Sette viaggi in cerca d’autore, ma per ragazzi

Londra e le Highland scozzesi fanno da sfondo alla fortunata saga del maghetto Harry Potter; la penisola islandese di Snaefellness è il luogo dove Jules Verne ambientò tanti suoi romanzi, primo tra tutti Viaggio al centro della terra. L’isola svedese di Gotland è la terra di Pippi Calzelunghe mentre tra Nottingham e la foresta di Sherwood, in Inghilterra, si svolsero le avventurose ruberie di Robin Hood. Ecco un viaggio nei luoghi che diedero vita agli eroi e alle avventure di tanti romanzi della letteratura per ragazzi e che hanno divertito ed emozionato generazioni di lettori.
Harry Potter
Per ripercorrere le più strabilianti avventure di Harry Potter, il maghetto creato dalla penna di Joanne Kathleen Rowling, sono nati itinerari, tour e parchi tematici, siti e guide turistiche. E’ impossibile non farsi coinvolgere dalla scoperta di quei luoghi che sono diventati di culto per milioni di lettori: la scuola di magia di Hogwarts, il binario 9 ¾, le case e le strade della Londra più cupa sono tutte destinazioni che qualsiasi “babbano” oggi può visitare. Tutti gli episodi del romanzo sono ambientati a Londra con la centralissima Trafalgar Square, Piccadilly Circius, il ponte di Blackfriars, il Millennium Bridge, lo zoo, Leadenhall Market, il mercato coperto in stile vittoriano, e Borough Market; persino il vero binario 9 ¾, con il carrello mezzo dentro e mezzo fuori dal muro, si trova alla stazione di King’s Cross. La scuola di Hogwarts è in realtà il castello di Alnwick, a Oxford, il più grande maniero abitato dopo quello di Windsor, mentre le verdi colline che circondano il lago di Hogwarts si trovano in realtà sulle rive di Loch Shiel, nella zona di Lochaber, nelle Highlands scozzesi. La banca magica, che nella saga custodisce la pietra filosofale, è la sede dell’Australian High Commission di Londra, dalla maestosa facciata esterna. Il 12 di Grimmauld Place è l’indirizzo della casa spettrale e polverosa dell’ordine della Fenice: la si ritrova tra le casette a schiera di Claremont Square, nel quartiere Islington, a nord di Londra. I tour organizzati per seguire i luoghi di Harry Potter sono facilmente rintracciabili sul web, anche sul sito ufficiale della Gran Bretagna: britishtours.com
Gli itinerari non possono che terminare a 20 minuti da Londra, negli studi della Warner Bros di Leavesden, sobborgo vicino a Watford: qui è stato creato un parco interamente dedicato a Harry Potter, nato sulla scia di quello americano in Florida del 2010. Il parco The Making of Harry Potter ospita tutti i set originali usati negli otto film della saga del maghetto e una riproduzione del celebre castello di Hogwarts, dove Potter e gli amici studiavano le arti magiche. La visita al parco dura circa tre ore e permette di rivedere i luoghi magici del mondo di Potter: lo studio di Albus Silente con i ritratti animati degli ex presidi della scuola, il dormitorio dei Grifondoro con i letti di Harry, Hermione e Ron, la capanna di Hagrid, l’autobus a due piani “per tutte le destinazioni”, la casa degli zii di Harry Potter al 4 di Privet Drive e la mitica Diagon Alley, la strada dove i maghi acquistano pozioni e bacchette. Il tour permette anche di scoprire i segreti delle magie di Potter: alcuni video, infatti, spiegano come è stato rimosso il naso di Voldemort, come sono state girate le partite di Quidditch e come il mago si rendesse invisibile grazie a speciali telecamere. Tra gli effetti speciali del Parco è previsto un volo con la scopa sopra Londra. Info: www.wbstudiotour.co.uk

Viaggio al centro della terra
Fu la spettacolare penisola di Snaefellsnes, a nordovest dell’Islanda, a ispirare Jules Verne che vi ambientò il suo celebre romanzo Viaggio al centro della terra. Lo scrittore rimase particolarmentecolpito dalle selvagge spiagge nere, dai campi ricoperti di lava e dal maestoso vulcano e ghiacciaio Snaefellsjokull, dove il protagonista del romanzo trova il passaggio che conduce al centro del mondo. Con una guida locale è possibile arrivare fino al cratere, oggi completamente ricoperto di neve e ghiaccio, e visitare il parco nazionale che lo ospita, dove si ammirano paesaggi davvero emozionanti e villaggi di pescatori pittoreschi e colorati. Altrettanto affascinante è la zona costiera, da Borgarnes a Hellnar, con le spiagge laviche fino a Stykkisolmur. Info: www.snaefellsjokull.com

Pippi Calzelunghe
E’ sull’isola di Gotland, la più grande a sudest della Svezia, che si svolgono le bizzarre e divertenti avventure di Pippi Calzelunghe, l’eroina di Astrid Lindgren. L’eccentrica ragazzina dai capelli rossi abita con un cavallo bianco e una scimmietta in una vecchia casa con un giardino a Villa Villacolle, dove affronta mille peripezie assieme agli amichetti Tommy e Annika. Sullo sfondo ci sono la natura e i villaggi tipici dell’isola svedese con i suoi castelli, le spiagge e le case color pastello. Gotland è anche la terra natia di Astrid Lindgren, l’autrice del fortunato romanzo, e del primo parco tematico dedicato a Pippi (astridlindgrensvarld.se/en), che si trova a Kneippbyn. Qui attrici travestite da Pippi Calzelunghe cantano e ballano nei luoghi che appaiono nel romanzo mentre, non lontano, si visita la vecchia fattoria della scrittrice, oggi trasformata in un centro culturale e in un museo. Lo spirito della pestifera ragazzina rivive nei luoghi dell’isola, selvaggia e autentica, che invita a vivere una vacanza in totale libertà alla ricerca dei tanti borghi medievali protetti dall’Unesco, delle spiagge e delle dune bianche, dei boschi popolati di alci e di città accoglienti come Visby, effervescente meta creativa, e dei luoghi magici come Gnisvard, sito con gigantesche pietre runiche d’epoca vichinga.

Robin Hood
L’eroe di Alexandre Dumas, Robin Hood, è un fuorilegge gentiluomo, un uomo romantico che ruba ai ricchi per dare ai poveri; il suo quartiere generale è la foresta di Sherwood, nella contea inglese di Nottinghamshire, dove sfugge alle guardie reali e, con una banda di fedeli, si batte contro le ingiustizie. Oggi la foresta reale di caccia di Robin Hood è una riserva protetta di 423 chilometri quadrati lungo la strada che va da Londra a York, ed è visitata da centinaia di migliaia di turisti alla ricerca dei luoghi di Robin e della sua banda. E’ molto frequentata soprattutto d’estate quando si svolge l’annuale Robin Hood Festival (31 luglio - 6 agosto), una settimana di eventi che ricostruiscono l’ambiente medievale con i personaggi principali della leggenda di Robin, tra cui lady Marian e Riccardo Cuor di Leone. Il festival ospita giostre, esibizioni di attori e mangiatori di fuoco, concerti, balli e duelli; l’attrazione principale è Major Oak, una vecchia ed enorme quercia che pare fosse il covo di Robin Hood. Anche la città fortificata di Nottingham, a 4 chilometri da Sherwood, è meta di visitatori che amano farsi fotografare davanti alla statua di Robin Hood con arco e frecce. Alcuni studiosi, però, ambientano la leggenda nella foresta di Barnsdale, nella contea dello Yorkshire, 80 chilometri più a nord. Tra i boschi, peraltro, sono stati rinvenuti un antico sepolcro, che potrebbe ospitare le spoglie dell’eroe inglese, e il pozzo e il ruscello di Robin Hood. Info: www.nottinghamshire.gov.uk

Il libro della giungla
Le avventure di Mowgli, il bambino allevato da un branco di lupi nella giungla in compagnia dell’orso Baloo e della tigre Bagheera, hanno emozionato e affascinato generazioni di giovani lettori sin dall’uscita del romanzo di Rudyard Kipling nel 1894. La giungla, protagonista assoluta, è una delle riserve naturali della provincia centrale dell’India; la regione è Madhya Pradesh e i parchi che ispirarono profondamente l’autore sono Pench e Kanha. La Pench Tiger Reserve è una riserva nata per la reintroduzione della tigre, mentre il Kanha National Park fu costituito nel 1955 per salvare dall’estinzione il raro cervo di Duvacel e per proteggere molti altri animali, tra cui tigri, leopardi, orsi, scimmie e alcuni esemplari del lupo indiano. Per preservare questo patrimonio faunistico e promuovere un turismo sostenibile, Taj Safaris e la Born Free Foundation organizzano viaggi alla scoperta delle location che hanno ispirato lo scrittore e vivere le avventure di Mowgli (Mowgli’s Trails xperience); il pacchetto offre l’opportunità di soggiornare nei lussuosi lodge Taj Safaris Baghvan e Banjaar Tola. Info: www.tajsafaris.com

Mary Poppins
E’ Londra la città dove si svolgono le vicende di Mary Poppins, la tata che generazioni di bimbi hanno sognato di conoscere, creata dalla penna di Pamela Lyndon Travers. L’abitazione della famiglia Banks, che cerca disperatamente una bambinaia per i propri vivaci bambini, la banca dove lavora il capofamiglia, le strade e i parchi richiamano tutti una riconoscibile capitale britannica. 17 Cherry Tree Lane è l’indirizzo dell’abitazione dei Banks, un nome inventato dall’autrice che probabilmente pensava alle belle case del quartiere vicino a Regent’s Park, a nord della capitale e dove Bert, l’altro protagonista della storia, si diletta a dipingere. Sempre a nord, a Hampsted village, c’è la casa dell’ammiraglio Boom, stravagante personaggio che segna l’ora con colpi di cannone. L’edificio non è riconoscibile ma sicuramente il quartiere merita una passeggiata per i bellissimi palazzi e gli angoli verdi che regala. Molti, poi, sono i luoghi simbolo di Londra: il Big Ben, St Paul’s Cathedral e i Kensington Roof Gardens, dove è ambientata la celebre scena degli spazzacamini. Infine c’è la banca d’Inghilterra, antico istituto dove lavora il capofamiglia: sorge in Threadneedle street, in pieno centro cittadino.

I tre moschettieri
Le vicende dei tre moschettieri - Porthos, Athos e Aramis - e del guascone D’Artagnan, protagonisti del romanzo di Alexander Dumas, si svolgono in Guascogna, antico territorio del sud-ovest della Francia. La zona delle loro avventure e dei loro duelli è geograficamente un triangolo, le cui estremità sono le tre città di Auch, la capitale storica, Tarbes e Pau; a sud è protetto dai Pirenei, a ovest è lambito dall’Atlantico e a nord è ingentilito dai vigneti bordolesi. E’ un alternarsi di filari e fattorie, torri medievali e castelli in rovina, vallate immense e piccoli villaggi con statue e ricordi di D’Artagnan e vicoli dove perdersi. La città natale di D’Artagnan era Lupiac, piccolo borgo del Midi-Pirenei: qui visse nella dimora di Castelmore, che oggi è un vecchio castello decaduto tra colline silenziose e ondulate. Va inoltre segnalato il nuovo percorso equestre sulle tracce di D’Artagnan, che ripercorre a cavallo i luoghi del famoso moschettiere. Si tratta di un itinerario culturale europeo di 4mila chilometri, da Lupiac a Maastricht, città dove il cavaliere morì nel 1673. Per scoprire la route D’Artagnan cliccare sul sito: www.route-dartagnan.eu. In Aquitania, nel dipartimento dei Pirenei Atlantici, invece, ci sono Laruns, il borgo natio di Aramis, e lo Château d’Espalungue, oggi trasformato in albergo, luogo dove, secondo la leggenda, morì il moschettiere. La vallata che circonda il villaggio è ricoperta di campi che arrivano fino alla montagna, vicino al confine con i Paesi Baschi. Il paese di Athos, che porta il nome del celebre moschettiere, è un borgo tranquillo e semi-abbandonato; persino della casa dell’eroe non restano che un muro e un cartello che ne dà testimonianza. Infine, sempre nei Pirenei Atlantici, c’è Lanne, nel cui castello dimorò Porthos: nel suo villaggio si respira ancora il passato di locande e botteghe artigiane.
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Lars Mytting, i luoghi di Sedici Alberi

FAVANG (NORVEGIA) Crea una geografia immaginaria partendo da posti reali, nello stile di William Faulkner, lo scrittore norvegese Lars Mytting che da giovane ha molto amato l'autore Premio Nobel de 'L'urlo e il furore' e di 'Luce d'agosto'. Caso editoriale del 2016 con 'Norwegian Wood', il manuale pratico e spirituale su come accatastare e scaldarsi con la legna, pubblicato in Italia da Utet, che ha venduto oltre 600 mila copie ed è stato tradotto in 16 Paesi, Mytting ci fa conoscere anche la sua anima di narratore con il romanzo epico 'Sedici alberi', che arriva nelle nostre librerie il 29 agosto per Dea Planeta, nella traduzione di Alessandro Storti. L'artigianalità del lavoro del legno è ancora l'elemento più importante della storia che si ispira a ricordi personali legati all'infanzia dell'autore, originario della cittadina di Favang, in Norvegia, dove è nato il 1 marzo del 1968. E proprio partendo da questi luoghi, dalle suggestioni delle foreste di betulle, i boschi, i laghi e i villaggi dove è andato in bicicletta, ha ascoltato le storie di folletti e streghe, lo scrittore ha immaginato la chiesa, la fattoria, le acque in cui pesca il protagonista di 'Sedici alberi' con cui Mytting sarà, il 7 settembre, al Festivaletteratura di Mantova.
Luoghi che mostra all'ANSA in un viaggio fra Ringebu e Favang, a due ore di treno da Oslo, organizzato con il sostegno dell'Istituto del Turismo norvegese. Edvard, il protagonista del romanzo, è scampato da bambino al misterioso incidente in cui hanno perso la vita i suoi genitori e per un po' di tempo non si hanno più avuto notizie di lui. Cresce con il nonno, Einar, un collaborazionista nazista, ai margini della società. E quando il nonno muore decide di andare in Francia per scoprire la verità sul suo passato. Dai boschi della Norvegia, ai campi di battaglia della seconda guerra mondiale, dalle isole Shetland ai lager nazisti, cerca di scoprire la verità su mezzo secolo di contrastate vicende familiari. "Mio nonno era artigiano del legno e usava le betulle, l'oggetto di artigianato della zona. E' morto quando avevo tre anni e ho immaginato che tipo di persona poteva essere toccando i mobili fatti da lui. Non volevo fare un'autobiografia, ma le impressioni iniziali partono da qui" dice Mytting che è cacciatore. Toccando le betulle spiega che "più linee segnano il tronco più l'albero ha avuto una vita difficile ed è più interessante e bello. Le più antiche hanno più venature" racconta Mytting mentre guida e dalla radio arriva la notizia che un branco di caribù sta attraversando la strada e a poca distanza da noi la strada è bloccata.
"I norvegesi non amano parlare del significato delle sculture di legno che fanno perché per loro il legno è una cosa personale" dice lo scrittore che ha raccontato come i norvegesi riescano a sopravvivere in una terra ostile e indica tra i suoi autori preferiti anche Hemingway, Peter Hoeg, Knut Hamsun e Bob Dylan e il suo Mr Tambourine Man citato in 'Sedici alberi'. E anche il Premio Strega 2017 Paolo Cognetti di cui ha appena finito di leggere 'Le otto montagne", al quale lo accomuna il rinnovato interesse per la montagna e la vita nel silenzio e nella natura che sta diventando una moda. "Mi è piaciuto il suo libro e vorrei rivederlo" dice Mytting che ha già incontrato lo scrittore in Italia. Edvard cresce nella parte buia della valle di Gudbrandsalen ma Mytting ci mostra anche la parte luminosa e la linea di demarcazione è netta. "A dieci anni - racconta - io giravo in queste zone in bicicletta da solo, oggi non lo lascerei mai fare a mia figlia, il lago è profondo. Quando pedalavo ero terrorizzato da quello che si nascondeva nei boschi. Per tenere unita la comunità e proteggere i bambini dai pericoli raccontavano leggende sul mostro del lago e una strega alta due metri e mezzo. Quando passavo dal lato oscuro a quello luminoso avevo proprio la sensazione di un cambiamento nell'aria, negli odori per poi capire che il posto dove trovi pace è in te stesso" racconta. Poi saliamo sulla montagna, verso una fattoria abbandonata, quella "dove venivo da ragazzo e dove nell' immaginazione del romanzo vivevo completamente isolato". Tra le cose più interessanti di 'Sedici alberi' il vecchio pastore della chiesa in legno di Ringebu del 1.170, colorata e molto sobria all'esterno, con un cimitero tutt'intorno, e all'interno più barocca con colonne dipinte. "Forse questa è la scena più cinematografica del libro. Immagino i carri armati, la terra che vibra, il Cristo che crolla. Il pastore chiama allora Einar perché ripari i danni nella notte" racconta. La chiesa di Ringebu, ora protestante, rimaneggiata intorno al 1630, si trova lungo la Pilegrimsleden, la strada dei pellegrini che un tempo conduceva da Oslo a Trondheim e nella valle si sente la spiritualità secolare di questo luogo. "I miei personaggi sono bravi ad affrontare le difficoltà della vita ma non le pressioni della società. La social democrazia è una buona cosa per la Norvegia perché offre una rete sociale a tutti ma frustra l'individualismo norvegese" dice Mytting che è autore di altri tre romanzi, il primo del 2006 ha avuto molto successo ed è stato tradotto in 7 lingue e ha nella copertina dell'edizione norvegese una macchina come quella in cui ha perso la vita Camus. "E' un fantasy con un meccanico che lavora in uno sfasciacarrozze e sviluppa una magia che lo rende capace di riparare qualunque automobile" e ora sta lavorando ad un nuovo libro che mette "insieme molte piccole storie" dice prima di salutarci alla stazione di Ringebu. 
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Al Lingotto di Torino torna Artissima La fiera di arte contemporanea


TORINO - Passato e futuro convivono nella 24/a edizione di Artissima, la fiera internazionale di arte contemporanea che il Lingotto di Torino ospiterà dal 3 al 5 novembre. In totale saranno 206 le gallerie, provenienti da 31 Paesi, che presenteranno 700 artisti con oltre 2mila opere in mostra divise nelle sette sezioni dell'esposizione. Il passato sarà rievocato in particolare con una sorta di celebrazione del 50/o anniversario della nascita dell'Arte Povera. Verranno ricordati il "Deposito d'Arte Presente" del '67 di Gian Enzo Sperone e il Piper Club, storica discoteca della Torino degli anni Sessanta. Per il futuro invece Artissima punta sulle sezioni New Entries e "Present Future".
    Il catalogo per la prima volta abbandona la carta per il digitale, una piattaforma permetterà ai visitatori di creare un tour virtuale, vedere in anteprima le gallerie e conoscere gli artisti che partecipano alla fiera. Tra le novità della 24/a edizione la sezione Disegni, con 26 artisti.
    "Vediamo un grande interesse verso l'arte contemporanea, misto a curiosità e perplessità - ha detto la nuova curatrice Ilaria Bonacossa a margine della presentazione della fiera, all'Unicredit Tower di Milano - Ci rendiamo conto che le fiere sono un buon punto di inizio perché l'idea che chiunque possa comprare il capolavoro del futuro è molto democratica nella fruizione della mostra. La scorsa edizione ha visto numeri importanti, 50 mila visitatori in quattro giorni, speriamo di mantenere i numeri ma speriamo anche che la fruizione della mostra rimanga piacevole e non un supermercato". (ANSA)

Il Palio di Asti compie 50 anni

ASTI - Il Palio di Asti celebra la sua 50/a edizione domenica 17 settembre. È trascorso mezzo secolo dalla ripresa della rievocazione che risale al 1275 e che riporta Asti al suo passato medioevale. Al canapo di piazza Alfieri 21 cavalli e fantini di altrettanti borghi, rioni e Comuni che si contendono il drappo, il palio dipinto quest'anno dal maestro torinese Giorgio Ramella.
    "I 50 anni sono l'età dei ricordi, di chi ha vinto e di chi ha perso", osserva l'assessore alla Cultura del Comune di Asti, Gianfranco Imerito, presentando la manifestazione. "Per celebrare la ricorrenza - prosegue - il corteo storico che anticipa la corsa sarà aperto da 50 dame in costume, a rappresentare simbolicamente i 50 palii svolti".
    Tra le altre novità, una app scaricabile su tablet e smartphone per conoscere la corsa. "Quest'anno - ha aggiunto il presidente del collegio dei rettori, Pierpaolo Verri - la commissione veterinaria ha adottato un nuovo protocollo per garantire maggiore sicurezza ai cavalli in pista". (ANSA).


Settembre di eventi lungo la strada del vino e dei sapori

TRENTO - Parte la vendemmia nelle valli trentine e le città e i borghi di montagna si preparano a ospitare eventi e feste. Si aprono le cantine e le distillerie per visite guidate e degustazioni in attesa di festeggiare la vendemmia.
A Trento il 15 settembre, a partire dalle ore 17, si svolge una rassegna che quest’anno compie 10 anni: Doc-Denominazione di origine cinematografica (www.tastetrentino.it/DOCcinema), che unisce la passione per il cinema a quella per i vini regionali. Per le vie del centro e tra i palazzi nobili di Trento - città ricca di storia e di arte, crocevia di culture europee - si fanno degustazioni di prodotti enogastronomici, si visitano le cantine e al Teatro Sociale di piazza Cesare Battisti si assiste sotto le stelle alla proiezione di un film dedicato alla storia del cinema, rigorosamente con un calice di grappa trentina da degustare. In ogni piazza e in ogni palazzo del capoluogo viene presentato un vino tipico del Trentino, creando così un viaggio virtuale attraverso le zone enologiche più importanti del territorio: dalla Valle dei Laghi con il Vino Santo alla Piana Rotaliana con il Teroldego, dalla Vallagarina con il Marzemino alla Valle di Cembra con il Müller Thurgau, fino alle colline del capoluogo con il Trentodoc.
Oltre agli ottimi prodotti gastronomici a Palazzo Firmian si degusta il Teroldego Rotaliano, a Palazzo Lodron il Marzemino, a Palazzo Thun e nella Torre Mirana si beve Müller Thurgau, a Palazzo Roccabruna il Trentodoc e al castello del Buonconsiglio viene presentato il Vino Santo. A ogni tappa, inoltre, c’è la possibilità di fare visite guidate per scoprire la storia e le curiosità di ogni palazzo e di assistere a concerti di musica folcloristica.
Punto di riferimento per la storia enologica regionale è Palazzo Roccabruna, prestigiosa sede dell’enoteca provinciale del Trentino e vetrina delle eccellenze enologiche locali. Qui si visitano sale piene di storia delle antiche famiglie nobiliari e si degustano le prelibatezze trentine dello chef Marcello Franceschi del famoso ristorante Al Forte Alto di Nago: dalla spuma di trota al fil di fumo ai ravioli di pasta all’uovo e farina di canapa ripieni di lavarello del Garda. La manifestazione termina nella centralissima piazza Cesare Battisti dove, dopo un brindisi conclusivo a base di grappa trentina, si assisterà alla proiezione del film.
La rassegna è un’ottima occasione per passeggiare tra le strade e le piazze di Trento, fermarsi nei suoi ristoranti storici come la raffinata Osteria Le Due Spade, Ai Tre Garofani e Ristorante al Vò; scoprire le cantine e le distillerie della zona e fare escursioni nei dintorni, sempre all’insegna del buon vino e del cibo regionale.
Tra le visite, assistite e organizzate dalla Strada del vino e dei sapori (www.stradavinotrentino.com), ci sono luoghi incantevoli immersi nella natura come il lago di Toblino, dove si cammina con la brezza del lago di Garda fino alla centrale idroelettrica di Santa Massenza, l’impianto più potente del Trentino, scavato nella roccia a 600 metri di profondità. E’ un edificio considerato storico, realizzato dall’architetto Giovanni Muzio, dove si fanno interessanti visite guidate. Salendo un in alto si arriva nel piccolo paese di Santa Massenza, il comune italiano con la più alta concentrazione di distillerie di grappa; qui si visitano le cantine storiche come Casimiro o Maxentia, dove si degustano grappe di Nosiola e di Vino Santo oltre a un vino passito prodotto nella Valle dei Laghi. Si prosegue, poi, lungo una stradina panoramica che costeggia il lago fino al castello di Toblino, un luogo incantato, circondato dall’acqua dove l’atmosfera è fiabesca: si narra, infatti, che il luogo fosse anticamente abitato da fate, a cui venne dedicato un tempietto. Da 50 anni il castello ospita un ristorante panoramico dove si degustano piatti regionali e si bevono ottime etichette di vino trentino.
Un’altra escursione nei dintorni di Trento è la Piana Rotaliana, che Cesare Battisti nel 1905 definì “il giardino vitato più bello d’Europa”, da scoprire in sella a una bicicletta: si attraversano dolci pendii ricoperti di vigneti e punteggiati da masi dove l’ospitalità è sacra. Maso Poli, nato nel 1700 e gestito da 3 sorelle vignaiole della famiglia Togn, è una cantina ristrutturata e panoramica, un balcone sulla Val d’Adige. C’è anche il Molino dei Lessi, dove si produce uva Johanniter biologica. Pedalando si arriva alla Trattoria Vecchia Sorni, dove lo chef Lorenzo Callegari propone un ottimo sformatino di comede, spinacio selvatico con fiori di Calendula e formaggio della Val di Bresimo. Qui, come nei masi della zona, si può bere un ottimo Teroldego, il vino principe della Piana Rotaliana. Nei primi tre giorni di settembre si terrà il Settembre rotaliano con mostre, passeggiate, menu speciali e degustazioni (www.settembrerotaliano.it).
Dal 2 settembre fino al primo ottobre si svolge la manifestazione VendemmiAmo, con visite guidate alle cantine , picnic tra i vigneti e degustazioni. Infine, poco fuori Trento, assolutamente da non perdere è l’escursione a Mezzocorona dove si visita Palazzo Martini, storico edificio nobiliare risalente alla seconda metà del XVII secolo, e dove si prende la funivia per scoprire un piccolo angolo di paradiso: si sale fino a un luogo incantato dove non esistono auto né moto e dove c’è solo un albergo; qui, a 887 metri d’altezza, si trova il vigneto di Nadia, una giovane trentina che ha scelto di coltivare uve di Pinot nero e bianco e Chardonney e che a novembre produrrà le prime bottiglie di spumante. Vive in una ex riserva di caccia e abita in una casa del 1772 dove offre un ottimo strudel tradizionale. 
Durante le escursioni è possibile alloggiare in accoglienti masi o in agritur che producono ottimi vini da degustare e da comprare: maso Cobelli, a Sorni, e Maso Grener, a Lavis.

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Parte la creazione del nuovo portale turistico di Domodossola

Parte il nuovo portale
turistico del capoluogo ossolano, già annunciato nello scorso consiglio comunale In pensione saranno messi i sei i siti internet che fanno capo al comune di Domodossola. Si tratta di eventi.domodossola.gov.itossolainexpo.itossolaintasca.it/com,domosostenibile.it,domowireless.it e ilvolodichavez.it.
Nelle recente convenzione, delibera di giunta n 106 del 13 luglio 2017, convenzione con l’associazione turistica ProDomodossola si dava atto che "ai fini di una più efficace, ordinata e economica gestione delle informazioni turistiche l’Amministrazione Comunale intendeva procedere al riordino dei propri canali di informazione on line convogliando il tutto in un unico portale turistico, provvedendo ad attivare un sistema evoluto di comunicazione integrata che includeva la gestione del portale turistico della città e la sua presenza attiva sui principali soci network, e si riteneva opportuno a tal fine la collaborazione della Pro Loco per il reperimento e la creazione dei contenuti di tali canali on line".
24newsonline.it

Giornata Mondiale del cane, le dritte per una vacanza a 5 ossi... Strutture con giocattoli, crocchette e cucce vista mare..

Amici per la pelle, amici per il pelo: il 26 agosto è la Giornata Internazionale del Cane, un’occasione per ricordare agli uomini quanto l’animale domestico per eccellenza sia importante per migliorarci la vita e l’umore. Se spesso pensiamo di cavarcela con un osso, un gioco da strapazzare o qualche crocchetta, questo è il momento giusto per alzare il livello della riconoscenza e regalare a Fido una vacanza coi fiocchi, in strutture pet friendly che non solo consentono la presenza dei cani ma addirittura cercano di rendere il loro soggiorno rilassante e piacevole almeno quanto il nostro. Senza dimenticare che il modo migliore per farli felici è quello di non lasciarli a casa o in una pensione a 5 stelle ma di portarli con noi.
Ormai la rete è diventata una vera miniera di informazioni per i possessori di quadrupedi in partenza: si va dal portale del ministero della Salute c'e' un'apposita sezione (www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=cani&menu=viaggiare) dove si possono trovare tutte le informazioni, i consigli e anche un forum per i viaggi con gli animali al sito Vacanze Bestiali dell'Ente Nazionale Protezioni Animali, dove sono segnalate strutture ricettive, spiagge, ristoranti e attivita' commerciali dove cani e gatti sono ben accetti.
Molte informazioni anche su Viaggiare a 4 zampe della Fondazione italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente e sul sito di Trenitalia, visto che solo quest'estate sulle Frecce hanno viaggiato oltre 60 mila animali, soprattutto cani e gatti, e almeno 12 mila di questi di media e grossa taglia.
Infine anche molti siti specializzati in viaggi, ad esempio Tripadvisor (www.tripadvisor.it/ShowForum-g1-i19811-Vacanze_con_animali.html), hanno un'apposita sezione dove gli utenti si possono scambiare notizie e dritte.
Dog-sdraio vista Adriatico ai Ricci Hotels
L’ospitalità della Riviera Romagnola non ha paragoni, anche nell’accoglienza degli animali. Spiagge grandi, pulite, vigilate, con tanto spazio tra ombrelloni. L’Hotel Sport dei Ricci Hotels di Cesenatico (FC) ha organizzato una proposta che farà abbaiare di felicità i 4 zampe perché inizia con un gadget di benvenuto per tutti e servizio dogsitter su richiesta, dedicata a chi non abbia voglia di alzarsi presto al mattino. Dopotutto si chiama vacanza, no? Ma c’è anche il tocco in più. Con un supplemento di 10 euro al giorno, ecco la versione deluxe della permanenza per i nostri animali: una dog-sdraio su misura e ciotola sul posto, ossia nella spiaggia attrezzata per bagnanti speciali. Che possono essere a pelo corto e lungo. Parola di Pongo, il Beagle di casa! Prezzi a partire da 400 euro a settimana per appartamento, nella soluzione Aparthotel. Formula Hotel, a partire da 57 euro a persona a notte in pensione completa, per un soggiorno minimo di 3 notti. www.riccihotels.it

INC Hotels, Enpa ci mette lo zampino
Nell’accoglienza emiliana a marchio INC Hotels Group c’è lo zampino di Enpa. È infatti la più antica associazione che in Italia tutela gli animali ad aver in lista tutte le strutture del gruppo alberghiero parmigiano. Oltre a rispondere ad ogni esigenza degli animali e dei loro padroni, tutti gli hotels di Parma: Best Western Hotel Farnese, Holiday Inn Express Parma e l’Hotel San Marco, di Reggio Emilia: Best Western Classic Hotel, Holiday Inn Express, Hotel Forum e Piacenza con il Grande Albergo Roma, offrono agli affettuosi compagni dei visitatori un pranzo buono e sicuro: una confezione di mangime secco prodotto dalla Pet Express Montechiarugolo. L’iniziativa si va ad aggiungere a quelle già pensate per rendere più piacevole il soggiorno a cani e gatti, ai quali, in alcuni hotel, sono riservate mille attenzioni. Ad esempio al Best Western Hotel Farnese gli amici pelosi troveranno ad attenderli una Pet Room con una ciotola personale per l’acqua e una per il cibo, una brandina o una cuccetta a seconda della taglia, sacchetti igienici e lettiere chiuse con sabbia in camera e, in caso di necessità, un pronto intervento per contattare un veterinario di zona reperibile 24 ore su 24. www.inchotels.com
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Nella Valle Vigezzo per il raduno internazionale degli Spazzacamino

Tornano ogni anno nella loro patria d'origine, la Valle Vigezzo, e contribuiscono a creare la suggestione di uno degli eventi tradizionali più amati e conosciuti del nord Italia, il Raduno Internazionale dello Spazzacamino. Austria, Germania e Svizzera le nazioni più rappresentate, ma gli uomini neri arrivano ormai da anni anche dai paesi dell'est Europa, così come da quelli scandinavi, da Stati Uniti e Giappone e – per la prima volta nel 2017 – persino dalla Russia.
Ritorna a Santa Maria Maggiore (Valle Vigezzo - Piemonte), dall'1 al 4 settembre 2017, l’attesissimo Raduno Internazionale dello Spazzacamino, giunto alla 36^ edizione. Organizzato dall’Associazione Nazionale
Spazzacamini con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore e della Pro Loco di Santa Maria Maggiore, si tratta senza dubbio di una delle più conosciute manifestazioni del nord Italia, un vero tributo alla
Valle Vigezzo, culla di questo mestiere.

Realizzata con il prezioso supporto e il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell'emigrazione vigezzina nel mondo, del Consiglio Regionale del Piemonte, di Confartigianato Novara e VCO e della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, l'edizione 2017 si aprirà il 1° settembre, con l'arrivo di tutte le delegazioni nazionali ed internazionali.
La Valle Vigezzo, proprio per la storia secolare legata a questo mestiere, fu addirittura nominata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste terre di montagna generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda. Sacrifici enormi, specie per i più piccoli, perchè nel 1800 l'emigrazione fu soprattutto dei piccoli rüsca: lo sfruttamento dei bambini fu una delle pagine più nere, è proprio il caso di dirlo, di questo rapporto tra uomo e fuliggine.
Il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, oltre a rievocare le storie, spesso sconosciute e drammatiche, della figura dello spazzacamino, che per secoli ha contrassegnato la vita della Valle Vigezzo, rappresenta un consolidato evento turistico tra i più importanti di tutto il Piemonte.
Anche quest’anno i professionisti dei camini arriveranno da tutta Italia, oltre che da Svizzera, Germania, Austria, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania, Inghilterra, Scozia, USA, Giappone e per la prima volta anche dalla Russia. Come sempre saranno centinaia gli spazzacamini che parteciperanno al grande evento di settembre. Una fiumana nera che affascina da 36 anni i visitatori che decidono di trascorrere in questa valle un fine settimana dedicato alla riscoperta di storie importanti e che rimangono nel cuore. Anche grazie al Museo dello Spazzacamino, polo museale unico in Italia dedicato agli spazzacamini, che si trova proprio nel centro di Santa Maria Maggiore e che viene visitato ogni anno da oltre 10.000 visitatori.
Tradizioni, storie autentiche e drammatiche che possono e devono essere riscoperte, colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e – specie in alcuni paesi europei – valorizzato. Insieme ad un pizzico di magia e divertimento, sono questi gli ingredienti di un successo che si ripete puntuale ogni anno e che è in grado di richiamare a Santa Maria Maggiore e in Valle Vigezzo visitatori provenienti da ogni angolo d'Italia per assistere ad un evento unico al mondo.
Il programma 2017
Venerdì 1 settembre nel Parco di Villa Antonia di Santa Maria Maggiore si terrà la serata inaugurale con il benvenuto agli spazzacamini e il concerto della Dream Emporium Band. Per tutto il borgo l'immancabile appuntamento con la “Notte nera”, un evento a cura dei commercianti del borgo, che inizierà alle ore 18.30 e lungo sette ore proporrà varie postazioni di musica live, botteghe alpine aperte tutta la notte e degustazioni tipiche. Sarà l’occasione per trascorrere una notte speciale insieme a centinaia di spazzacamini. Alle 23.30 il centro di Santa Maria Maggiore sarà illuminato dai fuochi pirotecnici del grande spettacolo visibile dalla centralissima Piazza Risorgimento.
Sabato 2 settembre il tradizionale ed emozionante omaggio floreale al Monumento dello Spazzacamino di Malesco, cui prenderanno parte molti spazzacamini accompagnati dai piccoli rüsca. Druogno sarà il paese ospite di questa edizione. Sabato 2 settembre alle ore 15.30 accoglierà quindi la sfilata degli spazzacamini verso il centro del paese vigezzino con la dimostrazione di pulitura dei camini. Santa Maria Maggiore ospiterà invece dalle ore 20.00 una serata a sorpresa a cura della locale Pro Loco con un punto di ristoro attivo nel Parco di Villa Antonia, accanto alla sede del Museo dello Spazzacamino, e musica dal vivo fino a tarda notte: una serata da trascorrere ovviamente in compagnia degli spazzacamini, che accompagneranno visitatori e turisti tra balli e degustazioni.
Domenica 3 settembre, dalle ore 10, si terrà l’evento clou dell’intera manifestazione: la scenografica sfilata, tra le vie e piazze di Santa Maria Maggiore, di centinaia di spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi folcloristi e numerose bande musicali. Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando nella suggestiva Piazza Risorgimento, dove saranno presentate al numerosissimo pubblico, e, dopo un ultimo giro nel centro storico, termineranno la sfilata in Piazza Gennari. Ad aprire il corteo degli uomini neri, per la 36esima edizione, sfilerà la Fanfara Bersaglieri Valdossola. Successivamente avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con l’utilizzo degli attrezzi che lo spazzacamino usava nei tempi passati: la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura dei pantaloni; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporvi la fuliggine. I tetti delle abitazioni di Piazza Risorgimento e Piazza Gennari si popoleranno di spazzacamini che, con i vecchi attrezzi, rievocheranno i rüsca di un tempo nel lavoro di pulitura del camino e nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino. Dalle 16.00 il concerto dell'Orchestra GMO nel Parco di Villa Antonia. A seguire un momento di incontro tra le delegazioni di spazzacamini con interviste, premiazioni e ricordi di questo antico mestiere.
Lunedì 4 settembre gli spazzacamini si trasferiranno a Domodossola. La giornata di lunedì costituisce fondamentalmente un’importante operazione turistica tendente a far conoscere le bellezze naturali e i centri più affascinanti del territorio agli spazzacamini ospiti - italiani e stranieri - sempre meravigliati dalle località di questo spicchio di Piemonte, incastonato tra laghi e monti, tra Italia e Svizzera. Momento imperdibile quello della sfilata accompagnata da gruppi folkloristici locali lungo le vie del meraviglioso centro storico di Domodossola, da Piazza Matteotti a Piazza Mercato, che prenderà il via alle ore 18.15. E la visita nel “Borgo della Cultura” non potrà che affascinare i fumisti di ogni dove, che saranno anche “presi per la gola” grazie alla partecipazione all'iniziativa gastronomica di successo “Tastèm inséma”, aperta a tutti, che si terrà negli affascinanti salotti cittadini di Piazza Mercato e Piazza Fontana.
Informazioni e dettagli del programma su www.santamariamaggiore.info ewww.facebook.com/santamariamaggioreturismo/ 
In programma anche corse speciali della Ferrovia Vigezzina-Centovalli in occasione della giornata di domenica 3 settembre. Info e dettagli su www.vigezzinacentovalli.com

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'Picasso. Sulla spiaggia' a Venezia

VENEZIA - ''Picasso. On the beach/Sulla spiaggia' è la nuova mostra-dossier, curata da Luca Massimo Barbero, che la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia proporrà negli spazi espositivi della Project Room da venerdì 26 agosto e fino al 7 gennaio 2018. Attraverso una selezione unica di opere (tre dipinti - Sulla spiaggia, Femme assise sur la plage, Grande baigneuse au livre -, dieci disegni realizzati da Pablo Picasso tra febbraio e dicembre del 1937 e una scultura - che arriverà a Venezia a fine settembre -, esposte insieme per la prima volta in occasione della mostra), Barbero cerca di gettare nuova luce sul lavoro dell'artista spagnolo, evidenziando i suoi collegamenti con quel Mediterraneo che ha avuto un ruolo così importante nella sua carriera artistica. L'esposizione, nata in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris e che rientra nel programma di seminari, pubblicazioni, studi ed esposizioni legato al progetto triennale 'Picasso-Méditerranée', è stata presentata in anteprima dal direttore della Peggy Guggenheim di Venezia, Karole Vail, e da Barbero. "E' una mostra - ha spiegato Vail - piccola ma di altissima qualità. Di Picasso possiamo sempre trovare cose sempre più interessanti da scoprire. Qui ci incentriamo su opere composte nel 1937, anno molto importante per la storia europea e quella dello stesso Picasso". "La traccia nascosta di questa mostra - ha confermato Barbero - è un anno molto particolare nella biografia di Picasso: quello in cui torna ad essere se stesso, il grande inventore, che gioca a fare sculture rappresentanti dipinti e dipinti rappresentanti sculture, vivendo un trittico di tensioni, anche personali, più o meno felici. Anche le date delle opere sono importanti, perché, prestandovi attenzione, è un po' come entrare sette-otto giorni nella vita di Picasso. Inoltre, siamo riusciti ad avere quasi tutti i disegni preparatoti per i tre dipinti, in cui Picasso è stato meno deciso, alla ricerca delle forme"
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Tutte le meraviglie dello yoga, riplasma il cervello e la psiche

WASHINGTON - Tutti più 'calmi ma svegli', con il cervello ben riequilibrato, grazie al 'cane a testa in giù', al 'triangolo' o al 'cobra': le meraviglie dello yoga - giurano una serie di recenti studi americani - stanno non solo nella respirazione e nella varie 'contorsioni' che massaggiano i centri energetici, ma proprio nella sua capacità di riplasmare tangibilmente alcune strutture del cervello.
    Ben nota per calmare la mente e far levitare l'anima, la pratica millenaria degli 'asanas' (le varie posizioni) crea più materia grigia nell'area della memoria. Diminuisce l'attività della parte 'rettile' del cervello,l'amigdala, che fa scattare le paure. Aumenta quella del sistema parasimpatico, che fa calmare, riposare e digerire.
    Gli effetti psico-fisici della pratica, sperimentati da milioni di praticanti yogi, hanno ora l'impronta della scienza.
    Secondo una ricerca pubblicata sul Journal 'Frontiere dell'Immunologia', le asanas fanno abbassare l'ormone cortisolo, che con la sua induzione dello stress, è responsabile di una cascata di effetti infiammatori per l'organismo. Le infiammazioni croniche sono considerate causa di una serie di patologie: dal cancro a quelle cardiovascolari.
    Per Jonathan Greenberg, ricercatore dell' Harvard Medical school, sugli effetti dello yoga, varie analisi hanno osservato cambiamenti nelle strutture cerebrali di volontari prima e dopo classi yoga e meditazione mindfulness: le strutture legate all'attenzione, al pensiero, alla consapevolezza sono aumentate di volume. ''Dopo 8 settimane di training, il cervello dei partecipanti ha evidenziato un incremento nella materia grigia dell'ippocampo, coinvolto nell'apprendimento e nella memoria''.
    Inoltre, chi medita e fa yoga mostra generalmente una 'insula' più vasta, ossia l'area cerebrale deputata alla consapevolezza del proprio corpo.
    Una ricerca pubblicata nel 2017 su 'International Psychogeriatric', ha analizzato un gruppo di anziani con problemi cognitivi di media entità che hanno seguito alternativamente 12 settimane di classe di yoga kundalini, o terapie verbali per il recupero della memoria: le capacità mnemoniche sono aumentate in entrambi i gruppi. Ma gli anziani yogi hanno mostrato un miglioramento delle funzioni verbali, visive, e delle capacità esecutive, di prendere decisioni e pianificare.
    
   
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Da Kandinsky a Cage. Musica e Spirituale nell’Arte. Grande attesa a Reggio Emilia per la mostra dell'anno


11 novembre 2017 – 25 febbraio 2018
UN GRANDE PERCORSO TRA ARTE E MUSICA
Dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage.

Cresce il fermento per quello che si annuncia come uno dei momenti più attesi della prossima stagione espositiva: la mostra KANDINSKY→CAGE. Musica e Spirituale nell’Arte che sarà inaugurata il prossimo 11 novembre a Reggio Emilia. Per celebrare vent’anni di attività espositiva, la Fondazione Palazzo Magnani ospiterà, in un affascinante percorso sinestetico, le opere dei maestri che hanno cambiato per sempre il corso dell’arte e della musica. Le sale dello storico palazzo reggiano si preparano ad accogliere, in una fantasmagoria di colori e suoni, tutti coloro che vorranno immergersi in straordinario viaggio esperienziale. Un’occasione unica per scoprire come nasce l’arte astratta, quali note hanno ispirato i grandi maestri e quanta spiritualità si nasconde dietro forme, suoni e colori.

Sono già diverse centinaia i visitatori che hanno acquistato i biglietti on-line approfittando del prezzo speciale riservato in prevendita.


Il PERCORSO DI MOSTRA prende avvio dai preziosi bozzetti di opere di Richard Wagner (dell’Archivio Ricordi di Milano), dalla “Fantasia di Brahms” di Max Klinger e da una serie di Lubok. Segue un importante nucleo di oltre cinquantina di opere di Wassily Kandinsky – dipinti, acquerelli, grafiche – provenienti da musei e collezioni private, tra le quali spiccano quelle di carattere eminentemente musicale, come gli acquerelli dipinti per gli spettacoli teatrali (del Centre Georges Pompidou, Parigi) e per “Quadri di un’Esposizione” sulla musica di Mussorgskij.

Dal confronto dialettico con un musicista e artista grande come Constantin Čiurlionis nonché dalle suggestioni della musica atonale dell’amico Arnold Schöenberg (poi maestro di Cage), Kandinsky giunge intorno al 1910 all’astrattismo spirituale e apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. Le espressioni artistiche, ricondotte all’unità del soggetto e al suo ruolo di artefice, spostano l’attenzione sull’interiorità, su quello che Kandinsky chiama das Geistige in der Kunst (lo spirituale nell’arte). La tensione profetica verso l’età dello spirito che anima l’omonimo libro, scritto nel 1909 e poi pubblicato nel 1912, viene drammaticamente negata dall’avvento del primo conflitto mondiale. 

La MUSICA resta tuttavia l’ambito privilegiato, nel percorso di Kandinsky come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso la via dell’arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, antroposofico, religioso e cosmico. La fusione sinestesica e l’empatia (Einfuehlung) che vedono i fruitori coinvolti in un processo ri-creativo dell’opera, rappresentano presupposti fecondi per guidare i visitatori attraverso il percorso della mostra dove pittura, scultura, teatro, danza e cinema si relazionano alla non-oggettività della musica.

A una sezione su Paul Klee segue un omaggio a Marianne von Werefkin, in collaborazione col Museo d’Arte Moderna di Ascona. La grande pittrice legata a Kandinsky e al Cavaliere Azzurro che fu pioniera nell’affrontare il pensiero artistico come “rivelazione della vita in termini di colore, forma e musica”, senza peraltro mai cedere alla pura astrazione, trova un corrispettivo nel “naturalismo” dell’amico Stravinsky – l’altro protagonista, con Schoenberg, della modernità musicale della prima metà del XX secolo – la cui musica è stata scelta per la visione delle opere dell’artista.

Campane sonore con accompagnamenti musicali mirati, video, brani letterari degli artisti e installazioni, consentono di fruire in modo sinestetico alcuni nuclei dell’esposizione.

Il percorso prosegue con una selezione di opere di tre artisti particolarmente legati alla musica e alla spiritualità nel secondo Dopoguerra: Nicolas De Staël e Fausto Melotti dei quali vengono presentati e riscoperti preziosi dipinti e sculture musicali (l’“Uccello di Fuoco” di Melotti per esempio, del 1971, non viene esposto da più di tre decenni) e Giulio Turcato, del quale vengono esposti dopo 33 anni acquerelli, maquette, video e musiche di Luciano Berio appartenenti a “Moduli in Viola. Omaggio a Kandinsky”, lo spettacolo realizzato per la Biennale di Venezia del 1984.

La mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista, pensatore, poeta e artista i cui princìpi di risonanza interiore e la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie, rimandi e corrispondenze con la spiritualità kandinskiana. La sezione a lui dedicata si integra con la presenza di opere di altri artisti e si sviluppa attraverso notazioni e documenti audio e video, ma soprattutto attraverso installazioni di grande suggestione che permettono ai visitatori di sperimentare sinesteticamente la poetica cageana. Centrali saranno la ricostruzione di un ambiente anecoico, una “sala del silenzio” nella quale verrà esposta una tela bianca di Robert Rauschenberg, nonché la riproduzione di un teatro che metterà in scena una reinterpretazione in miniatura della composizione per orchestra “Ocean”, durante la quale il visitatore – idealmente seduto nella platea del Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, qui ricreato – sarà avvolto da “onde” musicali provenienti da diversi punti dell’installazione. Presente inoltre lo spartito per pianoforte - il famoso Solo for Piano dal Concert for Piano and Orchestra - che è il capolavoro dell'inventiva di Cage nel campo della notazione musicale.

Palazzo Magnani a Reggio Emilia, che nel 2017 compie venti anni di attività espositiva, è stata la residenza del filantropo, musicologo e collezionista Luigi Magnani. La natura “musicale” della sede – e in generale di tutto il territorio reggiano – conferisce valore e significato alla scelta tematica della mostra.

Anche una delle più importati istituzioni culturali della città, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, ha deciso di dedicare, nello stesso periodo della mostra – un momento importante a Wassily Kandinsky. FESTIVAL APERTO 2017 metterà in calendario "Fattore K”, omaggio a Kandinsky:

14 ottobre 2017 al Teatro Ariosto 
Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’accademia del Teatro alla Scala
Marco Angius direttore, musiche di Skrjabin, Schoenberg, Webern, Clementi, Donatoni, Stockhausen


11 novembre 2017 al Teatro Cavallerizza
Duo pianistico Emanuele Arciuli - Andrea Rebaudengo, musiche di Skrjabin, Schoenberg, De Hartmann, Debussy, Stravinskij


Una serie di ATTIVITA' COLLATERALI – concerti, lezioni concerto, conferenze, workshop - realizzate in collaborazione con importanti istituzioni come la Fondazione Nazionale della Danza, oltre ad attività formative e didattiche (in collaborazione con Indaco, Atelier di ricerca musicale ed espressiva e Associazione Stella Maris di Bologna), completeranno e arricchiranno la mostra e l’approfondimento del rapporto tra arte e musica.

La mostra inaugura un’attenzione specifica che la Fondazione Palazzo Magnani riserverà alle persone con disabilità fisica e psichica, in stretta collaborazione con il Progetto Reggio Emilia città senza barriere. Il percorso espositivo sarà arricchito da soluzioni idonee ad una fruizione delle opere secondo modalità facilitate e affiancamento di personale specializzato, nella consapevolezza che l’arte sia via di accesso privilegiata al benessere di tutte le persone.


mostra promossa da
Fondazione Palazzo Magnani
Skira Editore

con la partecipazione di
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Regione Emilia Romagna
Provincia di Reggio Emilia
Comune di Reggio Emilia
Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori
Camera di Commercio di Reggio Emilia


ORARI
dal martedì al giovedì 10.00-13.00/15.00-19.00
venerdì, sabato e festivi 10.00-19.00
lunedì chiuso 



APERTA LA PREVENDITA ON LINE DEI BIGLIETTI 
È possibile saltare la coda acquistando i biglietti online su musement.com, importante marketplace italiano di mostre e musei ed esperienze di viaggio in tutto il mondo.

ACQUISTO BIGLIETTI ON LINE
Intero € 14 
Ridotto € 12 (Amici della FPM; Amici dei Teatri; militari; over 65; diversamente abile; studenti dai 18 ai 26 anni) 
Studenti € 8 (studenti dai 6 ai 18 anni) 


per informazioni e prenotazioni
Tel. 0522 454437 – 444412
info@palazzomagnani.it

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone - Turismo Culturale

“CONCERTI D’ESTATE” Voci e chitarre Sotto le stelle nel parco del S. Monte Calvario Domodossola, domenica 27 agosto, ore 21.15

La Cappella Musicale del S. Monte Calvario e i PP. Rosminiani, nell’ambito della stagione concertistica 2017,  propongono i “CONCERTI D’ESTATE”

Voci e chitarre 
Sotto le stelle nel parco del S. Monte Calvario, 
domenica 27 agosto, ore 21.15

Voci e chitarre sotto le stelle


I gruppi 

X-CHANGE e NAMASAKE 

con 

Alessia Mocellini: voce 

Giorgia Kregar: chitarra e voce 

Martina Balsemin: chitarra 

Simone Mhammed: chitarra 

Marco Blardone: chitarra 

Simone Fiocca: chitarra 

Simone Colombo: chitarra 



L’Associazione “Confetture Musicali”, costituita nel marzo 2011, ha al suo interno una scuola di musica che operava dal 2009. in forma non associativa. L’associazione si occupa di promuovere nel nostro territorio una attività musicale legata sia al repertorio classico, ed a quello moderno, attraverso lezioni individuali e di gruppo. 

In caso di cattivo tempo il concerto si terrà in Sala Bozzetti 

L’attività concertistica della Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario è sostenuta dall’Istituto della Carità – PP. Rosminiani, dalla Riserva Naturale Speciale Regionale del S. Monte Calvario, dall’Assessorato alla Cultura della Città di Domodossola, dalla Parrocchia di Villadossola, con la Fondazione CRT.