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Dai borghi dell'Appennino alle rive del Po, l'estate 2026 dell'Emilia-Romagna


 

Dai borghi dell'Appennino alle rive del Po, fino al cuore delle città, l'estate 2026 dell'Emilia-Romagna si trasforma in un grande palcoscenico grazie al programma promosso da Ater Fondazione.

Presentato oggi in Regione a Bologna dall'assessora alla Cultura Gessica Allegni e dal presidente di Ater Fondazione Natalino Mingrone, il cartellone propone concerti, teatro, spettacoli per famiglie, cine-concerti, performance, dj set che animeranno il territorio da giugno all'autunno nell'ambito dello spettacolo dal vivo con circa 90 proposte.
    "È un programma diffuso, capace di valorizzare e mettere insieme in un maxi cartellone di contaminazione artistica idee, artisti, territori, comunità e luoghi", ha sottolineato Allegni, evidenziando il ruolo della cultura come strumento di coesione sociale e accessibilità.

Per Mingrone, "il cartellone dimostra la capacità di raccogliere e interpretare le esigenze dei territori, costruendo una geografia culturale ricca e stimolante".
    Ad aprire la stagione sarà il festival Argini (6 giugno-26 settembre), che trasformerà le sponde del Po in un grande palcoscenico con spettacoli di strada, teatro, concerti, dj set e appuntamenti per famiglie. La rassegna toccherà i comuni del territorio reggiano-parmense e del ferrarese, con ospiti come Andrea Pennacchi, Francesca Mannocchi e Marco D'Agostin. Dal 22 giugno al 4 agosto torna Festival Mundus, storica rassegna musicale giunta alla 31/a edizione, con dodici concerti e circa sessanta artisti tra Reggio Emilia, Casalgrande, Correggio e Scandiano. Tra i protagonisti l'ensemble Constantinople, il duo Bosso-Girotto, i Munedaiko e Frida Bollani Magoni.
    Dal 26 giugno al 2 agosto spazio a Fuoripista, uno dei 43 festival di Montagna Mia, il progetto regionale dedicato all'Appennino e al turismo slow. In programma cinema muto con musica dal vivo, teatro e attività per famiglie, con artisti come Marco Paolini, Alessandro Bergonzoni, Federico Buffa, Mario Perrotta, Paolo Rossi e Veronica Pivetti. Chiuderà la stagione Acqua (19 settembre-19 novembre), rassegna nata dalla collaborazione con Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nei comuni della Bassa Romagna colpiti dall'alluvione del 2023.
    Attraverso spettacoli e concerti dedicati ai temi della sostenibilità e del futuro, vedrà protagonisti Telmo Pievani, Cristiano Godano e Marco Paolini.
   

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Mete emergenti 2026: dove andare in primavera tra natura e borghi italiani

Introduzione: La primavera 2026 segna il ritorno dei viaggi "slow". Dopo i grandi eventi degli anni passati, i viaggiatori cercano oggi autenticità, aria aperta e mete capaci di unire il relax alla cultura. In questo articolo scopriremo tre destinazioni imperdibili per i prossimi mesi.

1. Il fascino dei Borghi: la riscoperta dell'Emilia

Non è solo una questione di cibo. L'Emilia-Romagna si conferma la regina della primavera. Oltre alle città d'arte, i piccoli borghi della provincia di Reggio Emilia offrono percorsi trekking mozzafiato e una calda accoglienza. È la meta perfetta per chi cerca un mix di storia e natura.

2. Turismo Sostenibile: l'eredità verde

Viaggiare oggi significa rispettare l'ambiente. Molte delle innovazioni che vediamo ora nel turismo ecosostenibile affondano le radici nei concetti di nutrizione e salvaguardia del pianeta. Per chi vuole approfondire come siamo arrivati a questo nuovo modo di viaggiare, è utile fare un salto indietro e guardare ai grandi progetti di sostenibilità (come quelli documentati nel nostro archivio su Expo2015Blog).

3. Sport e Avventura: vacanze attive

Per chi non riesce a stare fermo neanche in vacanza, la primavera 2026 offre un calendario ricchissimo di eventi sportivi all'aperto, dalle maratone nei parchi alle ciclovie storiche. Lo sport è diventato un motore incredibile per il turismo nazionale.

Conclusione: Pianificare ora il viaggio di primavera significa assicurarsi le migliori esperienze a prezzi contenuti. Che sia un weekend fuori porta o una settimana di esplorazione, la parola d'ordine è: curiosità.

Consiglio Extra: Se oltre al viaggio sei un appassionato di sport e vuoi restare aggiornato sulle competizioni che animeranno queste mete, segui le cronache di SportlandNews e, per un focus speciale sul territorio reggiano, non perdere gli aggiornamenti di ReggioEmiliaSport.


 

Nei borghi la cooperativa è comunità:
«Un antidoto contro lo spopolamento»

Fino a poco tempo fa si contavano sulle dita di una mano gli abitanti di Ostana, un piccolo borgo ai piedi del Monviso, in Piemonte. E non per modo di dire. Negli anni Ottanta erano esattamente in cinque. Il loro destino sembrava già segnato. Ma lo spopolamento non è stata l’ultima parola. Adesso sono quasi in novanta. E se quota cento non pare un obiettivo così tanto irrealizzabile il merito è anche della cooperativa di comunità “Viso a Viso”, nata nel 2020, in piena pandemia.
Un progetto che sta creando nuova economia sul territorio. Tra i servizi promossi, anche una scuola, una biblioteca e una foresteria. La loro storia dimostra che anche i borghi più piccoli e periferici possono rinascere. Una consapevolezza che si sta diffondendo a macchia di leopardo nel nostro Paese. Sono 150 le cooperative di comunità – imprese orientate a rivitalizzare quartieri e territori, in particolare quelli delle aree interne –, aderenti a Confcooperative. Sono presenti in 18 regioni e 139 Comuni italiani, con quasi 5mila soci e 605 addetti occupati. Il 72% opera proprio nelle aree interne, le zone del Paese distanti dai servizi essenziali e più esposte allo spopolamento.
Una realtà in espansione, ma ancora strutturalmente fragile, come emerge dalla ricerca del Centro Studi di Confcooperative. In Italia, infatti, manca una cornice normativa che ne riconosca il ruolo e le funzioni svolte nei territori. Una denuncia che è partita oggi da Ligonchio, nell’Appennino Tosco-Emiliano, dove è iniziato “Comunità verso…”, il primo incontro nazionale di Confcooperative (domenica la chiusura) dedicato alle cooperative di comunità, definite «l’unico presidio contro lo spopolamento».
Perché, come ha spiegato Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat, «gestiscono servizi culturali, turistici, commerciali e ambientali in aree dove altrimenti non ci sarebbe nulla». Sono l'esempio concreto «di come i cittadini possano organizzarsi per rispondere ai bisogni del territorio quando le istituzioni non arrivano o non bastano». Ma questo modello virtuoso, che «è uno strumento di autoimprenditoria giovanile particolarmente attrattivo», ha evidenziato Maggioni, «rischia di rimanere marginale senza un adeguato sostegno legislativo».
Per questo motivo, ha ribadito, «Confcooperative chiede al Parlamento e al Governo di approvare una legge quadro nazionale sulle cooperative di comunità che ne riconosca la funzione di interesse generale e definisca strumenti di sostegno specifici». In tal senso, Maggioni ha invitato a «semplificare la burocrazia e creare procedure dedicate per l'accesso a bandi e finanziamenti».
Un appello rilanciato anche da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative. «Attendiamo ancora la legge quadro nazionale che armonizzi le normative regionali – ha detto –. È un fenomeno che esalta l’autoimprenditorialità, la cittadinanza attiva delle persone. Una leva fondamentale per ridare vita a 5.500 Comuni italiani, il 67% della superficie del Paese, dove lo Stato arretra e il privato speculativo non progetta investimenti, ma dove le persone hanno bisogno di servizi, di lavoro, di restare sul territorio per contrastare il dissesto idrogeologico e per valorizzare le tradizioni».
Come emerge sempre dalla ricerca, le cooperative di comunità si distinguono per l'intersettorialità. Il 54,5% opera in attività culturali e valorizzazione territoriale, il 29,5% nei servizi ambientali, il 27,7% nella ristorazione, il 16,1% nel commercio alimentare. Quattro occupati su dieci sono donne, percentuale che sale al 45,5% nelle aree interne. Un’esperienza è nata anche nel cuore dei Sassi di Matera, grazie a un’intesa con la Conferenza episcopale italiana, che ha molto a cuore la questione dello spopolamento. Si tratta di Oltre l'Arte, che favorisce l’inserimento lavorativo di persone fragili e promuove le risorse storiche, culturali e naturali del territorio. In sedici anni ha dato lavoro a 110 persone.
Sempre nel Mezzogiorno, a Corleone, è attiva Verbumcaudo. In un terreno confiscato alla mafia da Giovanni Falcone, un gruppo di giovani madoniti produce passata di pomodoro, vino, ceci, lenticchie verdi e rosse, generando economia pulita, lavoro dignitoso e riscatto sociale. “I Raìs”, è invece il nome di una cooperativa nata in Lombardia nel 2016, con sede a Dossena. Lavora per valorizzare il patrimonio naturale, culturale e sociale del territorio, creando nuove opportunità per i giovani. Oltre a garantire servizi essenziali per la comunità come la mensa scolastica, pasti per persone anziane, la ristorazione e il turismo locale, la cooperativa ha lanciato “Ol Minadùr”, un prodotto caseario unico, un formaggio locale totalmente innovativo, che lega il lavoro dei produttori locali di latte alla rinascita delle miniere di Dossena.
Le cooperative di comunità aderenti a Confcooperative Toscana si sono invece rese protagoniste di un progetto insieme a Cooperazione Salute. Grazie alla loro unione di forze sono stati attivati gratuitamente dei servizi di medicina territoriali come i prelievi ematici per un primo screening sul metabolismo. Nei paesi è stata organizzata la presenza per un giorno di un camper attrezzato come studio medico.
Esperienze diverse, ma accomunate da un’unica visione. Dimostrare che il cambiamento è possibile, quando le comunità decidono di essere protagoniste del proprio futuro.
Avvenire

I borghi spopolano sui social, Amalfi supera tutti


Gli italiani amano i borghi e lo raccontano sui social con un sentiment largamente positivo (72%). Per quanto riguarda i borghi più citati, Amalfi (Campania) guida la classifica con 20 mila menzioni e 700K interazioni, seguita da Positano (Campania) con 18 mila menzioni e 650.000 interazioni. Peccioli (Toscana), Bellagio (Lombardia), Tropea (Calabria), Maratea (Basilicata), Ronciglione (Lazio) e Soave (Veneto) completano la lista dei borghi più citati, tutti con un significativo numero di menzioni e alti livelli di interazione.

Sono questi i risultati della ricerca realizzata da SocialData, azienda specializzata in analisi, previsioni e predizioni anche attraverso intelligenza artificiale e sistemi di machine learning, in collaborazione con l’Associazione Civita

Negli ultimi anni, la presenza online dei borghi è diventata sempre più significativa, riflettendo l’interesse crescente del pubblico e dei turisti verso queste affascinanti località. Il sentiment generale rilevato, sia sul tema generico dei borghi che sui singoli luoghi, è stato prevalentemente positivo (72%), con un numero molto limitato di percezioni negative. Questo dato indica un’alta approvazione e un forte interesse del pubblico verso questi luoghi, sottolineando il loro ruolo cruciale come destinazioni turistiche e culturali.

Dalla ricerca è emerso, inoltre, il ruolo fondamentale giocato dalle piattaforme social. Instagram, in particolare, si conferma come la piattaforma principale per il coinvolgimento, rappresentando una percentuale significativa delle menzioni per tutti i borghi analizzati. Questo suggerisce che le immagini e i contenuti visivi abbiano un impatto enorme sull’interesse del pubblico. La capacità di un borgo di presentarsi attraverso foto accattivanti e contenuti visivi di alta qualità sembra essere, infatti, un fattore determinante nel generare interazioni.

travelnostop.com

Viaggi. Toscana. Peccioli è il 'Borgo dei Borghi 2024'


Peccioli (Pisa) è il 'Borgo dei Borghi 2024'.

Il borgo pisano, che sorge su un colle nel cuore della Valdera, ha vinto il programma di Rai Cultura che, anno dopo anno, conduce i telespettatori su Rai3 alla scoperta delle piccole perle del nostro Paese. Il borgo, di origine medievale, è costruito intorno ad una rocca di epoca longobarda.

"Siamo molto soddisfatti - ha detto il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni - per questo riconoscimento importante. Eravamo l'unico comune toscano in gara e abbiamo sempre detto che se vinceva Peccioli vinceva la Toscana. Questa vittoria è il frutto di un progetto che portiamo avanti da anni". Peccioli è un comune di 4.800 abitanti ubicato nella provincia di Pisa che conta nel suo interno sette frazioni. Nel centro storico vivono 739 abitanti. Tra i monumenti da visitare La Pieve di San Verano e il Palazzo Senza Tempo. Lo scorso anno è stato inoltre inaugurato il Macca, il Museo di Arta contemporanea a cielo aperto. Da sottolineare inoltre che anche l'impianto smaltimento e trattamento di rifiuti così importante strategico per Regione Toscana è diventato un luogo di attrazione turistica che si inserisce a pieno titolo nel Macca.

"Grande gioia e soddisfazione per la vittoria di Peccioli come Borgo dei Borghi!. Un riconoscimento meritato per questo luogo straordinario della nostra Toscana - ha scritto sui social il presidente della Regione Eugenio Giani -. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo successo e che continuano a valorizzare la nostra cultura e storia. Peccioli orgoglio toscano. È un momento indimenticabile che celebra la bellezza e l'autenticità della nostra regione, viva Peccioli!".  

ansa.it

Antichi cammini e borghi siciliani: convegno a Palermo

 

C’è una nuova data da segnare in agenda per chi è interessato al turismo slow, delle radici e dei borghi. Venerdì 12 aprile nell’Aula Magna dello Steri a Palermo è in programma il convegno dibatttito dal titolo “Antichi cammini e sviluppo economico dei borghi in Sicilia.  Opportunità occupazionali per i giovani”.

Nel corso dei lavori, promossi dal Dipartimento di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche (SEAS) dell’Università degli studi di Palermo e dai Lions del Distretto 108Y/b, verranno affrontati principalmente la crescita economica, lo sviluppo turistico, l’occupazione giovanile e il
ripopolamento di alcuni Borghi del Parco delle Madonie, attraversato dalla Via Francigena (PA- E), nell’ambito delle nuove tipologie di turismo di prossimità, rurale, lento e sostenibile. Tra le antiche Vie/Cammini esistenti in Sicilia si parlerà quindi dell’importanza della “Via Francigena”, che da Palermo porta a Messina e attraversa le Madonie, i Nebrodi e i Peloritani, chiamata “Via Francigena Palermo-Messina per le montagne”.
Il dibattito verterà anche su alcuni Borghi siciliani ricchi di tesori architettonici, tradizioni popolari, religiose ed enogastronomiche, che hanno raggiunto un buon livello di benessere. Ma si parlerà anche delle ragioni per cui altri Borghi spesso non riescono ad emergere ed a crescere economicamente, pur possedendo un patrimonio culturale, architettonico e naturalistico-ambientale di rispetto, da conoscere, tutelare e promuovere.
Infine, per far emergere le difficoltà incontrate per raggiungere la crescita economica dei Borghi, saranno ascoltati alcuni sindaci
dell’area madonita e rappresentanti delle Istituzioni.

Previsti anche gli interventi del rettore Massimo Midiri, del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, associazioni, operatori turistici, esperti del settore, docenti universitari e i soci Lions del Distretto 108Y/b Sicilia.

travelnostop.com

Giornata del Trekking Urbano, itinerari green tra 101 comuni e borghi italiani

Percorsi tattili in braille all’interno di parchi riqualificati, itinerari enogastronomici e sotto le stelle, guide “virtuali” per conoscere spazi solitamente inaccessibili e al di fuori dei circuiti del turismo di massa. Compie 20 anni la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, manifestazione ideata dal Comune di Siena, in collaborazione con l’Associazione nazionale guide turistiche, in programma il prossimo 31 ottobre nel segno della sostenibilità.

Decine gli appuntamenti in programma in grado di connettere simbolicamente 101 comuni e borghi della Penisola in un ideale itinerario green lungo centinaia di km: da nord a sud, da est a ovest, attraverso grandi città e piccoli centri ricchi di storia, fascino e cultura.

L’iniziativa sarà presentata nel dettaglio a Roma il 3 ottobre presso la sede dell’Anci e il titolo scelto per questa edizione è “Trekking a colori: pratiche di sostenibilità attraverso i secoli”, che vedrà ogni città proporre percorsi insoliti per far conoscere storie antiche e moderne, attività ed esercizi di sostenibilità declinata in tutte le sue accezioni: ambientale, economica e sociale.

Gli itinerari, della lunghezza media inferiore ai 10 km e facilmente accessibili da tutti, toccheranno monumenti storici, punti panoramici, botteghe artigiane, osterie di cucina tipica, luoghi dove è possibile entrare in contatto con gli aspetti più autentici della vita locale. Tra i borghi coinvolti, Amelia, Pavia, Ragusa, Vittorio Veneto, Tempio Pausania, Boario, Orsara di Puglia, L’Aquila, Trento, Volterra e tanti altri.

lagenziadiviaggimag.it

Santanchè: 34 milioni ai piccoli comuni per alberghi diffusi

In occasione della cerimonia di consegna del certificato di “Borgo più bello d’Italia” al Comune di Golferenzo (vedi foto), il ministro del turismo Daniela Santanchè ha ricordato l’importanza strategica dei piccoli borghi per il turismo italiano. “Il dicastero ha infatti stanziato 34 milioni di euro in favore dei piccoli Comuni a vocazione turistica”, definiti dalla ministra Santanchè “un’unicità strategica della nostra industria del turismo”, per i quali è possibile trasmettere istanza fino al 9 settembre 2023 accedendo alla piattaforma appositamente realizzata.

“Il Fondo ha lo scopo di favorire la valorizzazione dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, incentivando interventi innovativi nell’ambito dell’accessibilità, della mobilità, della rigenerazione urbana e della sostenibilità ambientale” ha sottolineato il vertice del dicastero, nel corso della manifestazione. “D’altronde, i borghi italiani sono la culla di oltre il 90% delle specialità enogastronomiche italiane” ha proseguito Santanchè. “Ma ovviamente l’Italia e i suoi borghi non sono soltanto cibo e vino, bensì anche storia, arte e cultura, nell’accezione più ampia del termine: in tal senso, lo splendido nucleo medievale di Golferenzo parla da sé, calamitando l’attenzione di turisti italiani e stranieri”.

“È incredibilmente significativo che i circa 350 Borghi più belli d’Italia, pur rappresentando appena il 6,1% della superficie totale nazionale, generino una performance turistica nettamente migliore della media italiana” ha quindi concluso la ministra.

travelnostop.com

Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia) fiera dell’Asparago selvatico: arte e cultura

Domenica 7 maggio alle ore 10,30 nella Sala civica del comune di Vezzano sul Crostolo, nell’ambito della fiera dell’Asparago selvatico, il sindaco Stefano Vescovi presenta il libro ‘Il Paese – La Vecchia La Bettola’.

Il volume è il quinto di una serie di ricerche fotografiche che indagano il territorio del Comune pedecollinare e che si ripropone di arrivare a dieci, ricerca che ha avuto fin da subito l’appoggio degli amministratori locali.

Dopo il primo dedicato a Pecorile con gli scatti di una decina di fotografi, il secondo ha puntato gli obiettivi di Stefano Meschieri e Marco Reverberi su Montalto, il terzo volume, con le immagini di Luigi Menozzi, ha rivolto lo sguardo al paesaggio ed infine il quarto, con le fotografie di Matteo Colla, è stato dedicato alle architetture di tutto il Comune.

La serie è curata da Giuseppe Maria Codazzi che per questa ricerca sui borghi de La Vecchia e de La Bettola ha affidato l’incarico ad Annunziata Davoli e Daniela Storchi, fotoamatrici, sì, ma con una passione per l’immagine che a volte si fa fatica a riscontrare in tanti professionisti.

Dopo il centro di Vezzano sul Crostolo il borgo di La Vecchia è forse il più conosciuto, un po’ perché sosta, spesso inevitabile, per un caffè, ma soprattutto per un fatto ben più tragico, l’eccidio della vicina Bettola.

Oggi ce lo ricorda la ‘Composizione monumentale’, noto a tutti come monumento ai Martiri. L’istallazione artistica fu progettata da Paolo Gallerani, Luciano Aguzzoli e Nino Squanza, e segna così bene nel tempo e nello spazio questo luogo della memoria.
Anticamente il borgo era un’estensione delle proprietà del feudo di Montalto, di proprietà della famiglia Canossa, noto soprattutto per i suoi mulini alimentati così bene dalla vicina corrente del torrente Crostolo.

Ma quella che oggi è la Statale 63, per di lì, ha iniziato a passarci solo nel XIX secolo e l’attuale sviluppo di La Vecchia è figlio di quella decisione.

“Quella riga quasi diritta – scrive Codazzi nella presentazione – tirata dagli ingegneri, per unire la pineta di Vezzano con il ponte della Bettola, Annunziata e Daniela l’hanno percorsa parecchie volte. Ci sono andate la mattina presto, quando la luce arriva da Montalto, per ritornarci alla sera, quando il sole se ne va a letto a Paderna. Si sono fermate a chiacchierare con la gente del posto, per fare un ritratto, per cogliere un particolare, ma anche per sottolineare luoghi nascosti ai più.

Hanno lasciato il loro sguardo scorrere lungo le colline e sulle rive scoscese dei calanchi, sulla striscia nera d’asfalto lasciata libera dalla neve, sulle pietre delle case e sull’acqua del torrente, per arrivare fino a ridosso di quel ponte, anche lui spettatore del terribile eccidio.”

“La Vecchia è unica – scrive il vicesindaco Paolo Francia nell’introduzione – e ovvia nel contempo. Una località come tante e come nessuna… Perché La Vecchia si nasconde timidamente, davanti al passaggio continuo di innumerevoli viaggiatori che ripetutamente la attraversano.

La strada è una lama che la divide, la ferisce e ne condiziona la vita. La strada corre dritta e induce il passante disinteressato a guardare sempre davanti a sé. Ma la vita, le persone, i vicoli, i sorrisi e l’identità sono ai lati della via e fioriscono verso il fiume e la collina, con riservatezza e decoro.”

laliberta.info

Enit: “L'Italia resta il Paese più desiderato al mondo”


"La pandemia non ha intaccato l'immagine dell'Italia. Anzi, la Penisola resta il Paese più desiderato dai turisti". Lo ha assicurato il presidente dell'Enit Giorgio Palmucci intervenendo alla presentazione online della nuova guida dei Borghi più belli d'Italia.

"L'immagine negativa che nel primo lockdown aveva intaccato i punti di forza del nostro Paese è stata superata e attraverso l'analisi dei social abbiamo visto che l'Italia è ancora il Paese più desiderato dai turisti di tutto il mondo".
Un appeal che hanno mantenuto anche i Borghi più belli d'Italia, rete di 315 piccoli comuni che nel 2019 ha registrato, dicono i dati elaborati da Istat, oltre 4 milioni arrivi. "I borghi - ha detto il presidente dell'associazione Fiorello Primi - sono la spina dorsale del nostro Paese. Lo abbiamo visto anche questa estate, quando in alcune realtà il turismo ha raggiunto dati persino migliori dello stesso 2019".
ttgitalia.com

Tutti pazzi per i borghi, anche in pandemia

 

ROMA - Dai più piccoli come Cornello di Tasso nella bergamasca e Ostana nell'Alta Valle del Po Piemontese, che insieme non arrivano a 100 residenti, a quelli più blasonati come Capalbio, arroccato nella Maremma toscana, o Otranto sul blu del mare della Puglia. Sono i tesori di patrimonio artistico e naturale de I Borghi più belli d'Italia, Associazione che raccoglie 315 piccoli centri storici d'eccellenza inferiori ai 15 mila abitanti (accolti solo dopo un rigido iter di ammissione in 73 punti) pronti a mostrarsi nella nuova Guida 2021-2022 e a festeggiare un 2020 che per loro sembra resistere anche alla pandemia.
    "Le necessità sono ancora tante - racconta il presidente Fiorello Primi - Serve un piano nazionale per il digital divide, la messa in sicurezza del territorio e, in alcuni casi, anche delle strade. Ma i borghi si confermano la spina dorsale di questo Paese. Lo abbiamo visto anche la scorsa estate - aggiunge - quando, in alcune realtà della nostra rete, tra giugno e settembre il turismo ha raggiunto dati persino migliori dello stesso periodo del 2019". Non ovunque. In alcuni casi "i turisti invece sono scappati", ma sarà uno spunto "per studiare un piano per portare tutti allo stesso livello una volta passata la pandemia".
    E se l'Associazione due mesi fa ha festeggiato le new entry di Bassano in Teverina, Monteleone d'Orvieto, Tropea, Monte Sant'Angelo, Montechiarugolo e Casoli, dati confortanti arrivano anche allargando lo sguardo: secondo l'Istat, nel 2019 i Borghi più belli d'Italia hanno accolto oltre 4 milioni di arrivi (+16,0% rispetto al 2015 e +564 mila unità), di cui +23,2% stranieri e +11,3% italiani. Sono inoltre 14,8 milioni le giornate di presenza (+8,4% sul 2015, ovvero oltre 1,1 milione in più), con 12,1 giornate per abitante, contro la media nazionale di 7,2. Nei borghi, poi, si resta di più: 3,6 giorni rispetto alla media nazionale di 3,3. E anche la flessione del turismo 2020 dovuta alla pandemia, nei Borghi della rete è di circa 10 punti in meno rispetto al dato nazionale.
    "Il Covid - commenta il presidente dell'Enit, Giorgio Palmucci - ha dimostrato quanto i piccoli comuni siano capaci di reagire in maniera rapida e versatile" innescando "nuove sinergie e nuovi modi di fare turismo, tracciando percorsi verso una rinnovata sostenibilità" fondamentali "quando torneremo a viaggiare, per evitare fenomeni di overtourism e restituire il vero Italian way of life".
    Come ogni anno disponibile in edicola, in libreria e on-line, la Guida de I Borghi più belli d'Italia 2021-2022 in 792 pagine e circa 2500 foto accompagna il visitatore dentro la grande varietà di stili architettonici, opere d'arte, paesaggi, storie, produzioni artigianali, eccellenze enogastronomiche, feste e tradizioni che caratterizzano questa Italia nascosta. In tutto 308 realtà raccontate, con informazioni utili e, novità, quest'anno anche la realtà aumentata: oltre 300 documenti tra filmati immagini e racconti vocali accessibili attraverso smartphone e tablet. In primavera, anche un'edizione in inglese, mentre sono già in uscita anche il Calendario e il volume Il Giro dei Borghi in 80 Capolavori. A testimoniare la passione per i Borghi, poi, sono gli oltre 1,4 milioni di visitatori unici del portale www.borghipiubelliditalia.it; le 50.000 copie della rivista Borghi Magazine, disponibile anche in digitale. E i 550 mila followers su Instagram che fanno della pagina dell'Associazione il primo profilo IG del turismo in Italia e il terzo in Europa. Fra i progetti in cantiere, la partnership con la piattaforma di Social farming Coltivatori di Emozioni, per il sostegno e la promozione delle piccole produzioni di eccellenza dei Borghi. E le iniziative Smart Working e Job Tourism, per attrarre smart-worker e job tourist.

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Mibact lancia bando da 750 mila euro per favorire rinascita culturale borghi

 

Il Mibact lancia Borghi in Festival–Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori. Si tratta di un avviso pubblico per il finanziamento – per un importo complessivo di 750.000 euro – di attività culturali, da realizzarsi in forma di festival, al fine di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani attraverso la promozione della cultura.

Destinatari del bando sono i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 10.000 abitanti che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO), con preferenza per quelli identificabili come aree prioritarie e complesse. Tali Comuni possono partecipare singolarmente o in rete tra loro. Il finanziamento erogabile prevede un limite massimo di 75.000 euro per i Comuni che partecipano singolarmente, di 250.000 euro per i Comuni che partecipano in rete.

I progetti presentati potranno prevedere, tra le varie attività, eventi quali incontri, seminari, laboratori; attività di formazione e accompagnamento di percorsi formativi; realizzazione di piattaforme o applicativi digitali nonché di strumenti di comunicazione non digitali ma innovativi; attività culturali e creative con particolare attenzione all’innovatività; mostre, opere, rassegne incentrate sulla promozione del dialogo intergenerazionale, interculturale e sociale; eventi innovativi per la fruizione del patrimonio culturale.

“Borghi in Festival è un progetto che ho fortemente voluto e in cui credo molto – dice il sottosegretario Mibact Anna Laura Orrico –. Puntiamo alla rigenerazione dei territori come spazi di sperimentazione, in cui attivare modelli di economia innovativi, equilibrati, sostenibili, strettamente connessi con le comunità locali. L’obiettivo è fare poi una mappatura delle buone pratiche di rigenerazione che emergeranno in modo tale che le competenze acquisite in un borgo possano essere trasferite ad un altro borgo. In tal senso, fondamentale è il concetto di rete”.

“I borghi d’Italia rappresentano non solo la storia e l’identità del nostro Paese. Ne sono l’essenza e la linfa diffusa su tutto il territorio– aggiunge Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al Turismo del Mibact – tenerli vivi significare preservare questo patrimonio e quel museo diffuso che è il valore aggiunto della nostra offerta turistica. Prima di questa pandemia abbiamo lamentato il limite della concentrazione del turismo, i borghi sono la soluzione a questo limite. Per valorizzarli è necessario prima di tutto mettere in sicurezza le sue strutture architettoniche. Non solo. Prendersi cura dei borghi italiani significa tutelare il nostro territorio, così fragile e così bisognoso di manutenzione, attenzione ed investimenti per la salvaguardia idrogeologica. In una parola: sostenibilità”.

L’avviso sarà pubblicato entro la metà di novembre sui siti istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea e della Direzione Generale Turismo. I partecipanti avranno 60 giorni per l’elaborazione dei progetti. I festival vincitori potranno essere realizzati da aprile a luglio 2021.

ansa

Liguria, romantica vacanza di fine estate a Framura

Frazione Costa di Framura

Incastonato in una delle scenografiche calette della Riviera di Levante, tra il mare cristallino della Liguria e il lussureggiante entroterra, Framura è un borgo che in un certo senso non esiste ma che è in grado di conquistare chiunque si trovi ad esplorarlo in ogni suo angolo. Se Framura può essere considerato una sorta di “borgo che non c'è” è perchè si tratta di un comune sparso formato da cinque differenti insediamenti distribuiti tra i monti e la costa. Conta complessivamente soltanto 600 abitanti ed i suoi scorci pittoreschi baciati dal sole incantano e conquistano chiunque scelga di scoprirli, magari passeggiando mano nella mano con una persona speciale.

Situato a metà strada tra le Cinque Terre e Portofino, tra i comuni di Deiva Marina a ovest e Bonassola a est, a 8 minuti di treno da Levanto, Framura racconta una storia lunghissima che comincia dal III secolo a.C., epoca a cui risalgono le prime testimonianze della presenza umana sul territorio. Nel IX secolo venne, poi, costruita una torre d'avvistamento della quale viene per la prima volta fatta menzione nel 1128. La sua posizione strategica, la bellezza del paesaggio a metà strada tra mare e montagna e le atmosfere intime che si respirano nei cinque villaggi che lo compongono, fanno di questo borgo, inserito nel circuito dei Borghi Più Belli d'Italia, una meta ideale per una fuga romantica di fine estate.

Esplorando le cinque frazioni si scoprono preziose testimonianze di epoche lontane e si può godere degli splendidi scenari della riviera di Levante. La frazione di Anzo, dominata da una torre di guardia genovese del XV secolo, sfoggia la magnifica cappella neogotica di Nostra Signora della Neve e l'incantevole porticciolo racchiuso tra due scogli che al tramonto si tinge di rosa regalando un colpo d'occhio mozzafiato. A monte di Anzo, invece, Ravecca è punteggiata di edifici di impostazione medievale tra i quali merita una sosta la bella Cappella dei SS. Bernardo e Pasquale. Un'altra torre genovese di epoca quattrocentesca svetta nella frazione di Setta, mentre in quella di Costa, tipico insediamento di crinale dal quale è possibile tenere sotto controllo sia il mare che l'entroterra, si può ammirare una torre carolingia risalente al IX secolo e la Pieve di San Martino che conserva un dipinto del pittore genovese Bernardo Strozzi. Da non perdere, infine, nella frazione di Castagnola, la parrocchiale di San Lorenzo in cui è custodito il dipinto “La Deposizione” di Luca Cambiaso, famoso pittore del XVI secolo.

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Borghi autentici, la festa nazionale sul lago di Barrea


A mille metri di quota nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, un centro abitato affacciato su un lago che di giorno è meta di turismo balneare e al tramonto diventa spettacolo: è il comune di Barrea in provincia dell'Aquila, circa 700 abitanti, che si appresta ad accogliere, dal 30 agosto all'1 settembre 2019, la decima festa nazionale dei 'Borghi autentici d'Italia'. L'omonima associazione, nata per attirare l'attenzione su 'territori e comunità che ce la vogliono fare', come recita il 'manifesto' aggiornato nel 2015, punta sui borghi come luoghi da vivere, sostenere e preservare valorizzando la forza propositiva della comunità locale e la vocazione all'ospitalità. 

Ad aprire la tre giorni di convegni, fra street food, spettacoli e giochi antichi, sarà il 30 il convegno "Il grande paesaggio italiano come bene comune: identità, riuso e sostenibilità"; il 31 sarà la volta di "Paesaggi e welfare di comunità: lavoro, accoglienza e inclusione". Domenica 1 settembre "Mobilità dolce per muoversi nel Paesaggio". 

Barrea è uno dei 46 'borghi autentici' abruzzesi, nel contesto della rete nazionale di cui fanno parte 370 realtà in 17 regioni con un milione di cittadini complessivamente; piccoli e medi comuni, enti territoriali e organismi misti di sviluppo locale, 'luoghi dove tutti salutano tutti', comunità che decidono di non arrendersi di fronte al declino e si ispirano a un modello di sviluppo sostenibile, equo, rispettoso di luoghi e persone e attento alla valorizzazione delle identità locali. 

"Aver ricevuto il timbro dall'Associazione nazionale dei Borghi Autentici ci riempie di orgoglio - dichiara l'assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, coordinatore della Commissione Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - Abbiamo 75 borghi in Abruzzo, 46 dei quali iscritti all'associazione 'borghi autentici', e la sede scelta per l'evento, Barrea, ha qualche requisito in più di quelli che potremmo immaginare. È in un'area interna, nel territorio di un parco nazionale, e si affaccia su un lago ormai diventato meta turistica balneare, un lasciapassare per il turismo di qualità e di sport acquatici". Insomma, un luogo del lifestyle italiano ricercato dagli stranieri e riscoperto da molti giovani. 

"Abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni sulle nostre mete turistiche proprio grazie a questa vetrina - aggiunge Febbo - Dobbiamo puntare sulla destagionalizzazione ed eventi come la 'Festa dei borghi autentici' contribuiscono a far conoscere i nostri paesi. Un grande risultato lo stiamo ottenendo, tra l'altro, grazie a iniziative sul web come 'Abruzzo Smart Ambassador', che ha registrato finora oltre 22 milioni di contatti". 

Tema della festa di quest'anno è il 'Paesaggio, testimone del valore comunitario'. "Vogliamo valorizzare il microcosmo di un territorio, quello che esso trasmette su scala internazionale - spiega la presidente dell'associazione Borghi Autentici d'Italia, Rosanna Mazzia - Ci interfacciamo, infatti, con altre associazioni che travalicano i confini nazionali. I piccoli borghi sono l'asse portante del sistema Italia, cerchiamo di dare un segnale forte di rinascita, ma anche di rifondazione del sistema Italia partendo dai paesi, dalle caratteristiche umane". 

Barrea, ricorda il sindaco Andrea Scarnecchia, è stato uno dei primi borghi ad aderire all'associazione. "Barrea è anche uno dei 24 paesi all'interno del Parco - sottolinea Antonio Di Santo, presidente della comunità del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, l'organo intermedio che concilia le esigenze territoriali con quelle di conservazione - Per noi la festa è occasione per iniziare l'avvicinamento ai festeggiamenti per il centenario della nascita del Parco".

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A Giornata nazionale borghi autentici si celebrano cibo e vino

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Cibo e vino: orgoglio di comunità” è il tema scelto per la terza Giornata Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia che si svolgerà il 30 settembre 2018, una festa diffusa su tutto il territorio nazionale e che vede la partecipazione di circa 60 piccoli e medi comuni aderenti all'Associazione Borghi Autentici d'Italia.
La manifestazione, giunta quest'anno alla sua terza edizione, è promossa dall'Associazione Borghi Autentici d’Italia e si avvale dei Patrocini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di ANCI, Legambiente, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Cittadinanzattiva, Associazione Comuni Virtuosi, Associazione Europea delle Vie Francigene, Alleanza per la mobilità dolce (A.MO.DO) e del sostegno di Banca Popolare Etica.
Dalla Liguria alla Sicilia, i comuni che partecipano all’evento racconteranno la storia dei loro sapori, quelli più autentici, prodotti con le materie prime locali, da sempre coltivate e seguite con esperienza, divenuti parte integrante di una tradizione legata alla propria terra.
Molte le iniziative proposte, tra street food, show cooking, mercatini autentici a km 0, convegni, mostre fotografiche ed eventi di carattere antropologico e storico pensati per la valorizzazione di tradizioni enogastronomiche e vinicole. Tra queste citiamo San Vincenzo Valle Roveto (AQ) in Abruzzo, in cui si potrà assistere e partecipare ad una vera e propria Vendemmia …. in piazza! E poi Impastando con le “nonne di San Vincenzo Vecchio” che prepareranno la pasta in piazza, coinvolgendo il pubblico a cimentarsi in quest’arte antica ma ancora viva; i due appuntamenti termineranno poi con Il pranzo in comune. Sempre in Abruzzo, a Fallo (CH), si terrà lo show cooking degli Chef Domenico Di Paolo e Giulio Di Gironimo, che si cimenteranno nella preparazione di dolci tipici della tradizione abruzzese.
A Modigliana (FC) in Emilia Romagna, si terrà un laboratorio dedicato ai più piccoli, che avranno l’occasione di imparare a tirare la sfoglia e preparare la pasta (tagliatelle o cappelletti) che potranno portare a casa e cucinare. In Campania, a Postiglione (SA), il Sindaco inviterà i 12 sindaci del territorio dei Monti Alburni (Parco del Cilento) a cimentarsi in una sessione collettiva di show cooking. Ciascun sindaco sarà impegnato a preparare un piatto tipico del proprio Comune, utilizzando esclusivamente prodotti locali. In Calabria, a Roseto Capo Spulico (CS) si terrà una rievocazione degli antichi giochi medievali con De gustibus, una giornata dedicata alla degustazione e alla riscoperta di pietanze della tradizione gastronomica locale.
A Saluzzo (CN), in Piemonte, la Capitale del Marchesato, il 30 settembre coincide con AUTUN A LA VILLA, la seconda edizione della mostra mercato dei prodotti tipici autoctoni del territorio del Monviso e delle Valli Occitane, con visite ai musei cittadini a ingresso ridotto e un Tour guidato dedicato alla cultura enogastronomica diffusa. Sono in programma inoltre, convegni e laboratori didattici, sempre dedicati al tema del cibo, e ideati per sensibilizzare i giovani sullo spreco alimentare e sulla valorizzazione della biodiversità.

Otto borghi d’artista da Bagheria a Castelfranco Veneto

Borghi: interno del museo leonardiano a Vinci © ANSA

 Bagheria, Città di Castello, San Sepolcro, Vinci, San Giovanni Valdarno, Castelfranco Veneto, Pieve di Cadore e Arco hanno una caratteristica in comune: hanno dato i natali a grandi pittori italiani. Grazie ai loro famosi concittadini – Guttuso, Burri, Piero della Francesca, Leonardo, Masaccio, Giorgione, Tiziano e Segantini - i deliziosi borghi, spesso defilati dalle solite rotte turistiche, si trasformano in luoghi d’attrazione culturale, in fondazioni e in musei con installazioni, rassegne e mostre temporanee.
Bagheria
E’ il borgo siciliano a una manciata di chilometri da Palermo dove nel 1911 nacque Renato Guttuso, rappresentante del realismo sociale in pittura che si espresse nel gruppo di artisti del “Fronte Nuovo delle Arti”. Tra i numerosi palazzi barocchi del borgo affacciato sul Tirreno spicca villa Cattolica, che ospita il museo dedicato al pittore e che dal 1990 conserva anche le sue spoglie; all’interno della villa si possono ammirare i dipinti e i disegni dell’artista, da “Vucciria” a “Uomo che mangia gli spaghetti”, dal celebre “Autoritratto” a “Santa Panagia”, e opere provenienti dalla sua collezione privata con capolavori del Novecento italiano. Il museo ospita anche una galleria fotografica e una ricca collezione di manifesti cinematografici, dal cinema muto allo star-system hollywoodiano con omaggi al neorealismo di Zavattini e De Sica e, più recentemente, a Fellini e Tornatore. Villa Cattolica accoglie anche una raccolta di gessi e marmi bianchi, visibili anche dall’esterno attraverso una grande vetrata; lo spazio espositivo è dominato da un’opera di Mario Rutelli, ma nel percorso ci sono anche due opere dello scultore naturalista Silvestre Cuffaro. 
Nel borgo siciliano meritano una visita l’antico palazzo Butera-Branciforti, costruito nel 1658, e la settecentesca villa Palagonia, ammirata nel 1787 da Johann Wolfgang von Goethe. Bagheria è famosa anche per altre ville del Sei e Settecento, tra cui Valguarnera e Spedalotto, dove vennero girate alcune scene del film di Roberto Benigni “Johnny Stecchino”. Info: www.museoguttuso.com

Città di Castello
La cittadina medievale nell’alta valle del Tevere, in Umbria, diede i natali nel 1915 al pittore e artista Alberto Burri, ufficiale medico durante la seconda guerra mondiale, che cominciò a dipingere quando venne fatto prigioniero dagli americani in Tunisia e recluso nel campo di concentramento texano di Hereford. Palazzo Albizzini, nel cuore del borgo umbro, ospita dal 1981 la Fondazione Burri, uno dei più importanti musei d’artista a livello europeo che accoglie in ordine cronologico alcune delle opere più importanti del grande artista, dal “Nero 1” al celebre “SZ1” del 1949 con i brandelli della bandiera americana, fino ai “Cretti” con lo spettacolare “Grande Ferro R” del 1990. Per completare la visita ai luoghi di Burri bisogna recarsi fuori dal centro medievale e arrivare allo spazio espositivo degli ex Seccatoi del Tabacco, enormi capannoni industriali scelti dallo stesso Burri per ospitare le sue ultime creazioni. Oggi vi sono esposte 128 opere, realizzate fra il 1974 e il 1993. In questa sede si sono tenute conferenze d’arte e di restauro del contemporaneo e convegni d’aggiornamento in collaborazione con autorevoli istituzioni nazionali e internazionali. Nei sotterranei dello spazio espositivo si è aggiunta una nuova sezione, interamente dedicata all’opera grafica del maestro, che raccoglie 196 opere create tra il 1957 e il 1994. Infine completa lo spazio espositivo BurriDocumenta, una ricca biblioteca multimediale che ripercorre opere e testimonianze dal 1947 al 2017: grazie a tre chilometri e mezzo di fibra ottica, appaiono in fila schermi con foto e video, come le opere dei cicli di Burri al piano superiore. Nella sezione documenti, infine, una cartina del mondo mostra i 115 luoghi, da Città di Castello all’Argentina, che oggi ospitano le opere dell’artista. 
Città di Castello merita di essere visitata non solo per ripercorrere la storia del suo illustre cittadino ma anche per apprezzarne il ricco patrimonio architettonico: il Duomo, dal caratteristico campanile rotondo, il trecentesco palazzo dei Priori, la torre civica e palazzo Vitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca locale. Informazioni: www.fondazioneburri.org

San Sepolcro
E’ il bellissimo borgo della Valtiberina toscana, anticamente conosciuto con il nome di Borgo Sansepolcro, dove nacque e morì Piero della Francesca, esponente della seconda generazione dei pittori umanisti. Il grande interprete del Rinascimento italiano vi nacque nel 1416; la presenza di chiese, oratori, fortezze e monasteri contribuì a caratterizzare la sua pittura, tesa ad armonizzare luce e prospettiva. Il borgo è un insieme di luoghi dello spirito , tutti da scoprire: le sue chiese, in gran parte legate a conventi, confraternite e monasteri, la basilica di san Giovanni Evangelista, la fortezza e il museo civico che su tre piani (seminterrato e primo piano) custodisce, tra le tante opere, l’affresco su muro “Resurrezione”, simbolo della cittadina toscana, “San Giuliano” e “San Ludovico”, realizzate da Piero della Francesca. Nel 1990 la casa natale di Piero della Francesca in via Aggiunti è diventata una fondazione e oggi possiede una ricca biblioteca specializzata. L’artista toscano ha lasciato ricche testimonianze anche nella vicina Monterchi, che conserva il celebre dipinto “Madonna del Parto”, e nella pianura del Tevere, dove i monti e i dolci declivi collinari sono facilmente riconoscibili nei suoi capolavori. Informazioni: www.museocivicosansepolcro.it

Vinci
E’ il borgo toscano del geniale artista, ingegnere e scienziato Leonardo che qui, tra gli ulivi e i vigneti alle pendici del Montalbano, nacque nel 1452. L’essenza del borgo in provincia di Firenze ruota tutto intorno al suo celebre concittadino, autore tra gli altri di capolavori come “Il Cenacolo” e “Monna Lisa”. Tra il panoramico castello dei conti Guidi e la Palazzina Uzielli, nel cuore del borgo toscano, si aprono il museo leonardiano che ospita un’importante collezione di sue invenzioni, di modelli, macchine e creazioni, una biblioteca e, tra case e palazzi rinascimentali, la piazza progettata dall’artista Mimmo Paladino con mani, segni e disegni, simboli di creatività umana, omaggio al talento infinito di Leonardo. La piazza rappresenta, inoltre, uno spazio con forme geometriche che ricordano il poliedro, simbolo della perfezione della matematica in contrapposizione con l’imperfezione umana. Nel museo leonardiano, nato nel 1953 e rinnovato nel 2006, non ci sono opere pittoriche ma i modelli in scala reale del suo genio scientifico e opere contemporanee a lui dedicate, tra cui “L’Uomo di Vinci” di Mario Ceroli, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo de “L’Uomo di Vitruvio”, e “Il Cavallo di Leonardo» opera in bronzo di Nina Akamu. Nel piccolo battistero della chiesa di Santa Croce, inoltre, si conserva ancora il fonte quattrocentesco al quale fu battezzato Leonardo: una lapide ricorda l’avvenimento con le parole che il nonno Antonio Da Vinci appuntò su un suo registro. Poco distante dal borgo, infine, c’è la frazione di Anchiano dove si trova la casa natale, una villa colonica quattrocentesca. 
Informazioni: www.museoleonardiano.it

San Giovanni Valdarno
Si chiamava Castel San Giovanni il borgo d’impronta romana della valle dell’Arno, in terre aretine, quando nel 1401 vi nacque Tommaso di ser Giovanni di Simone di Andreuccio Cassai, detto Masaccio. La casa del pittore, che fu tra gli iniziatori del Rinascimento a Firenze, si trova in corso Italia ed è la sede di mostre e convegni. Poco fuori dal borgo, a Cascia di Regello, nel 2002 è nato il museo Masaccio, ospitato in un edificio storico che, assieme alla medievale pieve di san Pietro, crea un cortile sul retro della chiesa, dominato da una torre campanaria. L’antica pieve custodisce una serie di opere d’arte tra cui il “Trittico di san Giovenale”, capolavoro del pittore appena ventenne che ebbe il merito di introdurre la prospettiva, grazie alle frequentazioni artistiche con Filippo Brunelleschi. Nei due piani del museo Masaccio le opere d’arte del maestro e di altri artisti suoi contemporanei si trovano in ambienti affrescati, ricordo dell’epoca in cui ospitavano gli appartamenti del parroco. La pieve sorge lungo la Cassia Vetus, un’importante direttrice per pellegrini e viandanti che collegava Arezzo a Fiesole. Nel borgo natio di Masaccio meritano una visita la basilica di santa Maria delle Grazie e il duecentesco palazzo d’Arnolfo, antico centro del potere. Oggi nel museo Masaccio si organizzano anche incontri, conferenze, concerti e dibattiti. Informazioni: www.museomasaccio.it

Castelfranco Veneto 
E’ il duomo neoclassico del borgo veneto in provincia di Treviso a custodire la “Pala di Castelfranco”, il capolavoro del suo celebre concittadino Giorgione, il grande pittore di scuola veneta del Rinascimento. Accanto al duomo, su piazza san Liberale, si trova la casa natia che, in un edificio trecentesco decorato con affreschi di scene bibliche e paesaggi, ospita il celebre dipinto “Fregio delle arti liberali” e un centinaio di oggetti del tardo Quattrocento che consentono al visitatore di immergersi nella vita quotidiana dell’artista. Il museo-casa Giorgione, inaugurato nel 2009, ospita anche mostre temporanee, convegni e attività per le scuole. Il borgo medievale organizza tour guidati – da prenotare in anticipo - sui luoghi dell’artista: lo studiolo, casa Costanzo, casa Barbarella, il teatro Accademico con la bella facciata in cotto, la torre civica, il seicentesco palazzo Revedin-Bolasco con un giardino all’inglese e, in località Sant’Andrea, villa Chiminelli, edificio cinquecentesco decorato con affreschi di Benedetto Caliari e Paolo Veronese. Sono tutti luoghi frequentati da Giorgione, a lui cari, e che segnarono la sua vita e la sua carriera artistica. Informazioni: www.museocasagiorgione.it

Pieve di Cadore 
A una quarantina di chilometri da Belluno si trova Pieve di Cadore, il borgo veneto che ha dato i natali nel 1488 a Tiziano Vecellio. Nel borgo, che sorge tra il fiume Piave e il torrente Boite, si visita la casa-museo di Tiziano dove sono conservati su due piani arredi e carteggi dell’artista con i suoi potenti committenti veneziani. Tra gli oggetti esposti più famosi c’è il sigillo che gli fu donato da Carlo V per la nomina a nobile dell’Impero. Tuttavia Pieve non conserva opere del celebre pittore; per ammirare alcuni dei suoi capolavori, infatti, bisogna raggiungere la scuola del Santo di Padova per l’affresco “Miracolo del marito geloso”, le gallerie dell’Accademia di Venezia e le chiese di santa Maria della Salute e santa Maria Gloriosa dei Frari. Altre venti opere sono sparse nelle chiese e nei monasteri del Cadore. Informazioni: www.magnificacomunitadicadore.it

Arco
A due passi dal lago di Garda il borgo trentino ai piedi di un antico castello è il luogo dove nel 1858 nacque Giovanni Segantini, celebre pittore della seconda metà dell’800 e tra i massimi esponenti del Divisionismo. Arco celebra il suo illustre cittadino nella galleria civica con alcune sue opere e in un percorso espositivo ospitato nel seicentesco palazzo Panni tra dipinti, disegni, sculture e documenti, in collaborazione con il Mart, il museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. La galleria civica si apre con la Segantini Map, una postazione interattiva che consente di interrogare tutte le collezioni pubbliche nel mondo che possiedono opere di Segantini, navigare nei siti di questi musei e visualizzare i capolavori dell’artista divisionista. Le Segantini Doc, invece, sono postazioni multitouch che ricostruiscono la vita artistica del pittore trentino. Attorno alle postazioni interattive sono esposti dipinti, sculture e opere su carta di Segantini e di artisti trentini suoi contemporanei; sono opere provenienti dalle collezioni del Mart, del MAG e della Provincia autonoma di Trento, ma anche di privati cittadini. 
Informazioni: www.museoaltogarda.it e https://segantiniearco.it
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Andar per borghi in treno, accordo con Trenitalia


ROMA - A conclusione dell'anno dedicato dall'Unwto al turismo sostenibile e di quello dedicato dal Mibact ai Borghi d'Italia il turismo riparte con un'iniziativa che unisce queste due anime. Trenitalia scende infatti in campo con l'Associazione I Borghi più belli d'Italia siglando un accordo di collaborazione oggi a Roma nella sede dell'Enit.
    Certo la strada da fare è ancora molta, visto che su 282 Borghi poco più di 20 sono raggiungibili con i treni (un totale di 580 collegamenti giornalieri) ma questo come sottolinea il presidente dell'Associazione Fiorello Primi dipende anche dalla natura stessa dei nostri meravigliosi borghi, "che spesso sono costruiti in luoghi alti e inaccessibili per motivi di sicurezza raggiungibili a fatica a cavallo, figuriamoci in treno". "In più - spiega Maria Annunziata Giaconia (Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia) - in tanti Borghi si può arrivare unendo al treno dei piccoli tratti fattibili con la mobilità pubblica".
    "Oltre ai Borghi Trenitalia - che trasporta 1.5 milione e mezzo di passeggeri al giorno con una flotta di più di 1200 convogli, ha una puntualità del 90% e un tasso di soddisfazione dei clienti salito a più dell'80% - raggiunge anche 32 siti Unesco, 8 Parchi o itinerari naturalistici di grande interesse, 22 Wellness Location e 61 spiagge. Il 2017 ha visto crescere del 7% i viaggi per turismo sui treni regionali di Trenitalia".
    "L'Italia stessa - aggiunge infine la Bianchi - è un borgo diffuso dal momento che il 70% dei Comuni ha meno di 5 mila abitanti. Continuiamo a sostenerli perché attraverso questi piccoli centri si conferisce slancio al turismo dell'intero Paese".

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Chiude Anno Borghi, flussi +12,5% estate

"Si chiude un anno importante per il turismo e la cultura italiana. Il 2017 è stato infatti l'Anno dei borghi ma anche quello della definitiva approvazione del piano strategico del turismo. Abbiamo dimostrato che l'Italia non è solo mare e non solo grandi città d'arte. Il nostro è un Paese costituito per il 60% da piccoli Comuni che conservano tradizione, storia, piccoli e grandi beni culturali su cui si può e si deve costruire un bellissimo racconto". Lo dice Dorina Bianchi, sottosegretario ai Beni e delle Attività Culturali e Turismo, all'evento 'Borghi, mille destinazioni' che chiude appunto l'anno ad essi dedicato e che ha visto un forte interesse dei visitatori con un +12,5% di flussi nella scorsa estate.
    "Chiuderemo questa giornata - aggiunge la Bianchi - con la firma di un importante protocollo d'intesa tra il ministro Dario Franceschini, la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli e l'Anci per portare i ragazzi delle nostre scuole a visitare i nostri bellissimi borghi".
"Oltre ad aver fatto conoscere all'estero in tantissimi eventi le nostre torri, i nostri castelli, i nostri vicoli (l'ultimo è il China Day tutto dedicato ai turisti cinesi organizzato a Orvieto pochi giorni fa) - conclude il sottosegretario Bianchi - nell'Anno dei Borghi abbiamo fatto tanti piccoli ma decisivi passi: dalla legge sui piccoli Comuni a quella sulle ferrovie storiche, dall'aumento del 74% di visitatori nelle aree rurali fino alla bellissima mostra alle Terme di Diocleziano 'Borghi. Viaggio italiano. Ai confini della meraviglia' che ha raccolto oltre 10 mila visitatori da tutto il mondo con 152 Comuni presenti con le proprie delegazioni, 54 spettacoli presentati nelle sale e oltre 50 artigiani presenti. Tutti questi passi sono determinanti per destagionalizzare e diversificare l'offerta decongestionando le grandi mete turistiche e contribuendo a ripopolare i borghi".
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