campagna georgiana. C’è un perché: c’è un padre alla ricerca di una figlia improvvisamente scomparsa (o forse no) e – come dice il regista Alexandre Koberidze (già apprezzatissimo per “What Do We See When We Look at the Sky?”) – ci sono dei personaggi che “si arrendono alla traiettoria del loro viaggio e si affidano al vento che li guida”. Proprio come un pallone calciato a foglia morta.
Ritorna Mektoub

Sempre nel concorso internazionale torna alla ribalta anche Abdellatif Kechiche: uno che ha vinto una Palma d’Oro (per “La vita di Adele”, nel 2013) e poi ha scelto di rivendersela all’asta per finanziare il suo mega-progetto “Mektoub my love”. Che ha visto un “Canto Uno” (apprezzatissimo e poi travolto dalle polemiche), un “Intermezzo” (pure peggio: mai arrivato in sala) e ora questo “Canto Due”, presentato in anteprima mondiale a Locarno. Ha diviso e con ogni probabilità non lascerà il segno, ma nei suoi 134 minuti ha saputo divertire e ha messo in mostra una Jessica Pennington capace di farsi tanto odiare quanto amare con la stessa intensità, costruendo un personaggio che non può lasciare indifferenti.

Sulla strada con Kerouac

Ebs Burnough firma un omaggio – non il primo, forse neppure l’ultimo – al romanzo capolavoro di Jack Kerouac, “Sulla Strada”. Di “Kerouac's Road: The Beat of a Nation”, presentato fuori concorso, scegliamo di sottolinare soltanto la più originale, e azzeccata, definizione del rapporto tra Sal Paradise (Jack Kerouac) e Dean Moriarty (Neal Cassidy) mai sentita. Ovvero: quando “FOMO meets YOLO”. Applausi.

Fiore o foglia profumata, nessuno nel mondo da i nomi come i Persiani che preferiscono però non essere chiamati con nomi che gli hanno dato i Greci. . Dicono di lei: "Si distingue soprattutto per un'intensità interpretativa singolare che sembra emanare naturalmente dalla sua carne, e che si manifesta con la discrezione dei piccoli." Dicono bene. Eppure in "Alpha" magnificamente diretto da Julia Ducournau, sotto due ore di una luce tanto veridica quanto impietosa che poche star internazionali accetterebbero, i suoi gesti e la palette delle sue espressioni si moltiplicano. "Per Julia abbiamo tutti dato il 200%. Io non ho mai dato così tanto, Jean-Charles Clichet è dimagrito sino a non riuscire più a reggersi in piedi per rendere il suo tossico terminale credibile."
La sua di vita è invece incredibile: Teheran classe 1983, figlia di un marxista perseguitato dal regime iraniano, fugge a Parigi, dove non casualmente era in esilio l'Ayatollah Khomeini e si deve totalmente reinventare. Ogni regista che vede i suoi occhi la vorrebbe. Gira "Paterson" per Jarmusch ma Hollywood - che non le garba - le offrirebbe camionate di presidenti spirati per farle interpretare la sexy femme persiana che protegge gli interessi della Repubblica islamica avvelenando e martirizzando. Ovviamente no.
Dunque "vive la France!" che lei considera un'adolescente di 14 anni libera per natura, eccessiva e sofferente. Torna a casa, qualcuno la vorrebbe nel famigerato carcere di Evin, qualcuno la vorrebbe sposare. Il giudice che ha condannato tutti i maschi della sua famiglia l'avvicina e le dice di adorarla e le mostra le foto sul telefono. Impossibile? Non in Iran. Quando parla del suo Paese si commuove. I Persiani parlano e scrivono per metafore da duemila anni, ecco perchè madame G dice che da quelle parti tutto è possibile. Da duemila anni...e continua. Più di un fiore, madame G è un dono.

Ritorna Mektoub

Sempre nel concorso internazionale torna alla ribalta anche Abdellatif Kechiche: uno che ha vinto una Palma d’Oro (per “La vita di Adele”, nel 2013) e poi ha scelto di rivendersela all’asta per finanziare il suo mega-progetto “Mektoub my love”. Che ha visto un “Canto Uno” (apprezzatissimo e poi travolto dalle polemiche), un “Intermezzo” (pure peggio: mai arrivato in sala) e ora questo “Canto Due”, presentato in anteprima mondiale a Locarno. Ha diviso e con ogni probabilità non lascerà il segno, ma nei suoi 134 minuti ha saputo divertire e ha messo in mostra una Jessica Pennington capace di farsi tanto odiare quanto amare con la stessa intensità, costruendo un personaggio che non può lasciare indifferenti.

Sulla strada con Kerouac

Ebs Burnough firma un omaggio – non il primo, forse neppure l’ultimo – al romanzo capolavoro di Jack Kerouac, “Sulla Strada”. Di “Kerouac's Road: The Beat of a Nation”, presentato fuori concorso, scegliamo di sottolinare soltanto la più originale, e azzeccata, definizione del rapporto tra Sal Paradise (Jack Kerouac) e Dean Moriarty (Neal Cassidy) mai sentita. Ovvero: quando “FOMO meets YOLO”. Applausi.

Fiore o foglia profumata, nessuno nel mondo da i nomi come i Persiani che preferiscono però non essere chiamati con nomi che gli hanno dato i Greci. . Dicono di lei: "Si distingue soprattutto per un'intensità interpretativa singolare che sembra emanare naturalmente dalla sua carne, e che si manifesta con la discrezione dei piccoli." Dicono bene. Eppure in "Alpha" magnificamente diretto da Julia Ducournau, sotto due ore di una luce tanto veridica quanto impietosa che poche star internazionali accetterebbero, i suoi gesti e la palette delle sue espressioni si moltiplicano. "Per Julia abbiamo tutti dato il 200%. Io non ho mai dato così tanto, Jean-Charles Clichet è dimagrito sino a non riuscire più a reggersi in piedi per rendere il suo tossico terminale credibile."
La sua di vita è invece incredibile: Teheran classe 1983, figlia di un marxista perseguitato dal regime iraniano, fugge a Parigi, dove non casualmente era in esilio l'Ayatollah Khomeini e si deve totalmente reinventare. Ogni regista che vede i suoi occhi la vorrebbe. Gira "Paterson" per Jarmusch ma Hollywood - che non le garba - le offrirebbe camionate di presidenti spirati per farle interpretare la sexy femme persiana che protegge gli interessi della Repubblica islamica avvelenando e martirizzando. Ovviamente no.
Dunque "vive la France!" che lei considera un'adolescente di 14 anni libera per natura, eccessiva e sofferente. Torna a casa, qualcuno la vorrebbe nel famigerato carcere di Evin, qualcuno la vorrebbe sposare. Il giudice che ha condannato tutti i maschi della sua famiglia l'avvicina e le dice di adorarla e le mostra le foto sul telefono. Impossibile? Non in Iran. Quando parla del suo Paese si commuove. I Persiani parlano e scrivono per metafore da duemila anni, ecco perchè madame G dice che da quelle parti tutto è possibile. Da duemila anni...e continua. Più di un fiore, madame G è un dono.

tg24.sky.it

Treno del Foliage 2025: il viaggio panoramico Domodossola Santa Maria Maggiore


Treno del Foliage 2025: il viaggio panoramico Domodossola Santa Maria Maggiore

Con l’arrivo dell’autunno, la storica Ferrovia Vigezzina-Centovalli si trasforma nel magico “Treno del Foliage“, un’occasione imperdibile per immergersi nei colori caldi e avvolgenti della stagione.

il Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli è un viaggio panoramico tra i boschi infuocati della Val Vigezzo, a bordo di un trenino panoramico da Domodossola a Santa Maria Maggiore, fino a Locarno, in Svizzera.

Una tratta storica che si trasforma in un’esperienza sensoriale unica, grazie a uno speciale biglietto turistico che permette di salire sul trenino Domodossola e attraversare 52 km di paesaggi incantati, tra canyon, vallate e boschi tinti di rosso, arancio e oro.
Il treno del foliage: un viaggio nella natura

Partendo da Domodossola, il Treno del Foliage inizia a salire verso la Val Vigezzo seguendo il percorso del celebre trenino Domodossola Santa Maria Maggiore, una delle tratte più suggestive della ferrovia. I finestrini panoramici permettono di ammirare ogni dettaglio: i ponti sospesi, le gole scavate nei secoli dal fiume Melezza e, soprattutto, i boschi che in autunno si trasformano in un’esplosione di colori.

Questa tratta, conosciuta anche come trenino panoramico Domodossola, è un vero e proprio viaggio slow che invita a rallentare, respirare e lasciarsi avvolgere dalla magia dell’autunno.
Il percorso del trenino Domodossola Santa Maria Maggiore: natura, tradizione e charme

Il tratto Domodossola Santa Maria Maggiore è senza dubbio uno dei più amati del percorso. Il Val Vigezzo trenino, infatti, attraversa paesaggi che sembrano usciti da un dipinto impressionista. Ogni curva regala scorci mozzafiato: antichi casolari, vigneti terrazzati e piccoli borghi che sembrano sospesi nel tempo.

La comodità del trenino Domodossola permette di scendere e risalire nelle stazioni intermedie per esplorare a piedi i sentieri del foliage, visitare agriturismi e botteghe artigiane, oppure semplicemente godersi il panorama da un punto di osservazione privilegiato.
Informazioni pratiche: biglietti, orari e come prenotare il Treno del Foliage 2025

Per il 2025, il Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli sarà attivo indicativamente da metà ottobre fino a metà novembre. La data esatta di apertura delle prenotazioni sarà annunciata sul sito ufficiale, ma il consiglio è di monitorare con attenzione, perché i biglietti vanno sold-out in pochi giorni.
Costo dei biglietti

Il biglietto turistico per il Treno del Foliage ha un costo di 33 euro per gli adulti e comprende il viaggio andata e ritorno con validità per l’intera giornata. Per i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 16 anni il prezzo è ridotto a 16,50 euro, mentre i bambini fino ai 5 anni viaggiano gratuitamente, pur non avendo diritto a un posto a sedere riservato. È importante sapere che, soprattutto nei fine settimana, è consigliata la prenotazione del posto a sedere, per la quale è previsto un supplemento.
Da dove parte il treno del foliage?

I treni del foliage partono sia dalla stazione di Domodossola sia da Locarno, con una frequenza di circa un’ora e mezza tra una corsa e l’altra. L’intero percorso, che si snoda tra Italia e Svizzera attraversando paesaggi spettacolari, ha una durata complessiva di circa due ore. Tuttavia, i viaggiatori possono organizzare il proprio itinerario in modo flessibile, scegliendo di fermarsi nei pittoreschi borghi lungo la tratta per esplorarli a piedi e proseguire successivamente il viaggio a bordo dei treni successivi.
Dove acquistare i biglietti:

I biglietti per il Treno del Foliage 2025 sono acquistabili online sul sito ufficiale della Ferrovia Vigezzina-Centovalli: www.vigezzinacentovalli.com. È vivamente consigliato prenotare con largo anticipo, soprattutto per i weekend di ottobre, quando il foliage raggiunge il suo picco di intensità.
veraclasse.it


Turismo: alcuni aggiornamenti interessanti sul mercato Svizzera


Secondo un sondaggio di Visa Europe (Cross Border Spending), gli svizzeri sono i più vacanzieri d’Europa, con una media di circa 3 partenze pro capite all’anno, quasi il doppio rispetto alla media europea di 1,63. 

Secondo Visa Europe, questo è possibile grazie a un reddito tra i più elevati al mondo, superiore del 70% rispetto all’Italia e del 30% rispetto a Francia e Germania.

A conferma, l’Ufficio Federale di Statistica rivela che gli svizzeri compiono ogni anno oltre 21 milioni di viaggi con pernottamento, di cui il 61% all’estero, con una spesa complessiva fuori dai confini di ben 17,5 miliardi di Euro.

Questi numeri dicono una sola cosa: il mercato svizzero è uno dei più dinamici e ricettivi al mondo.

sihe.ch

Svizzera, a Lugano per un weekend

Lugano
turismo.it

COME ARRIVARE Lugano è facilmente raggiungibile dall’Italia grazie alla sua posizione favorevole: si trova infatti a soli 79 chilometri da Milano. Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada A9, l’Autostrada dei Laghi, in direzione Como- San Gottardo oppure in direzione Varese-Stabbio ed uscire a Lugano Sud. Sempre da Milano partono numerose corse giornaliere di treni, e per chi preferisce l’aereo l’aeroporto di Lugano Agno ospita numerosi voli per le principali città italiane ed europee. Dall’aeroporto è possibile raggiungere il centro città grazie ad un ottimo servizio di Shuttle Bus. Servizi di autobus low cost effettuano collegamenti tra Italia e Svizzera partendo da Milano, Modena, Bologna, Firenze, Messina, Catania a diverse altre città italiane.


COSA VEDERE Per chi visita Lugano, tappa da non perdere è la Cattedrale di San Lorenzo, risalente all’XI secolo: sede vescovile dal 1971 è di base romanica ma arricchita in epoche successive con elementi in stile gotico-rinascimentale e barocco. Passeggiare per le vie limitrofe alla Cattedrale significa ammirare i negozi più eleganti con una spettacolare vista sul lago. Suggestiva è anche la chiesa di Santa Maria degli Angioli, risalente al 1499 e contenente un impressionante dipinto di Bernardino Luini, allievo di Leonardo da Vinci, dal titolo Passione e Crocifissione. Il LAC Lugano Arte e Cultura ospita il Museo dell’Arte Contemporanea della Svizzera Italiana e vi sono sesso organizzate  mostre ed eventi dedicati ai bambini. Villa Ciani, sul lungolago. è un’isola verde di 63 mila metri quadrati dove si va per rilassarsi tra alberi secolari ed aiuole curatissime: qui vale la pena sostare al Museo di Storia Naturale. Molto bello è anche il Parco Civico, in cui è contenuto il famosissimo portone che dà proprio al lago, un luogo quasi mistico. Per i più golosi, non lontano dalla città, si trova la Fabbrica di Cioccolato di Caslano, un sobborgo di Lugano: qui, tra laboratori ed illustrazioni che spiegano come nasce il cioccolate e i vari passaggi che portano alla sua realizzazione, si degustano prodotti eccellenti.

DA SAPERE Per chi ama i bei panorami può andare fino alla sommità del Monte San Salvatore, una delle cime più significative del Canton Ticino. Si può anche raggiungere con una graziosa funicolare, basta solo sapere che l'ultima corsa è alle 18 e che, data la celebre puntualità svizzera, non si sgarra di un minuto.

COSA COMPRARE Meta ideale per lo shopping, Lugano si propone con i suoi tipici souvenir svizzeri, soprattutto di fattura artigianale, ma anche con i capi di abbigliamento delle grandi firme mondiali e i prodotti di lusso tra cui orologi e gioielli. Cioccolato e sigarette sono gli acquisti più gettonati. Nelle botteghe artigianali si possono facilmente trovare gadget tipici come i coltellini svizzeri, simbolo del paese elvetico, ma anche campane, carillon o le tovaglie finemente ricamate. Il martedì e il venerdì sono i giorni dedicati ai mercati, dove arrivano espositori da tutta la Svizzera per offrire formaggi, cioccolata o salumi. Gli amanti dell’antiquariato possono optare per il mercatino delle pulci, che si tiene ogni sabato nel quartiere Maghetti.

CURIOSITA’ Monte San Salvatore viene anche chiamato il Pan di Zucchero di Lugano. Già nell’anno 1200 i pellegrini scalavano a piedi la cima per rendere onore al figlio di Dio, che, secondo un’antica leggenda, avrebbe fatto qui una breve sosta nell’ascensione al cielo. Oltre che con la funicolare, ci si arriva grazie ad una via ferrata piuttosto difficile che porta dalla stazione intermedia, al museo della ricerca sui fossili e sulle grotte, al giardino di azalee Parco San Grato a Carona.

Swiss, assunzioni in arrivo per il personale di volo



ttgitalia.com
Nuove opportunità di lavoro con Swiss International Air Lines: la compagnia aerea svizzera ha annunciato un'importante campagna direcruiting per ampliare il personale di volo. Entro il primo trimestre del 2020, infatti, saranno ben 700 le assunzioni che interesseranno sia i piloti che gli assistenti di volo.

Stando a quanto riportato dalla stessa compagnia, la necessità di incrementare il personale di bordo è dettata anche dall'entrata in servizio di due nuovi aeromobiliBoeing 777-300er che andranno ad aggiungersi alla flotta esistente. Consultando la pagina di Swiss International Air Lines dedicata al recruiting, è possibile conoscere le posizioni aperte e inviare la propria candidatura.

VisitItaly Travel Trade Market: l'Italia al centro del mondo a Lugano 2-3 Novembre 2018

Nel 2015 per presentare la novità dei video immersivi di Facebook, Mark Zuckerberg scelse per la dimostrazione live l’Italia. Le immagini di “Wow, Italy is so beautiful!”catturarono gli occhi di tutto il mondo che, in diretta o in differita, rimasero incollati a scorci di Venezia, Roma e Riomaggiore, nelle Cinque Terre.

La scelta dell’Italia da parte di Zuckerberg non è stata certo un caso, a sottolineare, ancora una volta l’implicito sillogismo turismo=bellezza=Italia che è ancorato, a ragione, nell’immaginario dei viaggiatori di tutto il mondo. È a questi milioni di viaggiatori che VisitItaly, tra le più importanti agenzie di marketing turistico, da oltre 15 anni, racconta ogni aspetto dell’Italia.

Con l’obiettivo di mettere l’Italia al centro del mondo, per rispondere ai desideri di ogni viaggiatore che, da tutte le latitudini, sogna almeno una volta di vistare il Belpaese, che è nato VisitItaly Travel Trade Market.

VisitItaly Travel Trade Market è l’evento trade unicamente dedicato al mercato italiano. Protagonista tutta l’offerta turistica del Belpaese che, in due giornate di scambio e puro business, entra in contatto con hosted buyer internazionali, provenienti, in particolare dai mercati più interessati alla Destinazione Italia. Ma non solo, presenti anche molti trade visitor svizzeri einternazionali che completano la domanda turistica.

VisitItaly Travel Trade Market nasce e si sviluppa, dunque, come il marketplace del turismo italiano B2B in cui trovare i migliori professionisti del settore: dall’offerta ricettiva, espressa sotto tutte le sue forme e potenzialità (grandi catene alberghiere, boutique hotel, agriturismi, bed and breakfast, alberghi diffusi,dimore storiche, wine resort, campeggi…) e tipologie (rinomate località balneari e montane, borghi sconosciuti al turismo di massa, percorsi enogastronomici, mecche dello shopping, città d’arte, destinazioni benessere…), ai più selezionati buyer, decision maker ed esperti pronti a scoprire il meglio dell’Italia e raccontarlo al mondo.

VisitItaly Travel Trade Market è ospitato all’interno del Salone delle Vacanze, la grande manifestazione turistica della Svizzera Italiana, inserita nel circuito delle più importanti fiere europee di settore, con oltre 11.000 famiglie visitatrici in media all’anno, che solo per le vacanze muovono un fatturato di oltre 50 milioni di CHF/EUR).

Da vent’anni specializzata nella creazione di eventi trade in tutta Europa, come Meet Germany a Monaco di Baviera, Meet Netherlands ad Amsterdam, Meeting Italy a Lugano e l’International Workshop, in collaborazione con il Salone delle Vacanze di Lugano (2016), nonché partner dal 2007 di Meeting Luxury – International Luxury Travel Exhibition di Lugano (2018), VisitItaly ha messo tutto il suo know-how per creare un evento concreto, elegante, bello e proficuo per tutti i partecipanti che non potranno che confermare “Wow, Italy is so beautiful!”

Salone internazionale svizzero delle vacanze - I Viaggiatori

www.iviaggiatori.org

1.-4 novembre 2018 - Centro esposizioni

Il Salone Internazionale Svizzero delle Vacanze è la grande fiera turistica del Centro Sud della Svizzera, inserita nel circuito delle più importanti manifestazioni europee di settore.
Con una superficie espositiva di 10 mila metri quadrati, più di 250 stand, oltre 30 Paesi rappresentati, seminari istituzionali ed eventi tematici, il Salone accontenta i desideri delle diverse tipologie di visitatori e dei professionisti del settore.

INFORMAZIONI
telefono: +41 91 611 80 70
fax: +41 91 611 80 79
email: info@iviaggiatori.org
web: www.iviaggiatori.org


Grazie Mamma! SWISS aggiunge un tocco speciale all'amore più bello


In occasione della festa di San Valentino SWISS ha deciso di aggiungere un tocco speciale all’amore più bello, quello per la mamma. Con un accento svizzero, naturalmente.

Arriva anche in Italia il progetto europeo SWISSED, promosso dalla compagnia aerea Swiss International Air Lines per portare un tocco di “svizzeritudine” in alcuni Paesi e ad una loro caratteristica o tratto particolare, per esprimere apprezzamento verso le qualità e le differenze culturali, con simpatia e un pizzico di ironia.

Per il nostro Paese SWISS ha scelto di rendere omaggio alla mamma e al legame particolare e indissolubile con i suoi figli, anche – anzi, forse soprattutto – quando diventano grandi e spiccano il volo.







E’ il caso di due assistenti di volo che lavorano a bordo della compagnia di bandiera, a cui SWISS ha voluto regalare la possibilità di ringraziare le loro mamme, in rappresentanza di tutte le mamme.

Come? Con un’opera d’arte, un ritratto della figlia a grandezza naturale. Realizzata in cioccolato da uno dei più noti maitre chocolatier italiani, Mirco Della Vecchia, consegnata a casa delle due mamme alla presenza delle hostess, con uno speciale effetto sorpresa. Risultato: sorrisi, abbracci e grande commozione.

Oltre al grande valore simbolico dell’iniziativa, alla mamma e all’intera famiglia verrà poi recapitata una confezione di tavolette di cioccolato da 10 kg, per continuare in dolcezza, mentre il restante cioccolato ricavato dalla scultura sarà donato a istituzioni benefiche, perché l’amore a cui SWISS rende omaggio si estende ben oltre i confini della famiglia.
Ancora una volta, SWISS conferma la sua grande attenzione ai dettagli, perché sono le piccole cose che fanno la differenza.
fonte: comunicato stampa PRESS INFO

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone



Lucerna: 5 consigli per organizzare un weekend

COME ARRIVARE Per raggiungere Lucerna in aereo lo scalo più vicino è quello di Zurigo, a circa 110 chilometri di distanza, dove atterrano diverse compagnie aeree tra cui quelle low cost. Dall’aeroporto è poi possibile raggiungere la città con uno dei treni o degli autobus che partono con la frequenza di circa uno ogni ora. Dall’Italia è semplice arrivare a Lucerna in pullman: il servizio Euritalia offre biglietti low cost per la Svizzera con partenza dai principali capoluoghi italiani tra cui Firenze, Milano, Modena, Bologna, Catania. In macchina si deve percorrere l’autostrada A9 o E35 che seguono la direzione Milano-Como-Chiasso e, una volta passata la dogana, non bisogna scordarsi di esporre il bollino autostradale svizzero seguendo le indicazioni lungo la E41 e poi per l’incrocio con la N14.

COSA VEDERE E’ una delle località più affascinanti d’Europa, non a caso ha incantato personaggi del calibro di Goethe, la Regina Vittoria e Richard Wagner. I magnifici panorami sul lago e le montagne creano una cornice particolarmente suggestiva. Il suo Lago dei Quattro Cantoni, o Lago di Lucerna come è conosciuto, è circondato da uno dei più spettacolari paesaggi alpini. La Città Vecchia si caratterizza per gli edifici medievali, per i ponti di legno e le antiche piazze: Muhlenplatz, Weinmarkt, Hirschenplatz e Kornmarkt, collegate tra loro da una serie di stradine acciottolate e arricchite da tipiche fontane. La chiesa diSt Peterskapelle sorge sulla Kapellplatz, all’estremità del ponte di Kapellbrucke. Quest’ultimo è non solo un monumento storico di Lucerna ma anche il suo simbolo: è il più antico ponte coperto in legno di tutta Europa e si estende per circa 200 metri, anche se quello che si ammira oggi è una ristrutturazione perfettamente identica dell’originale che venne distrutto da un incendio nel 1993. Al suo interno si trova una collezione di pannelli triangolari affrescati e raffiguranti la storia della città. All’estremità del Kapellbruke si trova la Wasserturm,parte di una torre difensiva del Trecento, anch’essa simbolo cittadino. Altro ponte particolarmente amato dai turisti è lo Spreuerbrucke, con la sua insolita forma a zig zag e decorato con una serie di dipinti dove sfilano i destini di re, principi, uomini di legge, suore, mercanti, prostitute, contadini e fanciulle. La Collegiata di San Leodegario era un antico monastero sostituito da una chiesa romanica nel tardo XII secolo rasa al suolo: solo le torri gemelle si possono ammirare ancora oggi. L’attuale struttura ospita sculture elaborate, arredamento antico e il chiostro all’italiana. Lucerna è nota anche per una scultura di roccia che raffigura un leone morente, scolpita su disegno di Bertel Thorvaldsen per commemorare i 700 soldati svizzeri morti durante la Rivoluzione Francese. 

DA SAPERE Il Carnevale di Lucerna, in programma dal martedì grasso al mercoledì delle Ceneri, è uno dei più spettacolari del centro Europa. Nella sua versione particolarmente vivace e caotica si propone con continue sfilate che riempiono le strade della città e del lungofiume in un lento movimento di maschere bellissime guidato dalla banda musicale di strumenti a fiato e batteria. 

COSA COMPRARE Come per le altre città svizzere, vale la pena tornare a casa scorte di cioccolato e formaggi tipici. Molto gettonati, grazie all’imposizione fiscale minore rispetto all’Italia, anche i prodotti tecnologici, non solo orologi. 

CURIOSITA’ Con il Bourbaki Panorama, che si sviluppa su una lunghezza di 112 metri ed un altezza di 10, Lucerna possiede una delle poche opere monumentali circolari conservate in tutto il mondo. Si tratta di uno degli ultimi ed enormi dipinti circolari rimasti del XIX secolo. E’ patrimonio culturale europeo e raffigura soldati morenti ai margini del sentiero, profughi civili con tutto i loro averi ed un’armata che consegna le proprie armi al confine svizzero, diventando cosi una testimonianza dei mezzi di comunicazione e della guerra. Il pittore che ha realizzato il panorama, Edouard Castres, ha fatto esperienza diretta della guerra come volontario della Croce Rossa. 
turismo.it

Natale a Montreux, tra mercatini e St. Claus

''Bonsoir les enfants, les petites et les grands. Je descend de la montagne pour distribuer des cadeaux et pour vous présenter mes amis rennes''. Sospeso nel cielo con la sua slitta luminosa, la barba bianca e l'inconfondibile tuta rossa, quest'anno Babbo Natale parla decisamente francese, tra gli sguardi incantanti della folla di bimbi, piccoli e grandi, che restano a guardalo testa all'insù. È la magia del mercatino di Montreux Noel, sulle rive del lago Lemano, tra le vette innevate delle Alpi svizzere nel Cantone di Vaud. Un appuntamento che ogni anno, da 21 edizioni, fino al 24 dicembre attira più di mezzo milione di visitatori, con 150 artigiani e altrettanti piccoli chalet in legno, tra addobbi, idee regalo, spettacoli, concerti e, ovviamente, tanta cioccolata, in mille varietà e forme sorprendenti, come le chiavi inglesi al fondente o i martelli pralinati.
''A conquistare - conferma il direttore del mercato Yves Cornaro - è l'atmosfera unica del Natale, ma anche la possibilità di assaggiare tante specialità gastronomiche tipiche di questa zona''. Primo fra tutti, il formaggio, sovrano assoluto de la Fondue, da gustare, ad esempio, nel ristorante-baita La Poya, ma anche i Brezel o la carne secca. Scaldandosi con un te al rum o un vin brulè al Villaggio dei Boscaioli, si può poi ammirare il panorama sul lago dalla ruota panoramica o spingersi fino al Mercatino dell'usato, dove vendere e acquistare rarità.
''Quest'anno poi - prosegue Cornaro - abbiamo un ospite d'onore come l'Ungheria'', presente con uno chalet di creazioni dell'arte folcloristica dell'entia Matyò, piatti tipici come il Goulash e un intero fine settimana dedicato (12-13 dicembre). ''Ma soprattutto - dice il direttore - per la prima volta abbiamo creato un giardino magico con 21 installazioni luminose accese sin dal tramonto, tutte sul tema del Natale''. Ecco allora che ci si ritrova a passeggiare nel tunnel di neve o a cantare jingle natalizi tra pacchi giganti e selfie con il mega Babbo Natale tutto di luci. Per quello ''vero'', provate a fare un salto al Santa's Post office e alla sua fabbrica di candele. Oppure scrivete un desiderio su un foglietto da appendere nella Casa dei desideri La Redoute: solo lo scorso anno ne hanno lasciati più di 20 mila. Tutti esauditi, assicurano al mercatino, almeno per chi è stato buono. Ma attenzione, controllate l'orologio o perderete l'appuntamento, perché Babbo Natale tre volte al giorno scende dalle montagne e con la sua slitta volanre illuminata arriva a salutare chi lo aspetta.
Non vi basta? E allora andate voi a trovare lui, lassù, a duemila metri, sui Rochers-de-Naye, con il trenino a cremagliera che si inerpica nel bosco fino a entrare nel magico mondo di St. Claus. La partenza è proprio dalla stazione di Montreux (pacchetti in convenzione anche con FS dall'Italia) e sotto la neve che fiocca, tra panorami mozzafiato, concedetevi una prima sosta a Caux, il Villaggio di Babbo Natale, tra animali, laboratori per bimbi e giochi in materiali riciclati. Poi si sale ancora, fino a Rochers de Naye, in estate regno delle marmotte, in inverno paradiso immerso nella neve.
Un lungo tunnel illuminato di stelle, qualche orso polare bianco da salutare ed ecco la grotta di Babbo Natale, pronto a incontrare i bimbi e raccogliere letterine e desideri. ''Sei stato bravo?'', chiede a ognuno con il suo barbone bianco. C'è chi risponde sicuro di ''si'', chi tace un po' in soggezione, ma nessuno rinuncia alla missione. Per ricevere i regali, però, spiega Babbo Natale, bisogna risolvere prima la caccia al tesoro, trovando tutti i timbri da collezionare su uno speciale attestato. E allora via, prima dalla bella aiutante Camille, in attesa accanto al camino nello studio di St. Claus tra librerie e amici pinguini, poi giù nella conigliera e ancora su nella camera da letto di Babbo Natale. E per un'esperienza davvero unica, si può anche rimanere a dormire in una delle stanze dello stesso corridoio o passare una notte in una yurta privata, ad attendere che con il suo pancione rosso sia proprio lui quest'anno a portarvi i regali.
Info: www.montreuxnoel.com e www.goldenpass.ch
ansa

Turismo, agli asiatici piace la Svizzera

BERNA - Nell'ottobre 2014 il settore alberghiero della Svizzera ha registrato 2,8 milioni di pernottamenti, ovvero un aumento sostanziale del 5,3%, con un +141'000 pernottamenti, rispetto all'ottobre dell'anno precedente. Lo riportano i risultati provvisori dell’Ufficio federale di statistica. Gli ospiti indigeni hanno generato 1,4 milioni di pernottamenti, registrando una crescita del 6,3% (+81'000 pernottamenti). Per i visitatori stranieri sono stati rilevati 1,4 milioni di pernottamenti, con un aumento del 4,4% (+60'000 pernottamenti). Nella stagione turistica estiva (da maggio a ottobre) sono stati registrati 20,1 milioni di pernottamenti, un dato che segna un incremento dello 0,7% (+146'000) rispetto alla stagione estiva del 2013.
Ottobre - Nel mese di ottobre 2014, la domanda indigena ha generato 1,4 milioni di pernottamenti, ovvero il 6,3% in più (+81'000) rispetto a ottobre 2013. I visitatori provenienti dal continente asiatico hanno registrato un incremento di 54'000 pernottamenti (+18,3%). La Cina (senza Hong Kong) genera 20'000 pernottamenti supplementari (+22,7%), ovvero il maggior aumento di tutti i Paesi di provenienza esteri in termini assoluti. Seguono poi i Paesi del Golfo con un incremento di 11'000 pernottamenti (+21,9%), l'India (+10'000; +38,2%) e la Repubblica di Corea con 6700 unità in più (+33,3%). Anche il numero di pernottamenti degli ospiti provenienti dal Giappone ha registrato una progressione (+5000; +20,3%). Per quanto concerne il continente americano, il numero di pernottamenti è aumentato di 14'000 unità (+7,9%). Con 7400 pernottamenti in più (+6,1%), gli Stati Uniti hanno registrato l’incremento più netto di questo continente in termini assoluti. Per quanto concerne l’Europa (senza la Svizzera), il numero dei pernottamenti è calato di 9000 unità, registrando una flessione dell'1,1%. La Francia, con 4000 pernottamenti in meno (-4,1%), segna il maggior calo di tutti i Paesi di provenienza in termini assoluti. Seguono la Russia con una flessione di 3100 pernottamenti (-8,9%) e l’Italia (-1600; -2,3%). Il Regno Unito, invece, ha registrato un aumento di 5900 unità (+6,9%). Per quanto riguarda gli ospiti provenienti dall’Oceania, è risultata una crescita di 1800 pernottamenti (+7,6%), mentre per il continente africano sono stati registrati 1100 pernottamenti in meno (-4,5%).
Ottobre, regioni turistiche - Per quanto riguarda le regioni turistiche, nell'ottobre 2014 undici su tredici hanno registrato degli aumenti rispetto a ottobre 2013. La regione Lucerna / Lago dei Quattro Cantoni segna la più forte progressione dei pernottamenti in termini assoluti, con 31'000 unità supplementari (+11,6%). Seguono la regione Zurigo e l'Oberland bernese, con 26'000 (+5,6%) e 23'000 unità in più (+9,4%). La Svizzera orientale osserva 22'000 pernottamenti in più (+13,1%). Il Ticino, invece, segna il calo più marcato in assoluto con 11'000 pernottamenti in meno (-5,1%).
Stagione estiva - Durante la stagione turistica estiva 2014 sono stati registrati in totale 20,1 milioni di pernottamenti, un dato in aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2013. Solo nei mesi di giugno e luglio è stato osservato un calo (rispettivamente del -2,5% e del -2,7%) rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente, mentre negli altri mesi si sono registrati aumenti che vanno dall'1,7% (settembre) al 5,3% (ottobre). Durante la stagione turistica estiva, gli ospiti indigeni hanno registrato 8,7 milioni di pernottamenti, ossia un incremento dell’1,0% (+91'000) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In aumento dello 0,5% (+55'000) i pernottamenti degli ospiti stranieri, che si attestano a 11,4 milioni. Se si prendono in considerazione i continenti, l'Asia ha generato 199'000 pernottamenti in più (+7,7%). I Paesi del Golfo hanno fatto registrare l'aumento maggiore in termini assoluti di tutti i Paesi di provenienza, con 110'000 pernottamenti in più (+22,7%). Seguono la Cina (senza Hongkong), con un incremento di 73'000 pernottamenti (+11,6%) e la Repubblica di Corea (+50'000; +42,7%). Il Giappone, invece, presenta una flessione di 43'000 unità (-10,9%). Per quanto concerne il continente americano, il numero di pernottamenti è aumentato di 64’000 unità (+4,5%). Con 59’000 pernottamenti in più (+5,7%), gli Stati Uniti hanno registrato l’incremento più marcato in termini assoluti di questo continente. Per quanto concerne l’Europa (senza la Svizzera), il numero dei pernottamenti è calato di 195'000 unità, registrando una flessione del 2,8%. La Germania ha accusato una flessione di 118'000 pernottamenti (-4,8%) presentando così il calo assoluto più sensibile di tutti i Paesi di provenienza. Seguono la Russia, con un calo di 28'000 pernottamenti (-11,0%), la Francia (-12'000; -1,7%) e il Belgio (-11'000; -3,4%). La Polonia, invece, ha presentato un aumento di 8300 pernottamenti (+10,5%). Il continente oceanico presenta un aumento di 380 pernottamenti (+0,2%) mentre il continente africano accusa una flessione dei pernottamenti di 13'000 unità (-8,0%).
Stagione estiva, regioni turistiche - A livello di regioni turistiche, nella stagione estiva 2014, otto su tredici hanno registrato una progressione dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Durante la stagione estiva 2014, con 89'000 pernottamenti supplementari (+2,8%), la regione di Zurigo ha fatto segnare l'aumento più marcato in termini assoluti rispetto alla stagione estiva 2013, seguita della regione di Lucerna / Lago dei Quattro Cantoni (+81'000 pernottamenti; +3,8%) e dalla Svizzera orientale (+49'000; +4,3%). La regione Lago Lemano (Vaud) registra un aumento di 40'000 pernottamenti (+2,7%) e la regione Basilea un incremento di 38'000 unità (+4,8%). Per contro, il Ticino accusa la diminuzione più importante in termini assoluti (-86'000 pernottamenti; -4,8%). Seguono i Grigioni con una flessione di 74'000 pernottamenti (-3,2%) e il Vallese con un arretramento di 11'000 unità (-0,6%).
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