
Expo Osaka, al Padiglione Italia boom di visitatori ad agosto

La Collezione Permanente del SaloneSatellite debutta in Giappone, ospite speciale del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka
La cucina italiana protagonista all’ambasciata a Tokyo

serata organizzata dall’ambasciata d’Italia in Giappone, in collaborazione con l’Ufficio Ice di Tokyo, alla presenza di autorità locali, operatori e chef italiani e giapponesi del settore agroalimentare per il riconoscimento del valore enogastronomico del nostro Paese come bene intangibile dell’umanità.
rafforzamento dei prodotti italiani su un mercato strategico come quello giapponese. “Il Giappone è un partner commerciale storico per l’Italia, e anche grazie al supporto dell’Ice, i prodotti italiani sono facilmente disponibili nel Sol Levante. Negli ultimi anni, l’export di prodotti alimentari italiani sul mercato è cresciuto sistematicamente, raggiungendo quasi un miliardo di euro. Inoltre, in vista di Expo Osaka 2025, sarà cruciale porre l’enogastronomia italiana in primo piano, rafforzando ulteriormente la nostra presenza. La candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco è un’occasione autorevole di racconto dei valori che caratterizzano il Made in Italy enogastronomico anche nei canali oltre l’etnico”.Nel corso della serata un menù di piatti tipici della cucina italiana, firmato dall’Accademia della cucina italiana, ha raccontato le eccellenze del territorio attraverso un percorso di sapori dal mare alle montagne. La cerimonia si è conclusa con la consegna di una targa di riconoscimento ad otto associazioni giapponesi del settore agroalimentare che contribuiscono a diffondere la conoscenza della nostra cucina in Giappone.
Windstar Cruises, Star Seeker torna in Alaska e Giappone nel 2026

Windstar Cruises ha rivelato il progetto di posizionamento della sua nuova nave, Star Seeker, in Alaska e Giappone nel 2026, anno in cui si
unirà alla flotta, tornando a proporre itinerari in questa regione dopo lo stop avvenuto nel 2023 quando Star Breeze è stata riposizionata a Tahiti. Star Seeker navigherà in Alaska da maggio ad agosto con crociere di 7, 10 e 11 giorni tra Juneau o Seward, in Alaska, e Vancouver, B.C. e saranno disponibili anche tour via terra prima e dopo la crociera a Denali. Star Seeker lascerà l’Alaska a fine agosto e salperà per il Giappone per iniziare le popolari crociere Grand Japan di 10 giorni tra Tokyo e Osaka offendo itinerari fino a novembre.
“Siamo felici di poter riportare i nostri ospiti in Alaska e in Giappone – ha affermato il presidente di Windstar Christopher Prelog – Sappiamo che queste sono destinazioni popolari e molte persone ci chiedono di tornare lì. Non possiamo più mantenere questo segreto”.
In Alaska, Windstar impiegherà leader di spedizione a bordo per guidare le sue Signature Expeditions, come ha fatto nelle precedenti destinazioni dell’Alaska. Per esplorare aree selvagge e remote come i Misty Fjords, gli ospiti possono prenotare escursioni a piedi, in kayak e in skiff dalla nave per vivere avventure ravvicinate in piccoli gruppi guidati da una guida esperta che fornirà un’esplorazione completa durante il viaggio. Le guide delle spedizioni terranno anche presentazioni a bordo della nave per far conoscere la ricca storia, la cultura, la flora e la fauna dell’Alaska.Windstar prevede che i dettagli del nuovo collocamento di Star Seeker, compresi Alaska e Giappone, saranno disponibili online e prenotabili all’inizio di agosto 2024.
“Queste spedizioni coinvolgenti e in piccoli gruppi sono una parte fondamentale del nostro programma in Alaska e avvicinano i nostri ospiti alla bellezza dell’Alaska – ha detto Prelog – Essere sull’acqua e vedere la topografia da quel punto di vista fa capire la grandezza dell’Alaska. È anche tranquillo e meditativo stare in questi luoghi selvaggi. Non si sa mai quale fauna selvatica si possa avvistare”.
Questa notizia si aggiunge alla precedente dichiarazione di Windstar che rivelava l’aggiunta di due nuove navi – Star Seeker e Star Explorer – alla sua flotta di yacht boutique; unità che verranno consegnate rispettivamente nel dicembre 2025 e nel dicembre 2026. Ciascuna di esse avrà 112 suite per una capacità di 224 ospiti e sarà simile agli attuali yacht a motore di classe Star della compagnia.
travelnostop
Turismo. Luoghi imperdibili diventati invivibili: i giapponesi protestano
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I tre milioni di visitatori accolti nel solo mese di aprile aprono il Giappone a un record annuo di presenze superiore ai 31,9 milioni di visitatori del 2019, prima che il Covid affossasse nel 2020, insieme alle Olimpiadi spostate con poco fortuna l’anno successivo, la previsione di 40 milioni di visitatori.
La ripresa post-pandemica non è stata indolore per il Paese del Sol levante e il turismo è stata una risorsa immediatamente disponibile, sostenuta da ingenti investimenti negli anni precedenti, anche se inizialmente dimezzata dalle chiusure e limitata dalle misure di prevenzione. Aperto a un mondo in cerca di svago, esotismo e certezze, l’arcipelago ha favorito un affluso massiccio dall’estero.
Il sistema dell’accoglienza è stato ovunque messo alla prova dai 266 milioni di pernottamenti di giapponesi stimati nel 2023 (+91,2 per cento rispetto al 2019 con una spesa più che raddoppiata sul 2022 fino a sfiorare il valore di 60 miliardi di euro), ma è stato messo alle corde dall’arrivo di 25 milioni di visitatori esteri (sei volte quelli del 2022) che hanno aggiunto al bilancio turistico un cifra pari ad altri 33 miliardi di euro. Il Giappone comincia a soffrire di eccesso di turisti concentrato in poche aree e inizia a manifestare insofferenza. L’allestimento in corso di una barriera per limitare la vista del monte Fuji ai turisti che assediavano un’area commerciale e a alto traffico della cittadina di Fujikawaguchiko è il segno concreto di reazione veso un “overtourism” che sta segnando con aumento dei prezzi e minore cura una industria dell’accoglienza un tempo non proprio bonsai ma di elevato livello.
Significativo che a Kyoto nuovi cartelli esposti nel quartire di Pontocho esortino i turisti a mantenere pulizia e igiene e non sedersi dove non consentito lungo il canale che attraversa una delle aree dedicate allo svago. Pure sintomatica la chiusura all’attenzione morbosa dei visitatori di una parte del quartiere delle geisha di Gion dove le eredi di una tradizione di intrattenimento colto e raffinato sono ormai impossibilitate a circolare, così come molti anziani cittadini che non trovano più posto sui mezzi pubblici. Si moltiplicano i ristoranti che d’ora in avanti accoglieranno soltanto la clientela abituale, su prenotazione. Reazioni limitate ma significative rispetto a una situazione che da imperdibili ha reso quasi invivibili luoghi-simbolo dell’arcipelago: le antiche capitali di Kyoto e Nara, il Tempio della Fenice (Byodo-in) di Uji, il parco Kenrokuen di Kanazawa, il castello più famoso del Giappone, quello di Himeji.
Ovviamente anche l’area del monte Fuji e la capitale Tokyo dove, ad esempio nell’ex mercato del pesce di Tsukiji o nell’area di pellegrinaggio di Asakusa, i giapponesi faticano a trovare spazio e la tradizionale atmosfera. Lo “tsunami” che sta travolgendo le principali aree turistiche dell’arcipelago sta rivelandosi in modo crescente negativo per ambiente e monumenti quanto distorsivo per la vita della popolazione.
In Giappone la tradizione di ospitalità risale a due principali tradizioni – l’antica pratica del pellegrinaggio verso templi e santuari; i viaggi periodici dei cortei dei feudatari a Tokyo per l’omaggio obbligatorio agli shogun Tokugawa – ai quali si sono aggiunte nel dopoguerra la necessità di alloggio provvisorio per tanti che si spostano per lavoro e, dagli anni del boom economico, le strutture necessarie a una industria del tempo libero che muove per brevi ma intensi periodi un gran numero di individui. Ragioni e condizioni diverse che però condividono una filosofia che ha nella previsione e soddisfazione delle necessità del cliente la sua essenza oggi minacciata. D’altra parte, nonostante i limiti evidenti e rischiando ulteriore impopolarità, il governo Kishida ha deciso di alzare ulteriormente la soglia dell’accoglienza indicando in 60 milioni di ingressi all’anno entro il 2030 il nuovo obiettivo-record.
Avvenire
Viaggio tra i fiori dal Trentino al Giappone. Eventi, colori e benessere tra giardini, parchi e oasi
Ciliegi, tulipani, camelie annunciano l'arrivo della primavera fiorendo nei parchi, nei giardini e lungo i viali delle città e con i loro colori e profumi inebrianti invitano al viaggio.
Si va alla scoperta di fioriture spettacolari, di giardini segreti, di boschi e zone verdi che, attraversandoli, creano benessere per il corpo e l'anima.
ansa.it
Shoganai, il segreto dei giapponesi per smettere di preoccuparsi e imparare a lasciar fluire

Shoganai, l'insegnamento giapponese per accettare quello che succede nella vita. E smettere di preoccuparsi
L'eccesso di pensieri ci priva di energia e ci impedisce di essere felici, portando spesso a quella che si suole definire “paralisi da analisi”, ovvero una situazione in cui ci troviamo bloccati nella raccolta e nell'analisi dei dati, senza riuscire a prendere una decisione o ad agire. Come osserva la psichiatra Marián Rojas Estapé, «il 90% delle cose di cui ci preoccupiamo non si verifica mai, ma ha comunque un impatto sulla nostra mente e sul nostro organismo». Secondo la psicologa María Jesús Álava Reyes, la cosiddetta “ruminazione mentale” – cioè l'abitudine di concentrare la nostra attenzione su pensieri ripetitivi e negativi focalizzati su una situazione o un'idea che ci provoca disagio – può essere causa di un profondo esaurimento fisico e mentale, perché attiva il sistema nervoso simpatico, preparando il nostro corpo a fronteggiare o a evitare una situazione di pericolo. «Quando il sistema nervoso simpatico si attiva, si produce una sensazione di esagerata stanchezza fisica, una crescente irritabilità a livello psicologico e un crollo del controllo emotivo», spiega la psicologa. «Per tutto il tempo in cui pensiamo a qualcosa che ci preoccupa, l'organismo si trova in una situazione estrema: a livello muscolare, avvertiamo una forte tensione, il cuore accelera, iperventiliamo... Alla fine, siamo letteralmente esausti».
Per evitare la paralisi da analisi, alcuni esperti consigliano di fissare un "worry time", ossia di programmare un momento della giornata da dedicare alle preoccupazioni che ci assillano. Ma c'è chi affronta il problema con un approccio filosofico, come i giapponesi, il cui atteggiamento, a questo riguardo, si riassume in una parola: shoganai. Si tratta di un termine intraducibile in italiano, che indica ciò che non può essere evitato e per cui non c’è niente da fare, se non accettare la situazione (se proprio volessimo trovare un equivalente nella nostra cultura, potremmo individuarlo nell'espressione francese “c'est la vie”). Laura Tomàs, esperta di costumi sociali e cultura giapponesi, fa notare che il termine “shoganai” sta diventando sempre più popolare in Occidente.
Il concetto di shoganai prende le mosse dal pensiero Zen, che pone l'accento sul vivere l’attimo presente ed essere grati per il dono stesso della vita, abbandonandosi al flusso degli eventi. «“Shoganai”», spiega Tomàs, «è un'espressione usata per esprimere accettazione nei confronti di ciò che non possiamo cambiare o risolvere, essendo fuori dal nostro controllo. Fa riferimento a un atteggiamento basato sul non continuare a rimuginare sugli eventi spiacevoli. Ho perso l'autobus? Shoganai! Ho combinato un casino al lavoro? Shoganai! Ho perso le chiavi di casa? Shoganai! In sostanza, ormai è successo e quindi tanto vale accettarlo e lasciare che le cose fluiscano».
Tuttavia, Tomàs consiglia di approcciare lo shoganai con una certa cautela. Secondo l'esperta, andrebbe considerato come un invito ad adottare un atteggiamento razionale di fronte alle avversità, evitando però di cadere nella trappola della passività alla quale il concetto, se male interpretato, potrebbe indurre. «La mentalità dello shoganai potrebbe essere all'origine del fatto che i giapponesi tendono a non lamentarsi mai», dice, «ma potrebbe anche spiegare la loro scarsa propensione a lottare, a mobilitarsi per cambiare le cose. È importante distinguere tra una razionale accettazione di ciò che non può essere cambiato e una passiva rassegnazione di fronte a cose o situazioni rispetto alle quali, invece, esiste un margine di azione». In buona sostanza, imparare a fluire non significa rassegnarsi sempre senza combattere.
vogue.it
Sfumature d’Oriente per Going nel 2024
La miriade di sfumature dell’Oriente va a comporre il catalogo di Going della programmazione 2024: Giappone e Malesia (cui sono dedicati anche 2 flyer), Thailandia, Cambogia, Indonesia e Vietnam scrivono pagine di itinerari di rara bellezza. Per ogni meta, il tour operator di MSC Cruises consiglia esperienze di viaggio che mettono al centro le unicità di quel poliedro di culture immenso qual è questa regione del mondo.
‘Guardare l’Oriente con occhi nuovi’, parafrasando lo slogan scelto da Going per definire il suo nuovo corso di operatore votato al tailor made e di profilo alto, significa “liberarsi di ogni preconcetto e lasciarsi andare al racconto dei suoi infiniti simboli, delle religioni, degli orizzonti lontani, dei ritmi riflessivi: questo abbiamo voluto trasferire negli itinerari di quest’anno”, osserva Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going.
Nelle sezioni del catalogo ‘I consigli di Going’ si celano gli spunti per agevolare la decisione sulla destinazione da scegliere, che le agenzie di viaggio confezioneranno con competenza:
– Il tour ‘Le meraviglie della Thailandia’ invita a sperimentare la cultura culinaria mentre ‘I tesori della Thailandia’ racconta di passeggiate tra le vie di Bangkok prestando attenzione alle piccole case degli spiriti poste a protezione delle abitazioni e degli edifici, secondo la fede animista
praticata per secoli dai thailandesi.
– In “Vietnam in libertà” l’invito è di non perdere l’occasione di visitare i celebri tunnel di Cu Chi, a circa 2 ore da Ho Chi Minh, e scoprire uno dei siti storici più importanti della guerra del Vietnam: la sezione delle gallerie aperta al pubblico testimonia le condizioni di vita dei soldati
durante il conflitto e offre la possibilità di vedere gli ingressi camuffati e le trappole nascoste, per comprendere la strategia di guerriglia utilizzata dai Viet Cong.
– In Giappone, in treno, andiamo a Nikko, piccolo centro a breve distanza da Tokyo, dove storia e natura si fondono, fra il celebre santuario di Toshogu ai laghi Chuzenji e Yunoko; la visita al pittoresco Ponte Shinkyo che attraversa il fiume Daiya, considerato uno dei tre ponti più belli del Giappone (oltre il ponte Kintaikyo a Yamaguchi e il Saruhashi a Yamanashi), dal 1999 parte del Patrimonio dell’umanità Unesco. Ricostruito nel 1636, le uniche persone che avevano il permesso di attraversarlo erano l’imperatore, i suoi messaggeri ed i generali. Dal 1973, invece, l’attraversamento del ponte è consentito a chiunque.
– Non mancano le crociere di esplorazione di Aqua Expeditions a bordo di Aqua Mekong con le sue sole 20 suite e panoramiche vetrate cielo-terra, il centro benessere, lo chef “stellato”, per solcare dolcemente il fiume leggendario e, in bicicletta, esplorare in modo più intimo i villaggi, addentrandosi nelle risaie e percorrendo sentieri naturali.
– E ancora “I tesori di Bali” per un soft trekking a Ubud, nel paesaggio più popolare dell’Indonesia tra foresta tropicale e risaie terrazzate, costellate di templi e santuari. Esperienza da completare con un soggiorno sull’isola privata di Krakal, piccolo atollo di sabbia con 3 camere, in un mare trasparente nell’arcipelago indonesiano di Karimunjawa, a un quarto d’ora di barca dalla proprietà del celebre Kura Kura Resort (anch’esso nella programmazione di Going).
travelnostop.com
Al Museo del Tessuto di Prato al via la mostra Kimono. Riflessi d'arte tra Giappone e Occidente

La mostra, si spiega in una nota, esplora le contaminazioni creative e culturali - intervenute tra Europa e Giappone prevalentemente dalla fine dell'Ottocento alla prima metà del Novecento - attraverso l'esposizione di un'accurata selezione di opere che di quei reciproci influssi testimoniano i passaggi fondamentali.
Accanto al già noto fenomeno del Giapponismo, ovvero il modo in cui l'arte europea di quel periodo ha recepito e reinterpretato il linguaggio espressivo e decorativo dell'arte giapponese, il percorso espositivo si sofferma soprattutto ad illustrare il processo opposto, definito da alcuni Occidentalismo, nell'ambito del quale anche l'oggetto più iconico della cultura del Sol Levante, il kimono, risente dell'influenza della cultura e dell'arte figurativa occidentale.
In esposizione una serie di dipinti, xilografie, cartoline d'epoca, stampe e tessuti provenienti sia da importanti collezioni private che da inedite raccolte del Museo, ma soprattutto i cinquanta kimono maschili e femminili appartenenti all'esclusiva collezione privata di Lydia Manavello, tutti databili al primo e secondo quarto del Novecento, realizzati in seta operata, ricamata o stampata.
ansa.it
- Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci turismoculturale@yahoo.it
“Italia, amore mio”: una vetrina per imprese e designer
Al via la quinta edizione di Italia, amore mio! (IAM) rassegna dedicata alla passione e al lifestyle italiano, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone (ICCJ) il 21 e 22 novembre a Tokyo. Il tema di IAM 2020 è “Insieme”, per sottolineare l’importanza del contributo collettivo che in questo particolare momento storico è necessario per guardare avanti. Quest’anno IAM si fa portavoce della comunicazione del design italiano in Giappone, il festival è presentato insieme alla quarta edizione dell’Italian Design Day (IDD) 2020, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Giappone, l'Associazione per il Disegno Industriale (ADI), il Muse del Compasso d’Oro, il patrocinio di ENIT e tutti gli attori del Sistema Paese. Una straordinaria vetrina per le imprese e i designer italiani con numerose iniziative per promuovere il design come espressione del “Made in Italy” ad un pubblico, quello giapponese, sempre più curioso e attento. Numerosissimi gli ospiti che partecipano alla rassegna in versione fisica e con collegamenti video dall’Italia, dal mondo dell’arte e del design a quello dello spettacolo. Dagli architetti e designer Kengo Kuma e Toshiyuki Kita, a Olimpia Zagnoli, Katsumi Komagata e Luca Barcellona per il mondo dell’illustrazione e della calligrafia, l’attore Tet Wada, la nota influencer Fujiwara Shiori, il modello e attore Andrea Cocco. E ancora la LaPina ed Emiliano Pepe in versione “autori”, la cantante Chiara Galiazzo, l’architetto Francesco Librizzi, nominato design Ambassador dall’ IDD 2020, e molti altri.
(© 9Colonne)
Giappone. Ecco il primo castello-hotel

Castello di Ozu. Foto Shoko Takayasu-Kita Management & Seki Co. Ltd
È il primo castello in legno del paese a diventare hotel. In Giappone, nella prefettura di Ehime, il magnifico maniero di Ozu, con un’opera di delicato restyling, è stato portato agli splendori originali e trasformato in un’eccezionale dimora oggi aperta per la prima volta al pubblico.
Si tratta di una straordinaria testimonianza storica, perché è uno dei pochi castelli a graticcio rimasti in tutto il Sol Levante. Risalente al Trecento, il Castello inizialmente era solo una rudimentale rocca affacciata sul fiume Hiji, utile per sorvegliare la zona da eventuali attacchi nemici. Bisognerà aspettare il 1617 per vederla trasformata in maniero, quando Kato Sadayasu scelse Ozu per la sua residenza reale, mantenendo il controllo del posto, assieme ai suoi Samurai, per ben quasi due secoli e tredici generazioni. Una volta abbandonato, nell’Ottocento, il castello essendo in legno iniziò a deteriorarsi. Dopo la demolizione della struttura originale del maniero nel 1888, la città ha deciso di ricostruire questo simbolo perduto utilizzando proprio il legno. Dello storico maniero per fortuna le yagura, cioè le torri, costruite nel tardo periodo Edo, dichiarate nel 1957 bene storico nazionale, sono rimaste più o meno intatte: all’interno sono state arricchite da cimeli storici, pezzi d’antiquariato e immagini d’epoca, che ripercorrono l’incredibile storia.

Foto Shoko Takayasu-Kita Management & Seki Co. Ltd
Ricostruita nel 2004, sulla base dei documenti storici della costruzione originale del quattordicesimo secolo, la struttura offre un’esperienza indietro nel tempo grazie a un percorso espositivo fatto di fotografie e modelli in legno, che porta alla scoperta di come si svolgeva la vita all’interno. Nel museo è conservata la testimonianza testuale e fotografica dei lavori di restauro, mentre dal piano più alto si gode la bella vista sulle campagne fiorite (in primavera questa destinazione è famosa per lo spettacolo della fioritura dei ciliegi) e sulla cittadina di Ozu, soprannominata la "piccola Kyoto" di Iyo. Un tempo centro politico nell'era Edo (1603-1868), fiorì durante i periodi Meiji (1868-1912) e Taisho (1912-1926) grazie alla produzione e al commercio di cera e seta. Ma, come molte altre cittadine rurali, ha vissuto un triste declino, e dagli anni Cinquanta la popolazione è diminuita drasticamente, passando sai 79mila abitanti ai 42mila di oggi.
Grazie al Castello, ora la cittadina sta provando a rilanciarsi, attirando turisti e visitatori per fargli scoprire la magia del posto. Fortezze imponenti come questa erano tipicamente costruite in Giappone come sontuose case per signori, a simbolo del loro status. E ora gli ospiti avranno la possibilità di vivere sontuosamente come loro, provando un’esperienza esclusiva fuori dal comune, a partire dal costo: per soggiornare in questa struttura e vivere come signori, si spende a coppia circa 8 mila euro a notte. Il prezzo è proporzionalmente più conveniente (anche se il costo assoluto del pernotto sale) se dai due ospiti si sale al massimo consentito di 12, ma rimane comunque fuori dalla portata dei più. Il benvenuto agli ospiti viene fatto seguendo l’antico cerimoniale giapponese, come si usava all'epoca Edo, che proietta subito nelle atmosfere di un tempo e permette di entrare nello spirito del luogo. Musica, danze e sbandieratori mostrano le antiche arti di cui si godeva a corte, tra spettacoli di spade e concerti di flauti di conchiglie. Si può assistere alle dimostrazioni di fucili con otturatore a miccia, indossando antiche armature.
Oltre ai pernottamenti, i visitatori all'arrivo sono incoraggiati a indossare i kimono tradizionali da signori o i costumi da guerrieri Samurai, per girare tra gli ambienti, le sale e i giardini della struttura. Tra le esperienze da non perdere, c’è sicuramente l’originale cerimonia del tè, un lungo e accurato rito immerso in un lussureggiante giardino: nel parco sorgono diverse case del tè, eleganti padiglioni affacciati su uno dei punti più panoramici del posto, lungo il fiume Hiji. C’è anche un bel santuario da visitare e un tempio. A completare l’esperienza, vale la pena anche godersi una passeggiata per le strade del centro storico di Ozu, visitando le antiche case dei samurai.
Ma trovare posto non è semplice. Vista la straordinarietà del soggiorno, sono solo trenta gli ospiti ammessi all’anno, mai più di sei per volta. Per assicurarsi il soggiorno, c’è chi si prenota anche un anno prima.
repubblica viaggi
ENIT GIAPPONE / INAUGURAZIONE BUONO! BUONO! ITALIA FAIR. TOKYO - PRESENTAZIONE B2C
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ENIT TOKYO - PRESENTAZIONE B2C
ENIT Tokyo ha realizzato seminari B2C in collaborazione di Hankyu Travel con una particolare attenzione ai Golden Age, nelle due città del sud del Giappone, Kagoshima e Kumamoto per rafforzare la destination Italia. Durante i seminari, oltre alle città amate dal pubblico, sono state presentate le iniziative 2020, Raffaello500 e Fellini100, come un momento speciale e occasionale di viaggiare in Italia. ENIT TOKYO PER LA DELEGAZIONE TRENTINO Dal 14 al 18 gennaio 2020 la delegazione Trentino è stata a Tokyo per la Missione di Promozione del Sistema Trentino in Giappone del settore Turismo, Scienza, Vini, Business e Ricerca. ENIT Tokyo ha accompagnato il Trentino dai 12 maggiori operatori turistici giapponesi, interessati ai prodotti turistici italiani active. INAUGURAZIONE BUONO! BUONO! ITALIA FAIR Il 27 gennaio è stato organizzato un ricevimento per inaugurare l’iniziativa promozionale italiana “Buono! Buono! Italia Fair 2020” della prestigiosa catena Prince Hotels & Resorts, patrocinata da ENIT con altre istituzioni italiane, a cui erano presenti rappresentanti del Sistema Italia, tra cui, l’Ambasciatore d’Italia S.E.Giorgio Strace. Quest’anno con un focus speciale su Carnevale di Venezia e invitando chef italiani dei ristoranti noti in varie città in Italia, l’iniziativa avrà luogo in 7 dei principali alberghi della catena nel centro di Tokyo dal 1 febbraio al 31 marzo prossimi e prevede grande affluenza dei visitatori. |
Enit / Thermae Romae, il manga giapponese per promuovere il turismo italiano in Giappone

A Osaka il Tourism Expo Japan e VJTM, la fiera dedicata al Mice

Notizie iniziative Turismo Enit Giappone
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ENIT AL TOURISM EXPO JAPAN 2019
ENIT apre settembre con una messa in onda su Telematin di France 2 del reportage dedicato a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019

Il Giapponismo in mostra
ENIT torna a “Italia Amore Mio ! 2019" Giappone
Enit Giappone la promozione all'aeroporto di Haneda e Italia protagonista a Kagoshima

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Enit e la promozione all'aeroporto di
Haneda
ENIT promuove l'Italia all'aeroporto di Haneda, La sede ENIT di Tokyo ha partecipato con uno stand alla fiera del turismo B2C “Motto! Kaigai he" presso il terminal dei voli internazionali dell’aeroporto di Haneda dal 22 al 24 marzo 2019. L’evento organizzato da Tiat (Tokyo International Air Terminal Corporation) in collaborazione con Japan Tourism Agency e Jata (Japan Association of Travel Agents) promuove i viaggi outbound dall’aeroporto di Haneda. L'Italia protagonista a Kagoshima Il 20 marzo ENIT ha organizzato un seminario a Kagoshima in collaborazione con il filiale di Hankyu Travel International, una delle maggiori agenzie di viaggio con sede centrale ad Osaka rivolta soprattutto al target golden age. Obiettivo: la creazione dei pacchetti turistici speciali utilizzando il volo diretto di JAL (Japan Air Line) dagli aeroporti locali di 8 città da nord a sud del Giappone: Sapporo (Hokkaido), Sendai, Niigata, Nagoya, Osaka, Fukuoka, Miyazaki e Kagoshima. |




